Meaningful Marketing: "la merce è il messaggio"

meaningful_marketing_la_merce_e_il_messaggio1Come già nel 1999 sosteneva la prima tesi del Cluetrain Manifesto, “I mercati sono conversazioni”, e su questo oramai nessuno ha più nessun dubbio o almeno, nessuno dovrebbe più averne.

Il benessere orientato al semplice consumo non esiste più poiché i consumatori vogliono provare qualcosa di significativo piuttosto che comprare quante più cose possibili, e l’obiettivo delle aziende oggi, attraverso il Meaningful Marketing, deve essere cercare di rispondere al desiderio dei nuovi consumatori e creare significato attraverso azioni e interazioni.

Il brand è diventato oggi una piccola città che non dorme mai, aperta tutti i giorni, 24 ore su 24, e costituita da persone chiunque può parlarne quando vuole e come vuole.

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Google Voice: l'evoluzione di Skype e del voip

Google Voice l' evoluzione di Skype e del voip

Google Voice è l’applicazione di Google che riunisce tutte le proprie linee telefoniche in un solo numero, permettendo quindi di essere sempre raggiungibili via Voip.

Oltre a poter effettuare chiamate nazionali (gratuite) e internazionali (con tariffe più convenienti di quelle di skype), Google Voice , permette di trascrivere le conversazioni e di inviarle per mail o sms.

Inoltre, i primi 50.000 utenti che si registrano al servizio, riceranno gratuitamente 25 biglietti da visita da distribuire, per poter condividere il proprio numero Google.

Visitate il blog ufficiale Google Voice Blog per rimanere costantemente informati sulle novità.

Come catturare l'uomo dei vostri sogni!

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Catturate l’uomo dei vostri sogni. Come? Con una trappola e una confezione di birre

Trovato qui

Lucariello Ezio Bosso & Buxusconsort – "Cappotto di legno"

Roberto Saviano ucciso dalla camorra. Ipotesi di pura finzione, alla base del brano «Cappotto di legno», ispirato alla vicenda dell’autore di «Gomorra» e alla sua «condanna a morte» da parte del clan dei Casalesi, nuovo lavoro del rapper partenopeo Lucariello, voce degli Almamegretta e fortemente voluto dallo stesso Saviano, che ha direttamente supervisionato il testo, mentre il videoclip è stato realizzato sotto la direzione di Salvatores.

Social studenteschi: Zimride e Unclasses

Zimride e Unclasses, i social student-created

Fin dalla loro nascita i social network sono stati legati alle realtà studentesche. Basti pensare che il loro re (perlomeno momentaneo) Facebook nasce come sito per incontrare i propri vecchi compagni di scuola. Sulla stessa scia, negli Stati Uniti sono da poco nate due interessanti realtà in pieno stile 2.0, che hanno entrambe a che fare con gli studenti.

Il primo porgetto si chiama Zimride. Inizialmente si trattava di una applicazione di Facebook creata per permettere agli studenti della Cornell University (Stato di NY) di trovare passaggi in auto per raggiungere l’università. In breve tempo, Zimride è diventata una promettente startup cpn base nella Silicon Valley che ha come clienti 30 college statunitensi e non solo, anche aziende come Wal-Mart e Cigna.

Il concetto è molto semplice: Zimride mette in contatto chi cerca un passaggio con chi vuole dividere il viaggio per ridurre le spese e inquinare meno. Tutto è nato come applicazioni gratuita su Facebook, ma ora le aziende che si rivolgono a Zimride pagano 10.000$ per far usufruire del servizio i propri studenti o dipendenti. Inoltre, Zimride ha ricevuto anche un incentivo di 250.000$ da Facebook per lanciare la startup.

Davvero una bella iniziativa che sta avendo il successo sperato da John Zimmer e Logan Green, i due ideatori.

Sempre dall’America viene un altro interessante progetto, unclasses. Si tratta di un sito che serve a mettere in contatto le persone che vogliono imparare con quelle che desiderano insegnare. Chiunque può iscriversi e creare una lezione su qualsiasi argomento, alla quale qualsiasi utente può iscriversi e partecipare.

L’unica regola è che ogni lezione è a se stante, non è possibile creare a priori corsi di più lezioni. Per il resto c’è la libertà assoluta, a cominciare dagli argomenti delle lezioni che comprendono “shopping per signore all’antica”, “Come creare la miglior canzone rock di tuti i tempi” e “come diventare un nomade digitale”.

Se la condivisione e il 2.0 sono la vostra passione, dunque, non dovete far altro che partire: gli Stati Uniti sono il posto che fa per voi!

Political brands – Quando i marchi condividono i valori del consumatore

Political brands – Quando i marchi condividono i valori del consumatore C’erano una volta i brand. Essi cercavano di convincervi che i propri prodotti erano proprio quello che faceva per voi, adattandosi tanto al vostro stile di vita quanto al vostro gusto, estetico culinario o di qualsiasi altro tipo.

Fine della favola, perché oggi non è più così. O almeno, non è sempre e non è solo così. I brand stanno cambiando e alcuni sono già cambiati. Una delle derive più interessanti è quella dei cosiddetti political brand.

Ma non corriamo eccessivamente. Per comprendere appieno il cambiamento che sta investendo i brand a livello mondiale, dobbiamo fare qualche passo a ritroso. Tutto ha inizio ben 30 anni fa. Negli anni ’80, infatti, inizia a farsi luce una giovane disciplina chiamata branding. Il branding teorizza che le aziende dovrebbero iniziare a staccarsi dalla semplice produzione di beni, concentrandosi piuttosto sull’attività di marketing di tali prodotti. Ovviamente, questo implicava una maggiore interazione con il consumatore e un più approfondita conoscenza di chi fosse costui.

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