Esselunga vs Apple: gli mp3 si acquistano al supermercato

Il paragone è azzardato, lo ammetto, ma l’ho usato per premiare la scelta di Esselunga nel mercato della musica digitale: con il MusicStore (in collaborazione con Play.me di Dada) ha scelto di aprire un negozio virtuale che permette di ascoltare, scaricare e regalare la musica preferita, configurare il proprio archivio musicale e creare playlist.

Come si acquista la musica su Esselunga MusicStore?

Per scaricare i brani musicali e fruire dello streaming devi essere in possesso di una carta prepagata, appositamente realizzata da Esselunga per l’acquisto di musica su Esselunga MusicStore.

Tali carte prepagate sono acquistabili in un qualsiasi punto vendita Esselunga. Una volta acquistata, la carta prepagata viene automaticamente caricata tramite la tua Fìdaty Card su Esselunga MusicStore. La Music Card consente, oltre al download delle canzoni, anche l’ascolto in streaming.

La Card è disponibile in 3 versioni:
– 9,90 euro con 15 canzoni scaricabili e 1 mese streaming illimitato;
– 29,90 euro con 50 canzoni scaricabili e 2 mesi streaming illimitato;
– 49,90 euro con 120 canzoni scaricabili e 3 mesi streaming illimitato.

Il prezzo dei singoli brani varia da 41 a 66 centesimi.

Il catalogo include tracce (senza DRM) rese disponibili da Sony Music, Universal Music, Warner Music, Emi Music, Sugar e da realtà come Kiver e Made in Etaly.

Esselunga è da sempre un’azienda innovativa nella distribuzione italiana – dichiara Roberto Selva, Direttore acquisti Non-Food di Esselunga – e intende essere pioniera anche nel mercato della musica digitale; con questo progetto ci proponiamo di offrire un’accessibile alternativa al canale della pirateria musicale, rivolgendoci a clienti giovani che cercano risposte adeguate dal web. Esselunga MusicStore vanta un catalogo sempre aggiornato con milioni di brani italiani e internazionali. Con la forza dei contenuti che questo servizio offre, i prezzi decisamente competitivi e la collaborazione di Dada, riusciremo a soddisfare con successo le esigenze dei nostri clienti“.

Pensate possa essere una buona soluzione? Usereste questo servizio?

Angry Birds VS. Ben Alì, Mubarak e Gheddafi [VIRAL VIDEO]

Le ribellioni in Nord Africa e Angry Birds: due fra gli argomenti più discussi in rete negli ultimi mesi. C’è allora chi ha pensato di unire le due cose, e ciò che ne è uscito è un fantastico video virale. Protagonisti Ben Ali, Mubarak e Gheddafi, i tre grandi porcellini – come suggerisce il titolo – che livello dopo livello vengono sconfitti dagli Angry Birds ribelli. Tutto di questo video è accattivante, dall’idea di unire questi due mondi – politica e videogiochi – alla scelta di rendere il tutto assolutamente “realistico” utilizzando la grafica del canale news CNN. Insomma, una parodia davvero riuscita.

Davvero grandi complimenti all’ideatore!

Recipefy, il Social Network che ti prende per la gola

Appassionati di cucina, chef, esperti ai fornelli, “buone forchette“, attenti alle linea, o lavoratori con poco tempo per preparare pranzi e cene, ognuno di loro ha sempre tenuto almeno un foglio in cui annotare ricette di tutti i tipi, da quelle più particolari, a quelle della “tradizione” tramandate da nonne e zie, ai ritagli raccolti qua e là tra le pagine dei giornali.

Internet permette di risolvere un dubbio sulla preparazione, trovare un’idea per una cena o uno spunto per un dessert particolare con pochi click e Google, che indovina sempre i trends, ha infatti dedicato un’apposita area alla ricerca di ricette. Il web 2.0, però, non poteva lasciare fuori gli amanti della cucina e così, tra i vari social network, spunta Recipefy, un’idea “made in Italy”, figlia di Extendi, famosa anche per altri progetti sviluppati con Ruby on Nails.

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[BREAKING NEWS] Prime anticipazioni dal Seed Camp Q2/2011 di H-Farmventures

Prime anticipazioni dal Seed Camp Q22011 di HFarmventuresIn ritardo di alcuni giorni rispetto a quanto preventivato dal programma, a causa dell’elevato numero di progetti pervenuti, H-Farmventures annuncia i risultati del suo primo round di investimenti per questo 2011, senza però scoprire troppo le carte.

Cinque startup sono state quindi selezionate per l’accesso al Seed Program Q/2 2011, che prevede un periodo di incubazione e finanziamento di tre mesi, finalizzato allo sviluppo della versione Alpha dei progetti incubati. Le aree di investimento previste dal programma sono: il Green-Tech, l’Health-Care, le City/Local News ed il Social Gaming.

Eccovi lo screenshot della news tratto dal loro sito.

Comunicazione H-farm

L’incubatore e venture capital di Roncade ha inoltre annunciato un aumento di capitale per 10 milioni di euro registrando anche l’ingresso di nuovi soci finanziatori. I capitali stanziati verranno utilizzati per sostenere il Seed Program dei prossimi 5 anni con l’obiettivo di lanciare una media di 10 startup internet-based all’anno e di sviluppare circa 500 nuovi posti di lavoro.

Con questi presupposti c’è da aspettarsi un 2011 ricco di sorprese e noi di Ninja Marketing non vediamo l’ora di goderci lo spettacolo!! Stay Tuned.

Friday di Rebecca Black: il virale trash che fa impazzire gli USA [CASE STUDY]

Motivetto accattivante, video anni ’80, testo banal-popolare: ingredienti piuttosto comuni di un caso discografico al contrario.

Una ragazzina tredicenne, Rebecca Black, narra le gesta ripetitive della sua settimana scolastica: la scuola è tutto sommato l’occupazione principale dei tredicenni, fatta di sveglia, autobus, routine, aspirazioni da venerdì; finalmente arriva l’osannato venerdì, ultimo giorno della settimana lavorativa (scolastica) e come nel più classico Sabato del Villaggio di leopardiana memoria (che il sommo vate non ci fulmini) ecco che il pensiero va al sabato sera (i tempi moderni hanno spostato indietro di un giorno il calendario della settimana) ed all’uscita con un ragazzo che sia almeno sedicenne e possa, secondo le regole degli Stati Uniti, guidare un’auto da sballo.

Insomma il classico del classico abbinato ad un’adolescente assolutamente nella norma, carina ma non eccezionale, con un video ed un look anche un po’ low profile.

Al punto che… che il video e la canzoncina sono un successone, sono al top delle visualizzazioni su You Tube (98 milioni!) e tutti vogliono la suoneria del brano sul cellulare.

Insomma il frutto del passaparola della pubblicità negativa, tutti visualizzano una canzone pop un po’ insulsa, anche solo per criticarla, e il singolo diventa un hit singolo. In fondo poi la maggior parte degli adolescenti un po’si identificano nella ragazzina a caccia di un bel week end, ed il gioco è fatto.

Ovviamente nulla è casuale, andando un po’ più a fondo nel caso di Rebecca Black, troviamo la Ark Music Factory, azienda hollywoodiana che si fa pagare dai genitori benestanti americani per trasformare i loro figli in star, con tanto di strategia di marketing discografico e virale. Pare che l’investimento iniziale dei genitori di Rebecca abbia ammontato a scarsi 2000 dollari.

Anche la rivista Rolling Stone si è interessata alla Black e ha definito il testo della canzone “straordinariamente stupido” con un avverbio che la prestigiosa rivista americana non utilizza spesso.

Riguardo agli insulti piovuti come tempesta sulle pagine web della ragazza da parte degli ascoltatori, lei risponde: “Questi commenti pieni di odio mi hanno davvero scioccata. Mi sento una vittima di cyber bullismo” e anche questa risposta della teenager è alquanto ben studiata.

Insomma per la radio un flop, per la critica un caso di trash music ma tutti si accalcano su I-tunes per scaricare il brano ed il pezzo entra già nel novero delle meraviglie del web marketing o del marketing in genere: come rendere indispensabile un prodotto, discografico in questo caso, inutile, piacevole perché di moda, cool perché scaricato da tutti, insomma di moda, di moda, di moda.

Il New Yorker lancia i contenuti solo per i fan di Facebook

Facebook conta. I fan contano. Così il New Yorker con circa un milione di abbonati ma solo 200.000 fan su Facebook ha deciso di fare del proprio meglio per conquistarli. Come? Attraverso dei contenuti speciali che vengono postati sulla pagina di Facebook del settimanale e che possono essere visibili solo ai fan per un periodo di tempo limitato, in questo caso una settimana.

Una mossa che fa riflettere, in termini di brand image, sull’importanza di essere su Facebook e di avere un numero considerevole di fan, persino per un colosso come il New Yorker.

Vediamo come funziona.

Poche ore fa il New Yorker ha postato sulla pagina di Facebook questo:

Se siete fan, come me, sarà possibile vedere l’articolo di Jonathan Franzen, a cui corrisponde la tab “Fans only”:

A mio parere l’aneddoto curioso in tutta questa storia è che un giovane giornalista, Simon Owens, che dice di scrivere per la Harvard’s Nieman Lab, commenta al post, lascia una sua mail e a quanto pare una PR del New Yorker gli risponde. In meno di un’ora infatti è uscito il post di Owens sul suo blog personale (e non sulla Harvard’s Nieman Lab) con una breve intervista alla PR. Sempre che questa volta abbia scritto il vero…

Insomma un esempio al quadrato del potere di Facebook.

Complimenti al New Yorker per l’iniziativa e a Simon Owens per lo spirito di iniziativa.

Sasha Grey lascia il porno, l'annuncio su Facebook e Twitter

In questi giorni il mondo maschile è in lutto. La pornostar Sasha Grey ha annunciato lo scorso venerdì il ritiro dal mondo dei film per adulti. Per farlo si è servita di un post nella sua pagina di Facebook e di un tweet che rimanda al post di Facebook.

Ecco il post su Facebook:

Trovate la versione integrale qui.

Ed ecco il tweet:

Sasha Grey è molto attiva sui social. Non si limita infatti a postare e tweettare ma anche a rispondere ai suoi fan. Ed è certo che i fan abbiano apprezzato questa maniera così onesta di annunciare il ritiro direttamente a loro attraverso Facebook e Twitter, dando loro anche modo di commentare e RT.

L’annuncio del suo ritiro coincide con il lancio del suo libro NEÜ SEX, come a dire “compratevi il libro, visto che non mi vedrete più svestita”. Insomma un timing promozionale perfetto.

Ecco che i social media si riconfermano degli ottimi strumenti di personal branding e promozione.

Per voi nostalgici vi lascio con il link di Amazon per acquistare il suo libro.

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Il mondo "Super Slow-Motion" di Colectivo de Arte [VIRAL VIDEO]

Attraversare il centro della cittadina di Jerez (in Spagna, a sud di Siviglia) per ritrovarsi con gli amici. Cosa c’è di strano se non il fatto di averci impiegato 11 ore?
E’ questo quello che hanno fatto i ragazzi di Ace Colectivo de Arte dalle 7.45 alle 18.45 del 12 marzo 2011. Per sincronizzarsi hanno scelto il nuovo Samsung Galaxy Ace, sponsor del viral video. Il risultato?
Un palese invito a prendersi il tempo di stare insieme alle persone che contano; e in un mondo frenetico e sempre in movimento come quello in cui viviamo non è affatto cosa da poco! ¡bien hecho chicos!

Sogni d'oro con il cuscino a forma di iPhone

Appassionati della Apple, vi mancava il morbido giaciglio dove fare i sogni d’oro pensando alle nuove app? 🙂

Bene, ora potrete davvero stringere forte a voi il cuscino a forma di iPhone: è l’iPhone Cushion (disponibile nelle versioni 3G e 4) ed è una riproduzione di peluche 25x20x13.

Tessuto in spandex e riempimento in polistirene al costo di 24,95 $ per il 3G e 29,95 $ per il 4.

Non mi resta che augurarvi sogni d’oro!

Ben & Jerry's festeggia domani a Firenze la giornata mondiale del gelato gratis [EVENTO]!

La volete fare una scorpacciata di un gelato buonissimo? Noi Ninja ne stiamo già mangiando a chili da qualche giorno (grazie Ben & Jerry!) e non possiamo nascondervi che siamo diventati dei fan di questa marca folle che fa gelati pazzescamente buoni.

Chocolate Fudge Brownie, Chocolate Chip Cookie Dough, New York Super Fudge Chunk, Chunkie Monkey sono solo alcuni dei particolarissimi gusti di cui sarà possibile fare scorpacciata, in occasione del Free Cone Day promosso da Ben & Jerry’s, per la prima volta in contemporanea in tutto il mondo!

Non avete mai sentito parlare dei gelati Ben & Jerry’s? La bontà di questi gelati è data dalla loro cremosità (contengono pochissima aria, il che rende più denso il gelato) e dalla presenza di squisiti pezzi di frutta e biscotto, gocce di cioccolato e variegature con il latte prodotto solo da mucche libere di pascolare.

 

La storia di un brand “social minded”

Per i fondatori dell’azienda infatti, Ben Cohen e Jerry Greenfield, la priorità è sempre stata sin dal 1978 la qualità del prodotto e la responsabilità sociale.

Ecco come tutto ebbe inizio: Nel 1966, durante una lezione di ginnastica, i due scoprirono di odiare la corsa ma di avere una grande passione per il cibo. Anni dopo, nel ‘78, Ben aveva già alle spalle una serie di esperienze lavorative poco piacevoli conclusesi, per altro, con il suo licenziamento, mentre Jerry era già al secondo rifiuto per l’ammissione alla facoltà di medicina.

Perciò, visto che mangiare continuava ad essere la loro grande passione, con pochi dollari decisero di seguire un corso per corrispondenza su come fare gelati e aprirono così il loro primo punto vendita in una sgangherata stazione di servizio a Burlington, nel Vermont.

Ben presto i due diventarono famosi nella zona grazie alla loro bravura nel fare gelati di ottima qualità utilizzando prodotti naturali, panna e latte freschi, autentici del Vermont. Ben inizialmente non aveva alcun senso del gusto e si affidava essenzialmente a quella che lui chiamava la “prova consistenza“: nel gelato non potevano mai mancare grossi pezzi di cioccolato e frutta sia fresca che secca, facendo diventare il loro marchio di fabbrica la presenza di grossi pezzettoni.

E, pur non essendo a volte d’accordo sulla grandezza dei pezzi, i due soci non dimenticavano mai che il loro lavoro doveva anche essere fonte di divertimento perché, come diceva Jerry: “se non è divertente, che lo facciamo a fare?”.

I primi tempi i due ragazzi avevano problemi a far “quadrare i conti” e dopo due mesi decisero di chiudere il negozio appendendo un cartello che diceva: “siamo chiusi per cercare di capire se ci stiamo guadagnando”. Ed effettivamente non ci stavano guadagnando. Ma con l’andare del tempo impararono e nel 1979 cominciarono a vendere gelati all’ingrosso in contenitori di fortuna dal furgone-roulotte di Ben.

Le origini social del “Free Cone Day”

Il Free Cone Day si ispira alla giornata che nel 1979 celebrò il primo anno di attività dei due gelatai fondatori, che aprirono le loro porte a tutti i clienti e offrirono gratuitamente coppette e coni come ringraziamento per l’affetto ed il sostegno dimostrati nei loro confronti dall’inaugurazione della gelateria. Un’iniziativa così apprezzata che l’appuntamento si è fatto annuale e globale e nel solo 2010 le diverse catene Ben & Jerry’s sparse per il mondo hanno distribuito nel Free Cone Day circa due milioni di gelati! Questi eventi sono stati spesso costellati dalla presenza di celebrities e organizzazioni benefiche, divenendo un vero e proprio appuntamento rituale.

E quest’anno quanti saranno i coni e le coppette serviti ai clienti nel Free Cone Day del 12 aprile? Per scoprirlo e magari contribuire personalmente ad un nuovo record, venite anche voi dalle 17 alle 20 in Piazza Duomo 4R a Firenze nella gelateria Ben & Jerry’s: scoprite come il gelato può essere davvero buono con tutti!