Facebook semplifica i tag con il riconoscimento facciale

Vi avevamo già anticipato che presto Facebook avrebbe attivato la “face recognition” (vedi: “Le tre novità di Facebook: pagine, foto e notizie sponsorizzate“), vale a dire un sistema di agevolazione dei tag nelle foto, attraverso l’individuazione della persona da taggare secondo i tratti del volto.

Questa nuova funzione è già attiva per molti utenti e, come accade ultimamente (vedi: “Personalizzazione istantanea di Facebook: privacy alert“), per default. Vale a dire che, se non volete che Facebook vi suggerisca nei tag, dovrete essere voi a settare le impostazioni per la privacy per non consentirlo.

Mentre nel caso della personalizzazione istantanea, posso comprendere che non si vogliano condividere i propri dati su siti esterni, per quanto riguarda invece questa nuova funzione non ci vedo niente di male. Anzi penso che sia molto comodo facilitare i tag soprattutto se si pensa alla quantità di foto che si aggiungono e al lavoraccio di taggare tutti gli amici.

Attenzione a urlare “pericolo per la privacy” in qualunque momento: questa funzione rispetta i setting precedentemente impostati. Quindi no, uno sconosciuto non potrà taggarvi.

Se non avete mai impostato i vostri setting per la privacy, direi che è arrivato il momento di farlo.

Come disattivarla

Se non siete d’accordo, vi spiego come fare per disattivarla. Come al solito dovete cliccare su “account”, “impostazioni sulla privacy”, “personalizza impostazioni”, “elementi condivisi dagli altri”:

Adesso andate su “suggerisci agli amici le foto in cui ci sono io”, scegliete “modifica” e poi “no”:

Oltre il CRM: marketing, fashion e luxury [INTERVISTA]

E’ ancora possibile parlare di CRM? I Social Networks non hanno forse cambiato il concetto stesso di Customer Relationship Management?
In un’epoca di empowerment del consumatore, il suo rapporto con il brand ed il suo ruolo nella relazione con esso si sono profondamente modificati anche e soprattutto in settori come quelli del fashion e del luxury.

Muove da queste constatazioni il libro “Oltre il CRM. La customer experience nell’era digitale. Strategie, best practices, scenari del settore moda e lusso“, edito da FrancoAngeli e curato da Michela Ornati.

Ed è proprio con Michela, che può vantare un’esperienza internazionale in questi settori, che abbiamo voluto approfondire genesi e temi del libro.

Ciao Michela, com’è nata l’idea del libro?

La filiera moda-tessile è intrisa di tecnologia, tecnica e creatività, ma l’innovazione ha luogo solo nel momento in cui questi mondi, le persone che li rappresentano, si incontrano e “parlano” tra loro.
Nella mia esperienza nel settore moda-lusso mi sono spesso imbattuta in situazioni dove chi conosceva la tecnologia non comprendeva i processi creativi, e viceversa, chi creava non era consapevole degli strumenti che la tecnologia poteva mettere al servizio del processo creativo. Il risultato di questa mancanza di dialogo e conoscenza, ho avuto modo di constatare, è un grande spreco di potenziale innovativo, efficenza e competitività. Questo è vero non solo a monte, ma anche e sopratutto a valle della filiera, nella distribuzione e nella promozione. Di qui l’idea di divulgare, grazie alla collaborazione con Campus della Moda, un testo che toccasse diversi tematiche inerenti all’incontro tra la tecnologia, nello specifico le tecnologie digitali, e il mondo della moda e del lusso, e illustrare l’impatto che questa alleanza può produrre in termini di valore aggiunto per il cliente business e per il consumatore finale, oltre che per l’azienda, ovviamente.

A che genere di pubblico hai puntato nel selezionare temi ed autori per “Oltre il CRM”?

Il tono del libro è volutamente divulgativo, perchè il mio obiettivo è quello di incuriosire e stimolare l’iniziativa dell’impresa della moda e del lusso artigiano di medie e piccole dimensioni.
Le grandi aziende, come Gucci o Coin (due casi illustrati nel libro e scritti, rispettivamente, da Annalisa Dimonte e Monica Gagliardi) fanno da apripista. Ma le piccole, come Calceviva, un’azienda pugliese di abbigliamento donna di alta gamma, trainano il settore con il loro esempio di innovazione e fiducia nei nuovi mezzi di comunicazione e nei giovani che meglio li sanno utilizzare; la loro voce è una testimonianza  preziosa e insostituibile.
Ecco, la mia intenzione era di far raccontare, con una pluralità di contributi generosamente forniti da esperti del settore attivi nella filiera moda-tessile, come le tecnologie digitali possano impattare i processi aziendali, porre il cliente al centro, rendere competitive le aziende nonostante i tempi assai difficili in cui esse navigano oggi.

Ci sono degli esempi eccellenti che vorresti citare, oltre a quelli già trattati nel libro? Quale credi che sia il caso più significativo?

Direi che il libro include diversi casi eccellenti, e preferirei soffermarmi su questi, anche se alcuni capitoli sono stati scritti grazie al sostegno di aziende che non cito, ma che rappresentano piccole e grandi eccellenze del settore. Nel libro trovo esemplare il caso Rossorame, che penso sia corretto far raccontare all’autrice, Stefania Zizzi!

…e da brava Ninja non potevo che cogliere il suggerimento di Michela, intervistando per voi anche Stefania Zizzi.

Stefania, il focus del tuo capitolo è sul caso Rossorame: vuoi farci una sintesi?

Rossorame è un brand che rappresenta una piccola realtà imprenditoriale, quella dello studio di design Calceviva snc, fondata da uno stilista e da un ingegnere (Bruno Simeone e Daniele Del Genio).
Il brand nasce nel 2006 come prodotto di maglieria destinato ad una fascia medio-alta del mercato. Ho conosciuto i fondatori nel momento in cui avevano deciso di riposizionare il marchio nel mercato del lusso. La comunicazione di questa nuova identità era pressocché assente. Sono partita dalle basi, dallo studio della storia dei due fondatori, a quella del territorio in cui hanno sviluppato la loro attività (Martina Franca, cittadina pugliese con una solida tradizione nel settore dell’alta sartoria e delle confezioni) fino alla condivisione dei loro obiettivi.
Rispetto alle opportunità immediate che si presentavano per il brand quando sono arrivata nell’azienda, il tempo per sviluppare obiettivi di comunicazione pianificati a lungo termine era molto ristretto. L’azienda sentiva l’esigenza di comunicare rapidamente un’identità per Rossorame più decisa e definita della precedente e un nuovo posizionamento.
Numero uno: non avevo un budget. Mi sono chiesta come aiutarli. Di qui l’idea di sfruttare tutte quelle che erano le mie passioni, dall’analisi delle ispirazioni di talenti emergenti alla creazione di storytelling emozionale. Ho fatto molta ricerca e posto molte domande all’interno di gruppi online dedicati al rapporto tra moda e nuove tecnologie.
Alla fine il progetto con relativi contenuti che inizialmente erano stati studiati per un futuro sito web, sono in parte confluiti nella creazione di un blog Rossorame. Ne è conseguito tutto il resto, come la creazione di una pagina fan su Facebook e un account Twitter. Il concept era ormai chiaro e l’obiettivo era quello di comunicarlo con eleganza e coerenza, stimolando la conversazione intorno ad un brand emergente.
Non è semplice fare una sintesi di tutto il lavoro che ci è stato dietro alla semplicità di un blog. E ci sarebbe ancora molto da fare. Quello che sento di dire è che non sarei riuscita a realizzare tutto questo se l’azienda non avesse avuto fiducia in me. Ognuno dei suoi componenti ha condiviso con entusiasmo contenuti e iniziative. Il loro appoggio e la loro apertura a questo tipo di attività per me sono stati essenziali. Soprattutto in un luogo distante dai centri nevralgici del lusso e della sperimentazione dei nuovi media, in cui non tutti intorno a me capivano cosa stessi facendo 🙂 Da questo punto di vista è stata davvero una sfida stimolante dalla quale traggo ancora vantaggi.

Come vedi il futuro del marketing per i fashion brand?

Il marketing nel settore della moda, sino ad oggi, è stato spesso identificato con “Comunicazione e Pr” o solo con “Prodotto”. Penso che i nuovi mezzi di comunicazione, come i social media, offrano un’opportunità per la moda nell’accelerare il processo di orientamento al mercato piuttosto che al prodotto. Ma dovrebbero diffondersi nella cultura aziendale più a livello strategico, integrandosi intelligentemente e coerentemente con i tradizionali strumenti di marketing. La nuova generazione, quella dei “nativi digitali”, sarà quella più adatta a cogliere i nuovi linguaggi, fungendo da ponte tra la tradizione e l’innovazione.
Credo, ad esempio, che il fenomeno della mass customization, affrontato nel libro dal Prof. Claudio R. Boër e Fred Voorhorst, fenomeno che trasforma il cliente in co-creatore, consentendogli di modificare il prodotto secondo i propri gusti e necessità, sarà il valore aggiunto delle aziende di moda. Specialmente se integrato in un’ottica multicanale, sfruttando tutti i mezzi necessari a intercettare il cliente attraverso le sue interazioni sul web, compreso il canale mobile. Purché questo sia fatto con un approccio strategico e valutando ogni singolo contesto. Infatti è pericoloso partire da un device o da una tecnologia per poi costruirci attorno una strategia solo per l’esigenza di essere a tutti i costi su uno strumento alla moda (lo spiega bene Gianluigi Zarantonello nel suo capitolo “Shopping on the Go. Fenomeni emergenti sui cellulari”).
Il marketing, come spiega anche Giacomo Melani nel capitolo “La rivoluzione dei click: dal consumatore ala persona”, non sarà più “to you”, ma sarà “for you”, per la persona. Il valore sarà dato dal dialogo che i brand sapranno costruire nel tempo con i clienti che ne condividono i valori e i prodotti, contribuendo anche alla loro creazione e miglioramento.
Un altro ambito da non trascurare è quello dell’ecosostenibilità. I brand della moda e del lusso dovranno imparare a convivere con le tematiche sociali nel rispetto dell’ecosistema, non solo per seguire un trend del mercato. Quest’evoluzione non dovrebbe coinvolgere solo il marketing e la comunicazione, ma anche la produzione e il modello di pensiero di tutta l’azienda.

Ragazze, ci lasciate un Ninja-saluto?

Vorremmo salutare ricordando che pur essendo innumerevoli le opportunità offerte dalle tecnologie digitali, come scrive Michela nell’introduzione non si deve mai dimenticare che “dietro a ogni pixel c’è sempre… il pensiero creativo e la mano dell’uomo“.

Se volete un “assaggio” del libro intanto potete scaricarlo qui 😉

La Giornata Nazionale delle Innovazioni 2011 verrà celebrata anche a Napoli!

Innovazione, competitività e sviluppo tecnologico dell’eccellenza: sono queste le parole chiavi della Giornata Nazionale dell’Innovazioni.

Martedì 14 giugno, al Quirinale, il Presidente della Repubblica Napolitano e del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, Brunetta, consegnano i riconoscimenti ai progetti d’impresa che si sono distinti per creatività e innovazione, durante la cerimonia denominata “Premio dei Premi”. Quest’anno, in concomitanza con i 150 anni d’Italia, l’edizione riveste un’importanza particolare.

Lo spazio di quest’anno è dedicato ai Parchi Scientifici e Tecnologici Italiani, degli Incubatori e delle Agenzie per la promozione della ricerca e dell’innovazione. Sono stati selezionati dall’APSTI (Associazione Parchi Scientifici e Tecnologici Italiani) una delegazione di Giovani Imprenditori che parteciperanno alla consegna dei riconoscimenti, a testimonianza che vi è un fervente sistema di ricerca e impresa su tutto il territorio nazionale, e questo sistema è partecipativo.

Campania Innovazione S. p. A. alla luce dell’importante giornata nazionale, promuove la rassegna di conclusione del progetto Creative Cluster. Nel Complesso di Monte San’Angelo, a partire dalle ore 14:30, sarà data, ai giovani che hanno preso parte a questo progetto la possibilità di presentare al pubblico, tra le 15.15 e le 17, le proprie idee imprenditoriali e le 5 migliori saranno premiate con una pre-incubazione  nell’area Spin off Nursery del Polo Tecnologico. La premiazione avverrà alle ore 19, alla quale seguirà un cocktail party che terminerà verso le 21.

Infatti, in concomitanza con l’iniziativa al Quirinale, è prevista una celebrazione nella propria sede territoriale dei soci APSTI con una web conference (dalle 17 alle 19) con lo scopo di mettere in comunicazione le esperienze degli imprenditori, dei ricercatori e delle istituzioni, con gli altri partecipanti alla conferenza, in real time.

Gli attori territoriali che parteciperanno alla web conference con il Quirinale sono:

Campania Innovazione S.p.A. Napoli, AREA Science Park Trieste, Bioindustry Park Torino, Kilometro Rosso Bergamo, Parco Scientifico Romano Roma, Polo Tecnologico di Navacchio Pisa, Sardegna Ricerche Cagliari, VEGA Parco Scientifico e Tecnologico Venezia.

Buona Giornata Nazionale dell’Innovazioni a tutti!

Marco Patuano: l'AD di Telecom su innovazione e futuro delle telecomunicazioni

“Internet sta cambiando ancora una volta pelle: si affermerà in modo massivo il cloud computing, il broadband sarà ultra-broadband in un mix tra reti fisse e mobili, e sarà sempre più “everywhere – anytime”. Dobbiamo metabolizzare il fatto che ciò che cambierà in modo più evidente saremo noi, il nostro modo di vivere e le nostre abitudini“.

Esordisce così Marco Patuano, Amministratore Delegato di Telecom Italia, nell’intervista – la prima rilasciata da quando ha assunto il nuovo incarico – a Massimo Mantellini su Eraclito, blog di Telecom Italia Hub.

7 domande sul futuro delle comunicazioni, di Internet e del nostro Paese e sul ruolo che Telecom Italia può rivestire in questo processo di innovazione.

Oggi infatti “nel mondo consumer molti oggetti di uso comune stanno diventando connected anche senza che le persone se ne rendano conto” ed è fondamentale che sia colmato quel digital divide che in parte è dovuto a differenze generazionali ed in parte a carenze di tipo tecnologico e strutturale.
D’altra parte Patuano afferma chiaramente che “nel 2020 Telecom Italia sarà l’asse portante per lo sviluppo del nostro Paese: attraverso le nostre infrastrutture e servizi si svilupperà esponenzialmente l’Italia digitale. Per fare questo occorrono non solo investimenti, ma soprattutto vision, competenze e formazione” infatti, continua l’Amministratore Delegato, “per essere parte attiva di questa rivoluzione, anche Telecom Italia deve cambiare pelle, ancor più velocemente rispetto al recente passato. Quello che ho in mente è un mix armonico di energia, cultura innovativa e determinazione nell’esecuzione”.

Nella sua vision il ruolo dei Social Media è centrale e riveste un ruolo fondamentale nella strategia operativa del gruppo Telecom: “Abbiamo lanciato per primi il caring sui social media con il Twitter Team, abbiamo un progetto di ascolto a 360° su tutti i touch points dell’azienda che include blogosfera e social networks, abbiamo infine deciso che il Customer Satisfction Index sia parte integrante della remunerazione del management”.

Passando poi per il rapporto tra Telecom e il territorio e le problematiche connesse alla creazione di infrastrutture, Patuano conclude spiegando che “che l’innovazione che Internet produce ogni giorno, potrebbe sviluppare presto delle soluzioni per risolvere il dualismo neutralità/sostenibilità di Internet stessa per come la conosciamo oggi”.

Nella sua lunga intervista, peraltro, Patuano cita anche Working Capital, il progetto itinerante di Telecom Italia e PNI Cube destinato al finanziamento di startup e progetti di ricerca legati all’innovazione in vari ambiti: da Internet a Web e ICT, fino a Green, Bio & nano e Social Innovation.
D’altra parte è stato proprio lo scorso 3 maggio, durante la tappa palermitana del Tour dei Mille di Working Capital, che Marco Patuano, intervistato da Riccardo Luna, si è presentato in un “percorso per immagini”.
Se ve lo sieto perso ecco il video:

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=gDCY7TuVW7g’]

L’appuntamento con Working Capital è invece con una nuova tappa del tour a Napoli, il prossimo 15 giugno.
E non sono ammesse assenze, dato che tra gli ospiti della giornata ci sarà anche il nostro founder Alex Giordano!
Vi aspettiamo dunque alle 17.30 pressop il complesso dei SS. Marcellino e Festo e se proprio non potete esserci (ma non sapete cosa vi perdete…ve lo dico da veterana e vincitrice di Working Capital!) seguite l’evento in streaming qui.

Nintendo WII U presentata ufficialmente all'E3 2011

Alla fine, eccola qua. Dopo un susseguirsi di voci, indiscrezioni e un leak video saltato fuori da un non meglio imprecisato meeting, la nuova console Nintendo è finalmente arrivata. Il successore di Wii, noto fino a poco fa col nome in codice di Project Café, fa ufficialmente il suo debutto all’E3 2011 con un nome nuovo e originale: Wii U.

Non ho ancora avuto modo di vedere il video della conferenza Nintendo (ho però seguito con tedio Microsoft e Sony), per questo vi toccherà sorbirvi molto presto un post noiosissimo su nuovi giochi, device e scenari di mercato (niente di eclatante) :).

Oggi mi soffermo solo sulla console di Big N. Vi dico subito che, come scritto dai ragazzi di Nextgame (tanta stima 😀 ), Wii U non l’ha vista nessuna perché oscurata del tutto dai nuovi controller su cui – non a torto – è caduta l’attenzione di addetti ai lavori e appassionati. Tant’è che la prima foto esaustiva  del device è apparsa sul sito Nintendo dopo la presentazione (qui di seguito).

Dicevamo dei controller. Bene, si tratta di una sorta di tablet (o di iPad, DS, GBA,  lavagna magica, tavoletta di cera degli antichi romani – diciamo che somiglia benissimo a qualunque cosa) dotato di pennino con il quale è possibile giocare davanti al televisore avendo a disposizione un secondo schermo o giocare senza il televisore (per lasciare la fruizione dello schermo agli altri componenti della famiglia), oppure video-chiamare. Il promo esemplifica meglio di qualsiasi lista, per cui vi rimando a esso per una overview generale delle potenzialità del nuovo ingombrante gingillo.

La data di uscita è fissata per un imprecisato 2012 e da poco è stata resa disponibile una lacunosa manciata di specifiche tecniche che si spera verranno presto rimpolpate. Ah, si! Il prezzo. Attualmente non pervenuto. Unico dettaglio interessante, la retro-compatibilità con tutto il catalogo Wii (Wiimote e Balance board inclusi). Di seguito, le specifiche ufficiali.

Dimensioni della console
46mm x 172mm x 268mm

Specifiche del controller dedicato
Schermo da 6.2 pollici in 16:9 con touch screen e batterie ricaricabili. D-pad, tasti frontali, accelerometro, giroscopio, force feedback, fotocamera, microfono, altoparlante, pennino.

Retro-compatibile con tutte le periferiche Wii e combinazioni di nuovo controller e telecomandi dove supportati.

Supporto per il software
Disco proprietario da 12cm ad alta densità. Compatibile con il software per Wii su dischi da 12cm.

Uscita video
1080p, 1080i, 720p, 480p, 480i. Formati HDMI, component, S-video e composito.

Uscita audio
PCM lineare a 6 canali dal connettore AV o via HDMI

CPU
Processore multi-core IBM

Connettività supporti
Quattro porte USB2.0, memoria espandibile da supporti esterni, retrocompatibile con Wii.

Prepariamoci a vivere le “nuove” avventure di Mario, Donkey Kong e Zelda! Cosa ne pensate?

Acqua e Sole, un inno per il voto [REFERENDUM]

Acqua e sole: una canzone che fa battere il quorum. Così gli autori di questa video-parodia, dal titolo più che mai azzeccato, definiscono la loro ironica canzone,  parte di un progetto più ampio nato per promuovere i referendum del 12 e 13 giugno prossimi, e soprattutto invitare la popolazione al voto.
Si tratta di “Chi non vota”, lanciato da Proforma, agenzia che ha reso disponibili una pagina Facebook e un profilo Twitter dove ognuno può scrivere “il suo chi non vota”: e c’è chi si è davvero sbizzarrito!

Seguendo questo link, anche voi potrete lasciare il vostro messaggio! Date sfogo alla fantasia!

Skype: nuovo blackout [BREAKING NEWS]

Skype ha annunciato su Twitter il terzo blackout degli ultimi mesi. A differenza di quanto comunicato “Un piccolo numero di voi potrebbe avere problemi di accesso a Skype”, il problema è stato riscontrato da molti utenti in diverse parti del mondo (anche da me), comprese le versioni mobili di Skype.

Stando agli ultimi aggiornamenti pare che sia stato individuato il problema in un errore di configurazione e che la situazione stia iniziando a migliorare.

Skype comunica che gli utenti non dovranno far nulla per ripristinare il collegamento, che il sistema dovrebbe connettersi automaticamente non appena risolto il problema (a me è ripartito proprio ora, da solo).

Numerose ovviamente le lamentele degli utenti e le supposizioni sulla causa del nuovo blackout, dall’attacco di pirati informatici anti-Microsoft all’auto sabotaggio per far tornare in auge Messenger.

iOS5 vs iOS4: Apple contro tutti [INFOGRAFICA]

Sono arrivate diverse vostre richieste su mobile[@]ninjamarketing.it che ci chiedevano informazioni ninja su Keynote di Giugno tenuto da Steve Jobs. Abbiamo scelto di raccontarvi iOS5 e abbiamo catturato questa scheda che compara il nuovo sistema operativo per iPhone e per iPad con quello precedente. Alla ricetta abbiamo aggiunto il video ufficiale appena rilasciato. In attesa di altre vostre richieste…  StayNinja!

Ecco l’Infografica iOS5 vs iOS4

Collegamento al Post Originale di The Huffington Post

Video Ufficiale Apple Presentazione iOS5

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Pop culture e ironia nelle illustrazioni di Glennz

Glennz

Glenn Jones aka Glennz è un graphic designer e illustratore freelance di Auckland, Nuova Zelanda. Lavora nel settore design da oltre 18 anni, in particolare si è specializzato in packaging, corporate identity e illustration. Dopo il successo con Threadless.com nella creazione di grafiche per t-shirts, ha deciso di concentrarsi esclusivamente nella progettazione di una propria gamma di tee design (design per T-shirt, NDR) lavorando insieme agli amici di Despair.com. Così è nata Glennz Tees, con base ad Austin-Texas.

Qui di seguito vi presentiamo alcuni tra i lavori più interessanti, divertenti, simpatici e ironici di Glennz, che ha scelto come protagonisti delle sue opere tv series, film, food, video games e tanti altri simboli della pop-culture.

Vi piacerebbe indossare delle t-shirts con queste grafiche? Potete farlo ordinandole direttamente dal suo sito. Enjoy 😉

 

Per guardare tutti i lavori di Glennz, qui in basso trovate i link.

Appartamento LAGO: il marketing che reinterpreta l'abitazione [INTERVISTA]

Quando ci viene chiesto di pensare al nostro spazio più privato, personale ed intimo, è molto probabile che l’immaginazione vaghi sino a vedere la nostra casa, un nido che abbiamo voluto costruire -possibilità permettendo- a nostra immagine, dove rifugiarci dal resto del mondo, o portandone con noi solo un piccolo pezzetto, quello che più ci va.

Cosa succede però quando un’abitazione viene pensata e costruita proprio per aprirsi al mondo, rivisitarlo,  stravolgere  ruoli e relazioni in una specie di grande showroom condiviso? Il più classico degli “Home, sweet home” sta forse cambiando significato?

Ne abbiamo parlato la settimana scorsa con Memethic Lab: la casa come luogo aperto è un concetto sempre più diffuso, qualcosa che probabilmente trascende la semplice moda. Nella casa si produce senso, sensi sempre nuovi e diversi, diventa un palcoscenico in cui mettere in scena sè stessi, conoscere persone ma soprattutto personaggi, scambiare esperienze, idee: arricchirsi.

Il “living showroom” è il concetto alla base dell’Appartamento Lago. Lago è un’azienda che produce arredamento e mobili di design, la cui mission è mettere l’uomo al centro delle proprie intuizioni, ed è convinta che il design sia uno strumento per consentirgli di vivere appieno la propria abitazione, sentirla propria, migliorare quindi la sua vita. “Un uomo che crea è un uomo che usa”: grazie a questo concetto, ha voluto rivisitare l’idea di esposizione dei mobili, spesso fredda e sterile, invitando i potenziali clienti ad entrare -letteralmente- nel mondo Lago, arredando e aprendo al pubblico svariati appartamenti in varie città del Nord Italia: Milano, Bologna, Venezia, Torino, Bergamo.

Appartamenti di -e con- persone aperte a nuove idee, creative, amanti del design, che hanno sposato la causa del brand e si sono calati nel ruolo di Tenant, accettando che la loro casa fosse ripensata – arredata con i mobili Lago – e aperta a nuove esperienze.  “Il tenant ha il compito di organizzare eventi, conoscere chi fa innovazione nella sua città e sviluppare occasioni di networking, far conoscere a quante più persone possibili il luogo dove vive“.

Un progetto ambizioso, che abbiamo voluto spiegarvi meglio con l’ausilio del Tenant dell’appartamento Milano-Brera, Vito Gionatan Lassandro, in questa intervista.

Che cos’è esattamente un “appartamento Lago”? Puoi spiegarci come funziona?

Provo a dare una risposta anche personale. L’Appartamento LAGO è sia un progetto di marketing sociale che un esperimento di vita in cui si esplorano le possibilità sociali degli spazi privati e intimi. Alla base c’è un feeling con LAGO e soprattutto con le persone che la rappresentano. Il primo approccio avviene sempre perché un amico entusiasta ti presenta dicendo che saresti matto abbastanza per infilarti in questa “cosa” degli Appartamenti. In realtà sarebbe difficile descrivere quello che si intende per “cosa” senza tirare in mezzo la sociologia e l’economia.

Si tratta di ricevere una spinta in avanti nell’aprire la propria casa alle persone sulla base dei propri interessi. Al proprietario interessa sviluppare nuovi rapporti sociali, scovare nuove economie, raccogliere contatti interessanti e portare avanti i suoi interessi. Alla LAGO interessa entrare nelle case della gente e nella loro vita senza aspettare che la si venga a cercare nelle vetrine degli showroom. Interessa capire come stanno cambiando ed evolvendo gli stili di vita e i rapporti con le persone, partecipare a questo cambiamento e promuoverlo.

Dopodiché, se si riscontrano interessi e volontà comuni, si comincia la progettazione degli spazi. Il proprietario di casa, assistito dai tecnici e dai designer di LAGO, pensano gli spazi al meglio e una volta che l’Appartamento è pronto si diventa Tenant.

Come ti sei avvicinato al progetto e hai deciso di diventare Tenant? Cosa significa per te questa figura?

Nel 2009, durante l’apertura del primo Appartamento LAGO in zona Tortona a Milano, mi sono offerto come cuoco per una serie di cene cui partecipavano giornalisti e alcuni guru dell’innovazione internazionale, in vari ambiti. All’epoca facevo l’art director per una agenzia di comunicazione e stavo provando a portare avanti la mia passione per il cibo. In quelle serate non ho fatto il mio dovere fino in fondo: cucinavo poco e discutevo molto. Ero affascinato dalla intimità che si riusciva a stabilire con persone e personaggi che fino al giorno prima non avrei saputo come incontrare. Alla fine di quelle serate uno dei responsabili dell’azienda mi ha chiesto se mi sarebbe interessato essere il primo Tenant di un Appartamento LAGO. Dopo un anno la proposta è divenuta reale. Ora ci vivo con mia moglie Gloria Lancia. L’appartamento di Via Brera 30 è anche sede di Nu Bureau, uno studio di comunicazione fondato con Marco Bravo e Michele Gasparoli, e di FOODA | Food Design Association.

FOODA vuole coniugare estetica, design e cibo: in che modo riesci a realizzare concretamente questo dialogo “estetico e gastronomico” con le persone?

Ho cominciato a interessarmi di cibo perché ho sempre pensato fosse uno strumento straordinario per comprendere l’uomo e il mondo. Mi sono accorto subito di stare entrando in un mondo enormemente complesso e affascinante. Ci sono voluti anni, e non ho mai smesso, di studiare sia in campo umanistico che progettuale.

Oggi sono contento di potere comprendere le relazioni che intercorrono tra un dato governo e l’uso di piatti pronti, tra l’energia rinnovabile e gli orti in città, tra una espressione di disgusto e la personalità una persona. Per me il cibo è un linguaggio ed è il modo migliore con cui riesco a dialogare.

Come associazione abbiamo vari progetti in ballo. Uno di questi lo abbiamo chiamato FOODAM | Food Design & Art Museum e lo abbiamo presentato durante il Salone del Mobile 2011 con una mostra intitolata FOODforFUTURE. Puntiamo a costruire il primo museo al mondo che coniughi arte, design e cibo.

Nel vostro appartamento si tengono sempre interessanti iniziative ed eventi che puntano alla condivisione di esperienze. Cos’avete in progetto nei prossimi mesi? Puoi anticiparci qualcosa?

Sempre a proposito di cibo stiamo organizzando dei corsi di cucina su vari temi e con vari tagli. Dai più divertenti ai più tecnici. Abbiamo in programma mostre di fotografia e di arte, conferenze sull’urbanistica milanese, workshop sul design più tutto quello che le persone vengono a proporci. Per questo non c’è un vero e proprio calendario. Teniamo però un blog su cui riportiamo tutte le iniziative in programma.

Grazie Vito, a nome di tutti i Ninja…credo proprio che qualcuno di noi verrà a trovarti al più presto! 😉