The Infuencers 2010 non ha un tema. È un think-tank. Rappresenta un invito a pensare, un momento per fermarsi e guardare cosa sta avvenendo e dove stiamo andando, attraverso le nuove frontiere dell’arte, dell’intrattenimento e della comunicazione, che diventano lenti per leggere il mondo di oggi.
Il festival è stato molto interessante e anche divertente. Trovo che la dimensione del divertimento sia fondamentale nell’arte come nella comunicazione almeno quanto il messaggio, a maggior ragione se consideriamo il nostro livello di distrazione e di apatia rispetto ai (troppi) stimoli che riceviamo.
Credo che ognuno di coloro, che ha avuto il piacere e la fortuna di partecipare a queste tre giornate, sia stato colpito da elementi differenti e abbia ricostruito un percorso del pensiero, che gli ha permesso se non altro di tornare a casa la sera con una nuova consapevolezza.
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