Filtri necessari per non andare in overload informativo

Filtri_necessari_per_non_andare_in_overload_informativo_1

A questo indirizzo potete trovare un articolo di Francesca Casadei, “LAFRA” per il web, fondamentale per capire come le notizie e le informazioni in rete possono, potrebbero, dovrebbero essere filtrate per avere almeno un briciolo di senso per le nostre memorie fisiche e semantiche.

Francesca ci mette di fronte ad una verità che non vogliamo accettare: siamo sommersi di notizie a cui noi stessi apriamo le porte attraverso i feed rss. Tutto quello che ci piace, ITC, pesca sportiva, canottaggio, letteratura araba, omeopatia, architettura modernista, nuove tendenze della moda, fisica quantistica, hockey sul prato, noi lo archiviamo quotidianamente attraverso il nostro aggregatore. Ma di tutto questo ben di Dio di notizie, ultime e commenti sagaci quanto ne assorbiamo, ovvero quanto ne vagliamo semanticamente in una giornata piena zeppa di cose e casi?

Ed a questo punto è chiaro che un filtro informativo è necessario per non andare in overload.

Francesca ne indica tre: editoriale, sociale e tecnologico.

Io sarei propenso per il filtro sociale, rispetto agli altri due che sono più “freddi” e per l’appunto tecnologici (anche quello editoriale si muove su keywords riconosciute da macchine). Il filtro sociale si muove sull’aggregazione delle scelte e delle segnalazioni del nostro network sociale di riferimento che fa emergere le novità e gli interventi più interessanti. È una sorta di democrazia dello sharing informativo a muovere questo filtro più umano.

Beh, in base all’articolo di Francesca, questo è il mio pensiero, ma ognuno potrebbe vederla diversamente. Proprio per questo, vi consiglio di leggere l’articolo e poi magari ne discutiamo insieme.

Ambient/Guerrilla delicato per le strade brasiliane

Per il lancio del nuovo prodotto di bellezza “Clear Morning Energy” della J & J Clear & Clean in Brasile è stato ideato questo ambient/guerrilla che ha invaso le strade delle città brasiliane.

Gli ingredienti erano succulenti: ragazza brasialiana, letto, strade assolate, estate caraibica. Il motto era: “Sveglia la pelle e metterai subito in moto la tua bellezza!”

La strategia, in effetti, promette più di quello che da, ma la leggerezza di questo ambient può essere preso ad esempio dai guerrilleri italiani che ormai considerano le azioni di marketing non-convenzionale come il porta a porta. Con la stessa rottura di …pelotas (ah, no questo è spagnolo)

Questo è l’indirizzo flickr dove si trovano le foto della campagna.

Colazione da Wired: Il mensile arriva in Italia e se ne parla con i top-blogger italiani

Mirko Pallera a colazione da Wired

Buongiorno amici Ninja.

Quale risveglio migliore che prendere il caffè del sonnolento mattino con alcuni dei massimi esponenti della rete?

Oggi, dalle 10 alle 13, Riccardo Luna, direttore di Wired, a 99 giorni dal lancio in Italia del mensile, racconta il proprio punto di vista sul progetto editoriale.

E lo fa in occasione di una tavola rotonda con alcuni dei nomi italiani più autorevoli della rete: Leandro Agrò, Mafe de Baggis, Luca De Biase, Lele Danesi, Andrea Genovese, Massimo Mantellini, Stefano Vitta, Marco Magnocavallo, Gianluca Diegoli, Marco Camisani Calzolari, Angelo Di Veroli, Marco Zamperini, Gianluca Dettori, Paolo Valdemarin, Maria Grazia Mattei, Federico Ferrazza.

Restate con noi per la diretta streaming su Mogulus e seguire i Twitter di Mirko.

Continua a leggere

Il guerrilla dell'ignoto di Seven Tiki

Per promuovere anche in Italia il fantasioso rum fijano Seven Tiki, E3 insieme allo staff di Monumentum Italia ha realizzato una campagna di lancio incentrata sui social media interattivi.

La prima iniziativa è stata il blog teaser www.tikilegend.com, che è andato online a luglio, ospitando contenuti informativi sul mondo di riferimento e di provenienza di Seven Tiki.

Il blog e il relativo blogger misterioso Tiki Legend hanno sviluppato la fase teaser attraverso non solo i post ma anche commentando nella blogosfera i post di altri blogger.

All’inizio di settembre sono stati diffusi in rete alcuni video relativi allo spiaggiamento di un Tiki a Bonassola. Un mix di questi video è stato caricato su youtube con un account esterno e non riconducibile a Tiki Legend e attraverso anche un’operazione di co-marketing con Bastardi Dentro il video ha superato le 60.000 visualizzazioni.

La fase teaser dell’engagement digitale è terminata con la pubblicazione del sito di prodotto, che è andato online nella seconda metà di settembre.

Il sito di prodotto di Seven Tiki è stato sviluppato anche in una versione ad hoc per essere navigato con l’iPhone o con l’iPod Touch e per entrambi i device è in sviluppo anche un’applicazione da veicolare attraverso l’iTunes Store.

Un’altra applicazione che verrà sviluppata ad hoc sarà veicolata all’interno di Facebook, dove verrà costruita una branded page del prodotto, insieme a un gruppo che veicolerà tutte le date dei tour promozionali di Seven Tiki.

I video di queste attività, come il primo avvistamento che vi mostriamo noi, insieme a molti altri legati alle azioni di guerrilla marketing, sono online sul canale di YouTube brandizzato Seven Tiki.

Siamo tutti Saviano: guerrilla con la propria faccia

Siamo_tutti_Saviano_guerrilla_dalla_faccia_pulita_1Il mood partì con “Siamo tutti americani” dopo l’11 settembre e, a dire la verità, fino ad oggi mai nessuno ne ha fatto un cattivo uso di questa locuzione ormai anche abbastanza abusata (deprecabile solo qualche fesso che abbiamo sentito gridare “Siamo tutti talebani”… mah).

Non abusata e forte come la prima volta che l’abbiamo ascoltata ormai 7 anni fa è l’espressione esplosa sui siti di mezza Italia (l’altra mezza è pericolosamente in silenzio), usata per appoggiare o meglio, semplicemente dimostrare vicinanza a Roberto Saviano.

Nei giorni scorsi su Saviano oceani di inchiostro sono stati buttati al vento: chi diceva: “Essere contro la camorra è un obbligo morale”, qualcun altro più, secondo lui, realista: “Saviano rimette in movimento il suo fiume pubblicitario”, chi, ecumenicamente: “Saviano deve andarsene dall’Italia, così sia lui che noi siamo più tranquilli”, chi, da finto infiltrato: “La camorra ucciderà Saviano con le bombe a mano!”. C’è poi chi, come il quotidiano Caserta 24 ore ha scritto:

Continua a leggere

Crowdfounding: il modello Obama applicato al giornalismo d'inchiesta

Crowdfounding_il_modello_obama_applicato_al_giornalismo_di_inchiesta_1Ha vinto Obama, anzi ha stravinto facendo per adesso solo intravedere un nuovo modello di politica e una nuova idea di essere politico.

La rivoluzione obamiana si muove soprattutto intorno alla raccolta fondi partecipativa che il suo staff ha messo in piedi, attraverso un’estensione online davvero capillare e attenta. È il modello del crowdfounding applicato al massimo obiettivo possibile, ovvero quello di diventare Presidente degli Stati Uniti d’America (e sicuramente qualcosa del genere poteva succedere per la prima volta solo negli Stati Uniti, basta pensare alle reazioni provinciali italiane, con l’esaltazione insulsa di un PD infantile da una parte e la voglia di abbattere gli entusiasmi obamiani nati in Italia da parte di un PDL ottuso).

Mentre in Italia però si discetta sull’abbronzatura di Obama e si tira in ballo come termine di discussione Edoardo Vianello (Berlusconi è uno dei più grandi showman della storia della nostra televisione), in America, aperta la strada da un grande esempio, iniziano a venire fuori tutta una serie di attività e idee.

Continua a leggere

Il ritorno di Sony Bravia

Ninjamarketing continua ad occuparsi del non convenzionale utilizzato da Sony: dopo i tre coloratissimi spot per i televisori LCD Bravia, Sony Paint e Play-Doh, arriva il video Domino City.

Preceduto dal video del making of che ha centrato il suo obiettivo, ovvero la creazione di buzz intorno all’evento, lo spot è stato girato interamente in India, in 10 giorni, con un’equipe formata da 132 persone e utilizzando 100 coloratissimi domino giganti.

Nonostante il video sia in linea con la precedente trilogia, puntando sempre sui colori in ogni sfumatura e sul movimento, in questo spot c’è stato un cambio di guardia per quanto riguarda l’agenzia pubblicitaria: non è più la londinese Fallon, infatti Sony si è affidata alla Bates di Singapore.

La scelta sembra quindi quella di puntare sulla cromoterapia, che sin dall’antichità ha sempre attribuito grande importanza all’influenza dei colori sulla salute e lo stato d’animo dell’uomo.
La scelta dell’India come location è sicuramente dovuta agli splendidi paesaggi e ambientazioni che offre, ma c’è anche da ricordare che in India la medicina ayurvedica ha sempre tenuto conto di come i colori influenzino l’equilibrio dei chakra, i centri di energia sottile che vengono associati alle principali ghiandole del corpo, prestandogli particolare attenzione ed interesse.

Nello spot vengono utilizzati tutti colori dalle tinte vive, dal rosso, al verde, al viola, passando per il celeste, il giallo, l’arancione e il rosa, tutti colori che esprimono gioia, entusiasmo, allegria, serenità e ottimismo.

Il risultato è senza dubbio straordinario, entusiasmante e sorprendente, così come sorprendente è la capacità di emozionare attraverso l’uso dei colori, arte in cui Sony si mostra sempre vincente; c’è già però chi sostiene che rispetto agli spot precedenti ci sia stato un piccolo passo indietro, forse dovuto al cambio di agenzia, ma questo, come sempre, sarà il pubblico a deciderlo.

Articolo di reikamina

A cena col Marketing Non-Convenzionale: Sconto Guerrieri

A cena col Marketing Non-Convenzionale

InSide srl, in collaborazione con NinjaMarketing, organizza A cena con il paper marketing non-convenzionale , aperitivo rinforzato un po’ fuori dagli schemi per discutere, con Alex Giordano e Luca Magnoni di comunicazione alternativa applicata al settore della stampa che, quanto a comunicazione non-convenzionale, è ancora un po’ a digiuno….

Due appuntamenti formativo/gastronomici, uno a Milano e uno a Roma, rispettivamente il 13 e il 18 Novembre, dedicati agli operatori del mondo dell’editoria, della pre-stampa, della stampa, della grafica e della fotografia, per fornire la visione chiara e la concreta applicabilità di un approccio non-convenzionale al marketing.

Ed uno sconto speciale a tutti gli amici Ninja…

Continua a leggere

BenchMarketing. Dieci idee creative di sport business. Recensione del libro di Marcel Vulpis

BenchMarketing-Dieci_idee_per_il_marketing_sportivo_1

Qui dentro Ninja Marketing lo sport è visto un po’ di striscio. Nessuno è un gran praticante e quasi nessun è un vero appassionato (tranne il sottoscritto).

Quello che ci appassiona è quando qualcuno fa un buon libro che parla di marketing. E quello di Marcel Vulpis, dal titolo “BenchMarketing. Dieci idee creative di sport business”, non è affatto male.

BenchMarketing-Dieci_idee_per_il_marketing_sportivo_2

Poiché lo stavamo leggendo in due, avevamo messo a punto la nostra idea di farne una recensione doppia per capire come andava a finire. Ma si sa, tra i due litiganti il terzo se la spassa.

In questo caso a spassarsela è Marco Liguori, che in compenso fa spassare noi parlando di calcio e business sul suo sito personale Il pallone in confusione e sul blog di Stefano Olivari, Indiscreto, dove appaiono gli articoli migliori del panorama del giornalismo sportivo italiano (per chi non lo conosce e ne sa anche solo un grammo di sport, lo consiglio come Benedetto XVI consiglia la Bibbia).

Una volta vista e letta la recensione di Liguori, abbiamo deciso io e l’altro che sarebbe stato meglio lasciare la parola a Liguori e defilarci alla chetichella.

Così faremo, proponendovi la lettura della recensione sia su Il pallone in confusione che su Indiscreto.