Bye bye Rhapsody, ora chiamateci Napster!
Rhapsody è parte della vecchia guardia dei servizi di musica in streaming: lanciato nel lontano 2001, ha sofferto l’arrivo di Spotify, ed è ora in competizione anche con titani come Apple.
Sotto un nuovo CEO, ha recentemente “snellito” la propria attività fino ad oggi, quando ha annunciato di aver abbandonato il marchio Rhapsody in favore di Napster, il nome che ha acquisito quando ha comprato uno dei suoi principali concorrenti nel 2011.
Il Napster che Rhapsody ha acquistato era precedentemente noto come Pressplay, il che significa che questa è la seconda volta che un servizio di musica esistente sceglie di cambiare il suo nome in Napster. In nessuno dei due casi di fatto il servizio in questione ha a che fare con il servizio di file-sharing Napster peer-to-peer, che è stato citato in giudizio nel 2001.
Rhapsody sul suo blog ha annunciato così il rebranding:
“Nessuna modifica alle playlist, preferiti, album e artisti. Stessa musica. Stesso servizio. Stesso prezzo. 100% la musica che ami. Restate sintonizzati!”
A quanto pare il nome di Napster ha una migliore trazione globale del brand Rhapsody, e la società sta già utilizzando il nome e il celebre logo con il gatto con le cuffie in mercati come Canada.
“Napster sta arrivando”, recita la tagline del sito web ufficiale, facendo un po’ il verso a Games of Thrones. Nel frattempo si sono aggiunte le voci dall’ufficio di San Francisco su alcuni licenziamenti. D’altro canto Rhapsody ha sottolineato che il servizio ha visto una crescita del 35 % degli abbonati paganti l’anno scorso, raggiungendo nel 2015 la cifra di 3,5 milioni di clienti.
Il nome porterà fortuna all’azienda o c’è da temere il peggio? Restiamo in attesa di scoprire il prossimo episodio di questa vicenda!













