La formula della viralità dei The Jackal: il Viral DNA dei loro video [INTERVISTA]

Ecco cosa succede quando 6 ragazzi con la passione per il cinema ed una storia da raccontare si uniscono.

The Jackal con le loro azioni di “sciacallaggio” fanno il verso ai grandi del cinema realizzando dei faketrailer virali.

Noi Ninja li abbiamo intervistati per voi e farci spiegare come nascono i loro video.

Siamo riusciti anche a farci dire la formula della viralità dei The Jackal! 😉

The Jackal, vi definite gruppo videomaking indipendente. Per cominciare vi va di spiegarci brevemente di cosa vi occupate?

Dai video fatti tra amici e caricati su Youtube, siamo passati alla produzione di spot, video musicali e cortometraggi. Il nostro target principale è Internet, anche se il nostro obiettivo è quello di arrivare un giorno sugli schermi cinematografci.

I vostri video hanno sempre un riscontro straordinario! “Lasciarsi su Facebook ” è stato un grandissimo successo virale. “Io sono molto Leggenda” ha anche ottenuto una menzione speciale al Festival del Cinema di Napoli. Noi di Ninja Marketing abbiamo definito Virale “la condivisione sociale delle emozioni”. In base alla vostra esperienza, quali sono i segreti di un video virale di successo?

Alla luce del successo o meno di un nostro video, noi stessi formuliamo diverse ipotesi per prevedere quanto una nuova idea possa essere virale o meno, chiedendoci se sia il caso di produrla.

Con il tempo abbiamo ovviamente avuto modo di fissare certi presupposti precisi: ad esempio, se il tema di fondo è condiviso fra molte persone il video sarà certamente più virale; se l’argomento trattato riguarda un argomento di attualità, probabilmente il video sarà in grado di scatenare un dibattito aumentando l’attenzione sul video.

E’ anche vero, però, che certe idee tirate fuori da un momento all’altro si rivelano più virali di altre cose più “pensate” e meglio realizzate. E’ il caso della parodia dello spot Lines, attualmente il nostro video più visto.

Il vostro ultimo lavoro racconta la storia di un uomo alle prese con i lavavetri abusivi. Il problema rifiuti in Campania, Facebook. Nei vostri video trattate temi sociali e di attualità: In base a cosa scegliete i temi da trattare?

Come dicevamo, l’attualità è alla base di molti dei nostri lavori. Parallelamente ad essa c’è anche un amore/odio per il cinema americano, che sfocia in una costante parodia dello stesso.

Quello che ne risulta è quella che chiamiamo “formula thejackal“: scene di vita quotidiana raccontante attraverso le esagerazioni epiche dei film di hollywood.

Se potete dircelo, qual è il prossimo progetto in cantiere? Quali saranno i temi dei prossimi video realizzati da The Jackal?

Vi sveliamo un segreto: non lo sappiamo.
Abbiamo diversi spunti, ma ancora non siamo entrati nella fase di produzione. Quello che è sicuro è che il prossimo video dovrà per forza essere qualcosa di più grosso ed esplosivo di “the washer”, perché il pubblico che ci segue si aspetta da noi sempre di più… Aiuto!

Grazie Ragazzi!
Noi di NinjaMarketing non vediamo l’ora di gustarci il vostro prossimo successo. 😉

Mario e Luigi, li ricordate così? [BAD VERSION @ LIBERTY CITY]

Ok! Così è come li conoscete e come li conosciamo tutti. Salvare principesse, evitare piante carnivore, ecc. per combattere “in senso buono” i cattivi. Li immaginate dall’altra parte?

Nel video qui sotto eccovi la versione un po’ più cattiva dei fratelli Mario e Luigi, alle prese con la dura vita di chi vive – e fa affari – a Liberty City.

Per cuori impavidi! 😉

Trovato qui.

La Top 10 delle migliori copertine del 2010

Quando fotografia e design si incontrano, il risultato è memorabile. Riproponiamo da Advertising Age una selezione delle più belle prime pagine di magazine e riviste uscite nel 2010.

Elle (gennaio) – Lady Gaga

The Atlantic (maggio) – Fat Nation

THE NEW YORKER (5 luglio) – After Escher: Gulf Sky and Water

CLEVELAND PLAIN DEALER (9 luglio) – Gone

NEW YORK (2 agosto) – Is James Franco for Real?

TIME (9 agosto) – What Happens if We Leave Afghanistan


Clicca qui per la versione non censurata

Bloomberg Businessweek (agosto 9-15) – Back So Soon?

THE NEW YORKER (11 ottobre) – Discovering America

WIRED (novembre) – 100% Natural

HARPER’S BAZAAR (dicembre) – Katy Perry

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Cosa fate con le vostre console? [STATS]

Nielsen ha appena pubblicato i risultati di un interessante studio sull’uso che i giocatori fanno delle proprie console. E’ più che mai evidente, almeno dall’avvento dell’attuale generazione, che i device una volta destinati esclusivamente ai videogame abbiano sempre più velleità di hub multimediali. PS3 ne è l’esempio lampante in quanto pensata da Ken Kutaraji – padre di PSX – proprio con il chiaro obiettivo di offrire intrattenimento a 360 gradi.

Da un rapido sguardo, pare che il 62% degli utenti Xbox 360 usi la propria console prevalentemente per giocare (il tempo è equamente diviso tra gioco diurno e notturno). Per PS3,  troviamo un trend differente: ben il 51% del tempo è destinato a usi differenti rispetto al gioco.

I risultati di queste statistiche – fa notare Nielsen – dipendono molto dalla strategia con cui le console sono state posizionate sul mercato. Se l’Xbox 360 ha puntato molto sul servizio Xbox Live (gioco online, acquisto contenuti e – in ultima istanza – social networking), PS3 ha scelto di investire sul lettore Blue-Ray per creare un centro multimediale domestico (da cui è dipeso un prezzo di lancio ben più alto della concorrenza – qui il riferimento a Kutaraji di cui sopra).

Guardando alle “attività altre”, il tempo impiegato a guardare film su dvd e blue-ray si occupa il secondo posto della classifica degli usi – su PS3  supera addirittura quello relativo al gioco online. Ciò conferma la vocazione più ibrida del device di Sony.

Al terzo posto per quantità di tempo dedicato, emerge la fruizione di contenuti video in streaming, con percentuali più alte per Wii che poi tendono a decrescere fino ad arrivare a PS3. Secondo Nielsen, la minor propensione al gioco online di Wii (come testimonia la percentuale bassissima per questo tipo di uso) è conseguenza della quasi totale assenza di giochi e applicazioni per questo tipo di intrattenimento, il che contribuisce a far schizzare  verso l’alto altre forme di esperienze online: Netflix, a pochi mesi dalla sua introduzione sulla console Nintendo, fa registrare numeri veramente alti.

E voi, che uso fate delle vostre console?

Richard Stallman a Roma per parlare di Software Libero. La diretta streaming [Events]

Domenica 19 dicembre Richard Stallman, fondatore del movimento per il Software Libero, terrà un incontro dal tema “Software Libero: implicazioni etiche e sociali”. L’appuntamento è alle ore 17 al CSOA La Strada in Via Passino 24, Roma. Il Dott. Stallman illustrerà la storia del Software Libero dalla sua nascita a oggi, con particolare riferimento alle implicazioni etiche, politiche e sociali di questo tipo di programmi informatici e all’importanza del suo utilizzo in ambito educativo e della Pubblica Amministrazione.

L’evento, organizzato da vari gruppi italiani coinvolti nella diffusione del Software Libero e dello sviluppo sociale, vuole essere portatore di una concezione aperta verso il sociale e non settariamente tecnica. Lo scopo è creare uno spazio di dibattito pubblico, anche alla luce delle controversie sollevate recentemente riguardo un Protocollo d’intesa siglato dalla regione Puglia con Microsoft. Dalle ore 15 sono in programma interventi da parte di diversi gruppi locali, studenti, docenti, ricercatori, giuristi. Sono stati invitati rappresentanti politici. La partecipazione non richiede conoscenze di informatica e il discorso del Dott.Stallman sarà assistito da traduzione simultanea all’italiano. L’ingresso è gratuito e aperto a tutti. Per ulteriori informazioni: info@rms.hipatia.net

Un’ottima occasione per approfondire un tema che fatica a fare breccia nella cultura italiana, che potrebbe portare notevoli vantaggi economici sia per le aziende che per le pubbliche amministrazioni.

Per seguire l’evento in diretta streaming:
Link 1
Link 2

Brividi digitali per la nuova campagna Jägermeister

Congelare i tuoi momenti di divertimento è ora possibile con Jägermeister, che si avvicina sempre più ad un target frizzante ed esibizionista.. pronto a mettersi in mostra con foto “amatorialmente” scattate e “ghiacciatamente” modificate.

L’amaro tedesco a base di erbe ne ha fatta si strada dal 1934 ad oggi e vuole parlare al suo pubblico con un linguaggio “hi-tech” perchè l’intera campagna pubblicitaria, di cui sentirete parlare come “Almeno 20”, pretende voi consumatori come suoi protagonisti.

L’iniziativa chiede ai partecipanti di inviare una foto in compagnia dei loro amici, e di “congelarla” con un effetto grafico disponibile sul sito. Una giuria sceglierà la foto più simpatica ed al vincitore (ed ai suoi amici naturalmente) verrà preparata  “La Festa di Luna Piena” , una festa lunga una notte intera nella città prescelta.

Ma le novità non finiscono qui; Jägermeister si accorda con Apple e permette di scaricare un applicazione tramite cui allenarsi per preparare fantastici cocktails freddi, a base di Jägermeister o ancora di scratchare (sempre by I-phone) su alcune tracce dance, offrendo agli aspiranti dj un allenamento a portata di mano.

Insomma dalla fredda Germania una ventata di freschezza che mobilita giovani appassionati della notte a 360°… sotto lo zero!

Tornare bambini? Un gioco da adulti con Playstation 3! [VIDEO]

La Sony lancia in Argentina la sua nuova campagna pubblicitaria per Playstation 3.
Il protagonista è Victor, un impegnatissimo manager bambino che passa in maniera scanzonata e disinvolta da una riunione di lavoro alle luci della città, con un semplice tocco di joystick.

“Live in a state of play” esorta il nuovo video della grande corporate giapponese dell’elettronica!

Ogilvy e le scorciatoie da tastiera: la morte del mouse!

La sede di Francoforte della famosissima agenzia Ogilvy ha pubblicato Mausetod 2.0 (tradotto: La morte del mouse 2.0), il secondo libro di una serie rivolta ad art director, grafici, fotografi e clienti. Ogni pagina è dedicata ad una scorciatoia da tastiera per Adobe Photoshop o Indesign, evocate da immagini molto ironiche, a volte graffianti, che suggeriscono associazioni di idee. L’obiettivo è facilitare il lavoro ai soggetti già citati ed aumentarne il comfort e la produttività, oltre ad annientare completamente il mouse!

La copertina (che trovate in alto) è già molto eloquente, ma vi riporto qualche pagina, spiegando, per i lettori poco avvezzi a quei software, anche l’effetto dei comandi. Sta a voi cogliere le metafore più o meno esplicite:

Mela + A

Permette di selezionare tutti gli oggetti presenti nell’area di lavoro.

Mela + Z

Annulla l’ultima azione eseguita, o la ripristina dopo il suo annullamento.

Mela + J

Crea un livello copiato, esattamente uguale a quello selezionato.

Mela + Shift + Z / Mela + Alt + Z

Un passo avanti o un passo indietro nella storia delle azioni eseguite.

H

Strumento Mano (serve a muoversi nella schermata senza ridurre lo zoom).

Mela + Q

E’ il comando per chiudere qualsiasi applicazione aperta su un computer Mac.

Il libro ha vinto (con pieno merito) un Gold Award per il Design e le Immagini agli Epica Awards del 2010. Altre immagini dal libro potete trovarle su theinspirationroom.com, da cui è stato tratto l’articolo.

Che ne pensate? Lo comprereste? Io, essendo un grande utilizzatore di scorciatoie da tastiera, lo farei.

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Top 10 brand da tenere d'occhio nel 2011

Tempo di fine anno, tempo perfetto per stilare resoconti e pianificare nuove attività. Inauguriamo oggi una mini-serie di classifiche sul branding, sull’advertising e sul marketing: iniziamo con l’elencare i dieci brand da non perdere di vista nel 2011. Per aver ridefinito un settore (e sé stesse) o per non aver mai perso rilevanza agli occhi della propria audience, queste marche nel 2010 hanno guadagnato forza e capacità di creare/sfruttare trend di mercato o socioculturali.. senza mai perdere la loro connessione autentica alla customer promise. Quali sorprese ci riserveranno nel 2011? Quali sfide affronteranno e come? L’elenco non vuole essere esaustivo e se non trovate le marche che vi aspettate.. forse è perché le ritroveremo in altre classifiche di prossima pubblicazione qui su Ninjamarketing!

10 – Beats by Dr. Dre

Nel 2010 gli auricolari alto di gamma firmati Dr. Dre – che costano dai 99$ ai 450$ – hanno di fatto creato un nuovo mercato per questo prodotto di “lusso/nicchia”, anche grazie alle iniziative di co-branding sportivo (ad es. con i Red Sox). Riusciranno nel 2011 a rimpiazzare del tutto i fili bianchi onnipresenti grazie ai prodotti Apple?

9 – Glee

In uno scenario dominato da colossi “seriosi” quali Lost, Mad Men, Dr. House e Grey’s Anatomy, Glee ha fatto breccia grazie ad uno stile anticonformista e mai proposto prima in tv: ironia, provocazione ed audacia per rendere cool un gruppo di liceali sfigati e per sottolineare il valore nella diversità individuale. Il tutto basandosi sul genere musical e divenendo parte della cultura pop. Guest stars, live tour, flash mob, app per il karaoke e OST CD hanno ingrandito la torta dei ricavi per questo telefilm divenuto case study: riuscirà nel 2011 a mantenere viva la brand leadership ed a rinnovare l’interesse dell’audience senza ripetersi?

8 – Burberry

Burberry, sotto la guida del Chief Creative Officer Christopher Bailey, emerge nel 2010 come uno dei brand più visionari sulle potenzialità di marketing del regno della moda. Nel 2010, Bailey ha ripescato le vibrazioni aristocratiche del brand che aveva perso negli anni e le ha attualizzate con sensibilità moderna: si pensi ad Art of the Trench (un social network celebrativo dell’iconico capo) ed il live streaming della sfilata autunno/inverno in 3D. Quali tecnologie sceglierà nel 2011?

7 – Marvel

Se Iron Man vi fa venire in mente Robert Downey Jr. ed un paio di blockbuster che hanno incassato più di 630 milioni di dollari negli Usa, siete nella maggioranza. Ma per i lettori di fumetti, Iron Man fa parte di un quadro più grande chiamato “The Avengers“: un quadro che Marvel Entertainment ha intenzione di sfruttare al massimo nei prossimi anni. Dopo una corporate app perennemente in testa alle classifiche di popolarità di download, nell’estate del 2011 usciranno due nuovi film, Thor e Captain America (distibuiti da Paramount Pictures) e relativi merchandising, cartoni animati, prodotti di consumo, giocattoli ed altre possibili brand extension. Dimostreranno la validità del ruolo di incubatore di franchise per l’industria editoriale? Nascerà il definitivo business model crossmediale?

6 – McCafè

Con i McCafè, il 2010 ha consolidato la strategia di integrazione a lungo termine del caffè nei menu McDonald’s. L’ingresso nel segmento ha dimostrato l’abilità dell’azienda di reinventarsi e di rendersi appealing a diversi consumatori, intervenendo sull’atmosfera dei locali e massimizzando le occasioni di consumo durante la giornata. Con l’introduzione a novembre della bevanda caramel mocha negli Usa, come risponderà Starbucks nel 2011?

5 – X-Factor

La controparte statunitense di uno dei format più diffusi e visti al mondo vende all’asta i diritti di product placement tra Coca Cola (presenza storica nella scenografia di American Idol) e l’eterna rivale Pepsi per l’edizione del 2011. Il prezzo d’offerta? Tra i 50 ed i 100 milioni di dollari. Ma qual è il vero valore d’esposizione derivante dal product placement nei programmi più seguiti? Può convertire i non utilizzatori? Quali saranno i futuri sviluppi legislativi in merito? E che ruolo avranno nel 2011 i talent format?

4 – Nintendo

Nintendo ha riscritto le regole del mercato dei videogame, trasformandolo da un mondo sedentario e solitario ad uno salutare e sociale. Al contempo, i videogiochi Wii hanno ampliato il target per età coinvolgendo anche coloro che non avevano mai manifestato interesse nei confronti dei videogiochi. In breve, nel 2010 Nintendo ha del tutto ridefinito la categoria merceologica di cui era pioniere, affermandosi come leader dell’interactive gaming. Ma cosa succederà nel 2011 quando si tratterà di contrastare e differenziarsi da Kinect per Xbox e Playstation Move?

3 – Android

Come non studiare la piattaforma smartphone che si espande più velocemente di tutte? A settembre 2010, Android ha raggiunto il 21,4% di quota nel mercato degli smartphone in Usa (fonte AdAge). Con lo sviluppo dei cellulari Droid da parte di Motorola, HTC e Verizon Wireless, chi emergerà vincitore in un campo di battaglia già saturo di iPhone e Blackberry?

2 -Groupon

Esploso nella seconda metà del 2010, il fenomeno Groupon porta con sé implicazioni non indifferenti sulle strategie e tattiche di pricing . Il 2011 sarà l’anno nel quale dovremo abituarci a fare i conti con una rinnovata concezione del potere contrattuale degli acquirenti… il definitivo (ed ultimo?) indizio del passaggio di controllo dei brand dalle imprese ai consumatori.

1 – Foursquare

L’altro ieri, il web era popolato da un sottobosco fatto di nickname, avatar e lurkers. Ieri, Facebook ha reso cool l’interazione online attraverso la propria reale identità per condividere con i propri amici cosa si fa, si pensa, si mangia, si vede e si compra. Oggi, nel 2010, Foursquare ha aggiunto l’elemento del “dove” succede tutto questo. L’emulazione da parte di Facebook Places ed il numero crescente di brand che richiedono partnership con Foursquare (History Channel, People, Mazda) porterà il location-based advertising e le sue frontiere al centro del dibattito nel 2011.

Conclusioni?

Questi dieci brand hanno in comune la capacità di guardare con spirito critico al business, di anticipare i bisogni dei consumatori anche in tempi difficili, di dedicarsi alla costruzione della marca a lungo termine. Nel 2010 hanno fatto e mantenuto promesse autentiche in grado di risuonare col mercato, utilizzando un’ampia schiera di strumenti creativi ed efficienti per rafforzare relazioni ed esperienze di consumo. Per seguire questi brand nel 2011 e trovare ispirazione nel loro modo di offrire valore:

Beats by Dr. Dre

Glee

Burberry

Marvel

McCafè

American Idol

Nintendo

Android

Groupon

Foursquare

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Il pubblico sceglie Assange ma il TIME premia Zuckerberg

È proprio Zuckerberg, CEO nonché fondatore di Facebook che dopo esser diventato protagonista cinematografico nel film a lui dedicato ‘The Social Network’ oggi viene eletto dal TIME personaggio dell’anno battendo i candidati Hamid Garzai, ‘Tea Party’ e i minatori cileni rimasti intrappolati sotto terra per 69 giorni. Un sondaggio on line aveva eletto Julian Assange (fondatore di WikiLeaks) ma Richard Stengel, direttore del TIME, ha preferito il giovane Mark.

Nell’articolo a lui dedicato, dal titolo “The Connector” viene paragonato proprio a Julian Assange definendoli “due facce della stessa medaglia, entrambi desiderano portare la verità nel mondo ma mentre Assange attacca le nazioni per destabilizzare il potere, Facebook da la possibilità alle persone di scambiarsi informazioni” questa la giustificazione di Stengel per la scelta fatta.

A soli 26 anni Zuckerberg è una delle più giovani persone ad essere eletta “Person of the Year”, proprio come la Regina Elisabetta nel 1952 ma con la differenza che lui non ha ereditato un impero, ne ha creato uno.

Il TIME giustifica il premio per “il collegamento di più di mezzo miliardo di persone e la mappatura delle relazioni sociali tra loro (cosa che non era mai stata fatta prima), la creazione di un nuovo sistema di scambio di informazioni […] e l’aver cambiato il modo in cui noi tutti viviamo le nostre vite”.

Facebook infatti oggi è la piattaforma di social-network più diffusa al mondo con quasi 600 milioni di utenti, con circa un miliardo di nuovi contenuti pubblicati ogni giorno. Facebook è oggi il ‘terzo paese più grande sulla terra’.

Mark Zuckerberg non ha solo creato una delle più importanti società a livello mondiale, diventando “il più giovane miliardario del mondo” (così lo definì la rivista Forbes nel 2008), ma ha creato un sistema che ha rivoluzionato profondamente la società e le abitudini delle persone, nel modo di pensare, di agire, la stessa considerazione della privacy è cambiata; è cambiato il modo di relazionarsi con le persone, con le istituzioni, con le marche; è cambiato il modo di comunicare, è cambiata l’informazione.

Qui l’intervista di Rick Stengel a Mark Zuckerberg