Il libro è morto? Viva il libro!

Sabato 15 ottobre una bara piena di copie del libro “Hanno sete” di Robert
McCammon ha attraversato le vie del centro di Roma. L’iniziativa
provocatoria ideata dall’editore specializzato in libri horror Gargoyle
e dall’agenzia guerrigliamarketing.it ha voluto riproporre le tematiche
vampiresche del libro direttamente sulla strada.

Portata a spalla da quattro giovani “vampiri”, la bara ha suscitata
sorrisi, curiosità e riti scaramantici. Oltre a distribuire alcune copie
omaggio del libro i vampiri hanno offerto a tutti un buono per una bara
gratis in caso di morte per vampirismo (la bara sarà offerta da
CofaniFunebri.it, azienda leader del settore nota per il suo calendario trash).
4 vampiri promuovono la letturasgomento tra i bibliofili romani

AMBIENT MARKETING: Ragazze che te lo guardano nel bagno

Di norma gli hotel a cinque stelle sono famosi per la loro opulenza e per il loro design…

Tuttavia nella società postmoderna questi elementi non bastano più per sopravvivere soprattutto in un settore di mercato dove la competizione è elevatissima ed i servizi offerti dai competitor sono identici dappertutto.

Così anche nel settore alberghiero diventa necessario stupire il consumatore e far parlare di sé attraverso tecniche di marketing non-convenzionale.

Come? Un buon esempio viene dalla Nuova Zelanda, dove il noto Hotel Sofitel, in Questontown, sta accrescendo la propria notorietà non facendo leva sui suoi servizi extralussuosi, ma proprio grazie ad un’originale azione di ambient marketing.

Infatti l’elegante l’hotel a cinque stelle ha fatto installare nei suoi bagni, dietro ogni urinatoio, delle immagini a grandezza naturale di modelle che scrutano con attenzione chi si reca in quel luogo per poter ‘espletare’ spontaneamente un proprio bisogno fisiologico…

Le modelle sono tutte ‘attrezzate’ di telecamere, binocoli, metro a nastro, e qualcuna sogghigna o rimane stupita nel rilevare che ‘qualcosa’ non è della dimensione giusta!

In poco tempo quest’azione ha portato l’Hotel a ricevere qualche lamentela dalla Chiesa cattolica, ma anche qualche centinaio di persone che, incuriosite, volevano dare un’occhiata ai famosi urinatoi…E’ così che la piacevole bathroom è diventata la stanza più famosa del lussuoso albergo!

Alla domanda “Perché tutto questo?”, l’Hotel manager Mark Wilkinson risponde che tale strategia all’interno dei bagni serve “per dare un tocco di leggerezza” al serioso Hotel Sofitel. E aggiunge: “Certamente non era nelle nostre intenzioni offendere qualcuno”.

Un consiglio per tutti gli uomini. Se, per caso o per curiosità, vi recate nei bagni dell’Hotel Sofitel, scegliete bene l’immagine della modella davanti alla quale vi posizionate: la vostra ‘assistente di urinatoio’, scrutandovi, potrebbe mettere in dubbio la vostra virilità!

Guardate il video!

SPECIALE WOM: Il passaparola generato dai media dei consumatori batte la pubblicità classica

Una ricerca di Intelliseek (2005) sul comportamento dei consumatori mostra che il 50% di questi è influenzato più dal word-of-mouth che dalla pubblicità televisivo/radiofonica.

Secondo un nuovo studio sul comportamento del consumatore effettuato da Intelliseek, la fiducia del consumatore nei confronti della pubblicità tradizionale sta scemando a causa della crescente pratica nel Consumer Generated Media (CGM) e dell’importanza che per i consumatori rivestono i consigli degli altri consumatori.

Lo studio sostiene che, rispetto alla pubblicità tradizionale, il word-of-mouth al giorno d’oggi sta assumendo un’importanza sempre maggiore per il consumatore soprattutto per quanto riguarda la conoscenza, la prova e l’acquisto di nuovi prodotti.

Il 50% dei consumatori è più influenzato dal passaparola dei conoscenti che dalla pubblicità televisiva e radiofonica (da notare che tale percentuale di influenza è più elevata di quella rilevata nel precedente studio (2004) realizzato da Intelliseek e Forrester).

La ricerca di Intelliseek trova anche importanti correlazioni tra i consumatori che regolarmente saltano le pubblicità televisive (e online) e quelli che creano e danno vita al Consumer Generated Media (definito come quell’insieme di esperienze opinioni e consigli pubblicati su internet dai consumatori al fine di condividerli con altri consumatori).

Implicazioni sul marketing e sulla pubblicità

I risultati chiave della ricerca sono stati presentati dal CEO di Intelliseek Mike Nazzaro durante l’Advertising Week di New York, e alle conferenze delle associazioni del word-of-mouth marketing come il WOMMA.

Nazzaro ha dichiarato: “Lo scenario della pubblicità sta cambiando, e i marketer sono quasi obbligati ad allargare e ridefinire i loro concetti sui mezzi di comunicazione, al fine di influire e raggiungere i pubblici di riferimento. […] Se i media generati dai consumatori rappresentano la forma di pubblicità più efficace e di fiducia, è fondamentale che i marketer incomincino a misurarla, gestirla e indirizzarla; ed è ugualmente importante, fare attenzione alle possibili conseguenze negative, in quanto i consumatori potrebbero ritorcere il messaggio contro le marche.”

Risultati chiave dell’analisi

Nel mese di agosto 2005, Intelliseek ha estratto un campione rappresentativo di consumatori online e ne ha esplorato il comportamento, analizzando le opinioni espresse in internet (su bacheche virtuali, forum, blog), le dirette risposte delle aziende e le conversazioni tenute offline.

Da tale analisi emerge soprattutto che il passaparola tra familiari vince su tutte le forme di pubblicità, ed è una forma ritenuta addirittura più affidabile dei notiziari o dei commenti degli esperti. Inoltre si rileva anche che il WOM positivo ha lo stesso impatto del passaparola negativo.

Le domande fatte al campione

Quanto la vostra decisione di acquistare un prodotto o servizio è influenzata da:

Risultati Media Indice*

Passaparola positivo da qualcuno che conosci personalmente 7.7 134
Passaparola negativo da qualcuno che conosci personalmente7.0 121
Una notizia negativa appresa dalla tv, dalla radio,
da un giornale o un magazine 5.7 99
Un annuncio pubblicitario televisivo o radiofonico 4.7 82
Una pubblicità in un giornale o in un magazine 4.6 80

*100 rappresenta il punteggio medio

Dall’analisi del campione emerge che i commenti pubblicati online dagli impiegati di un’azienda godono di maggiore credibilità rispetto ai veicoli pubblicitari tradizionali.

Altri risultati chiave:

-Abitudini degli Ad-Skippers: la maggioranza delle persone intervistate sostiene di saltare deliberatamente la pubblicità in televisione; gli Ad-Skippers sono più propensi a conoscere le tendenze e le marche di nuovi prodotti. Formano il 25% di coloro che amano dialogare con gli altri consumatori in rete, con il duplice scopo di mantenersi informati e ricevere
risposte alle loro domande.

-I giovani e il CGM: i giovani sono il segmento più propenso alla creazione di CGM.
Circa il 30% dei giovani crea attivamente CGM inviando foto con il cellulare; il 45% scrive sui blog o ne ha uno suo; circa il 10% si sottoscrive ai feed RSS.

-Bloggers vs Non Bloggers:I bloggers creano un enorme quantità di CGM attraverso diverse
fonti e accrescono in questo modo la loro influenza.

-Donne contro Uomini: Gli uomini sono più propensi a trascorrere tempo a discutere
in internet (forum, chat, discussioni, message boards), mentre le donne esprimono una propensione maggiore ad inoltrare ad altri qualcosa che hanno trovato in rete. Donne e uomini creano blog nello stesso numero.

-Commenti e consigli sul web: Alla fine del 2005 si raggiungeranno i 2 miliardi di commenti
inviati in rete dai consumatori (un incremento significativo rispetto allo scorso anno, secondo le stime di Intelliseek)

-Settori industriali più suscettibili all’impatto del CGM: Salute/medicina, auto, elettronica, videogiochi, musica.

-Reazione negativa al Shill Marketing.
Le ricerche di Intelliseek guardano attentamente anche ai comportamenti dei consumatori nei confronti del buzz artificiale o al così detto “Shill Marketing”, in cui i consumatori sono pagati o incentivati per consigliare determinati prodotti o marche.
Un terzo dei consumatori rimarrebbe fortemente deluso nello scoprire che un amico, ritenuto un contatto di fiducia, è in realtà pagato per dargli determinati consigli; il 26% sostiene che non crederebbe mi più nelle opinioni di quell’amico; il 30% afferma di essere sicuramente meno propenso comprare quel prodotto o servizio in futuro.

Il CEO di Intelliseek, Pete Blackshaw, che ha supervisionato lo studio, spiega: “La fiducia è alla base della pubblicità efficace, ma è molto fragile”.

VIRAL VIDEO – Una birra che non fa il solito test di prodotto

il solito test di laboratorio che testimonia la qualità del prodotto, in questo spot di una marca di birra viene presentato in una chiave davvero originale.

Un altro esempio di come una comunicazione ironica e metacomunicativa, vale a dire che “svela” i meccanismi del marketing (in questo caso il product test), sono premiati con una diffusione virale.

Buona visione!

BREAKING NEWS: Apple e Sky all'attacco del complesso idustriale-televisivo

E’ stato Rupert Murdoch in persona, il magnate australiano presidente di Sky Italia, a tenere a battesimo a Roma il lancio di MySKY, il nuovo servizio di personal video recorder, che sarà disponibile in Italia dal prossimo 15 novembre.

In visita in Italia, per affari e incontrare esponenti della politica (lunedì Romano Prodi e ieri Silvio Berlusconi), Murdoch è intervenuto all’evento di presentazione alla stampa del nuovo decoder dalle caratteristiche definite «uniche», che nelle intenzioni dei vertici Sky è destinato a rivoluzionare la modalità di fruizione della tv.

Con MySky puntiamo ad essere protagonisti della tv del 21esimo secolo». Questa nuova tecnologia già presente in Usa e Inghilterra (dove è stato venduto 1 milione di esemplari in tre anni) mette a disposizione del telespettatore tutta la ricchezza della programmazione Sky, consentendogli di vedere, rivedere, registrare e archiviare in qualsiasi momento della giornata i propri programmi preferiti, e senza la necessità di utilizzare videocassette, dvd o altri supporti. Attraverso il nuovo telecomando, sei tasti attivano altrettante funzioni principali: il playback (tasto “Play”) per decidere quando far iniziare il programma preferito; la pausa tv in diretta (tasto “Live Pause”), che permette di mettere in pausa il programma che si sta seguendo e riprendere in qualsiasi momento la visione al punto in cui la si è interrotta; il replay istantaneo, (l’“Instant replay”), che permette di portare indietro qualsiasi scena di un programma – anche in diretta – per rivederla il numero di volte desiderato; la registrazione (il “Record”), di due programmi per volta fino a un massimo di 60 ore mentre se ne sta guardando un altro attraverso la guidatv o direttamente durante la visione; la registrazione automatica degli episodi in serie (il “Series link”), che consente di predisporre automaticamente la registrazione, ad esempio, di telefilm. Il sesto tasto, infine, consente di accedere a My Channel, un canale vero e proprio che ogni abbonato può creare inserendo tutti i programmi preferiti, già registrati o pianificati per la registrazione.

«MySky – ha detto Andrea Zappia, responsabile marketing di Sky – si rivolge sia a chi guarda tanta televisione e non sa scegliere tra i nostri 150 canali, sia a chi ha poco tempo e non vuole perdersi determinati programmi. Inoltre, riteniamo che il costo, 99 euro una tantum e 7 euro di canone mensile, sia particolarmente concorrenziale, se raffrontato con il prezzo medio di un dvd recorder che oscilla tra i 400 e i 600 euro. In definitiva, crediamo che con MySky per la prima volta la tv sia davvero al servizio del telespettatore».

da Daily Media

...e la Apple lancia il video iPod

Una pubblicità che non rompe le palle!

Ormai l’avrete capito: l’esperienza di Amburgo è stata davvero forte!

Al di là di ogni polemica sulla completezza o meno del bouquet dei relatori, la conferenza ha rappresentato la prima grande occasione di confronto tra molte delle realtà creative ai massimi livelli sulla scena mondiale del momento.

Stimolante l’incontro con Michael Wall della agenzia Fallon che da quasi tre anni si occupa della comunicazione Sony. Una persona di immenso spessore umano e culturale che ci ha illustrato come alla base di molti casi di successo della sua agenzia ci siano profonde riflessioni umane e filosofiche.

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Anatema contro la PlayStation

da Repubblica.it:

Il direttore attacca la promozione affidata a un giovane con la corona di spine
“Si è superato il limite, con l’islam non avrebbero mai osato tanto”

Famiglia cristiana contro la Playstation
“PUBBLICITA’ QUASI BLASFEMA”

Indignato anche il cardinale Tonini: “Serve più rispetto per le sacre scritture”
La Sony fa un passo indietro: “Siamo rammaricati, la campagna è terminata”

CITTA’ DEL VATICANO – Ha urtato duramente la sensibilità cattolica l’ultima campagna pubblicitaria lanciata dalla PlayStation sui quotidiani di oggi. Il messaggio promozionale è stato affidato a un giovane con la testa cinta da una corona di spine che richiama i logo del gioco della Sony e allo slogan “dieci anni di passione”, ma secondo don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana, “si è superato il limite”.

“Si è toccato un momento molto delicato della vita del Cristo, è quasi blasfemo. Non c’è altro messaggio che il gusto di provocare, e mi dispiace pure parlarne perché si rischia di fare ancora più pubblicità”, ha spiegato Sciortino.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il cardinale Ersilio Tonini, che ha definito la pubblicità “irriverente”, una “presa in giro”. “Le sacre scritture – aggiunge il prelato – non si possono utilizzare in questo modo”. “Ci vuole rispetto dei giovani, dei ragazzi, degli adolescenti – osserva ancora Tonini – Già sento molte volte i bambini che dicono: il paradiso è il posto dove si beve il caffè, ricordando anche in questo caso una pubblicità. Ora i giovani possono pensare che la passione di Cristo serva ad un gioco”.

Secondo Sciortino “si è superato il limite, perché anche altre volte si sono usati per la pubblicità argomenti attinenti alla religione, ma con gusto e con garbo”. Ma non è questo il caso e quella intrapresa dalla pubblicità non è certo una “bella strada, perché si offende la religiosità di tantissimi credenti”.

A questo proposito don Sciortino ha fatto un paragone con le altre religioni: “Chiunque può permettersi di fare qualsiasi cosa nei confronti della religione cattolica: se ci fosse stata un’analoga situazione che avesse coinvolto l’islam, sicuramente ci sarebbe stata una reazione veemente”.

In una nota, la Sony ha espresso questa sera il proprio “rammarico” per le reazioni causate dalla campagna pubblicitaria: “Preso atto che è stato frainteso lo spirito del messaggio pubblicitario che voleva essere veicolato, l’azienda comunica peraltro che la campagna è cessata e, anche alla luce delle predette reazioni, non verrà ripresa in futuro”.

La pubblicità online vale 1$ a pixel?

La pubblicità on line ha un’unità di misura che non è solo quella dei formati canonizzati dalle varie associazioni.

L’editore in questione è un ragazzo che ha proposto su una pagina creata ad hoc spazio per gli inserzionisti: costo dell’investimento 1$ a pixel, taglio minimo 100 pixel. E pare che stia avendo un gran successo, alla faccia di tutti coloro della seconda repubblica del web marketing, che hanno puntato il dito sull’advertising on line “vecchia maniera” e sulle grandi promesse (commerciali e d’immagine) deluse dall’Ancien Regime del WWW.

Nessuno di noi avrebbe mai pensato che una cosa del genere avrebbe potuto funzionare. Parlo anche per me non perchè mi ritenga un grande teorico del web marketing, bensì perchè se mi avessero chiesto un parere su una cosa del genere a un colloquio di lavoro avrei detto peste e corna, sbagliando evidentemente.

Ovviamente il successo è dovuto al call to action: “aiutatemi per i miei studi, alla fine vi costa non più di cento dollari….” e all’abile capacità di comunicazione che ha coinvolto i mezzi tradizionali, creando un caso.
Grazie alla curiosità alla fine gli inserzionisti ottengono visibilità (facendogli raggiungere i loro obiettivi? mah…).

A voi il sito, a voi il giudizio…

Micromarketing in Malesia per PlayStation

Davide ci segnala questa campagna malesiana per PlayStation 2. Chi l’ha detto che le affissioni devono essere giganti e psichedeliche per farsi notare. Schiacciare delle bollicine con le icone dellla PS2 può fare molto meglio al ricordo del brand.

Geniale.Microbrand experience

McDonald's ignorato dai suoi rapper prezzolati

Come forse qualcuno di voi ricorderà, McDonald’s nel mese di marzo ha avuto la brillante idea di ‘invitare’ i rapper americani a promuovere hamburger inserendoili nei testi delle loro canzoni, pagandoli 5 dollari ogni volta che il brand veniva nominato alla radio…

Tuttavia, oggi, sei mesi dopo, le classifiche angloamericane non sono ancora state assalite da brani di Jay-Z, 50 Cent e Snoop Dogg che esaltano le virtù del noto Big Mac…

Cosa non ha funzionato?

Probabilmente l’errore più grande di McDonald’s sta nel fatto di aver pensato che possa bastare offrire del denaro per conquistarsi l’appoggio di un movimento urbano. Il tentativo di dare credibilità al brand McDonald’s tra i pubblici giovanili non ha preso in considerazione i codici e i valori di un’intera ‘cultura’, quella hip-hop: non è certo entusiasmante per un rapper di colore vendere la propria anima ad una multinazionale bianca…

Così, nonostante l’idea sia stata in qualche modo geniale, McDonald’s non è riuscita fino in fondo a sfruttarla ai fini di un riposizionamento vincente sul mercato.

Don’t worry McDonald’s… sbagliando s’impara!