Open Spime e l'internet delle cose

Articolo di Massimo Sgrelli, tratto da Wavefactory

OpenSpime
Una banda di italiani alla conquista del mondo partendo dalla California. Questo è quanto sta nascendo dall’idea Roberto Ostinelli, Leandro Agrò, David Orban. I tre hanno realizzato in forma prototipale un dispositivo chiamato OpenSpime, nato per dare spazio come dice Leandro all’Internet delle cose.

Cos’è OpenSpime?

Un’idea che nasce dalla creatività tutta italiana di Leandro Agrò. Il tutto trae spunto dall’osservazione del mondo che ci circonda, dalla tecnologia e da chi, unendo queste componenti, del mondo e della tecnologia sa parlare. OpenSpime è l’evoluzione del mondo dell’RFID, che unisce alle caratteristiche di dispositivi come questi, la possibilità di interagire con il mondo fisico tramite sensori e con il mondo virtuale tramite la rete. Mini-disponitivi attivi e cooperanti che uniscono le loro forze per raccogliere dati, osservare l’ambiente circostante, memorizzare avvenimenti, migliorare la vita.

OpenSpime

Le potenzialità di questa tecnologia sono quasi infinite, come per esempio far sì che il proprio cellulare diventi uno strumento utile al monitoring del clima

OpenSpime

In questi giorni ne stanno parlando tutti e dopo la presentazione all’ETech l’effetto mediatico è divenuto enorme.

Per rendervi conto di persona di cosa parlo, dare un’occhiata a questo video:

Per chi volesse avere l’intera storia raccontata da uno dei fondatori consiglio di partire da qui

Shop-dropping e guerriglia art

Sarebbe troppo semplicistico chiamarla guerriglia da scaffale, troppo generico esproprio proletario del senso, troppo poco specifico parlare di improvviso desiderio di sovvertimento soddisfatto all’istante, questo post parla di shop-dropping, che è qualcosa di più e diverso da tutto questo.

Si entra destando poco sospetto in un tranquillo supermarket di città, tra casalinghe su tacchi risuonanti e commessi dalla barba rada. Si vaga tra gli scaffali, toccando la merce come ad una fiera visitata per assenza d’altro. Si punta l’obiettivo-lattina su cui “agire”. Si preleva la lattina in vendita sugli scaffali del supermarket e se ne cambia l’etichetta, trasformando il senso della marca, riempiendo di significati altri l’atto dell’assistere passivo allo spettacolo della merce ormai ripetitivo e povero di sensazioni. Completata l’operazione di rivestimento-trucco della marca, si rimette tutto al proprio posto, aspettando lo scoppio della stimolazione visiva nella mente del consumatore.

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Cuban Vintage Advertisments

Cuban Vintage Advertisments

In questa sezione da sempre votata alle avanguardie del marketing, il tocco vintage non poteva mancare.

Ed allora come non proporre la galleria 1950SEraCubanAdvertisments, che oltre a riproporre delle stampe dell’epoca, descrive anche uno scenario socio-politico molto lontano dalla comune idea dell’austera Cuba?

La maggior parte degli adv riguarda il rhum Bacardi, company cubana anti-castro e molto vicina all’elite politica degli US, come riscontrabile in alcune stampe, tipo questa:

ANUNCIO DEBACARDI

Il tema principale è per lo più a sfondo alcolico.

Si sente la mancanza delle donnine nude, ma per quello c’è sempre la tv!

Articolo originale di Keigo.

Just like a Lime

DDB Talk Value è la voce della nuova campagna a carattere virale di Bud per la nuovissima Bud Light Lime: birra a basso contenuto calorico al gusto di lime (ottima in vista dell’estate, ma non sarà un pò troppo simile allo status “Corona Beer”?)

La campagna si fonda su una serie di viral spot girati con classica videocamera mobile, con protagonista un simpatico – anche se un po’ inquietante – Ragazzo-Lime, alle prese con tutte le attività in cui amano intrattenersi i giovani, target group del nuovo prodotto.

Davvero una buona idea, molto Smart-style, ma decisamente efficace.

Per chi volesse saperne di più sul mitologico Lime-Guy, un’intervista verità con le presenze più importati della sua vita:

Articolo originale di Aiko.

TBTV: La Mission è cantata…

TBTV: La Mission è cantata…

Diffondere il proprio brand non è facile.

Lo sanno bene le aziende che ogni anni investono budget sostanziosi per lanciare, o consolidare, la propria marca.

L’oblio è il nemico acerrimo di ogni brand: una volta che questo sia scomparso dalla mente dei consumatori occorrono infatti forti investimenti e tanta creatività per rievocarne il ricordo.

Ogni marketing manager si addormenta la sera pregando che l’indomani potenziali clienti pensino almeno un minuto alla marca per cui lavorano; meglio se al momento dell’acquisto.

Un tormentone, ecco cosa servirebbe; un motivetto che si ficchi in testa e che rimanga lì, ma che al momento giusto inizi a suonare, una di quelle canzoncine sceme che canticchiamo di primo mattino e che ci accompagnano tutta la giornata.

Eccola!

TBTV, società di produzione specializzata nello user generated content, ha realizzato con l’aiuto del duo rap la Compagnia del Triusco, “Smetti di Guardare!” un video musicale in chiave brand.

In poco più di due minutisi spiegano in musica la mission aziendale, come entrare a far parte della community per partecipare ai progetti e alle campagne utilizzando la piattaforma.

Per diffondere il video è stato indetto un contest
: l’idea quindi non sta tanto nel video siglato TBTV, quanto nell’invito a video rispondere.

Alla community – in ottica web 2.0 – è stato chiesto di realizzare il videomusicale ufficiale del brand: quello proposto, in sintesi, è un videoesempio.

Oltre al premio in palio, è garantita la visibilità su YKS, il canale della net generation – 863 di SKY – appena lanciato dalla stessa società di produzione in collaborazione con Virgilio.

L’idea è interessante: un modo particolare di dare visibilità al proprio brand per bocca e ugola, è il caso di dirlo, della propria community.

La mission è cantata, andate e diffondete!

Talent1: Interactive TV

Talent1: Interactive TV

..If you play with fire..

..you will get burned.

Cantano i Babyshambles in “What Katy did next”, ma a quanto pare la protagonista del video non sembra d’accordo con Mr. Doherty, e con il fuoco non solo ci gioca, ma addirittura si esibisce in perfomance da mangiafuoco di pinocchiana memoria.

Anche se in realtà il tutto meriterebbe d’esser visto solo per l’outfit dell’autrice della performance, ora non ci resta che votare Siria ed il suo video; sperando che la prossima volta magari sfoggi un abbigliamento ancor meno castigato. 😉

Articolo originale di Keigo.

Mentos: Kiss Cam

Mentos: Kiss Cam

Le mie labbra vicine alle sue, il suo respiro sul mio collo, così vicini come non lo siamo stati mai.

Da una parte una bionda sirena dalla bellezza disarmante, dall’altra un affascinante cavaliere sceso dal bianco destriero.

Decidi tu chi vuoi baciare…

Sembra quasi la trama di un romanzo cavalleresco, una di quelle storie d’amore strappalacrime.

E invece no!

È l’ultima trovata di Perfect Fools e BBH London per pubblicizzare in maniera virale le caramelle Mentos.

L’idea è quella di una sorta di trailer cinematografico in cui è lo spettatore stesso a scegliere il protagonista.

Voi chi preferireste: la bionda sirena o il cavaliere dal bianco destriero?

Vi consiglio di ponderare bene la scelta.

Ad un certo punto, infatti, sarete chiamati ad interagire con i personaggi: il bellone – o la bellona – vi chiederanno prima un caramella e poi un bacio.

Se garantiamo alito fresco, decliniamo invece ogni responsabilità sui possibili effetti della profferta.

Si narra di gente che è letteralmente saltata sul proprio pc…

Golden Fire. Unconventionally Strong: Il Drago, la Birra, la Lacrima e… il rutto!

Golden Fire. Unconventionally Strong: Il Drago, la Birra, la Lacrima e… il rutto!

In origine era un Uovo di Drago pulsante, sonoro, vivo, installato in Piazza Vittorio Veneto a Torino e divenuto, per una settimana, il nuovo meeting point per i giovani torinesi: “Ci vediamo all’Uovo, ne!”, ho sentito dire passando a fianco di un ragazzo che parlava al cellulare.

Foto, video, tanta curiosità e una sola domanda: “Ma cos’è, ne!?”.

“E’ un qualcosa di vivo sicuramente, questo battito cardiaco che si sente sta sicuramente ad indicare una nascita”, diceva una signora intervistata in un mini video postato sul TgCom.

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T-Skirt: Come essere cool con i vestiti al contrario

T-Skirt: Come essere cool con i vestiti al contrario

Carissimi,

da fashionist irredenta quale sono, vi segnalo una novità creativa nel campo dell’abbigliamento.

Niente di elaborato o supersofisticato, qualcosa di molto diverso da certe improbabili architetture stilistiche realizzate per lasciare il pubblico a bocca aperta.

Si tratta di una creazione di una semplicità quasi imbarazzante.

“E allora poteva farla chiunque”, direte voi.

“Probabilmente si.”, vi rispondo io, “Ma bisognava pensarci”

Come con l’uovo di Colombo…

Il genio ha colpito Marco Santaniello, giovane creativo tornato da poco in Italia, dopo un’esperienza di vita a Londra, proprio per cercare di lanciare il suo brevetto: la T-Skirt.

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