Twitter SMS e Wind: un Mobile sempre più social!

Anche i gestori della telefonia cominciano a interessarsi ai social network e all’enorme seguito di utenti che essi si portano dietro. Wind, infatti, è il primo operatore italiano che ha lanciato da pochi giorni il nuovo servizio Twitter SMS, attraverso il quale i clienti Wind possono ricevere gratuitamente i tweet dei propri followers direttamente sul proprio cellulare. Il servizio, inoltre, permette di twittare semplicemente con l’invio di SMS.

Il servizio, disponibile sia per sim ricaricabili sia per abbonamenti, è attivabile inviando un SMS con il testo “INIZIA” al 4990804. In questo modo Twitter manderà una richiesta di iscrizione ai nuovi utenti, mentre gli utenti che possiedono già un account potranno inserire username e password.

In alternativa i clienti Wind possono attivare il servizio collegandosi via web al proprio profilo Twitter, cliccando su Impostazioni e successivamente su Mobile (http://twitter.com/devices).   I costi di ogni SMS inviato sono quelli previsti dal proprio piano tariffario, mentre le notifiche provenienti da Twitter sono gratuite.

Indubbiamente sembra un servizio molto conveniente e ci fa pensare che nuovi cambiamenti sono all’orizzonte per gli operatori telefonici e per il “social Mobile”.

E se qualcuno avesse ancora dubbi…il mondo è sempre più Mobile 🙂

Liberi di correre "senza fili" con i nuovi auricolari stereo bluetooth!

Stanchi di litigare con i fili degli auricolari quando andate a fare jogging? Di non riuscire a correre senza musica pur maledicendo ad ogni passo il filo assassino che si insinua nella vostra marcia, costringendovi a rallentare? Da oggi finalmente il problema è risolto!

Direttamente dalla California arrivano gli Outdoor Technology Bluetooth Tags – i primi auricolari stereo bluetooth dal design ispirato ai tags identificativi dei militari americani – che vi permetteranno di correre liberamente senza rinunciare alla carica della vostra musica preferita.

Tenendo semplicemente in tasca il vostro iPod o il cellulare potrete così ascoltare fino a 5 ore di musica senza dover combattere con i fili e – allo stesso modo – di poter all’occorrenza rispondere al telefono con un’autonomia di 6 ore di conversazione.

Gli Outdoor Technology Bluetooth Tags sono al momento disponibili solo sul sito della casa produttrice, la Outdoor Technology (nelle due versioni di colore rosso oppure nero) al prezzo di 79.95 dollari.

Circa 58 euro e possiamo cominciare a correre in libertà!

Samsung Printer si affida all'illusione ottica! [VIRAL VIDEO]

Você sabe qual é o verdadeiro? – Can you tell which one is real?

La campagna Optical Illusion di Samsung si affida all’illusione ottica per mostrare l’elevata qualità delle proprie stampe. L’agenzia che si è occupata del video è la Leo Burnett (sede di San Paolo).

Il video ricorda molto quello della Vans per le Donny Miller slip-up, uscito nel 2010. Gli still life sono a cura del fotografo Ben Clark.

"Quello che le persone vere non pensano della pubblicità": l'internet meme dedicato alle seghe mentali dei creativi

Il meme è partito, come avviene sempre più spesso, da tumblr: una serie di immagini dedicate a chi prende troppo sul serio il lavoro del pubblicitario. Vi presentiamo qui una selezione delle immagini più divertenti, il resto è qui!

Finalmente posso produrre contenuti per i brand più importanti!

Ora che hanno cambiato il logo, i valori del brand mi sono molto più chiari.

Questo nuovo posizionamento del brand sì che cambia tutto!

La musica di questo sito web è stupenda - alza il volume!

SI'! C'è coerenza tra l'header ed il pulsante call-to-action!

Se lo sfondo fosse stato Pantone 18-2120, mi avrebbero convinto a comprare.

La nostra marca di carta igienica devolve il 2% dei suoi profitti alla foresta pluviale. I nostri nipoti ora sono salvi.

Urrà! Ci hanno inserito nel segmento giusto!

La vostra scelta di immagini di stock mi ha appena fatto passare dallo stadio di prima esplorazione al coinvolgimento a lungo termine.

Posso invitare solo 5 amici? Ma tutti gli altri si arrabbieranno!

Il dibattito sul corpo delle donne nella pubblicità: Biagio Vanacore chiama a raccolta i veri creativi [INTERVISTA]

Negli ultimi giorni, la conversazione sulla pubblicità si concentra con fervore sul ruolo della donna nella comunicazione commerciale. Tema del quale si è parlato più volte qui su Ninjamarketing.it, a partire dalla campagna Nolita di Toscani e i dibattiti sull’anoressia.

Il casus belli, poco dopo la manifestazione Se non ora quando appoggiata dai Ninja, è la campagna P/E 2011 Silvian Heach, scattata da Terry Richardson.

E’ seguita poi una puntata di Matrix in cui si è parlato del documentario “Il corpo delle donne” di Lorella Zanardo. Ospiti in studio Alessandra Mussolini, Ritanna Armeni, Paola Concia, Gianluca Nicoletti e Gabriella Germani. Sul banco degli imputati anche i pubblicitari e le immagini femminili che talvolta producono e/o esaltano.

Alcuni esponenti della categoria dei pubblicitari hanno così immediatamente replicato:

…abbiamo dimostrato una reale impotenza: in studio non c’era nessuno del nostro mestiere. Peccato, sarebbe bastato anche un junior copywriter per spiegare che quella che stavano massacrando non era pubblicità: erano foto di un fotografo, commissionate da un cliente un po’ rozzo, a caccia di facili scandali e trasmissioni tv che offrissero sponda proprio ad un’antica tecnica, di origine “Toscani”: io vi scandalizzo con poco, e voi mi regalate fama televisiva che altrimenti mi costerebbe molto” — Pasquale Diaferia su Lato B – ADVExpress

…nessun creativo di razza vede favorevolmente l’utilizzo del corpo femminile come strumento per attirare l’attenzione. Anzi, lo consideriamo il “refugium peccatorum” degli incapaci. La ragione è semplice. Crediamo che il nostro compito sia avere grandi idee per dare valore alle marche. Ma non c’è nulla di grande, nulla di particolarmente creativo nel piazzare un corpo mezzo nudo su un poster o in un commercial se non ha nessuna pertinenza con il prodotto. Così sono capaci tutti. I soci Adci sono allergici a scorciatoie e banalità” — Massimo Guastini, Presidente ADCI

Ci farebbe piacere per una volta che i giornalisti non confondessero i mestieri: fare il fotografo e il pubblicitario sono due mestieri ben diversi. Fare il
pubblicitario con classe, buon gusto e professionalità è ben altra cosa rispetto a comunicatori improvvisati che ricorrono a questi miserabili trucchetti. Se incontrassimo per strada una fanciulla in questa posa penseremmo di avere a che fare con una prostituta sguaiata o con una pazza. E c’è invece qualcuno che ha pensato di mettere questa scena sui maxi-poster!
” — Alberto Contri, Presidente di Pubblicità Progresso

A queste voci si accompagna quella di Biagio Vanacore, Presidente dell’Associazione Italiana Pubblicitari Professionisti, che prima della messa in onda di Matrix ha inviato un comunicato in redazione. Alessio Vinci ne ha letto però solo un estratto, impedendo di fatto di approfondire il messaggio del comunicato nella sua interezza: “I pubblicitari producono idee, non voyeurismo“. Lo abbiamo intervistato per voi sul tema:

Ciao Biagio: la tv commerciale accusa ciò che la sostiene: la pubblicità. Diresti che è il classico caso di chi vuol tirare il sasso e nascondere la mano?

Direi piuttosto che mi sembra di rivedere la storia di Crono il personaggio mitologico, dio del tempo che divorava i propri figli. Un concetto inteso come archetipo di un maschio ancestrale che pur di non far crescere i propri figli li stritola in un abbraccio mortale.

Il canone di bellezza femminile vive delle diverse stratificazioni e suggestioni provenienti dal cinema, dalla moda, dalla tv, dalla pubblicità. Tutti egualmente responsabili, secondo te, nella costruzione dell’immaginario collettivo?

La mercificazione del mondo è la logica del tardocapitalismo e del narcisismo autoreferenziale, l’onanismo occidentale che guarda un bel corpo ma non vede oltre se stesso, ci portano oggi a vivere un’epoca in cui, donne e uomini (qui a mio avviso non c’è differenza) cercano di costruire il proprio stile di vita partenza dalla bellezza esteriore intesa come strumento per scalare velocemente la montagna e raggiungere il successo. Sicuramente lo strumento televisione è quello che più di tutti fagocita l’immaginario collettivo e che ne indirizza e ne determina i cambiamenti; e in quanto a televisione spazzatura mi pare di poter dire che ne abbiamo a sufficienza.

Se l’immaginario collettivo è stato costruito negli ultimi anni in maniera poco edificante e molto lontana dalla realtà, come si inverte definitivamente la tendenza? Può farcela da sola la pubblicità o quanto meno trainare gli altri “responsabili”?

La tendenza si inverte ricominciando a raccontare storie, vere, credibili, affidabili. E’ vero c’è in giro troppo pubblicità qualche volta di cattivo gusto, spesso invadente; bisogna allora che la pubblicità torni ad essere sexy, deve sedurre ma non ingannare e in questo noi pubblicitari siamo chiamati ad un grande prova di maturità, ma ritengo che i talenti e le eccellenze di cui il mondo della pubblicità è pieno possano vincere questa sfida, ma c’è bisogno anche di una classe imprenditoriale illuminata.

Nel tuo comunicato, sfidi “chiunque a trovare qualcosa di pubblicitario in una fotografia di una donna, magari opportunamente ritoccata”. Quand’è che – se è possibile – la rappresentazione del corpo della donna passa da voyeurismo intriso di banalità a pubblicità in grado di valorizzare realmente un marchio?

Premesso che in ogni cesto oltre alle mele buone può sempre capitare che si trovi qualche mela marcia, premesso che sempre più spesso troviamo al maschile le stesse pubblicità che “offendono” il corpo della donna senza che nessuno gridi allo scandalo, vorrei dire che non esiste soltanto la pubblicità che mostra la donna oggetto, esiste anche la pubblicità che mostra le donne per come sono. La “Campagna per la bellezza autentica” di Dove, ad esempio, mostra le donne per quello che sono, realmente belle anche per i loro difetti e le loro imperfezioni. E’ una campagna lanciata per la prima volta nel 2004, declinata su diversi mezzi di comunicazione e che ancora oggi ha grande successo, questo perchè dietro vi hanno lavorato pubblicitari e comunicatori responsabili che conoscono bene l’importanza della comunicazione e la risonanza che può avere presso le persone.

Mi colpiscono i commenti in rete sulla campagna Silvian Heach by Terry Richardson. Molti cioè sono colpiti positivamente dall’artisticità delle foto, che incontrano le aspettative di chi ben conosce l’eccentricità del fotografo in questione. E diverse donne non si sentono lese nella loro dignità, ma riconoscono in esse la rappresentazione di un bisogno di essere guardate. Quali sono i tuoi commenti sulla campagna?

Le foto viste sotto un profilo unicamente artistico sono di per se belle, ci mancherebbe vista la storia del fotografo, ma mi domando: cosa ha di pubblicitario una foto con sopra appiccicato un logo? Cosa vuole trasmettere in termini di mission? La comunicazione commerciale (la pubblicità per intenderci) deve essere sviluppata in ben altro modo, ma forse le aziende o certi tipi di aziende vivono da qualche tempo l’era della “cortomiranza” nel senso che badano più all’uovo oggi che non alla gallina domani.

“Ogni pubblicità”, sottolinei nel tuo comunicato, “interviene in quello che è il contesto sociale, economico e politico”. Come difendere, in questo contesto, l’importanza dell’etica aziendale agli occhi di chi evidentemente non gliela riconosce?

Partiamo dall’assunto che quello che noi facciamo in termini di comunicazione commerciale non è altro che lo specchio della società in cui viviamo. Orbene mi viene difficile pensare che l’etica debba stare solo nella casa di cura, la parte estetica e finale della comunicazione. La verità è che viviamo da troppo tempo una stagione di eccessi, dove tutti sono alla ricerca di un posto al sole che dia fama e denaro e che li dia subito. Su questi presupposti la gente è disponibile sempre di più a coniugare il verbo essere con il verbo avere. Se questo è lo scenario è naturale assistere al non riconoscimento da parte di tutta la filiera di dare valore ai valori.

Forse occorre creare un reale e coinvolgente spazio di confronto tra media, pubblicitari, stilisti, giornalisti, politici, aziende. Uno spazio evidentemente non rappresentato in maniera equilibrata nell’arena di Matrix. Cosa proponi di fare per orientare la conversazione sul tema?

Come prima cosa lascerei per una volta a casa i politici, sempre più spesso impegnati in “comparsate televisive” piuttosto che trovare la squadra per il rilancio dello sviluppo economico sociale e culturale del Paese sempre più appiattivo verso il basso. Ecco io vedrei bene per una volta un’arena di addetti ai lavori in grado di produrre un vero processo di cambiamento delle regole d’ingaggio che sono a mio avviso vecchie e lontane dai tempi attuali. Proviamo a generare una bella ventata di aria nuova. Vorrei concludere dicendo che i pubblicitari hanno voglia e idee, e non sapete quanta frustrazione ci può essere nel lavoro quando ci viene ricordato che i clienti devono vendere vendere e vendere, mica trasmettere idee e messaggi, insomma che piuttosto che vedere una buona pubblicità bisogna sottostare alle leggi dei grandi numeri.

Come far sentire la propria voce? Invia una mail a redazione.matrix@mediaset.it con questo testo: “I pubblicitari producono idee, non voyeurismo “. Firmala con nome, cognome, professione, città dove vivi e lavori. L’unione fa la forza, invitiamo il nostro network a fare lo stesso. IMPORTANTE: mettete in CC l’indirizzo presidente@associazione-tp.it.

Imparare l'arte dello startupper all'InnovAction Lab 2011 [OPPORTUNITA']

Imparare l'arte dello startupper a InnovAction LabIn quest’articolo parleremo di un’altra opportunità imperdibile per coloro che aspirano a diventare startupper: InnovAction Lab 2011, “Innovation in action across Italy”. Tra le righe leggerete inoltre degli ottimi consigli per tutti coloro che si occupano di innovazione e startup in Italia

Cos’è InnovAction Lab

Augusto CoppolaAugusto Coppola, uno dei fondatori di InnovAction Lab, ci spiega che l’obiettivo generale dell’iniziativa è insegnare agli studenti italiani a comprendere i trend sociali, economici e tecnologici che sono alla base dei processi di investimento da parte delle aziende e dei fondi di investimento. L’approccio formativo con cui vengono organizzati i seminari è basato su tre principi:

  • Valore dell’interdisciplinità. I proponenti di InnovAction Lab ritengono che l’interdisciplinità sarà una delle caratteristiche fondamentali nei team di persone che saranno chiamati a occuparsi di innovazioni nel futuro. Allo stesso tempo però è fondamentale la creazione di un’ecosistema nel quale aziende, investitori privati e università siano in grado di cooperare in modo efficiente. Nel documento che illustra il progetto si afferma invece che:

    “oggi in molte università, e non solo del nostro Paese, è del tutto assente una reale volontà di integrare i percorsi formativi di diverse facoltà che, quindi, rimangono non solo distanti, ma in qualche modo impermeabili gli uni agli altri”

    Allo stesso modo Augusto Coppola afferma:

    “mi aspetto che le innovazioni nel futuro verranno dalla capacità di vedere oltre le barriere che ci sono fra ingegneria, matematica, design, psicologia, sociologia, metterli tutti insieme è fondamentale.”

  • Scrum Development, ovvero la possibilità di confrontarsi continuamente sia con gli altri studenti che prendono parte al percorso formativo, che con gli esperti che tengono i seminari. Allo stesso modo il lavoro del team viene continuamente presentato e rivisto sia da parte degli studenti che degli specialisti.
  • Natura competitiva dei lavori.Quest’elemento è indispensabile per mantenere alta l’attenzione dei vari membri dei team e viene concretizzato attraverso dei premi che vengono offerti ai progetti considerati migliori. Nell’edizione del 2011 i premi in palio saranno: borse di studio per la partecipazione alla scuola estiva e per EnLabs, l’incubatore privato nato da qualche mese a Roma e infine un tour di due settimane in Israele e in Silicon Valley, le due aree geografiche che al momento rappresentano un role model nel settore dell’innovazione.

Alcuni dati sull’edizione 2010 di InnovAction Lab

Prima di presentare l’edizione di quest’anno vediamo come è andata la precedente edizione. A volte non servono molte parole per decretare il successo di un’iniziativa, basta guardare i numeri:

63 studenti partecipanti provenienti da varie facoltà (ingegneria, economia, biologia, marketing e storia)
6 università coinvolte
4 seminari a numero chiuso seguiti da studenti selezionati in base al curriculum e ad una lettera motivazionale.
12 team multidisciplinari, ognuno dei quali seguito da un mentor
600 persone all’evento finale dell’iniziativa in cui erano presenti praticamente tutti i fondi di investimento italiani che hanno ascoltato e valutato le idee proposte dai ragazzi

Oltre ai seminari nel 2010 è si è tenuta presso un ex base Nato situata all’interno della riserva naturalistica europea di Allumiere (alto Lazio), la prima edizione della scuola estiva che ha avuto come docenti 12 persone tra imprenditori e investitori e realizzata in partnership con dPixel. Ecco qui l’opinione di Stefano Bernardi:

I risultati più evidenti sono stati:

  • due team nati da quest’iniziativa sono risultate vincitrici sia allo Startup Weekend di Roma (che si terrà a Torino fra pochi giorni), sia del premio de “La Repubblica” per la migliore idea di applicazione mobile dell’anno su piattaforma Nokia.
  • otto studenti che hanno partecipato alla scuola estiva sono stati invitati da dPixel a sviluppare le loro idee
  • due studenti hanno ricevuto offerte di internship da aziende della Silicon Valley

L’edizione del 2011: obiettivi e moduli formativi

Veniamo ora all’edizione 2011! Leggi attentamente perché potresti essere tu a partecipare e fossi in te non mi lascerei scappare quest’occasione. Quattro le caratteristiche principali:

  • un’iniziativa che coinvolgerà 120 studenti provenienti principalmente dalle facoltà dei 4 atenei romani da cui usciranno 7 team finalisti;
  • al massimo tre iniziative regionali, ognuna delle quali coinvolgerà 60 studenti provenienti da varie facoltà e da cui uscirà 1 team finalista;
  • un evento finale a Roma nel periodo di Maggio-Giugno in cui saranno presenti 800-1000 persone e in cui verrano presentati tutti i progetti vincitori e verranno assegnati i premi in palio;
  • la partecipazione alla seconda edizione della scuola estiva per tutti i membri dei team vincitori insieme ad altri studenti

Per quanto riguarda il percorso formativo ecco in anticipo i temi:

  • 1. Team Building & Dynamics, tenuto da Alessandra Chianese, consulente esperta su questi temi che ha avuto a che fare con diverse multinazionali.
  • 2. Cosa cercano gli investitori in un business plan e come presentare la propria idea, tenuto da Augusto Coppola, ex startupper e uno dei fondatori di InnovAction Lab.
  • 3. I trend di mercato e di investimento, tenuto da Alberto Sangiovanni-Vincentelli, uno dei padri dell’elettronica, professore di ingegneria molto noto negli Stati Uniti e advisor del Governo di Singapore per tutto ciò che riguarda i nuovi investimenti.
  • 4. Il pretotyping, concetto sviluppato da Alberto Savoia , engineering director di Google, anche lui ex startupper e premiato nel 2005 dal Wall Street Journal come innovatore dell’anno e che terrà un seminario su questo tema.
  • 5. I modelli di business. Ancora non è stato definito un docente per questo modulo formativo.

Come partecipare a InnovAction Lab 2011

Molto semplice! Basta mandare un’email a augusto.coppola@eris4.com con il proprio curriculum (di una pagina massimo) e una letta motivazionale entro il 31 marzo. Il progetto è aperto a tutti gli studenti, in modo particolare coloro provienienti dai quattro atenei romani. Maggiori info su: Facebook, Twitter.

Se non passate la selezione
non disperate, è possibile partecipare e ad assistere alle singole lezioni dei seminari anche se non si è iscritti al progetto!

Presentazione ufficiale e un consiglio da startupper

InnovAction Lab verrà presentato ufficialmente durante una conferenza stampa/evento che si terrà il 7 aprile presso il Senato della Repubblica.

Concludo quest’articolo con un piccolo consiglio che Augusto Coppola ha deciso di regalare a tutti gli aspiranti startupper:

Le persone in grado di innovare sono molto più importanti delle ide. Molta gente dice: ho un’idea fighissima! Non esistono idee fighissime, esiste la capacità di realizzarle

Buona fortuna a tutti coloro che ci proveranno e fateci sapere come è andata!

Calvin Klein rilancia CK ONE con una campagna integrata globale [CASE STUDY]

Appassionati di moda oppure no, il primo marzo è una data che i veri ninja non potranno astenersi dal segnare sul proprio calendario. Calvin Klein in tale giorno svelerà completamente la sua più grande iniziativa digitale ad oggi: una campagna transmediale worldwide che comprenderà web, mobile, stampa, cartellonistica e social media.

L’obiettivo che con tale campagna si vuole raggiungere è piuttosto ambizioso: trasformare il brand CK One (fino ad ora identificabile con l’omonima fragranza) in un lifestyle brand globale che comprenderà anche jeans e biancheria intima.
Per raggiungere tale scopo si punterà nel generare traffico su ckone.com, piattaforma web appositamente progettata per ottenere un elevato grado di interattività con l’utente. Essa infatti non solo permetterà di conoscere il brand più da vicino, acquistare prodotti e ottenere informazioni sui protagonisti dello spot principale diretto da Steven Meisel, ma consentirà addirittura di sostituirsi al regista stesso. Gli utenti saranno invitati a contribuire alla campagna sia on-site, caricando la propria versione personale del video, sia off-site con Facebook, Twitter e altri celebri social network.

Gli smartphone giocheranno ancora una volta un ruolo fondamentale: sarà infatti possibile caricare in mobilità la propria versione dello spot con l’incentivo di poter comparire nelle prossime pubblicità del brand. Per rendere ancora più unica tale esperienza, sono state create applicazioni per iPhone, Android e Symbian che, oltre a fornire contenuti aggiuntivi ed integrazione social media, potranno disporre della tecnologia AR con un’innovativa tecnologia di riconoscimento delle immagini, addirittura senza bisogno di codice.

Pubblicità a LED abbelliranno infine i principali cartelloni pubblicitari Calvin Klein nelle piazze di New York, Los Angeles e altre grandi città e in spazi dedicati di alcune metropolitane.

Ricordiamo che Calvin Klein non è nuovo all’utilizzo della creatività applicata in campo tecnologico per fini di marketing: in passato era infatti già ricorso a strumenti come la diretta live streaming e ad un’irriverente campagna pubblicitaria con QR, utilizzato al fine di aggirare la censura per il contenuto erotico, generando buzz. Questa campagna, però, segna comunque un sensibile passo in avanti sul fronte social media rispetto al passato. Gli utenti connessi tra loro nelle differenti piattaforme social, non solo potranno condividere e godere di ogni singola sfaccettatura della campagna, ma ne diventeranno essi stessi parte integrante, il tutto facilitato e supportato dall’utilizzo degli smartphone.

Ecco i link delle App rispettivamente per iOS e Android:

ck one

A seguire il video dello spot, rigorosamente in bianco e nero. Impugnate il vostro smartphone, potreste farne parte anche voi!

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Top 5 Horror – Febbraio 2011

Nei nostri post di solito cerchiamo di mostrarvi le idee più belle trovate in rete, le più interessanti o quelle stilisticamente realizzate meglio.

Ma spesso nelle nostre ricerche ne vediamo anche altre veramente brutte, schifose e stupide e siccome non vogliamo privarvi di nulla, ecco la Top Horror di Febbraio, la classifica con gli orrori del mese.

Se non avete paura dei pubblicitari, beh dovreste averne!

Ancora fuori concorso – Ancora Alfonso Luigi Marra

Fuori concorso perchè altrimenti vincerebbe a mani basse per i prossimi vent’anni, accumula testimonial d’eccezione: dopo Manuela Arcuri e Lele Mora, addirittura lei, la ragazza più chiacchierata degli ultimi 150 anni, Karima “Ruby” El Mahroug. Con la partecipazione del fantasma dell’opera che mette a nudo il regime, e pure lei ovviamente… il labirinto del Bunga Bunga?

Sparate i bambini sui vetri, con HomeAway

Spot assolutamente insensato trasmesso durante il Super Bowl. Vi spiego la trama: un’agenzia governativa segreta ha una “test room” per verificare le condizioni delle persone che vanno in vacanza. Del resto a tutti può fare comodo un po’ di spazio extra, ma quanto? Beh, lanciamo un bambino in aria e vediamo per quanto vola!

Il CEO di HomeAway dice che lo spot è concepito “per farsi una risata con questa situazione comica”. Come se non bastasse, è stato creato un sito internet dove potete mettere la vostra faccia al posto di quella del bambino. Scommetto che morite dalla voglia di farlo, vero?

Quanto vi piace la salsa del vostro pollo allo spiedo?

Ve lo chiede Nando’s, che evidentemente deve fare un pollo proprio da paura… e se passasse una gentile vecchina mentre lo state mangiando? Non esitereste a mettervi in una situazione imbarazzante, ovvio!

Dopo il “Cristo compagnone”, il “Cristo cameriere”

Non è proprio di lui che si parla, ma il riferimento è molto evidente. Sì, perchè “We do miracles” (facciamo miracoli) è proprio il claim del Butler’s Club. E quale miglior testimonial di un manichino con le stigmate? Va bene il politically incorrect, ma forse qui si esagera. Magari trasformare l’acqua in vino o camminare sull’acqua sarebbe stato meglio.

Fate l’amore, non fate la guerra

Quale dei due preferireste baciare? Quando la proprietaria di un Sexy Shop sposa un venditore di pistole, il negozio del venditore di pistole è un negozio morto! E proprio questo è successo, ad Huntsville in Alabama, USA: in occasione di San Valentino è partita una promozione con la quale si poteva scambiare una pistola portandola nel negozio del marito per un “giocattolo”, chiamiamolo così, da ritirare presso il negozio della moglie, che si chiama appunto Pleasures. E chissà che qualcuno non abbia pensato, dice la signora, “ho questa pistola: vado a rapinare un negozio di liquori o mi compro una bambola gonfiabile?”

La luce fa brutti scherzi se lo schermo non è antiriflesso

Questa non ha bisogno di particolari spiegazioni, vi dico solo che è stata usata in India per la Onida, casa produttrice di elettrodomestici, che si differenzia evidentemente perchè dà un’immagine meno cattiva dei dittatori…

Al solito, lascio a voi i commenti (tanti, mi raccomando), e vi dò appuntamento al prossimo mese, se la cara Silvia Carbone (aka Yukiko) mi conferma il sub-appalto di questa rubrica 😉 .

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Social media e brand reputation: la classifica di Febbraio! [INFOGRAPHIC]

Social media e brand reputation: ecco la classifica!Non è la prima volta che vi parliamo di brand reputation sui social media, anzi: le occasioni sono state tante, dai casi studio eccellenti (per esempio KitKat, John Ashfield, United e Domino’s Pizza) agli how to (come quello dedicato alla gestione dei commenti online).

Parlare di gestione e miglioramento della reputazione di una marca sui social media è importante, soprattutto perché Continua a leggere

Il "capolavoro" Gillette a New York [AMBIENT MARKETING]

In questi giorni, a New York ed esattamente a Soho, campeggia il faccione del giocatore di baseball Derek Jeter, capitano della squadra locale, gli Yankees

Questa volta non è lì per particolari meriti sportivi, ma come testimonial Gillette, che lo ha scelto per rappresentare il suo brand e si impegna tutti i giorni fino al 6 marzo a…fargli la barba!

La particolare campagna, ideata da BBDO New York, si sviluppa intorno all’enorme billlboard, o meglio all’enorme tela che ogni giorno viene pitturata rappresentando ciclicamente un importantissimo rituale maschile, quello della barba: prima, durante e dopo.

Tre Derek in uno: trasandato, pieno di schiuma nell’atto del rasarsi, perfettamente liscio e in ordine. Ogni 3 giorni, si ricomincia da capo.

Significativo lo slogan: “Gillette Masterpiece”, il capolavoro di Gillette. Nulla da aggiungere!

Una campagna creativa e interattiva  che non mancherà di far parlare di sè, con quel tocco di guerrilla che non guasta mai. Bravi!