One Hour Per Second, su Youtube un secondo è un'ora [VIDEO]

Ed ecco che i ragazzi di Mountain View hanno realizzato un altro video davvero particolare, tanto per ricordare all’utenza quanto siano forti Google e il suo Youtube. Il progetto creativo non si ferma però al “solo” video One Hour Per Second, infatti la clip animata promuove e rimanda al sito che porta lo stesso nome.

Di cosa si tratta?  Il concetto è quantomeno basico: ogni secondo viene caricata su Youtube una quantità di video corrispondente ad un’ora. Fine. Partendo da questo assunto si possono costruire un sacco di analogie, di equazioni temporali, e sono queste ad essere rappresentate nel video.

Faccio qualche esempio: se nel mondo di Youtube un secondo equivale ad un’ora, allora 24 secondi sono come 24 ore, 9 mesi di caricamenti video sono due ore e un secolo solo 10 giorni. Ragazzi, la matematica non è un’opinione, e quelli di Google sono bravini a fare calcoli! Il sito celebrativo oneourpersecond.com espande il progetto del video e sviluppa molti altri virtuosismi matematico-temporali, tutti animati, pazzi e simpaticissimi. Non perdetevelo!

The Seducer: il gioco della seduzione di Colmar [VIDEO]

Baudelaire diceva che “non si è morti fin quando si desidera sedurre ed essere sedotti” come se la seduzione fosse una condizione naturale del genere umano. L’arte di indurre un’altra persona ad una relazione tramite strategie e regole ben definite come un intrigante e divertente gioco. Partendo da questo presupposto Colmar, nota casa di moda specializzata nei capi invernali, ha realizzato un piccolo film interattivo proprio sulla seduzione.

Tutto inizia con un breve filmato che, con le stesse dinamiche di un trailer cinematografico, ci mostra due storie parallele viste dal punto di vista di una ragazza ed un ragazzo, entrambi impegnati nella conquista dell’altro sesso. E poi la sfida: avrai successo o andrai in bianco? Per scoprirlo basta cliccare nel banner e si viene indirizzati verso il sito “The seducer” della Colmar.

Qui parte la sfida. Si sceglie il personaggio da conquistare e, compilando il campo con il proprio nome e mail, si inizia l’avventura. Il gioco consiste in una storia a bivi dove, alla fine di ogni filmato, si deve scegliere quale mossa fare tra le due proposte. Ma attenzione: scegliere l’opzione giusta non è così semplice come sembra e il due di picche è sempre in agguato!

La storia è girata in modo semplice e divertente, soprattutto nei momenti in cui il protagonista guarda in camera e interagisce direttamente con l’osservatore o esprime i suoi pensieri più inconfessabili. Se tutto va per il meglio e si riesce nella conquista, ci viene finalmente svelata la nostra “categoria di conquistatore”, che va dal romantico al seriale.

Colmar ci invita a cimentarci nel gioco della seduzione e lo fa con un prodotto multimediale interattivo in cui siamo noi, con le nostre scelte, a decidere le sorti della storia. Un prodotto ben realizzato che sfrutta appieno le potenzialità di Youtube e che ci fa scendere in campo nel gioco più intrigante e divertente che ci sia: la seduzione.

Sainsbury's, la dolce risposta alla letterina della piccola cliente

La catena di supermercati Sainsbury’s ridefinisce senza mezzi termini i parametri di un customer service di qualità e ci insegna ad avere attenzione non solo ai clienti attuali ma anche a quelli che potenzialmente ci seguiranno per molti anni ancora.

Il caso è scoppiato quando in rete è circolata la lettera che la piccola Lily Robinson ha inviato agli uffici londinesi della catena di supermercati, interrogandosi sul nome che la catena attribuisce ad un suo prodotto, il tiger bread.

31 Maggio 2011

Caro, Sainssssssssssssbbbbbbburyyys
Perchè il “tiger bread” è chiamato “tiger bread”?
Dovrebbe essere chiamato “giraffe bread” (giraffa).
Love da Lily Robinson, 3 anni e mezzo.

Da parte sua, la catena non si è di certo tirata indietro e pronta è stata la risposta del suo Customer Manager – Chris King (27 anni e mezzo).

Cara Lilly,

Penso che rinominare il tiger bread in giraffe bread sia un’idea brillante – sembrano molto più delle macchie su una giraffa che delle strisce su una tigre, non è vero?

E’ chiamato tiger bread perché il primo panettiere che lo inventò molto tempo fa credeva fosse striato come una tigre. Magari erano un po’ stupidi.

Mi è piaciuto molto leggere la tua lettera così ho deciso di inviarti un regalo. Ho messo una GIFT CARD da £3 in questa lettera. Se chiedi a mamma o papà di portarti da Sainsbury’s potrai usarla per comprarla da sola il tiger bread (e se mamma e papà sono d’accordo portrai prendere anche qualche dolcetto!). […]

Chris King (27 anni e mezzo)

Questo caso di Customer Relationship Management probabilmente farà scuola. Sainsbury’s è riuscita ad ingraziarsi in poche righe la bambina, i genitori, tutte le persone vicine a quella famiglia fino ad arrivare a un gran numero di persone su Facebook che hanno creato una pagina dedicata a Chris King (Chris King from Sainsbury’s is a legend).

Anche le immagini sfocate possono essere molto preziose

Il tuo target pensa a colori. Sai che tonalità preferisce?Questo articolo è realizzato in collaborazione con Thinkstock – un servizio in abbonamento di immagini royalty-free, di Getty Images. www.thinkstockphotos.it

Una delle caratteristiche principali di una buona fotografia è che deve essere pulita e nitida. Allora perchè si dovrebbero voler usare in un sito web, annuncio pubblicitario – o qualunque altra cosa – delle immagini sfocate?

Thinkstock – 126812648

Un’immagine nitida può attirare lo sguardo, ma un’immagine sfocata può svolgere una funzione totalmente diversa. Ad esempio, ha il potere di:

1- Aumentare l’impatto visivo del vostro titolo. Le immagini pulite possono fare a botte con i titoli – specialmente se non c’è uno spazio definito chiaramente per il lettering (un cielo azzurro, o un’ombra scura ad esempio).

2- Assicurare la leggibilità di un testo posizionato sopra una fotografia. Questo deriva dal concetto precedente, permettendo ai designer di usare sottotitoli ed altre caselle di testo che risultino facilmente leggibili. Si può anche piazzare una sfumatura in una zona particolare o usare strumenti degli editor di immagini (maschere, filtri o livelli) per sfumare o sfocare sezioni di una fotografia.

3- Portare benefici alla SEO con i meta-tag giusti. Anche se l’immagine sfocata è usata per l’estetica – quindi non illustrativa del prodotto o servizio – viene indicizzata ugualmente.

4- Rimanere impressa e rinforzare la presenza online insieme ai colori e le texture. Per esempio, un’immagine sfocata sulla home page può essere utilizzata ripetutamente nelle varie pagine del sito o del blog, costituendo così anche un elemento per la costruzione del brand.

Thinkstock – 110874393

C’è una moltitudine di trucchi e tecniche che si possono usare per sfumare le fotografie, anche durante lo scatto e la progettazione. Le vostre fonti preferite di foto ed elementi grafici ve lo dimostreranno sicuramente.

Thinkstock – 113542092

Ma mentre le immagini possono essere sfuocate, una cosa è molto chiara: non c’è bisogno di guardare oltre lo schermo del computer o del vostro smartphone/tablet per trovare le immagini di cui avete bisogno. Un servizio di immagini ad alta qualità in abbonamento è un ottimo punto di partenza.

Thinkstock - 99900336

Ci troverete migliaia di immagini – con qualunque soggetto, atmosfera e combinazione di colori – che saranno al vostro fianco per qualunque capriccio da designer possiate avere.

Potete trovare tutti gli articoli di questa serie nella brand page di Thinkstock su Ninja Marketing.

 

Thinkstock è un servizio in abbonamento di immagini royalty-free, di Getty Images. Una rivoluzione nel mercato delle immagini in stock, ti offre milioni di immagini royalty-free, vettoriali e illustrazioni di Getty Images, iStockphoto e Jupiterimages, tutte in un unico luogo, con migliaia di nuove immagini aggiunte ogni settimana. Il processo di abbonamento semplificato, la ricerca superveloce e l’accesso illimitato (24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana) ti permettono di avere quello che vuoi quando vuoi. www.thinkstockphotos.it

Social media shoes: le sneaker prendono spunto dal Web!

Social media shoes: le sneaker prendono spunto dal Web!

Avete mai pensato di portare Facebook, Twitter e Google… ai vostri piedi? Guardate un po’ queste scarpe che prendono ispirazione dai più famosi siti Web!

Sono concept che potete disegnare anche voi, sul sito Keds Collective!

Queste sono ideate da Lumen Bigott: coloratissime, riprendono i loghi ufficiali dei social. Quali vi piacciono di più?

Facebook

Social media shoes: le sneaker prendono spunto dal Web!

Google

Social media shoes: le sneaker prendono spunto dal Web!

Twitter

Social media shoes: le sneaker prendono spunto dal Web!

Wikipedia

Social media shoes: le sneaker prendono spunto dal Web!

Youtube

Social media shoes: le sneaker prendono spunto dal Web!

Flickr

Social media shoes: le sneaker prendono spunto dal Web!

Personalmente, scelgo Twitter e l’allegria di Flickr! E voi? Commentate pure!

50 giorni, 15 stati e un iPhone: l'avventura di Lisa Bettany

I tempi del cambiamento sono ormai maturi: come avevamo previsto tempo fa, i mobile devices hanno raggiunto un’avanguardia tecnologica tale da competere, in tutto e per tutto, con i camera device.

Oggi vogliamo raccontarvi una grande avventura sulla fotografia, l’iPhone e una App; la protagonista è Lisa Bettany, una fotografa professionista canadese, nonchè co-fondatrice Camera+, una delle app di modifica immagini più popolari di iTunes.

Camera + e il giro del mondo in 50 giorni

“Come possiamo convincere gli utenti che Camera+ è la soluzione migliore per scattare ed editare le fotografie in mobilità?” Si sarà probabilmente chiesta Lisa. La risposta è stata semplice quanto geniale: fare il giro del mondo in 50 giorni, visitando 15 stati e realizzando un book fotografico.

L’unico mirino a disposizione di Lisa è targato Apple: per i suoi scatti, la fotografa avrà a disposizione ben 3 iPhone 4s e, ovviamente, l’app Camera+

Il viaggio previsto tocca tutti e 5 i continenti e prevede anche una tappa in Italia. Al momento Lisa, partendo dal Vancouver (Canada), ha già visitato Tokio ed Hong Kong. Siete curiosi di vedere i suoi scatti? Volete prendere ispirazione per un viaggio futuro? Potete scrollarle tutte sulla pagina ufficiale dell’evento. Noi vi mostriamo le 5 iPhoneografie che ci sono piaciute di più:

Una suonatrice di guzheng, lo strumento a corde da cui è poi derivato il giapponese koto;

Hong Kong ispira molto la fotografia urbana: la presenza massiva di affissioni permette scatti davvero caratteristici!

Anche qui, il gioco di ripetizioni, la messa a fuoco e il distacco cromatico danno carattere alla foto;

Passiamo a Tokio, con una foto presa in cattive condizioni atmosferiche. Il vento spinge la pioggia, e l’iPhone riesce a renderla statica;

Le fotografie al chiuso, soprattutto quelle con trame e ripetizioni geometriche, risultano molto interessanti.

Non solo foto: un vero e proprio reportage

Per il suo viaggio, Lisa non realizza solo fotografie, ma registra i video delle sue esperienze più significative. In questo modo, oltre a mostrare in azione tutte le potenzialità di Camera+, dà valore ad una tesi fondamentale

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=eTcaFJokQBM&feature=relmfu’]

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=AAyQDLIu4Z0′]

Che tu sia un appassionato o un turista, non importa più quale dispositivo hai per immortalare i tuoi momenti. Certo, i device professionali permettono margini di qualità che i mobile devices ancora non raggiungono, ma si tratta di particolari non visibili ai più (almeno per il classico formato da fotografia, come dimostra questa analisi). Al di là di ogni parere, quest’avventura ci ricorda ancora una volta che l’immagine ha la priorità sul suo supporto. Così, a volte, potremmo incontrare dei professionisti con iPhone e dei novizi con la EOS 5D.

Camera+ e l’utilità commerciale del progetto

Posizionandosi al 4° posto tra le apps più scaricate di iTunes, Camera+ ha avuto circa 6 milioni di download, generando più di 5 milioni di dollari

Perchè, allora, Lisa Bettany ha deciso di affrontare questa impegnativa impresa? Noi pensiamo che quest’idea sia un sempreverde dell’unconventional marketing (lo spirito “on the road” coinvolge un ampio bacino di persone) e permetta di estendere il target della sua app, facendola conoscere anche a chi non è un patito della fotografia. Eppoi, dopo 5 milioni di guadagno, una vacanza se la meritava 😀

Noi ninja siamo appassionati di iPhoneografia, ma, personalmente, per gli eventi importanti non posso fare a meno della mia reflex! Voi cosa ne pensate? Siete abbastanza futuristi da rivendere la vostra su eBay?

McDonald's e #McDStories: ecco cos'è successo (e alcune riflessioni sul caso)

In questi giorni, c’è grande tam tam su Twitter a proposito di Mc Donald’s, il caso del momento. Ma cosa è successo nello specifico?

Il 18 Gennaio la multinazionale di fast food ha creato e condiviso su Twitter (@McDonalds) l’hashtag “#McDStories“, chiedendo ai quasi 300.000 follower di utilizzarlo per condividere le belle storie di tutti i giorni legate alla marca.

Il risultato? Pessimo! La rete ha sommerso di commenti e tweet negativi l’azienda (se fate una ricerca, guardate anche la gallery dei top video), criticandola sul cibo spazzatura, il trattamento dei dipendenti, il servizio offerto, l’igiene… tanti anche i tweet italiani!

Il management è stato così costretto a sospendere l’iniziativa dopo pochissimo, commentando che l’azione non ha avuto gli effetti sperati.

Alcune considerazioni sul caso

Al di là dei diversi commenti che si possono trovare in rete sull’importanza dell’ascolto e sul fatto che le logiche 2.0 sono diverse da quelle dell’adv tradizionale, sembra ben più interessante affrontare il caso da un’altra prospettiva: partendo, cioè, dall’azienda in questione, dai suoi valori e dalla sua immagine. In altre parole, qui più che di Social Media Marketing il focus è sul Brand Management.

Da sempre McDonald’s è criticata per i suoi prodotti e le sue azioni. Già più di 10 anni fa un bel libro di un noto sociologo Italiano (V.Codeluppi – Il potere della Marca) aveva notato come le strategie di comunicazione di Mc Donald’s sono sempre avviate in risposta a qualche critica avanzata dai consumatori. In molti pensano che il servizio di Mc Donald’s abbia mutato in peggio il momento-pasto (pranzo in solitudine, cibo scadente, scomodità della consumazione, etc.). Insomma, sembra proprio che l’azienda abbia più nemici che amici nel mondo, con conseguenti problemi di immagine.

Una domanda viene allora spontanea: davvero una multinazionale come Mc Donald’s, operativa da tempo sul social web ed esperta di comunicazione, aveva pensato che questa azione avrebbe potuto funzionare? Era chiaro a tutti che l’hashtag non sarebbe durato più di qualche ora e sarebbe stato sospeso, sommerso di insulti. Oppure gli obiettivi erano altri? Entrambe le posizioni sembrano molto improbabili… Qualche lettore (magari più informato) ne propone una terza? 😉

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

iTunes, otto secondi per ricordare Steve Jobs

The Steve Jobs Moment of Silent è un file audio silenzioso di 8 secondi disponibile ufficialmente su iTunesIl costo del brano è di 0,99 centesimi. Questi 8 secondi simboleggiano gli 8 anni in cui Steve Jobs ha combattuto il cancro al pancreas.

E’ evidente che l’iniziativa non ha certamente scopi commerciali e lucrosi. Piuttosto l’intento è quello di sensibilizzare il pubblico a un tema molto sensibile che con la morte di Jobs pare aver toccato un po’ tutti da vicino.

The Steve Jobs Moment of Silence from Moment of Silence Inc.® on Vimeo.

 

Tutti i proventi saranno donati alla fondazione Lustgarten Hirshberg, impegnata nella lotta contro il cancro al pancreas. Il sito ufficiale dell’iniziativa è stevejobsmomentofsilence.org.

Apple, alla morte di Steve Jobs non approvò applicazioni dedicate alla scomparsa del suo fondatore, ovvia la ragione:

“Intendiamo onorare il grande Steve Jobs con altri metodi e forme “

Probabilmente, in pieno stile Apple, il momento di onorarlo è arrivato.

Su Facebook, l'accendino BIC diventa social!

L’accendino BIC, con i suoi 35+ anni di storia, è entrato da tempo nell’immaginario degli Italiani e non solo. E i 5 milioni di pezzi venduti ogni giorno nel mondo lo dimostrano! Un prodotto unico nella sua semplicità e allo stesso tempo molto originale nel design, che da pochi giorni è anche sul social web!

L’azienda, insieme al network di creativi Independent Ideas hanno infatti progettato una digital strategy per allineare l’immagine di prodotto alle dinamiche 2.0, dando la possibilità ai tanti fan di poter trovare finalmente spazi web ufficiali in cui poter interagire.

Nello specifico, un video in stop motion caricato su YouTube che invita gli utenti a “dirlo con un BIC” è stato utilizzato come modalità creativa per lanciare la pagina Facebook ufficiale.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=qRohEEn4Dto’]

Lo spazio su Facebook ha già raccolto in poco tempo una community di quasi 6500 fan, e registra importanti incrementi giornalieri.

Per aumentare l‘engagement e rendere ancora più divertente l’esperienza online dei fan, parte proprio oggi BIC Design on Fire, una grande competizione internazionale rivolta a grafici, creativi e a chiunque abbia la passione per l’accendino e voglia provare a disegnare e progettare la futura collezione BIC, prodotta in 1 milione di esemplari venduti in tutta Europa. Il vincitore non dovrà convincere solo la giuria, ma anche gli altri utenti dei social network, creando un progetto virale che stimoli la condivisione.

Una strategia creativa e (probabilmente) efficace, che ‘raccoglie’ in un unico spazio e attiva i tanti utenti sparsi nella rete, riposiziona l’immagine dell’accendino BIC elevandolo a oggetto di culto anche nel 2012.

 

 

 

 

 

 

Libri in 3D: faccia a faccia con l'autore!

Kader Abdolah

Written portraits è una serie di biografie di personaggi famosi, quali Anna Frank e Vincent Van Gogh. Qual è la sua particolarità? Ogni libro è stato sagomato in modo da presentarsi come un realistico ritratto in 3D del suo autore, fino a creare dei veri e propri faccialibro 😀

La campagna, creata dall’agenzia olandese Van Wanten Etctera, è stata ideata da Markus Ravenhorst e Maarten Reynen, come parte della Settimana del libro olandese, ed è stata realizzata da Souverein.

E voi comprereste dei libri così? Io personalmente si, li trovo originali ed è sicuramente un modo creativo da proporre per qualunque autore!

Vincent Van Gogh

 

Louis Van Gaal

 

Anna Frank