Delicious: che cos’è e come usarlo in modo innovativo! [HOW TO] [SOCIAL MEDIA]

Vari servizi (come Gkeeper, ad esempio), oltre a svariati componenti aggiuntivi dei browser stessi, permettono di creare i propri segnalibri direttamente online, rendendoli raggiungibili da qualsiasi luogo in ogni momento. La Storia insegna però che si può sempre fare di più, allora anche ai preferiti si applica il concetto di sociale: nel 2003 si diffonde il fenomeno del social bookmarking di cui il più grande interprete esistente è senz’altro Delicious.

Parliamo infatti infatti, citando direttamente dalla sua Home Page, della “Più grande collezione di preferiti dell’Universo”. Permette non solo di salvare i preferiti direttamente online ed apporre etichette (tag) per ordinarli in collezioni sincronizzate con il proprio pc, ma anche di condividerli con i propri amici e con gli altri membri della community, lasciando aperta la porta a discussioni e commenti. Ogni utente (basta avere un account Yahoo) può segnalare un sito che ritiene interessante, navigare tra i più cliccati del momento o ricercare tra le categorie, per poi offrire in seguito la sua opinione, oppure mettere da parte quell’articolo o quel post interessante per leggerlo in un secondo momento, senza contare la possibilità di creare liste di amici.

Ma ci sono usi più creativi, alcuni dei quali ci vengono segnalati da Social Media Examiner:

1: Organizzare le proprie risorse

E’ difficile leggere tutti i post interessanti che vengono condivisi sui vali network quali Twitter o Facebook, quindi perchè non etichettarli e salvarli per poi recuperarli in un momento successivo, mentre state cercando informazioni su quello specifico argomento?

2: Cose da fare

Una cosa che capita spesso è leggere un post riguardo a come realizzare qualche idea e volerci effettivamente provare. Ma non sempre è possibile farlo in quell’occasione stessa, quindi si può comodamente taggare una pagina (ad esempio con “bigliettodavisita”) e riprenderla poi quando serve davvero.

3: Scambio di informazioni in azienda

Per smettere di inoltrare via email ai colleghi le idee da realizzare trovate navigando, sarebbe più semplice e molto più veloce creare un account Delicious unico per l’azienda ed organizzare tutto online: in questo modo non solo si acquisisce nuova conoscenza, ma si può anche condividerla.

4: Sitografie

Se vi trovaste a creare un elenco di link utili, specialmente se per ricerca o per lavoro, potreste dopo un po’ di tempo dover fornire un resoconto, oppure vorrete soltanto controllare se sono ancora attivi. Memorizzando il tutto online potrete evitare i noiosi copia-incolla su fogli excel o l’acquisto di software specifici.

5: Avere a portata di mano tutti i profili registrati

Alzi la mano chi non ha almeno un profilo creato e poi dimenticato su una qualsiasi community o un social network. Creando una raccolta ed aggiornandola periodicamente, potrete avere sempre sotto mano tutti i vostri profili.

6: “Condividere il proprio ego”

Un’ottima idea (avuta da Ari Herzog) consiste nell’usare i tag di Delicious per creare una raccolta di tutti i post/articoli in cui si viene menzionati, in modo da averli già perfettamente ordinati ed organizzati per usarli a proprio piacimento in caso di necessità (curriculum, referenze, testimonianze).

7: Vetrina personale

Combinando l’idea precedente con un template adatto e il feed RSS supportato, si può costruire con WordPress un portfolio personalizzato, magari separando gli articoli e i commenti che contengono le citazioni o menzioni a voi.

8: Backup dei preferiti

Quest’ultimo è per i paranoici, che temono di perdere tutto il loro lavoro da un giorno all’altro a causa di un attacco informatico a Delicious: non preoccupatevi, c’è la possibilità di esportare la vostra raccolta e scaricarla sotto forma di file HTML!

Per rendervi l’utilizzo ancora più semplice, il sito vi mette a disposizione vari tool, per accontentare gli utilizzatori di tutti i browser. In più c’è la possibilità di navigare tra i bookmark più condivisi, i più etichettati, o addirittura ricercare quelli contrassegnati da un particolare tag oppure inclusi in una determinata collezione. Cosa volete di più?

Cosa si può fare con 4 iPhone? Promuovere una band!! [VIDEO]

Gli Atomic Tom, gruppo musicale nato a Brooklyn, si sono esibiti l’8 Ottobre a bordo della metropolitana di New York suonando il loro primo singolo Take Me Out con 4 iPhone.

L’accompagnamento musicale è stato realizzato con delle comunissime iPhone App scaricabili in App Store come Virtual Piano (per il piano), Pocket Guitar (per la chitarra) e iTimbales (per la batteria)!

Il risultato è fantastico, non trovate?

Trovato qui.

Staying alive, se bevi non guidare!

Questa è la pubblicità con la quale il Comune di Nettuno (Rm) invita a bere responsabilmente, soprattutto quando si deve guidare. Visto il tema delicato, a mio parere, l’idea è davvero carina e fa riflettere senza utilizzare immagini troppo forti.

Trovato qui.

Come mettere Google Maps al servizio del tuo business [TUTORIAL]

Da sempre utilizzato come navigatore per localizzare negozi, case, uffici e alberghi, oggi è diventato uno strumento utile anche per promuovere la propria attività.
Follia? No, realtà.
Se la curiosità vi ha già spinto a digitare il nome della vostra azienda sulla barra di Google Maps, saprete se il vostro nome è conosciuto, altrimenti potete provarci ora.
Cosa fare successivamente lo troverete di seguito. Basta seguire alcune facili indicazioni e in breve la vostra azienda sarà in grado di farsi…notare.

Google Maps vi ha già catalogato?
Per prima cosa verificate se Google Maps ha già memorizzato il nome della vostra azienda. Collegandovi a http://www.google.it/, potete accedere alla sezione Maps e verificare se Google vi conosce.
Sì? Allora cliccate sull’indicatore o sul nome che compare nell’elenco della colonna a sinistra.
Dopo il click si aprirà una nuvoletta attraverso cui potrete accedere al menu che vi permetterà di modificare i dati già inseriti (di solito si trova aprendo il menù a tendina del link “altro: modifica dettagli“).

Attraverso l’opzione modifica questo luogo, vi sarà proposto di rimuovere la vostra azienda da Google Maps, aggiungere nuovi dati o confermare quelli correnti.

Se non siete ancora stati inseriti nella memoria di Google, potete farlo ora. Accedendo all’area riservata di Google e selezionando il prodotto “Maps” potete cominciare la registrazione della vostra azienda. Ogni utente può gestire fino a cento referenze con il proprio account. In ogni caso, Google dovrà verificare che l’azienda inserita sia realmente di vostra proprietà. Una volta accertato ciò, vi invierà un codice Pin via mail o telefono.

Cosa volete far sapere di voi?
Nome, indirizzo, numero di telefono, sito web… Potete anche caricare foto o video. Scegliete voi, è la parte più facile, ma fate attenzione alle categorie che utilizzate per classificare la vostra attività. Sono quelle che guideranno i navigatori nella ricerca della vostra azienda attraverso le parole chiave. Se può esservi utile, potete creare campi personalizzati aggiungendoli a “altri dettagli“.

Non è ancora finita, non avete ancora inserito i coupon!
Per attirare l’attenzione dei navigatori nonché potenziali clienti, potete usare un incentivo: il coupon. E’ uno strumento con cui potete agire in svariati modi, perché Google vi fornisce gli strumenti.
Anche in questo caso, il procedimento è intuitivo. Basta accedere all’area riservata di Google Maps, e cliccare sul link “coupon“. Da lì comincia la fase di creazione e personalizzazione del vostro coupon. Volete verificare il risultato? E’ immediato. Una volta cliccato il tasto “salva” il coupon comparirà su Google e sarà possibile stamparlo.
Arrivati a questo punto anche la vostra azienda è “di strada”, almeno per i navigatori della Rete. Ma per farvi davvero riconoscere spingetevi oltre. Come? Con Google AdWords e i suoi Tag.                                  

Non siete ancora pronti? Allora fate come a scuola, sottolineate la vostra presenza con un evidenziatore giallo!

Ed ora…verifichiamo
Dopo esservi destreggiati con le numerose soluzioni offerte da Google verificate i risultati del vostro lavoro e l’efficacia degli strumenti che avete scelto. Accedendo all’area personale di Google, potete verificare quante volte la vostra azienda è comparsa nelle ricerche degli utenti in Rete (impressioni) e con quale frequenza gli utenti chiedono informazioni sulla vostra azienda (azioni).
Questi dati possono essere molto utili, in particolare per capire se le vostre scelte sono state corrette o se è necessario aggiustare il tiro. Ottimizzare è l’obiettivo che dovete porvi di continuo, ma ricordate che difficilmente i risultati saranno immediati. Anche i dati forniti da Google hanno tempi minimi di verifica!

"Mi piace su…": le donne di Facebook contro il tumore al seno

Le donne di Facebook contro il cancro al seno“Mi piace sul letto”, “mi piace sul tavolo della cucina”, “mi piace sul divano”, “mi piace sul comò”. Cos’è successo alle nostre amiche di Facebook? Cos’è questa improvvisa e generale disinibizione? Cari maschietti, non fatevi illusioni. Non è scoppiata una nuova influenza che fa impazzire gli ormoni delle donne. Si tratta invece della nuova iniziativa della community più grande del mondo, volta a sensibilizzare tutte le donne nella lotta al cancro del seno.

Ottobre è il mese della prevenzione e gli specialisti di tutto il mondo si affannano a ripetere che la migliore arma per sconfiggere il tumore al seno è la diagnosi precoce. Solo attraverso la prevenzione si può combattere la malattia nel modo migliore e si possono avere ottime probabilità di sconfiggerla.

Le donne di Facebook hanno deciso di ricordarlo a modo loro, replicando la riuscitissima iniziativa dello scorso anno, quando le bacheche delle nostre amiche diedero vita ad un delirio cromatico apparentemente nonsense.

L’iniziativa prevedeva infatti che le donne di Facebook scrivessero nel proprio status il colore del reggiseno che indossavano. Il successo fu tale da meritare gli onori delle cronache televisive nazionali e solo dopo lunghe insistenze fu svelato il significato di quel fiorir di colori.

La versione di quest’anno, se vogliamo, è ancor più simpatica ed originale di quella di un anno fa. Le donne di Facebook devono scrivere nel proprio status il luogo dove sono solite poggiare la borsa quando tornano a casa, preceduto dalle parole “mi piace”.

Ecco svelato il mistero, ed ecco il messaggio che in questi giorni sta circolando nelle caselle dei messaggi delle donne di Facebook:

Una mia amica ha suggerito l’idea che noi donne dovremmo fare qualcosa di speciale su Facebook al fine di aumentare la consapevolezza e visibilita’ di Ottobre come mese per lotta contro il cancro al seno.

E’ una cosa facile da fare e vi chiedo di partecipare tutte insieme, di modo da rendere questo evento memorabile.

L’anno scorso, l’idea era di postare il colore del vostro reggiseno come status su Facebook.. questa iniziativa al femminile ha lasciato gli uomini nel dubbio per giorni, mentre ogni donna scriveva colori apparentemente a caso.

Il gioco di quest’anno ha a che vedere con la vostra borsa. Dovrete scrivere nel vostro status il posto dove appoggiate la borsa appena rientrate a casa, nella forma di “Mi piace…” e poi il posto. Per esempio, “Mi piace sul divano” o “Mi piace sulla sedia della cucina” o “Mi piace sul tavolo della cucina”. Beh, avete capito, no? 😉

Bene, mettete la risposta al posto del vostro status (e non nella risposta a questa email) e inoltrate questo messaggio a quante piu’ donne conoscete!!

Il giochino del colore del reggiseno e’ riuscito a comparire sulle notizie del Tg. Cerchiamo di fare lo stesso con questa nuova iniziativa e dimostriamo quando siamo potenti noi donne!

RICORDATE – METTETE LA RISPOSTA AL GIOCHINO NEL VOSTRO STATUS E NON RISPONDETE A QUESTO MESSAGGIO DI POSTA. COPIATELO E INVIATELO A QUANTE PIU’ DONNE POSSIBILI

Le donne di Facebook contro il cancro al senoUn’ iniziativa senz’altro lodevole, ma lo scopo? Siamo sicuri che l’iniziativa aiuterà realmente la lotta al tumore al seno?

Il dubbio è che le enormi potenzialità virali di Facebook possano andare sprecate ancora una volta.

Allora, care amiche di Facebook, dopo aver ambiguamente comunicato ai vostri amici dove vi piace appoggiare la borsa, aderite anche all’ iniziativa Non limitiamoci ad appoggiare la borsa!

La pagina sociale vuole essere il proseguo e la naturale concretizzazione dell’iniziativa sopra descritta. Avete postato il luogo dove siete solite appoggiare la vostra borsa? Bene, adesso recatevi presso uno dei 390 Punti Prevenzione messi a disposizione dalla Lilt ed effettuate gratuitamente la vostra visita senologica.

The Fun Hotel: quando la risata è contagiosa [video]

Interessante azione  “non conventional” nel settore turistico,  atta a promuovere un hotel nel veronese. Un nuovo modo di comunicare ai loro ospiti e non, un naming ad hoc,  “hotel del divertimento” , ma soprattutto un nuovo approccio di accoglienza turistica che si basa sul coinvolgimento attivo, curioso e divertente del cliente sia online che offline.

Le sorprese sono assicurate nei mesi a venire!
credits: MagillaGuerrilla

Dal 2 novembre a Torino gli “errori intelligenti” del Piemonte Share Festival [EVENTI]

Secondo Chiara Garibaldi e la direzione artistica del Piemonte Share Festival, “L’errore racchiude una potenza creativa unica perché rappresenta sempre l’emergere di un problema: in tutte le sue varianti, indica una questione che necessita attenzione e questa attenzione suscita controversie, le controversie generano soluzioni e innovazione. Ecco perché è interessante in questo periodo di emergenze globali occuparsi degli errori intelligenti.

Da qui il tema di questa edizione: “SMART MISTAKES – errori e scoperte inaspettate”, festival che quest’anno fa parte, insieme a ClubToClub e Musica90, del progetto Youth Museum, all’interno degli eventi Your Time, Torino 2010 European Youth Capital.

Con la sesta edizione Share Festival cambia la propria visione culturale per incorporare la progressiva pervasività del digitale nel mainstream sociale, ma senza perdere l’approccio critico alla tecnologia. Agli esordi di questa avventura culturale e artistica le arti digitali venivano considerate arti sperimentali, non integrate nel sistema commerciale del mondo dell’arte. Attualmente la media art è un linguaggio artistico importante ed accettato e sta guadagnando un pubblico sempre più vasto: se fino a poco tempo fa si iniziava a prendere in considerazione l’arte digitale, oggi si parla di arte nell’era digitale.

Share Festival continua a non voler celebrare la tecnologia, ma ad interrogarla investigando su progetti che mettono in discussione la sua influenza sulla cultura e come, nel bene e nel male, il suo utilizzo ha pervaso e cambiato le nostre vite. E così il Festival cambia ufficialmente il campo d’indagine (e il sottotitolo), si occuperà di arte e cultura in epoca digitale, facendo migrare l’aggettivo digitale accanto a società, posto prima vicino ad arte. Questo spostamento è conseguente alla pervasività del digitale nella società, che è un processo che è appena iniziato, e che ha portato il computer ad essere un oggetto di uso comune, come un qualunque elettrodomestico.

E come tutti gli anni, evento centrale della manifestazione sarà ‘Share Prize’, premio dedicato alle arti digitali.

Una giuria internazionale composta da Jurij Krpan (Lubiana), Andy Cameron (Londra), Fulvio Gianaria (Torino), e Bruce Sterling (Austin / Torino) ha valutato i lavori degli oltre 270 artisti che vi hanno partecipato.

Dopo un’approfondita analisi di tutte le opere sono stati selezionati sei artisti finalisti invitati a esporre nell’ambito della 6^ edizione di Share Festival.

Durante tutto il festival, sarà inoltre allestita ‘Sm_Art Mistakes’, una mostra collettiva a cura di Simona Lodi sulla tematica dell’errore e declinata in tre diversi cluster: gli errori tecnologici e mediatici, gli errori errori mediatici, gli errori come serendipity.

L’invito a partecipare al festival è stato colto anche Clemente Pestelli e Gionata Quintini, noti come Les Liens Invisiblies.

L’immaginario gruppo di artisti darà il proprio contributo con il progetto speciale ‘RIOT / Reality Is Out There’: una serie di interventi urbani invisibili ad occhio nudo ma non meno tangibili delle realtà cosiddette aumentate che ogni giorno ci circondano, le indicazioni dei navigatori gps, le guide turistiche contestuali e tutte le situazioni in cui la tecnologia va a costituire una sovrapposizione di livelli informativi (elementi virtuali e multimediali, dati geolocalizzati, ecc.) all’esperienza reale di tutti i giorni.

Ma la novità di quest’anno riguarda il Simposio su SMART MISTAKES in cui eccellenti guest curator terranno una lectio magistralis per trattare la portata artistica e culturale dell’errore. Il Simposio di Share festival continuerà con dialoghi tra ospiti di discipline diverse per confrontarsi su tematiche culturali e sociali che riguardano donne e uomini comuni. Affianco agli interventi specifici numerosi dialoghi a due tra registi, musicisti, scrittori, scienziati, filosofi, architetti, avvocati, economisti e imprenditori amplieranno la disquisizione sull’errore a campi non specificatamente tecnologici.

Gli invitati saranno chiamati a raccontare storie ed esperienze legate alle loro carriera, restando nel contesto degli errori intelligenti, aprendo così il Festival a conversazioni per condividere la conoscenza della cultura contemporanea.

Anche quest’anno fra i relatori ci sarà Alex Giordano, co-fondatore di Ninja Marketing, che interverrà sul tema dell’errore nel social media marketing. Dall’analisi di centinaia di case hisotry errate, il nostro Maestro Ninja tenterà di rappresentare un modello corretto per operare sui social media per capire se anche questa volta sarà un errore a salvarci!

Quando: 2/7 novembre

Dove: Museo Regionale di Scienze Naturali, Torino

Sito: toshare.it

Su Facebook: Piemonte Share Festival

Programma: http://www.toshare.it/?page_id=2704

Ingresso: tutti gli eventi sono ad ingresso libero

Contatti: Share Festival – Art in digital culture, via Rossini 3, 10124 Torino

tel +39 011 5883693 – fax 0039.011.8391304

Google TV: caratteristiche ed innovazioni che cambiano il Web [Social Media]

Se ne parlava già da un po’ ma tutto rimaneva lì, sotto il panno di raso rosso.

Ora invece, non solo se ne parla, ma c’è chi ci ha dato il permesso di dare una sbirciatina a quella che, come dice chi la pubblicizza, sarà la rivoluzione targata natale 2010.

Ovvio, noi in Italia siamo i soliti sfortunati – come il resto del mondo non “targato” USA – in quanto possiamo vedere solo in vetrina quella che viene ormai definita la tv del futuro.

Non avete ancora capito di cosa stiamo parlando? Uhm… Hallo?! Hallo?! C’è qualcuno in casa?!?!

Stiamo parlando di Google TV!

Dicevamo “tv del futuro”. Io un po’ ci credo ma, essendo una “santommasina”, aspetterò di usare il mio smartphone come telecomando per esprimere il mio “wow” personale.

Ma che cos’è Google TV e perché dovrebbe essere così rivoluzionaria? Google tv è una piattaforma hardware e software che ci permette di cavalcare le onde del web stando comodamente distesi sul divano… il tutto tramite la TV.

Andiamo nello specifico: i tutorial diffusi via web sono, come al solito da parte di Google, facilmente comprensibili ed ammalianti. Ci descrivono entrambi la parte divertente  del sistema e di come lo stesso ci darà la possibilità di far interagire il web, definito da loro “smart”, e la TV, definita – sempre da loro –  “so fun to watch”.

Questa è Google TV. Lo schermo televisivo si tramuterà facilmente in un motore di ricerca (ehm… NEL motore di ricerca) e ci darà accesso a qualsiasi cosa cercabile, guardabile e scaricabile dal web. Ciò vuol dire che, se per caso volessimo vedere l’ultima puntata di Fringe e ci volessimo, al tempo stesso, spoilerare il finale potremmo farlo facilmente riducendo lo schermo della tv ed aprendo una pagina di un sito web qualsiasi che ci racconti per filo e per segno la puntata che stiamo guardando.

La grafica dei menù interattivi è personalizzabile e, nella schermata iniziale, troverete i siti, i canali e i podcast preferiti.

Ovviamente i siti più importanti si sono già adeguati alla situazione ed hanno fatto in modo di essere visualizzati in modo ottimale sulla Google TV.

Purtroppo non c’è ancora nessuna notizia dell’esportazione del prodotto in Italia, l’unica cosa che sappiamo è che, in America, Google TV  “andrà in onda” da Natale 2010 (se vivessi negli Stati Uniti saprei già cosa regalarmi per questo Happy X-mas).

Logicamente Google Inc. in questo progetto non è sola, il partner principale è la Sony, poi ci sono Adobe e Logitech per le applicazioni e per gli accessori.

Che dire… Noi comuni mortali continueremo a guardare la noisissima televisione “normale” e continueremo a cercare le cose più belle su Google aspettando di poterci godere al più presto questa fusione, utilizzando il nostro smartphone o iPhone come telecomando, anche se una domanda mi sorge spontanea: se mi telefonano, come lo abbasso il volume?

Emozione3 loves design: il prodotto come opera d'arte

Il brand italiano Emozione3 ha presentato la nuova collezione di cofanetti regalo presso lo showroom Entrata Libera, in occasione del Milano Design Days. Una location suggestiva che ha accolto in maniera emblematica l’esposizione della collezione dei cofanetti regalo. Due linee, White con sfondo bianco e undici colori diversi che evidenziano le diverse aree tematiche,  quella Black con sei proposte esclusive, che si distingue per l’eleganza e la raffinatezza dell’offerta. La confezione diventa unica, con all’interno una brochure che si trasforma in un quaderno in similpelle nero, simile al Block notes Moleskine. Il viaggio, come esperienza unica è sicuramente un elemento importante dell’offerta Emozione3, ma ciò che distingue il brand italiano rispetto ai suoi diretti competitors come Smartbox, è il valore distintivo della confezione regalo.

Dal cartone si passa alla latta, materiale mai utilizzato prima, che conferisce al regalo il valore consistente di un dono o di un oggetto da collezione. Il packaging si distingue per lo stile, e diventa oggetto di design. Partendo proprio da questo concetto unico Emozione3 ha organizzato un evento di presentazione notevole, che avvicina il brand al mondo del design e dell’arte. Un evento che ha coinvolto giovani artisti, che hanno avuto la libertà di interpretare il legame tra il momento del viaggio e le emozioni vissute. La confezione viene riutilizzata, plasmata, diventa opera d’arte.

Ogni artista ha reinterpretato il momento del viaggio, legando la confezione alle emozioni vissute prima e dopo la partenza. La confezione regalo si trasforma in un Carillonpad, l’opera notevole di Alessandro Zambelli, in cui il cofanetto emette suoni grazie alle vibrazioni di superficie. Il viaggio come musica, la confezione diventa uno strumento musicale, in questo caso l’emozione plasma la materia. In altri casi la reinterpretazione del viaggio è legato ai ricordi, l’opera di Zavagnin, un tavolino a ripiani scorrevoli, l’odore di un caffè, un sigaro, il colore di un buon whisky, istanti indimenticabili legati al sapore di un viaggio. L’emozione domina le opere di Francesca Patti, gli stati d’animo prendono il sopravvento su qualsiasi altro valore materiale del viaggio. Una valigia che contiene ogni emozione legata alla partenza, dalle aspettative al senso di sospensione temporale, che caratterizza il viaggio sempre come un momento non solo di divertimento, ma anche di creatività. L’emozione del viaggio diventa anche una figura femminile, sinuosa ed elegante, come Brigitte, protagonista delle opere di Alessandro Zenok Lombardo.

Emozione3 ha colto l’opportunità di legare la presentazione della nuova collezione, alla bellezza dell’arte, e alla possibilità offerta non solo agli artisti, ma anche alle persone accorse all’evento di condividere un’esperienza unica. Il brand italiano ha dimostrato di aver saputo cogliere e valorizzare l’esigenza ormai diffusa di Brand experience, l’opportunità di poter legare il packaging alle emozioni vissute. Un prodotto che diventa opera d’arte, che si offre a tutte le possibili interpretazioni, che comunica e crea relazione.

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Wi-fi libero in Italia: un check-in su Foursquare contro il Decreto Pisanu

L’articolo 7 del decreto Pisanu è una legge approvata nel 2005 subito dopo gli attacchi terroristici di Londra, che impone ai servizi pubblici che vogliano offrire accesso internet wifi di identificare gli utenti tramite documento di identità.

Tale iter imposto dalla legge (inesistente negli altri paesi europei, nemmeno in quelli che hanno subito gli attacchi) di fatto limita la diffusione di hot spot e in maniera indiretta frena lo sviluppo del nostro paese.

Proprio in questi giorni, come ogni anno, a Montecitorio si sta discutendo se rinnovare o abrogare la legge che impone l’identificazione degli utenti.

Per diffondere il dibattito attorno a questa importante questione, Luca Alagna (aka Ezekiel) di stilografico.com ha creato una venue di Foursquare simbolica al Parlamento italiano a Roma, che ha chiamato “wi-fi libero in Italia”, dove effettuare e diffondere il check-in.

La venue “wi-fi libero in Italia” è rintracciabile sia dalle app per Iphone, Android, Blackberry e Nokia, sia dalla versione mobile del sito di Foursquare. Ovviamente è possibile condividere il check-in su Twitter e Facebook, lasciare un tips a testimonianza del proprio “passaggio”, e mettere un Mi Piace di Facebook alla venue.