
“Qual giudizio dovrò io mai temere dal cielo, se non ho commesso male? Voi avete tra voi diversi schiavi che vi siete comprati, e che impiegate come tanti somari, o cani, o muli nelle più basse e servili incombenze: e sol perché ve li siete comprati. S’io ora vi dicessi: “Liberateli!
Maritateli con le vostre eredi! Perché farli sudare sotto i carichi? Lasciate che si facciano anche loro soffici letti e che i loro palati assaporino i vostri stessi cibi!”, voi mi rispondereste certamente che quei servi son cosa vostra e basta. E così io. Quella libra di carne che pretendo da lui io l’ho pagata a caro prezzo: è mia, e voglio averla! E se me la negate, sarà vergogna alla vostra giustizia. Vorrà dire in tal caso che a Venezia non c’è forza di legge.
Io vi chiedo giustizia; rispondete; l’avrò?”
Il Mercante di Venezia, William Shakespeare, 1596-97
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