Super Bowl, i migliori spot degli ultimi tempi

La ricetta perfetta per vincere il titolo di Ad-Men contiene sicuramente tra gli ingredienti, una buona dose di Superbowl! In attesa del countdown per l’inizio del Super Evento targato  XLVI,  si accendono gli animi dei tifosi ma soprattutto dei pubblicitari.

Pronti ad essere severi giudici sulla creatività dei nuovi spot, rinfreschiamoci la memoria con le migliori creazioni di tutti i tempi!

Tide – 2007

Coca-Cola – 2008

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Coca-Cola – 2007

Audi – 2008

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NFL – 2011

Chrysler – 2011

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Volkswagen – 2011

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Google – 2009

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Pepsi – 2010

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Hyundai – 2009

ETrade – 2008

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Budweiser – 2006

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Monster.com – 2008

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EDS – 2009

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Apple – 1984

MyGpTeam, il browser game sulla Formula1

Interactive Project è una startup italiana incubata da Enlabs e specializzata in browser game manageriali per il mondo delle competizioni motoristiche.

Nell’ottobre scorso ha rilasciato un gioco sulla Formula 1, MyGPTeam, dopo un lavoro iniziato a maggio 2011.

Si tratta del primo Browser Game in Italia completamente gratuito, integrato con Facebook e presente da poco anche in versione mobile per iPhone.

Ma come funziona? Abbiamo chiacchierato con il CEO, Matteo Palumbo, che ci ha guidati alla scoperta di questo interessante mondo, concepito in chiave social e gaming.

Le ragioni di MyGPTeam: idea, vision e mission del progetto

“MyGPTeam è nato come primo prodotto sviluppato dalla nostra startup.

Interactive Project, infatti, lavora ad una piattaforma per lo sviluppo in serie di browser games manageriali ispirati al mondo del motorsport e il prossimo obiettivo è lo sviluppo di un browser game sulle moto“.

“Grazie a quest’applicazione è possibile creare una nostra scuderia, mettere a punto la nostra auto grazie alle soluzioni ingegneristiche più avanzate, costruire quindi la migliore F1 e poterla successivamente anche modificare.

Un altro aspetto della simulazione che riteniamo molto interessante è lo sviluppo del motore in 3D che, insieme alla possibilità di esercitarsi in prove, escogitare le strategie e decidere i pit stop, proietta l’utente in una situazione di gioco davvero simile alla situazione reale, indipendentemente dal device o dall’app che sta utilizzando.

Ma, soprattutto, rappresenta un punto di forza importante, poiché ci differenzia da tutti i nostri competitors”.

MyGpTeam, quindi, è una web e mobile application disponibile indipendentemente dal device che sta utilizzando il giocatore, garantendo la stessa user experience sia dal proprio pc piuttosto che da un tablet.

Costituisce un interessante progetto dedicato al mondo dei giochi, non solo perché coglie gli stimoli di un trend decisamente appetibile in questo periodo, ma perché interpreta in maniera funzionale il concetto di intrattenimento crossplatform.

Vantaggi competitivi e studio del business model

L’ambizione del lavoro fatto con MyGPTeam è interfacciarsi in un settore in cui non esiste ancora un player importante e diventare, quindi, riferimento leader.

Ma in che modo il lavoro di MyGpTeam esprime il suo massimo potenziale?

“Seguiamo un metodo preciso: ci confrontiamo con chi ha sviluppato gli stessi giochi.

La nostra piattaforma è ricca di funzionalità ed è sviluppata a rappresentazione internazionale di tutti i giocatori. Inoltre la struttura dei campionati è scalabile, per accogliere un numero sempre crescente di utenti. Da ottobre, in particolare, oltre a presentarci con la versione mobile e con il servizio integrato su Facebook, abbiamo iniziato i miglioramenti sulla grafica.

Non da ultimo, la nostra community è molto coinvolta nella creazione e nella gestione del prodotto: per noi questo aspetto è tra quelli fondamentali perché sono direttamente i giocatori a guidarci rispetto all’uso che fanno dell’app o ci dicono come migliorare proprio attraverso le loro richieste. E poi lo sviluppo del motore in 3D è un fiore all’occhiello, perché in questo momento permette di farci notare rispetto a tutti gli altri presenti sulla scena”.

Per quanto riguarda l’evoluzione del financial plan, Matteo ha spiegato come il prototipo sia stato frutto di un progetto universitario autofinanziato e che, successivamente, ha colto la proposta d’incubazione da parte di Enlabs, che ne ha permesso tutti i passaggi successivi fino ad ora.

“Oggi la base del gioco è gratuita ed è corredata dalla possibilità di acquistare in abbonamento ulteriori trenta attività aggiuntive. C’è la possibilità di utilizzare anche i facebook credits per lo stesso scopo.

Non intendiamo, poi, sfruttare i banner ma dedicarci a pubblicità specifica in game advertising, per esempio sponsorizzando la Formula 1 o il tracciato”.

Prossime milestone e confronto con il mercato internazionale

“Interactive Project sta per rilasciare una versione di MyGPTeam per Android e, sul fronte degli investimenti, sta facendo ricerca soprattutto di partnership internazionali.

L’idea è che un progetto del genere debba poter accogliere le vaste opportunità, in termini soprattutto di consumi, poiché i dati descrivono comportamenti precisi.

Gli italiani in particolare sono grandi giocatori, ma al contempo investono ancora poco nella ricerca, all’interno di una panoramica europea che finanzia iniziative simili con decine di milioni di Euro.”

Considerando infatti che la scena startupper italiana comprende altri progetti, come Darkwavegames, Just Funny Games, Tiny Colossus, BtrStudios, Gowar, Kalicanthus o la vincitrice a Le Web 2011, Beintoo, sicuramente Interactive Project dimostra di avere un ennesimo punto a favore per via di questa sua apertura al mercato mondiale con MyGPTeam.

“Siamo stati anche noi a Parigi ed eravamo tra le 4 startup, su 411 totali, che provenivano dall’Italia. Quel momento è stato per noi molto importante e ci fa credere di poter dare fiducia al made in Italy, ecco perché abbiamo intenzione di esportare il nostro lavoro.”

Vogliamo dare ragione a MyGPTeam e allora, per finire, ecco il video di presentazione del gioco nel suo canale youtube, in cui si trovano anche tutti i tutorial realizzati per guidare al meglio l’utilizzo dell’app.

Buon divertimento!

Alex Giordano da Chiambretti porta la Rete in TV [VIDEO]

I Ninja sono tornati in TV. Dopo la bellissima esperienza su La3 dedicata alle migliori idee contagiose della settimana, anche i palinsesti notturni di Italia1 sono stati ‘preda’ dell’invasione: per chi se lo fosse perso infatti, ieri sera il nostro Alex Giordano è stato ospite del Chiambretti Sunday Show.

Il ‘Professore del Web’, così come Chiambretti l’ha presentato, in un intervento breve quanto per noi importante ha introdotto una tematica vitale come quella del rapporto tra Internet e politica, e della censura in particolare, confrontandosi con l’On. Borghezio in merito alle decine di gruppi nati in rete attorno alla sua figura e agli episodi di eliminazione dei commenti negativi.

Libertà nel web, dunque. Una questione di cui tanto si è sentito parlare negli scorsi giorni in occasione delle proteste contro il SOPA, ma di cui forse non tutti sanno abbastanza. E portarla in TV è sicuramente una via affinchè questioni vitali come questa arrivino a tutti, non credete?

A questo link trovate tutti i video della puntata. E in attesa della prossima apparizione, c’è anche il Ninja Comic dedicato della nostra Daniela Odri Mazza aka Kikyo.

L’attivismo non è un crimine: nascono i banditi del clima Greenpeace

Protestare in modo non violento contro i cambiamenti climatici è un reato, pena: l’ “esilio“. È quello che è successo a Salvatore Barbera, responsabile della campagna “Energia e Clima” di Greenpeace Italia.

Lo scorso 6 dicembre stava protestando insieme ad altri attivisti di Greenpeace in maniera non violenta d’avanti Palazzo Chigi. In quei giorni si svolgeva a Durban, in Sud Africa, la conferenza sul clima dell’ONU. I protestanti chiedevano al governo di prendere, per tale causa, una posizione forte ed ambiziosa per la salvaguardia del clima. Protesta come suddetto assolutamente pacifica che ha però avuto delle conseguenze che hanno dell’assurdo.

Salvatore, a seguito della protesta, ha ricevuto, dal questore di Roma, un foglio di via obbligatorio che lo intima a non rientrare a Roma per i prossimi due anni. Questo provvedimento viene solitamente usato per i casi di mafia e non per un atto di responsabilità civile. Ma Greenpeace non se ne è stata a guardare. L’attivismo non è un crimine, quindi ecco subito la protesta sul sito Banditidelclima.org.

Su questo sito c’è un video in cui lo stesso Salvatore racconta la sua storia e fa un appello (ad attivisti e non) a diventare dei “banditi del clima“, compilando un form ed inviando una propria foto. La protesta ha da subito avuto un grandissimo successo, trovando, in meno di una settimana, l’appoggio di più di 9000 banditi“. L’obiettivo è di dimostrare che sono in tanti coloro che credono che protestare (in maniera pacifica) per il clima non sia un reato, ma un diritto.

Stewart Downing: quando un fake può costare milioni [VIDEO]

Stewart Downing è un calciatore inglese arrivato al Liverpool lo scorso agosto. I ninja amanti del calcio sicuramente lo conosceranno, ma da qualche giorno è la rete intera a parlare di lui, grazie alla sua atipica scalata verso il blasonato club dei Reds.

I dirigenti della società infatti lo hanno voluto a tutti i costi dopo aver visto su YouTube il video in cui infilzava magistralmente cinque palloni, uno dopo l’altro, dentro altrettanti bidoni piazzati a metri di distanza. Scoprendo però poi che il video era stato creato ad arte per promuovere la campagna abbonamenti dell’Aston Villa, squadra di provenienza di Downing.

Il claim “Seeing is believing” (Vedere è credere) che appare nel finale del video a quanto pare non è bastato a far comprendere la natura promozionale dello stesso. In rete si sa, non tutto ciò che si trova va preso per oro colato. Oro, invece, è quanto stato pagato Downing. Un talent scounting digitale che, oltre ad essersi rivelato un fallimento, è costato al Liverpool ben 20 milioni di euro: a tanto infatti ammonta la somma pagata per l’acquisto di Downing, cifra di cui nessuno (finora) aveva ben capito il motivo.

I precedenti non mancano neppure. Chi non ha visto il video delle famose traverse di Ronaldinho o quelli di Remì Gaillard in cui colpisce qualsiasi cosa a suon di pallonate? Beh, i dirigenti del Liverpool, a quanto pare.

Forum della Comunicazione Digitale 2012: l'innovazione vi aspetta il 7 febbraio! [EVENTO]

Giunto ormai alla terza edizione, torna anche quest’anno il Forum della Comunicazione Digitale.

Il 7 febbraio 2012, infatti, in quel di Palazzo Mezzanotte Piazza degli Affari, 6, Milano – storica sede della Borsa di Milano, andrà in scena uno dei principali appuntamenti nazionali dedicati all’innovazione tecnologica, la comunicazione e la digital economy.

Anche quest’anno Comunicazione Italiana, primo “Business Social Media” italiano, invita comunicatori, imprenditori, top manager, blogger, studenti, e rappresentati istituzionali ad incontrarsi per fare rete e cercare i driver, i nuovi punti di riferimento verso cui muoversi domani.

Training educational, benchmarking, workshop, interviste, talk show, seminari e tanto altro per una giornata ricca di contenuti ed interventi (qui la lista degli speaker), dove poter fare networking, ma soprattutto approfondire le possibilità che il mondo digitale ci offre per uscire dalla crisi economica.

Tanti i temi anche quest’anno: mobile commerce, new entertainment, brand engagement, tecnologia, economia e lavoro digitale, sviluppo e innovazione del mercato, tanto per citarne alcuni.

Il Forum Della Comunicazione Digitale 2012 sarà caratterizzato da tre caratteristiche fondamentali, sarà:

– Multiformat, per le sue tante e diverse sessioni;
– Multitarget, perchè ogni momento vuole mettere in relazione le differenti realtà del mondo delle imprese, con quello delle istituzioni e dell’università;
– Multitasking, perchè molte iniziative saranno in diretta contemporaneamente e ognuno avrà la possibilità di crearsi una sua agenda.

Lo scopo del Forum dunque è quello di dare vita ad un dibattito pubblico che si soffermi sui temi dell’innovazione, della comunicazione e della tecnologia; il tutto con un unico motto alla base: fare rete!

Per partecipare? Basta registrarsi al sito comunicazione italiana qui e poi seleziona “Iscriviti” sulla scheda relativa all’appuntamento qui ed il gioco è fatto, la partecipazione è aperta a tutti ed è assolutamente gratuita.

Forum della Comunicazione Digitale: una giornata al presente che si declina al futuro!”… in pratica una giornata da non perdere!

Angry Birds festeggia l’anno cinese del drago [VIRAL VIDEO]

Secondo una leggenda cinese il Buddha, nel presentimento della sua fine sulla Terra, chiamò a raccolta tutti gli animali della terra. Solo dodici andarono ad offrire il loro saluto e, come premio per la loro fedeltà, il Buddha decise di chiamare ogni anno con il nome di ciascuno degli animali accorsi. Tra i dodici fortunati troviamo il coniglio, il drago, il cavallo e il maiale. Non c’è nessun uccellino. Forse è per questo motivo che la Rovio Mobile ha deciso di prendersi una rivincita sul capodanno cinese con un video d’animazione dedicato all’anno del drago appena iniziato.

Tutto inizia con una rappresentazione teatrale in cui un maiale cinese tenta invano di rubare le uova degli uccellini. Il re dei maialini verdi, che assiste alla messa in scena, non è contento e decide di ribaltare la storia. Peccato che gli Angry Birds non abbiano gradito questo cambio di programma e… via con la fionda! Nello spettacolare finale un enorme drago rosso metterà sottosopra tutto l’esercito dei porcellini verdi.

Il cortometraggio d’animazione risulta molto curato e divertente, con animazioni fluide e uno stile grafico accattivante e moderno. Interessante il richiamo, seppur solo nelle sagome mosse sul palco, alla tradizione cinese del Teatro delle ombre.

L’anno del dragone è appena cominciato ma, visto l’enorme successo e l’arrivo del gioco su Facebook, credo che questo sarà, a pieno titolo, l’anno degli Angry Birds.

I 10 prodotti di fiction divenuti realtà

Conoscete il product placement?

È quella tecnica di marketing che permette alle aziende di sfruttare l’universo televisivo e cinematografico per pubblicizzare i propri prodotti. È risaputo che un fan, trovando nel suo film/serie tv preferita un prodotto, possa aver voglia di provarlo. Sarà il desiderio di far parte di mondi avvincenti o forse la voglia di avere qualcosa in comune con dei personaggi che talvolta sembrano reali, sta di fatto che il product placement funziona, soprattutto sui fan.

Pensate allora di effettuare il procedimento inverso, scegliendo un prodotto fittizio che, tramite un film o serie tv è diventato celebre e mettendolo sul mercato. Cosa penserebbero i fan?Di certo sarebbe un modo per mettere un piede nella realtà di cui spesso vorrebbero far parte.

Sta di fatto che questo, miei cari fan di prodotti televisivi e cinematografici, non è più solo un sogno (ma forse lo sapete già)!

Per provarlo, ho raccolto una serie di prodotti nati sullo schermo e diventati in seguito reali.

La carta Dunder Mifflin

I fan della sitcom The Office adesso potranno davvero acquistare la carta Dunder Mifflin, prodotta nella realtà da Staples Inc., grazie ad un accordo con la NBC Universal. La scelta di questa compagnia non è per niente da sottovalutare. Infatti,  così facendo ha potuto pubblicizzare la propria attività, utilizzando un marchio noto agli occhi dei telespettatori come unica pubblicità.

Le patatine Cheesy Poofs

Per festeggiare i 15 anni di South Park, la Frito-Lay ha prodotto un milione e mezzo di pacchetti di patatite Cheesy Poofs e le ha distribuite nei negozi WalMart, facendo la felicità dei fan dell’irriverente show.

I supermercati Kwik-E-Mart

Tutti conosciamo The Simpson, la più longeva sitcom e serie animata mai trasmessa. Per pubblicizzare il film tratto da questo show famoso in ogni angolo del pianeta era doveroso fare le cose in grande.E così è stato: per l’occasione la catena di supermercati 7-Eleven ha cambiato i connotati a 12 dei suoi punti vendita trasformandoli in Kwik-E-Market, il supermercato gestito da Apu e conosciuto in Italia come Jet-Market.

La trasformazione ha coinvolto anche i prodotti messi in vendita. Infatti, nei Kwik-E-Market della realtà, è possibile trovare la Buzz-Cola, i cereali di Krusty il clown, lo Squishees (in Italiano lo Slurp), la birra Duff, un’edizione speciale del fumetto L’uomo radioattivo e le Donuts, le mitiche ciambelle tanto amate da Homer.

L’iniziativa è risultata vincente, portando un aumento del 30% sulle vendite.

La Bubba Gump Shrimp Company

Tra i personaggi del film Forrest Gump ricorderete di certo Bubba, compagno d’armi di Forrest durante la guerra del Vietnam. Bubba era davvero fissato con i gamberi, tanto che riuscì a convincere Forrest a fondare una società che si occupasse proprio della pesca di gamberi. Purtroppo Bubba morì in Vietnam e Forrest rimase l’unico socio della compagnia.

Ebbene, se Bubba vi ha fatto venire l’acquolina in bocca e non desiderate altro che assaggiare i famosi gamberi cucinati in tutte le varianti, non dovete far altro che prenotare un tavolo! Nel 1996 La Bubba Gump Shrimp Company Restaurant and Market ha aperto ufficialmente i battenti anche nel mondo reale. Attualmente ci sono 32 ristoranti specializzati in pesce e frutti di mare sparsi per il mondo.

I Mighty Ducks

È una squadra di hockey fondata nel 1993 da Walt Disney ispirata al film The Mighty Ducks (conosciuto in Italia come Stoffa da campioni) uscito nelle sale l’anno precedente. Il film narra la storia di una squadra di hockey composta da ragazzini (tra i quali figura anche un giovanissimo Joshua Jackson). Nel 2006 i coniugi Samueli, che avevano acquistato la società da Walt Disney un anno prima, cambiarono il nome e la divisa della squadra, da allora nota come Anaheim Ducks.

La variante di gelato Schweddy Balls di Ben & Jerry

Il nome deriva da un celebre ed esilarante sketch del Saturday Night Live che vede come protagonisti Alec Baldwin, Molly Shannon e Ana Gasteyer.

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Le gelatine Tutti i gusti più uno

I fan di Harry Potter le conoscono bene e adesso possono anche assaggiarle. Queste particolari gelatine si chiamano così proprio perché non si limitano ai classici gusti di frutta, ma spaziano in una illimitata variante di sapori. Attenti però, non è detto che vi capiti un gusto gradito, può confermarlo Albus Silente:

« Ah! Gelatine Tuttigusti+1! Da giovane ho avuto la sfortuna di trovarne una al gusto di vomito, e da allora devo dire che per me hanno perso ogni attrattiva… Ma se prendo una bella caramella mou, non dovrei correre rischi… Tu che dici?» Sorrise e si cacciò in bocca un cubetto dal bel colore ambrato. Appena l’ebbe masticata, esclamò: «Povero me! Cerume! »

Harry Potter e La pietra filosofale

Il romanzo Heat Wave

È definito pseudobiblium, ovvero un libro mai scritto nella realtà, ma nato come artificio narrativo. In questo caso l’autore è il romanziere immaginario Richard Castle, protagonista dell’omonima serie televisiva. Heat Wave è stato realmente pubblicato, prima parzialmente sul sito della ABC, poi per intero in versione cartacea. Il romanzo è stato seguito da Naked Heat e Heat Rises, sempre frutto della penna immaginaria di Richard Castle.

Il profumo Sex Panther

Se avete visto il film Anchorman, di certo vi sarà venuta la curiosità di sapere cosa si prova ad avere addosso un profumo “made with bits of real panther”, è il momento di scoprirlo. La fragranza, che a detta di Brian Fantana, è vietata in nove paesi, è diventata reale. Ma che profumo avrà?

Le scarpe Nike MAG

Direttamente dal secondo episodio della saga Ritorno al Futuro nascono le mitiche scarpe Nike MAGRitorno al Futuro ha fatto sognare (e continua tutt’ora) grandi e piccini soprattutto per le sue invenzioni strabilianti. Erano anni che i fan speravano di poter tenere tra le mani alcuni degli oggetti del film. Essendo troppo complicato ricreare un Hoverboard (per intenderci lo skateboard volante), la Nike ha commissionato a Tinker Hatfield (colui che aveva ideato le scarpe per il film) e Tiffany Beers di trasformare questo sogno in realtà. Purtroppo, a differenza della versione che Martin indossa nel 2015, quelle proposte a noi attualmente non si allacciano da sole, ma magari in futuro lo faranno!Le Nike MAG sono state messe all’asta su Ebay e il ricavato è stato devoluto alla Michael J. Fox Foundation per la lotta al Parkinson

LinkedIn: 5 consigli di personal branding 2.0

LinkedIn è, ad oggi, il più diffuso social network professionale grazie a cui poter cercare nuove opportunità di lavoro e business. Saperlo utilizzare al meglio e conoscerne le strategie più interessanti diventa quindi molto importante, soprattutto in tempi di crisi!

Prendendo spunto da due interessanti e recenti post (“How to make great connections on LinkedIn” e “Linkedin non serve solo per trovare lavoro. Ecco le 12 tattiche per sfruttarlo al meglio nel 2012“) e dalle esperienze personali, ecco una lista di 5 consigli per posizionarsi al meglio e usare la piattaforma per il proprio personal branding.

1. Completate il vostro profilo

Vi aiuterà il dato percentuale di completamento, che trovate alla destra della pagina profilo. Inserite le esperienze che vi hanno arricchito e formato, tralasciando quelle più brevi (poche settimane, tipicamente legate a borse di studio o piccoli progetti, da aggiungere eventualmente nel campo “riconoscimenti e premi”) o meno importanti. Un limite della piattaforma è di non dare la possibilità di ordinare quanto fatto in spazi diversi, a seconda dell’importanza del lavoro e del prestigio dell’organizzazione.

In questo caso sono importanti due dimensioni:

> Siate interessanti: un tipico errore è non inserire una breve descrizione delle esperienze, dando per scontato che un potenziale contatto sappia già di cosa vi occupiate. Soprattutto per le professioni più recenti (come quelle legate ai social media) spendete 5 minuti a raccontare le mansioni e il lavoro day by day.

> Create e comunicate un percorso coerente: date più visibilità alle esperienze che riguardano uno specifico campo, in modo da proporvi come avviati e competenti in un particolare settore. Soprattutto con il proliferare di nuove tipologie di contratti, lauree e opportunità formative, i selezionatori cercano profili che abbiano saputo individuare la propria strada professionale.

2. Siate realisti

Un conto è creare un profilo ben scritto e completo, un altro è proporsi come il Guru del proprio settore 😉 Cercate sempre la coerenza tra quello che siete, conoscete e sapete fare e quello che dite di essere, conoscere e saper fare. In rete si legge di tutto: ‘Specialist’ di 20 anni, Manager Freelancer (??), e via dicendo. Lo dicono i professionisti di HR e Organizzazione Aziendale: in caso di interessamento da parte di qualche selezionatore non pensiate che ‘sia fatta’, ma considerate che dovrete sostenere un colloquio orientato proprio a capire se queste competenze sono reali o spropositate. Vendetevi bene e ricordate di dare un’occhiata al profilo del selezionatore e dell’azienda prima di presentarvi al colloquio!

3. Partecipate

Lo scopo di LinkedIn è quello di potenziare il vostro personal branding, creando in parallelo contenuti di valore che arricchiscano le varie comunità professionali. E’ pur sempre un social network 😉 Pubblicate sul vostro profilo gli aggiornamenti dal web che vi sembrano più interessanti (logica interattiva) o che parlano di voi/creati da voi stessi (orientamento al web come ‘vetrina’). Iscrivetevi ai tantissimi gruppi già attivi in base ai temi che più vi interessano e che pensate possano darvi informazioni interessanti e, se non esistono, createli ad hoc. Una volta entrati, partecipate e sfruttate le varie tab: aprite discussioni, promuovete un corso che vi sembra interessante etc., il tutto rispettando le policy interna.

4. Connettetevi… usando la testa

Avete aperto LinkedIn, inserito le vostre competenze, lo controllate giornalmente per postare un bel contenuto sul vostro profilo e ogni tanto scrivete anche qualche bel commento in quel gruppo che pensate faccia al caso vostro. E’ ora di ampliare il vostro network di contatti! Facile a dirsi ma non a farsi. Se trovate un profilo che non conoscete ma che pensate possa in qualche modo esservi utile, connettetevi spiegandone le ragioni: non dichiaratevi amici se non è vero, ma comunicate il motivo reale per cui volete che entri nel vostro network. Avete apprezzato un suo commento in un gruppo? Letto qualcosa su di lui/lei o scritto da lui/lei e avete il desiderio di approfondirlo? Notato un job posting sul sito della sua azienda e cercate un contatto più diretto? Basta anche l’ammissione di una mancanza di ragioni: magari non esiste, volete solo connettervi perché mai dire mai… L’importante è scriverlo nel messaggio di invito e non lasciare il testo standard.

5. Coltivate il vostro network

Dopo qualche tempo, notate di avere un network qualitativamente e quantitativamente interessante. Non lasciatelo ‘deperire’, le connessioni vanno coltivate! Qualcuno approfitta delle festività per mandare messaggi privati di auguri o comunicazioni simili, che possono funzionare ma sfiorano lo spam/stalking. La gestione del network avviene almeno a due livelli:

> Quando accettate una persona o lei accetta voi, continuatele a scriverle per avviare un’interazione di valore su temi di interesse per entrambi. In questo caso cercate di non proporvi solo come bisognosi di aiuto: la controparte perde tempo ed energie a rispondere, cercate di creare valore anche per lei.

> Nella quotidianità, se avete la necessità di qualcosa e pensate che qualcuno del vostro network possa offrirvela, non esitate! E’ un altro bel modo per passare da un legame debole a uno più forte.

5 consigli di personal branding su LinkedIn, che potrete seguire anche via mobile scaricando l’app dedicata. Cosa aspettate? Il 2012 sarà il vostro anno professionale… anche grazie al recruiting 2.0! 🙂