Be.Come Ninja: Una T-shirt per diventare non-convenzionali

Be.Come Ninja: Una T-shirt per diventare non-convenzionali

Una simpatica vignetta ci è stata segnalata da un lettore ed io, con piacere, non posso che condividerla anche con gli altri.

Prendete un T-shirt nera, leggete attentamente le istruzioni, aiutatevi con le illustrazioni e vedrete che diventare Ninja sarà robba d’attimi !.

Be Ninja !

Be.Come Ninja: Una T-shirt per diventare non-convenzionali

GUERRILLA – Hasbro & Mooninites, quando il non-convenzionale è da Wargames

GUERRILLA - Hasbro & Mooninites, quando il non-convenzionale è da Wargames

Ciò che ha gettato nel panico un’intera città è stato un rettangolo di plastica nero, delle dimensioni di un PC portatile, con dei fili elettrici collegati, che aveva tutta l’aria di un ordigno vero proprio.

In realtà, era nient’altro che un giocattolo della Hasbro, nel quale dei led colorati disegnano la sagoma di Mooninites: l’extraterrestre del cartone animato Aqua Teen Hunger Force.

Le sagome erano state abbandonate, per essere facilmente trovate, in cinque punti strategici della città dal ventisettenne Peter Berdovsky – finito poi in carcere – per conto della Turner Broadcasting, con l’obiettivo di promuovere, in maniera sicuramente non-convenzionale, l’imminente arrivo del cartone animato nelle sale USA.

Mi sembra che l’operazione almeno a Boston – è stata infatti lanciata anche in altre città americane senza aver lo stesso clamore – abbia avuto pieno successo, ma mi chiedo sorridendo:

Non è che, continuando di questo passo, arriveremo sul punto di provocare la III Guerra Mondiale – alla Matthew Broderick in Wargames– solo per promuovere, in maniera ovviamente non-convenzionale, il nuovo gioco di guerra per Nintendo Wii ?

Credo di no, ma nulla è impossibile quando ci sono di mezzo le menti del guerrilla marketing !

Articolo originale di Massimo Malvestiti

GUERRILLA - Hasbro & Mooninites, quando il non-convenzionale è da Wargames

Blog Is Dead: Il fenomeno dei blog come non l’avevate mai considerato

Blog Is Dead: Il fenomeno dei blog come non l’avevate mai considerato

Tutto è nato da una cena in compagnia, per altro molto gradevole, di tre persone. Dei quattro io ero l’unico sprovvisto di blog. E’ facile immaginare che nessuno degli argomenti toccati riguardava il mio nuovo cappello di lana ( che comunque è bellissimo ).

Le due posizioni si riassumono molto frettolosamente così:

Loro: credono nei blog e nei commenti aperti a tutti come forma di libertà di espressione;

Io: credo nella libertà di espressione. In particolare nella mia di dire che i blog sono una puttanata.

La dimostrazione che ho ragione io me la darete voi nei commenti a questo post.

Credo che i blog siano stati un’occasione unica e per certi versi irripetibile di creare un nuovo tipo di divulgazione e di scrittura. Potevano fare all’informazione quello che Howard Stern ha fatto alla radio.

Credo anche che non ci si sia neanche lontanamente avvicinati a qualcosa di simile. I blog sono diventati un’imitazione mal riuscita di una forma di giornalismo dilettantistico.

  • Faccio un esempio
  • Clarence non è morto a colpi di suonerie. Il colpo di grazia lo hanno dato quattro buffi individui che non sapevano neanche che cazzo avevano comprato, ma il vero Clarence è finito più o meno un anno prima, quando abbiamo cominciato a presentarci all’esterno come Direttore editoriale o Caporedattore e quando in redazione hanno cominciato a girare termini come strillo o pezzullo.

    E’ morto quando abbiamo cominciato a commentare seriamente il campionato, le sfilate di moda, i dischi e i concerti. Quando si cominciava un articolo partendo dalla definizione del dizionario. Quando chiunque si sentiva in diritto di scrivere un editoriale con la certezza che dopo qualche minuto sarebbe andato online.

    In altre parole, quando abbiamo cominciato a scimmiottare i giornalisti.

    Se prendete come esempio Studio Aperto, il Giornale o Libero forse eravamo anche meglio, ma quello non era Clarence. Ora, quando l’articolo lo scrivono Riccardo Orioles, Lia Celi, Giuseppe Genna o Gianluca, hai un valore aggiunto.

    Paginatré, Quarantadue, gli Intoccabili, Tanto per abbaiare e la Banca dati della memoria erano Clarence. Quasi tutto il resto era trascurabile come i vostri blog.

    E’ una questione di capacità o forse solo di pratica, ma a pochi vengono cose così.

    Ricordo un commento di Orioles in questo sito in cui parlava della grande occasione che stavano perdendo i blog e del giornalismo fatto ormai da gente che non ha mai veramente imparato il mestiere.

    Orioles è uno che lo chiama ancora mestiere. E’ uno dei pochi giornalisti superstiti. Conosco solo due persone che hanno ancora l’ideale del giornalismo: lui e Maurizio Pluda. E’ uno dei pochi che ha creduto nelle potenzialità dei blog. E’ uno che il blog lo ha inventato da una vita, ma lo chiamava newsletter. Orioles è uno che scrive quando ha qualcosa da dire e quando gli viene bene in forma scritta.

    Se avessi trovato quel commento mi sarei risparmiato tutte queste righe. In quel post si parlava di reality e di TV e lui si incazzava ( bonariamente ) un po’. Io non credo che non se ne debba parlare, ma penso che lo si debba fare solo se alla fine ti viene fuori come il videopost ( o come cazzo lo chiamate ) di Zoro.

    Uno che in risposta a questo articolo di Lia Celi risponde seriamente “non vedo l’ora che ci siano i mullah al potere”, ha tutto il diritto di potersi esprimere liberamente. Io ho il dovere morale di considerarlo un coglione. Già il fatto che consumi il mio ossigeno mi fa girare le palle, perché concedergli anche di occupare spazio nel database ?

    Se conosci un deficiente non gli impedisci certo di parlare, ma almeno scegli di non frequentarlo.

    Riunite cinque blogger a caso nella stessa stanza. Dopo tre minuti al massimo cominceranno a prendere per il culo i commentatori dei loro blog. Partendo dal presupposto che hanno ragione, qualcuno mi spiega perché cazzo continuano a far commentare chiunque ?

    Questo è il punto dove di solito si alza qualcuno che grida alla censura.

    Se ad esempio penso che un quotidiano non satirico non dovrebbe pubblicare una lettera di una moglie che chiede pubbliche scuse al marito, ma che dovrebbe rispedirla al mittente con l’indirizzo di un buon divorzista o di un gigolò, sono un censore ? Avete una vita o qualcosa che le somigli, no ? Parlate di quella.

  • Altro esempio
  • Tempo fa capitavo in radio di tanto in tanto. Dopo un pò ha cominciato ad aggirarsi da quelle parti anche Franciskje e io ho cominciato a parlare sempre meno, finché non ho smesso del tutto. Il motivo è semplice: è più bello sentire lui.

    Lo stesso vale per i blog. Non intendo dire che non bisogna fare blog personali, ma che non è necessario diventare la versione online di un opinionista televisivo. Per una citazione sul Corriere sareste tutti disposti a perdere ogni forma di verginità residua.

    Questo invece è il punto in cui di solito si alza uno e dice: “Ma chi ti ha detto di leggerli?”

    Se incidi qualcosa su una tavola di marmo del tuo tinello è improbabile che io la legga, se invece la pubblichi su internet significa che volevi condividerla e io sono uno che legge anche l’etichetta del borotalco.

    Da possibile rivoluzione telematica il blog è diventato un fenomeno di costume che tratta quasi esclusivamente di questioni di costume.

    Non ho letto quasi nulla a proposito delle porcherie di Google in Cina. Si è parlato solo della possibile censura della foto di Beppe Grillo. Hanno detto che è “meglio poca informazione che nessuna informazione” e nessuno ha fiatato. Dalle mie parti questa è la definzione di propaganda, a casa vostra evidentemente no. Ma sì, don’t be evil e chi se ne fotte finché mi danno Google Earth gratis.

    Ho letto però un sacco di recensioni sull’iPhone. Tutte che riprendevano per filo e per segno la presentazione di quel genio del marketing che ha la faccia tosta di presentare come innovativo un telefonino che naviga su internet e che ha lo schermo che gira. Lui è una delle più grandi menti contemporanee, voi evidentemente no.

    Scrivete tutti le stesse cose e i vostri blog stanno diventando tutti uguali. Anche graficamente.

    Avete addirittura gli stessi tool: le blog reactions, le foto su Flickr e l’immaginetta dell’inutilissima licenza Creative Commons. Che dire delle tag cloud ( o Zoom Clouds ) ? Che utilità possono avere i link alle parole Italia o sport accanto a un articolo ?

    Se qualcuno mi presenta una persona capace di intendere e di volere che ha cliccato anche solo una volta su uno di quei link con sincero interesse, sono disposto a ricredermi.

    Adesso state facendo la corsa a mettere il codice di Snap. Come abbiamo fatto fino ad oggi a condurre un’esistenza dignitosa senza poter vedere un’anteprima della pagina che stiamo per visitare in scala 1:10000 ?

    Articolo originale di Gianmarco Neri

    VIRAL SITE – The Mercer: Il cortometraggio online per i pantaloni fuori dagli schemi

    VIRAL SITE - The Mercer: Il cortometraggio online per i pantaloni fuori dagli schemi

    The Mercer, South Of Houston ruota attorno ad un cortometraggio in perfetto stile ganster movie, con incursioni nel noir e tratti alla Michel Gondry: una ricetta vincente per raccontare, con charme, la storia e soprattutto il mito dei pantaloni Mercer.

    Continua a leggere

    VIRAL VIDEO – Smoke Kills, non sempre è meglio smettere di fumare

    Accade che ti arriva un video, ti piace, lo mandi in giro e scopri un sito di animazioni flash niente male. Antimult.ru creato nel dicembre del 2003, oggi contiene tre sezioni:

    1. AntiPr, storie politically incorrect sulla Russia di ieri e di oggi;

    2. AntiBrand, video spoof contro i brand delle multinazionali che pubblicizzano un prodotto con immagini forti e situazioni spinte, da vedere ma semaforo rosso per qualcuno!

    3. AntiToons, clip e storie divertenti, esilaranti o inverosimili realizzate con molta fantasia e creatività.

    Non occorre conoscere il Russo per cogliere la satira e l’ironia dei video realizzati, per questo vi propongo una catastrofica sequenza di conseguenze causate dall’ astinenza dal fumo che chiama in causa volti ed eventi noti legati alla politica, alla TV, al cinema ed al gossip, ora protagonisti del video Smoke Kills.

    Cliccate sull’immagine e buona visione.

    Smoke Kills.

    Btv, la TV la fai tu! – Borotalco lancia la sua user generated TV, solo per 365 giorni!

    Btv

    Btv è il nuovo progetto italiano di user generated content che punta a creare una TV online aperta e dinamica. A lanciare il guanto di sfida i due direttori Bea e Bruno, chiamati a raccogliere il maggior numero possibile di utenti per trasformarli in Official Reporter di Btv. Videocamere o videofonini poco importa, tutti i contributi sono ben accetti e trovano spazio nella nuova televisione online. Continua a leggere

    New Life For Sale: Studente australiano ventiquattrenne vende la sua vita su eBay

    New Life For Sale - Studente Australiano mette in vendita la sua vita su Ebay

    Nicael Holt, dalle pagine del suo sito , spiega:

    “L’ho fatto perché mi intriga l’idea di che cosa si possa definire vita. Di cosa la gente desideri, che invece manca nella propria vita attuale. Un po’ anche perché sono socialista e volevo sottolineare che la quantità e il tipo di cose che ormai sono in vendita a questo mondo è malsano e costituisce uno spreco; ma anche perché mi interessa capire che cosa costituisce la mia identità ed esattamente, fino a che punto la perderò in questo esperimento, se mai accadrà”.

    Inoltre, Nicael ha deciso che se l’acquirente sarà soddisfatto dell’acquisto e sarà in grado di interpretare bene la sua ex-vita, allora lui saprà farsi da parte e scomparire, pronto a rinascere in un’altra vita, in un’altra parte del mondo. Ma, prima donerà il 30 per cento di quello che incasserà in beneficenza alla Arafmi, un’associazione australiana che assiste le famiglie di chi vive con problemi mentali.

    Il migliore offerente, che su eBay è risultato “ridderstrade”, se davvero deciderà di incassare la sua vincita si aggiudicherà quindi l’intero universo di Nicael a Wollongong, nel Nuovo Galles del Sud.

    Ed ora ecco a voi la video intervista realizzata con un videofonino da Sam, un reporter amatoriale australiano alle primissime armi, che è riuscito ad anticipare sul tempo tutti i giornalisti professionisti australiani – che dire, la forza delle nuove tecnologie !

    Buona visione…

    Bodgy home job interview part one

    VIRAL VIDEO – The Fame Game, la sfida per diventare famosi a suon di video virali

    Essere famosi ha un prezzo, ma chi l’ha detto che dobbiate pagarlo voi ?

    The Fame Game paga in contanti: se siete una Gold Star valete £1.500, Silver Star £1.000, Bronze Star £500.

    Partecipare alla gara è semplicissimo: registratevi, registrate il vostro talento e caricatelo online !

    Ogni mese verranno premiati sul podio le 3 star più brillanti che avranno ricevuto più voti dalla comunità di utenti registrata a The Fame Game. Alle 23:59, del 30 Novembre 2007, sarà decretato il Grande vincitore di The Fame Game ovvero colui o colei che vincerà £25.000.

    Non manca la presenza dei video anche sui YouTube e MySpace che contribuiscono ad alimentare l’effetto virale che sta avendo questa iniziativa.

    In Home Page, il video più visto e più votato è quello di un ragazzo che, nella parodia di una cuoca che illustra al pubblico una nuova ricetta, riesce in vocalizzi di percussioni a riprodurre un ritmo da leccarsi i baffi: un vero e proprio beatbox chef !

    Ogni ingrediente mescolato gradualmente con maestria ed esperienza insieme agli altri è un suono unico e distinto che riesce a modificarsi e a cambiare tonalità dopo la cottura. Così, il pentolone si apre pronto per essere servito al pubblico di spettatori e lanciando, allo stesso tempo, la sfida a chi riesce a far di meglio.

    La gara continua, avanti il prossimo !

    The Fame Game – Il più votato: Kitchen Diaries

    I ninja, guerrieri non convenzionali

    I Ninja, Guerrieri Non-convenzionali

    I Ninja per centinaia di anni vissero sulle montagne, praticando arti esoteriche e dedicandosi allo studio delle leggi fondamentali della natura. Furono così in grado di perfezionare un sistema di arti marziali che gli ha fatto guadagnare la reputazione di guerrieri invincibili.

    Al contrario dei Samurai, che servivano il rigido codice del Bushido, i Ninja utilizzavano tecniche non convenzionali come quelle utilizzate dai guerriglieri, che in battaglia non cercano lo scontro frontale non avendo alcuna possibilità contro formazioni “regolari”.

    Allo stesso modo noi del Clan NinjaMarketing ci dedicheremo allo studio delle “tecniche segrete” del marketing.

    Come i Ninja ci addentreremo nell´arte della guerriglia, del mimetismo e dell´attacco improvviso, con l´obiettivo di ottenere il massimo dei risultati con il minimo di risorse.

    Come i Ninja, grandi osservatori della natura, il nostro approccio al marketing si baserà su una profonda conoscenza del territorio: sullo studio “dal basso” della psicologia del target, dello spazio in cui si muove, dei codici che ne regolano il comportamento.

    Come i Ninja, guerrieri spirituali che accrescevano la propria forza attraverso l´utilizzo di formule e simboli magici, riscopriremo il potere e la magia di ciò che è sconosciuto ai più, agendo sempre nel rispetto della Legge Universale.

    Ninjas, non-conventional warriors

    For hundreds of years ninjas lived in the mountains, where they practicsed esoteric arts and devoted themselves to the study of the basic laws of nature. This enabled them to perfect a martial arts system that earned them the reputation of invincible warriors.

    Unlike the Samurai, who followed the strict Bushido code, Ninjas made use of non-conventional tactics, such as those used by guerrilla fighters, who never engaged in a frontal clash during battle. Ninjas did not stand a chance against a traditional army, so instead sought unconventional means of battle and confrontationmies.

    Similarly, we of the Clan of NinjaMarketing have dedicated ourselves to the study of the « secret techniques » of marketing.

    Like the Ninja, we will penetrate the art of guerrilla, camouflage and sudden attack, obtain the best result with the use of minimal means.

    Like the Ninja, subtle observers of nature, our marketing approach is based on an in-depth knowledge of the territory : on the « bottom-up » study of the psychology of the target audience, the space where they act, and the laws which rule their behaviour.

    Like the Ninja, spiritual warriors who made use of formulas and magical symbols to increase their strenghth, we’ll rediscover the power and magic of what the majority ignores, always acting in observance of the Universal Law.

    I 10 PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA “SACRA SCUOLA DEL MARKETING NON-CONVENZIONALE”
    ( Iscritto in questa forma il 25 dicembre dell’anno 2006 da Alex Giordano e Mirko Pallera, fondatori di NinjaMarketing )

    1. Dal Brand DNA al Viral DNA
    Progetta la natura virale del tuo brand, prima di ogni cosa

    2. Dai Target alle Persone
    Non ci sono target da colpire, ma persone con cui risuonare

    3. Dagli Stili di Vita ai Momenti di Vita
    Esci dall’ufficio ed entra nelle tribù e nei loro momenti di vita

    4. Dalla Brand Awareness alla Brand Affinity
    Non puoi piacere a tutti. Scegli e alimenta le tue affinità

    5. Dalla Brand Image alla Brand Reputation
    Non costruirti un’immagine, conquistati una buona reputazione

    6. Dall’Advertising all’Advertainment
    Non cercare di persuadere, ma diverti e stimola la conversazione

    7. Dal Media Planning al Media Hunting
    Cambia il tuo media planner con un “cool hunter” della comunicazione

    8. Dal Broadcasting al Narrowcasting
    Non ci sono solo i mezzi di massa, pensa a quanto è lunga la coda

    9. Dal Market Position al Sense Providing
    Non cercare un posizionamento sul mercato, ma il tuo senso nella società

    10. Dal Fare Comunicazione all’ Essere la Comunicazione!
    Quello a cui devi sempre aspirare è la coerenza dall’inizo alla fine

    10 FUNDAMENTAL PRINCIPLES OF “THE SACRED SCHOOL OF NON-CONVENTIONAL MARKETING”
    ( As written on December 25th, year 2006, by Alex Giordano and Mirko Pallera, co-founders of NinjaMarketing )

    1. From Brand DNA to Viral DNA
    Plan the viral nature of your brand, before doing anything else

    2. From Target to People
    There are no targets to hit, rather people to resonate with

    3. From Style of Life to Moment of Life
    Come out from your office and enter the tribes in their moments of life

    4. From Brand Awareness to Brand Affinity
    Don’t try to please everyone, but make a choice and feed your affinities

    5. From Brand Image to Brand Reputation
    Don’t try to build up an image, but win a good reputation

    6. From Advertising to Advertainment
    Don’t aim at persuasion, but entertain and stimulate conversation

    7. From Media Planning to Media Hunting
    Exchange your media planner for a «cool hunter»

    8. From Broadcasting to Narrowcasting
    Give up the mass media and think of how long the tail is

    9. From Market Position to Sense Providing
    Don’t look for market positioning, but for your meaning within society

    10. Don’t Do but Be Communication !
    What you should always aim for is consistency, from beginning to end

    NON-CONVENTIONAL MANTRA
    Il video Mandala sui 10 Principi Fondamentali del Marketing Non-Convenzionale.

    La musica è elemento fondamentale ed essenziale per vivere al meglio questo momento di vita, in quanto il suo sound rivela il profondo e mistico mood del Mantra Non-Convenzionale.

    Aperitoffee: Primo appuntamento 2007

    Aperitoffee Gennaio 2007

    Dopo la prima uscita in beta con una prima fugace e inaugurale partenza nella caotica settimana di Natale, riparte l’Aperitoffee.

    L’appuntamento è per mercoledì prossimo, 31 gennaio, alle 19.30 al NOY, in via Soresina. Ricordo solo che l’invito è aperto a tutti e non ha un’agenda specifica, ma vivrà degli spunti che ciascuno porterà.

    Le regole rimangono invariate:

    1. Chi organizza, definisce luogo data e ora dell’appuntamento e si incarica di fare gli onori di casa;

    2. L’Aperitoffee è aperto a tutti;

    3. Nessun ordine del giorno o agenda dell’incontro;

    4. Altri drink, oltre a caffè e Negroni sbagliati, sono ben accetti;

    5. Ognuno dovrà parlare e promuovere l’Aperitoffee nei suoi spazi e tra I suoi amici.

    Mi raccomando, spargete la voce e non mancate !

    PS: Da una nota di Valerio riportiamo di seguito alcune importanti avvertenze da osservare. Flair play, please !

    Aperitoffee non è un’operazione commerciale,
    Aperitoffee non è un posto per piazzisti,
    Aperitoffee non è un palco per fare delle proprie PR personali.

    Quindi, chiunque sia animato da questi propositi è pregato di redimersi o di non venire 😉

    Porte aperte invece a tutti quelli desiderosi di condividere qualcosa, di chiacchierare, o anche solo di stare per una volta ad ascoltare !