Pinterest: ecco i 15 utenti che ogni designer dovrebbe seguire

In soli tre anni Pinterest ha rivoluzionato il mondo dei social media – come avevano già fatto Facebook, Twitter e Instagram prima di lui – imponendosi in pochissimo tempo come il social media visivo per eccellenza ad un pubblico che cresce a ritmi vertiginosi come luogo dove trovare e condividere ispirazioni, contenuti di alta qualità, fashion e design.

Ecco i 15 utenti Pinterest – selezionati da Mashable.com – che ogni designer dovrebbe seguire.

1. Brandon Lesley

 

Direttore artistico, Designer e fotografo di Denton (Texas) che vanta oltre 600.000 follower e circa 16.000 pins in 14 boards. Con oltre 10.000 pins, Graphic design & typography è la sua board più curata.

2. Design Quixotic

Profilo di Thea Kennedy, direttore artistico e designer di New York che usa Pinterest per catalogare le immagini che ama e come risorsa dove trovare ispirazioni sia personali che professionali.

3. Danny Blanton

Direttore creativo ed avido collezionista di immagini di tipografiche. La sua board typography raccoglie più di 4.000 pins.

4. Daniel Bear Hunley

Trend watcher di Nashville con 1,6 milioni di follower.

5. Paula Cevasco

Designer e mente creativa, perennemente alla ricerca di novità, stranezze e fashion con all’attivo più di 64.000 pins che spaziano dal fashion design alla fotografia.

6. Maia McDonald

Graphic designer molto attiva su Pinterest con 1,8 milioni di follower. Le sue boards spaziano dal fashion al craft, passando per fotografia, interiors, libri e molto altro.

7.Inspiration Feed

Oltre 10.000 pins raccolti da Igor Ovsyannykv – il creatore di questo profilo e del relativo website –  in più di 100 boards.

8. Ruslan Mashkov

Account con più di 500.000 follower gestito da una coppia i cui interessi sono rivolti all’universo del fashion, del design, della grafica e del food.

9. Daniel Nelson

Graphic designer e fondatore di From Up North

10. Kristina Miletieva

Designer bulgara amante del colore in ogni sua sfumatura.

11. Chad Syme

Art director, designer e fotografo, tra i suoi 600.000 followers include anche Oprah Winfrey.

12. Kayla Meyer

Appassionata di graphic design e di stampa, il profilo di Kayla raccoglie ispirazioni capaci di unire design, illustrazioni, cards, branding, packaging, fashion e stile.

13. Liz Cook

Designer che si diverte a trasformare le idee in azioni e che racconta se stessa attraverso una raccolta di ispirazioni.

14. Mike Dew

Designer freelance capace di risolvere i problemi attraverso il pensiero creativo. Con quasi 3,5 milioni di followers è in assoluto uno degli uomini più seguiti su Pinterest.

15. Rebecca Williams

Graphic designer, artista e anima creativa amante del design, dell’arte e dell’alta moda.

Absolut Vodka: le campagne stampa più belle

Il nome Absolut fu inventato dall’imprenditore Svedese Lars Olsson Smith che voleva sfidare il monopolio dei liquori a Stoccolma offrendo ai consumatori un prodotto più puro e ad un prezzo più basso rispetto a quelli sul mercato.

Era il 1879 e la Absolut Rent Brännvin (cioè Vodka assolutamente pura) muoveva così i primi passi verso un futuro che oggi la vede come la terza più grande marca degli alcolici nel mondo dopo Bacardi e Smirnoff.

Probabilmente non ne conoscevate le origini, e magari non siete nemmeno amanti del genere, ma è molto difficile, se non impossibile, che non abbiate mai sentito parlare della Absolut Vodka e soprattutto che non abbiate mai visto almeno una delle sue inconfondibili pubblicità.

Forse definirlo un “lovemark” alla stregua di Brand come Coca Cola o Nutella può sembrare un azzardo, ma non possiamo negare che la Absolut sia diventata negli anni una delle marche più carismatiche e conosciute in tutto il mondo.

Più di 350 artisti commissionati, oltre 1.500 soggetti, vere e proprie opere da collezione, che ritraggono la bottiglia della Absolut in tantissime campagne stampa tutte di grande impatto artistico, creatività e successo di critica e di vendite.

Dopo il successo dell’opera prima “Absolut Perfection” ideata dall’Art Director Sud Africano Geoff Hayes e sviluppata da TBWA USA nel 1980, via via una serie lunghissima di altri capolavori a firma di alcuni dei più grandi artisti del mondo, come Andy Wharol, il fotografo pubblicitario Steven Bronstein,  il “graffitista” Keith Hairing e tantissimi altri noti e meno noti.

Se oggi la Absolut Vodka non è considerata solo una marca ma una vera e propria icona dell’epoca contemporanea, grande merito va sicuramente a questa campagna, che è giusto ricordare come uno degli esempi di strategie di Branding meglio riuscite.

Le campagne stampa è catalogata sul sito AbsolutAd.com come una vera e propria galleria d’arte pubblicitaria che merita assolutamente di essere visitata. Vi proponiamo qui un estratto di 20 lavori che hanno catturato la nostra attenzione. Siamo sicuri che dopo questo piccolo assaggio non potrete resistere alla tentazione di proseguire nel tour…

Qual è la vostra preferita?

Absolut Kick-off

Absolut Reflection

Absolut Power

Absolut Amaze

Absolut Anonymous

Absolut Idol

Absolut Self-control

Absolut Manhattan

Absolut Signal

Absolut Take-off

Absolut Festival

Absolut Apple

Absolut Vail

Absolut Larceny

Absolut Man

Absolut Index

Absolut Brooklyn

Absolut Appeal

Absolut Self-portrait

Absolut 24th

Brainable: la start up per la cura delle disabilità cognitive

Brainable: la start up per la cura delle disabilità cognitive

Brainable: la start up per la cura delle disabilità cognitive

Innovazione, business, ma soprattutto terapia: tutto questo è Brainable, startup del settore healthcare pronta a rivoluzionare la cura delle disabilità cognitive.

Le disabilità cognitive

L’idea di Brainable nasce dalla triste evidenza dell’aumento dei disabili cognitivi che si attestano al 5% della popolazione mondiale, con un incremento dei casi diagnosticati di circa il 3% ogni anno.
Si tratta di patologie attribuibili a cause genetiche o post trauma, la cui cura è spesso lunga e complessa. La riabilitazione delle disabilità cognitive si avvale di strumenti che presentano evidenti limiti sia per i terapisti che per i pazienti: da un lato, infatti, si tratta di supporti che non consentono la personalizzazione alle esigenze del caso, dall’altra gli esercizi riabilitativi risultano spesso ripetitivi, noiosi e quindi pesanti per il paziente.

More Control, More Fun, Better Therapy

Brainable si basa sulla metodologia Computer Game Therapy, ideata dal logopedista e ricercatore Antonio Consorti. Partendo dalla certezza che una terapia piacevole e coinvolgente per il paziente è più efficace e consente di ottenere risultati più evidenti, il team di Brainable ha ideato un software online caratterizzato da una forte componente ludica e personalizzabile in base al tipo di disabilità, alla gravità della patologia e alle necessità terapeutiche. Il punto di forza della tecnologia consiste nella multidimensionalità e multisensorialità: il paziente viene inserito all’interno di un labirinto ludicoin cui ogni sezione da esplorare corrisponde a specifici esercizi da portare a termine per accedere all’ambiente successivo.

Oltre a compiere esercizi terapeutici, Brainable consente di sviluppare l’autonomia del disabile in quanto la piattaforma è pensata per renderlo autonomo dal supporto di familiari o terapeuti nell’esecuzione dei compiti. Proprio in ciò si rintraccia un’altra importante differenza con gli strumenti finora utilizzati per la riabilitazione: i classici compiti che il terapeuta chiede di eseguire a casa sono avvertiti come una noiosa perdita di tempo, Brainable garantisce coinvolgimento emotivo e divertimento per l’utente, oltre che la possibilità di controllarne l’effettiva esecuzione da parte del riabilitatore. Attraverso una dashboard online, accessibile da qualsiasi device elettronico connesso a Internet, è possibile monitorare i progressi del paziente tra una seduta e l’altra.

La lezione da imparare da brainable si può riassumere negli aggettivi multisensoriale, immersivo, emozionale: ecco la ricetta che Brainable prescrive a tutte le metodologie riabilitative per la cura delle disabilità cognitive.

Breve manuale di sopravvivenza al colloquio via Skype

Breve manuale di sopravvivenza al colloquio via Skype

Breve manuale di sopravvivenza al colloquio via Skype

Pensate ancora che un buon curriculum vitae, ottime referenze e un abito di buona fattura siano sufficienti per risultare vincenti a un colloquio di lavoro? Beh, non proprio o perlomeno non solo.

I selezionatori hanno da tempo imparato a sfruttare la nostra presenza online per osservare la nostra vita privata, le attitudini e le peculiarità caratteriali: social network e blog forniscono spesso informazioni preziose da incrociare con quelle fornite volontariamente dai candidati attraverso curricula e lettere di presentazione.
Ma le risorse tecnologiche si sono rivelate preziosissime anche per l’organizzazione dei colloqui di lavoro: sono sempre più numerose le aziende che scelgono Skype per i colloqui preliminari. In tempi di crisi e con un mercato del lavoro sempre più globalizzato, il colloquio via web è uno strumento utilissimo che abbatte i costi di trasferta e i tempi di selezione.

Senza dubbio il colloquio via Skype offre evidenti vantaggi logistici ma bisogna prestare molta attenzione a errori comuni da cui sarete immuni grazie ai nostri semplici consigli.

 

Breve manuale di sopravvivenza al colloquio via Skype

Scegliere un nome utente professionale

Se siete abituali utilizzatori di Skype, verificate innanzitutto che il vostro nome utente sia adeguato ad affrontare un esaminatore. Stellina78, Tarzan o Batman sono nickname simpatici per instaurare conversazioni online con i vostri amici, familiari ed ex colleghi Erasmus, ma non sono certo appropriati ad affrontare un colloquio. Create quindi un nuovo profilo con un ID adeguato al vostro interlocutore: NomeCognome o Nome_Cognome sono format vincenti sia per i nomi utente che per le mail. Creato il nuovo profilo, approfittatene per arricchirlo con una foto altrettanto professionale e “istituzionale”, come quella scelta per il curriculum o per il profilo Linkedin.

Fare un check delle impostazioni Skype

Anche se siete utilizzatori frequenti di Skype, prendetevi il tempo necessario per fare le dovute verifiche delle impostazioni: volume, immagine, connessione Internet innanzitutto. Piccoli problemi tecnologici sono comprensibili, ma dimostrarsi efficienti e pronti a supportare il selezionatore in eventuali imprevisti sarà molto apprezzato. Se il consiglio è valido per tutti i candidati, a maggior ragione lo sarà per chi si candida a una posizione ad alto contenuto tecnologico: da un digital specialist, un programmatore o un ingegnere informatico ci si aspetta massima dimestichezza con qualsiasi strumento informatico.

Breve manuale di sopravvivenza al colloquio via Skype

Creare una location adeguata

Tre gli imperativi per creare l’ambiente adeguato: isolamento, silenzio, ordine. Scegliete una stanza in cui siete sicuri che non verrete disturbati e avvertite per tempo i vostri coinquilini di lasciarvi tranquilli: come per un colloquio face-to-face avrete bisogno della massima concentrazione per dare il massimo. Per lo stesso motivo disattivate le notifiche di social network e applicazioni del vostro pc e la suoneria del cellulare che potrebbero rivelarsi, oltre che fonte di distrazione, segni di scarsa attenzione nei confronti dell’interlocutore. Assicurati isolamento e silenzio, non resta che cercare uno sfondo adeguato. La scelta migliore è anche la più semplice: un muro bianco e pulito, senza quadri o poster, con la luce naturale o artificiale a vostro favore, aiuterà il selezionatore a non distrarsi e a concentrare la propria attenzione su di voi.

Colloquio Webcam-to-Webcam

Le regole valide per un colloquio di persona sono altrettanto valide per una job interview via Skype. Si passa dalla scelta di un outfit adeguato – abito per gli uomini e tailleur per le donne – alla massima cura della persona (barba fatta di fresco per gli uomini, capelli in ordine e leggero trucco per le donne), senza mai dimenticare che un’espressione sorridente e aperta è l’accessorio vincente anche in questa occasione. Anche se c’è un pc a separarvi dal selezionatore, mai dimenticarsi di guardarlo negli occhi concentrando lo sguardo sulla webcam, piuttosto che sullo schermo. Per attirare la massima attenzione del recruiter evitate inoltre di gesticolare o di giocherellare con penne o altri oggetti, bensì concentratevi sulle domande e mantenete una postura corretta e un atteggiamento sereno e disinvolto: questi piccoli accorgimenti vi aiuteranno a trasmettere un’immagine più sicura.

Seguendo questi semplici suggerimenti riuscirete a dare un’immagine professionale e a valorizzare al meglio il vostro curriculum anche in un colloquio via web.

 

Credits Immagini: deabyday.tv, skype.it

4 consigli per migliorare la vostra presenza sui social media nel 2014

social media

Il 2013 è stato un anno d’oro per i social network. Se appena 5 anni fa apparivano come strumenti rivoluzionari nell’era di internet, oggi fanno parte della nostra quotidianità.

Facebook è utilizzato da quasi il 71% degli italiani che navigano su internet, Twitter è ormai una fonte di informazione in tempo reale imprescindibile e Google+ si sta sempre più consolidando con una community fedele e partecipativa.

Senza dimenticare la rincorsa di LinkedIn, Instagram, Vine e Pinterest ai “fratelloni”, che appare inarrestabile a leggere qualche numero del 2013.

Numeri Social Media

Ed il motore di questo enorme successo siamo noi. Utenti, appassionati, curiosi, professionisti, sviluppatori: ognuno di noi ha un ruolo ed ognuno di noi si muove in questo magico universo fatto di opportunità solo da cogliere.

Insomma, il 2014 non può che essere l’anno giusto per dare uno slancio definitivo alla vostra presenza online. I canali con cui proporvi sono ormai tantissimi e tutti con caratteristiche uniche che premiano solo i veri spiriti creativi.

Per far partire l’anno con il piede giusto, arrivano dal blog ufficiale di Klout 4 consigli utili per impostare con successo la vostra personale social media strategy. Vediamoli insieme.

1. Investite nella vostra presenza online

I social media, come abbiamo visto, sono lo strumento giusto per aumentare credibilità, efficacia e awareness di un brand.

Allo stesso modo, rappresentano la strada ideale per promuovere e rendere efficace anche la vostra figura di professionista online.

Ma è sufficiente aprire un blog, condividere qualche foto su Facebook o twittare un paio di volte al giorno per far sì che il vostro brand personale sia riconoscibile online? La risposta è no. Dovete investire. Un investimento non prettamente monetario, ma che riguarda il vostro tempo e la vostra pazienza.

Dovete impegnarvi per creare contenuti di qualità, che rispecchino l’immagine con cui volete essere identificati. Dovete essere autentici, trasparenti ed ispirare fiducia a chi entrerà in contatto con voi. Anzi, a chi “converserà” con voi.

Perché l’epoca delle comunicazioni unilaterali è chiaramente terminata. I social network si basano sulle conversazioni, ed è lì che la vostra strategia dovrà fare davvero la differenza. Ma potrete creare conversazione solo se proporrete contenuti. E questo ci porta al secondo punto.

2. Create contenuti. Utili però.

La caratteristica comune degli influencer sui social media è la creazione e condivisione di un gran numero di contenuti di qualità. Articoli, link, infografiche, notizie, tendenze: il vostro piano editoriale dev’essere ricco, completo, ampio e soprattutto utile.

L’utente deve pensare che “wow, questo contenuto mi può davvero servire!“. Solo in questo modo continuerà a seguirvi, e solo così migliorerete il legame avete con lui, la vostra credibilità, il traffico sul vostro blog, la SEO, le opportunità professionali e così via, in un circolo virtuoso che è il vero sogno di ogni social media manager.

content social media

Create contenuti utili e originali per acquisire nuovo audience. Conservatelo condividendo con una buona frequenza. Ma soprattutto, non condividete solo contenuti auto-referenziali, perché infatti il punto 3 è:

3. Portate la vostra presenza online ad un livello superiore

Dopo aver scritto un articolo per il vostro blog è ormai automatico condividerlo sui canali social. Lo stesso sarà fatto nei gruppi su Google+ e LinkedIn attinenti l’argomento, pinnerete l’infografica o l’immagine in evidenza e magari lo inserirete anche in qualche forum di settore per stimolare il dibattito.

Tutto fantastico, tutto giusto. Ma provate a sbirciare i profili dei grandi influencer: vi basteranno 30 secondi netti per capire che l’autoreferenzialità è un autogol clamoroso per la vostra presenza online.

Dire continuamente a chi è in contatto con voi quanto siete bravi e belli può apparire fantastico ai vostri occhi, in realtà è solo noioso e fastidioso. I “contenuti utili” del punto 2 non devono essere sempre necessariamente i vostri.

sharing social media

Chiaro che i contenuti originali sono il fuoco sacro che tiene viva la vostra immagine e restano essenziali, ma il web è un mondo fatto di blog fantastici, penne geniali e possibilità di apprendimento quasi illimitate. Nel rispetto di ciò che vi piace e di come volete proporvi al vostro audience, condividete contenuti che promuovano anche il lavoro degli altri.

Condividere l’altrui talento è un segno di enorme rispetto: perché quella risorsa è davvero utile, perché il messaggio che manda vi è sembrato bellissimo o perché vi ha strappato un sorriso.

Ma il contenuto è un mezzo, attraverso il quale generare la vera chiave di volta: la conversazione. Commentate, rispondete, seminate curiosità, siate voi stessi curiosi, parlate con gli altri, alimentate il fuoco di una discussione sana.

La conversazione è l’obiettivo finale, sempre: della vostra presenza online (ricordate il punto 1?), dei contenuti che avete creato e di quelli che avete condiviso. Ed è un obiettivo che non va raggiunto solo sul web.

4. Accrescete la vostra influenza offline

Banalmente: uscite e conoscete gente.

Partecipate ad un master o ad un corso di aggiornamento, organizzate un aperitivo, partecipate ad un raduno, ad una conferenza, ad una corsa con i sacchi, insomma: partecipate!

Perché come dice il grande Rudy Bandiera: “Il Web è un ambiente in cui due cose mancano ancora: l’abbraccio e lo spriz”.

Morning After, la campagna contro alcool e guida che segue #PubLooShocker

Morning After, la campagna contro alcool e guida che segue #PubLooShocker

Il Dipartimento dei Trasporti inglese ha rilasciato una nuova campagna di sensibilizzazione sulla guida in stato ebbrezza, a qualche mese di distanza dalla discussa #PubLooShocker, un finto prankverting ritenuto da molti eccessivo. In questo nuovo ad contro alcool e guida, tuttavia, al sensazionale colpo di scena è stata preferita una brillante sceneggiatura che incuriosisce chi guarda anziché spaventarlo.

Per consapevolizzare la cittadinanza sui rischi di un eccessivo consumo di alcool, il Dipartimento dei Trasporti e l’agenzia AMV BBDO hanno concentrato i loro sforzi sulla “mattina dopo“, una zona d’ombra quando si parla di sicurezza alla guida in caso di consumo di alcolici. Alcune statistiche metterebbero in luce, infatti, che fino ad un quinto degli incidenti dovuti alla guida in stato in ebbrezza avvengono al mattino, ore dopo l’assunzione di alcool.

Il copy è davvero unico nel suo genere, soprattutto per la cultura britannica, che ha sempre amato toni forti nella comunicazione sociale: ci troviamo di fronte ad un impiegato, seduto nel suo ufficio, apparentemente in ordine e sveglio, le cui apparenze crollano però non appena questo comincia a parlare mimando la sua stessa voce, ubriaca, registrata la notte precedente.

Perché scegliere questo espediente narrativo? Per mostrare che il corpo può sembrare sobrio e in salute mentre in realtà sta ancora cercando di digerire tutto l’alcool ingerito. Ecco il monologo tradotto:

“La voce che sentite è la mia; è stata registrata la scorsa notte, dopo che ho bevuto qualche pinta… Perché l’alcool ci mette un bel po’ per sparire dal mio corpo, anche se ora mi sento sobrio, il mio corpo è ancora ubriaco.”

Lo spot è stato diretto dal regista vincitore di due BAFTA Dominic Savage.

Credits:

Creative Agency: AMV BBDO UK
Creative Director: Paul Brazier
Copywriter: Martin Lorraine
Art Director: Steve Jones
Agency Planners: Tom White, Pippa Morris
Agency Accounts: Katie Stanley, Louise Addley, Amy Tippen
Agency Producer: Nick Godden
Production Company: QI
Productions Director: Dominic Savage Production
Co. Producer: Steven Gash
Post-production Company: AMV The Lab & The Mill
Audio Post-production: 750MPH

CES2014: la Socialmatic di Polaroid diventa realtà

CES2014: la Socialmatic di Polaroid diventa realtà

CES2014: la Socialmatic di Polaroid diventa realtà

Dopo quasi due anni di attesa, all’International Ces 2014 di Las Vegas arriva il grande annuncio: la Polaroid Socialmatic diventa realtà ed entro il 2014 sarà in commercio!

3 giorni per spiegare la nuova macchina, le sue applicazioni nell’ambito social e anche per presentare il nuovo Social Network, dove sarà possibile “tracciare” nella vita reale le foto stampate con la macchina.

Seppur ispirata ad uno stile vintage sarà dotata di un sistema Android che consentirà di pubblicare le proprie foto direttamente sui social network, oltre che, confermando la tradizione Polaroid, stampare i propri scatti immediatamente!

CES2014: la Socialmatic di Polaroid diventa realtà

Ma scopriamo i dettagli:

– fotocamera frontale da 14-megapixel e una posteriore da 2 megapixel

– 4GB di memoria interna oltre allo slot per schede MicroSD

– Display LCD touchscreen da 4,5 pollici

– Flash LED si trova sulla parte anteriore della fotocamera in casi di scarsa illuminazione

– Collegamento Wi-Fi o sincronizzazione Bluetooth con altri dispositivi mobile per poter condividere le foto in qualsiasi momento

–  Sistema operativo Android per poter ritoccare, aggiungere testo, icone e apportare altre modifiche prima di stampare una foto 2×3 utilizzando la carta Z-ink.

Insomma, pare ci sia proprio tutto per rendere questa Polaroid il vero “must” dei prossimi mesi, l’unico dettaglio che attendiamo riguarda il prezzo.

E provate a pensare quanto saranno felici i Social Media Manager che potranno scattare, pubblicare e stampare in pochi minuti!

Intanto iniziamo a contare quanti già la desiderano, io non vedo l’ora! 😉

Archicine di Federico Babina: illustrazioni tra cinema e architettura

In alcuni film vi sono dei protagonisti senza i quali il lungometraggio non sarebbe risultato memorabile; eppure questi non vengono accreditati nei titoli di coda come tali.

Stiamo parlando delle Architetture e delle ambientazioni dei film stessi.

A rendere loro omaggio ci ha pensato Federico Babina, architetto e illustratore con base a Barcellona, che ha deciso di realizzare una serie di illustrazioni che omaggiassero anche le ambientazioni di numerosi film considerati unanimemente capolavori del cinema.

Da “Zabriskie Point”, di Antonioni, a “Il Grande Lebowski” dei fratelli Coen, passando per “L.A Confidential” e “La Finestra Sul Cortile”, Babina ha raffigurato in chiave minimalista le ambientazioni che hanno contribuito a rendere questi film delle pietre miliari dell’arte “dei Lumiere”.

 

 

 

La lista di illustrazioni realizzate è molto lunga e, magia dell’epoca della riproducibilità tecnica dell’opera d’arte, sono tutte acquistabili ad un prezzo modico: 24,96$.

 

 

La serie che vi abbiamo proposto non è ovviamente completa, ma potete trovarla nel suo sito. Fateci un giro e mettete alla prova la vostra cinefilia provando a richiamare alla mente le immagini di ogni film raffigurato!

Buon divertimento!

Dell si presenta come la startup che era in passato

L’americana Dell guarda al 2014 con un rinnovato spirito. Ed ha mandato in onda un commercial nell’ultimo giorno dell’anno con lo scopo di farlo sapere in giro. Siamo cambiati e vi mostriamo dove vogliamo arrivare.

Lo scorso ottobre il fondatore Michael Dell e la società d’investimenti Silver Lake Partners hanno completato il buyout dell’azienda con l’obiettivo che questa diventi un colosso nel mettere a punto soluzioni per imprese.

Back To Basic

L’ormai ex gigante dei PC spiega nella pubblicità come ha deciso di reinventarsi, guidato dallo stesso spirito imprenditoriale che servì a Michael per iniziare a vendere computer. Per la cronaca, quel giovane di Houston è stato eletto nel 1992 come il più giovane CEO di una multinazionale ed è oggi il 25esimo uomo più ricco del pianeta.

The Power To Do More

Y&R New York ha creato lo spot che è parte della campagna “The Power To Do More”. Questa iniziativa va a braccetto con l’annuncio dell’azienda nel mese di dicembre che ha dichiarato di aver messo a disposizione un fondo da 300 milioni di dollari per le startup e che ha indirizzato significativamente l’impegno di Dell verso il sostegno all’innovazione.

Ti fanno andare in subbuglio l’imprenditore che hai dentro. Una carrellata di immagini dei posti in cui alcune tra le più grandi aziende del pianeta siano state concepite. Tutte hanno in comune il fatto che utilizzino servizi Dell.

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=Ja61fxmY77Q’]

La pizzeria in cui TripAdvisor nacque. La stanzetta dove è stato pensato Skype. Il bus sul quale fu ideato Dropbox. Solo per dirne qualcuna. Ultimo ma non meno importante, il dormitorio in cui Michael Dell iniziò a vendere computer nel 1984.

Non è solo uno spot. E’ un entusiasmante invito a crederci. Ogni grande idea è stata concepita in una situazione improbabile ed in un posto umile. Penserete che questa sia una visione abbastanza romantica. Ve lo concedo.

Ma è giusto ricordarcelo. Dell ce lo ricorda. E’ cambiata. Vuole aiutare altri Michael Dell a crescere ed a cambiare il mercato.
Come però appena detto, questa è solo un pizzico di romanticismo in una torta dalla ricetta estremamente complessa. Per passare da un’idea ad una realtà solida ci vuole molto di più che Dell o una buona intuizione. Per fortuna o purtroppo.

Ben & Jerry's: marijuana legalizzata e packaging creativo

Ben & Jerry’s è un’estrosa azienda produttrice di gelato americana. Negli anni si è distinta dalla concorrenza oltre che per la bontà del prodotto anche per la filosofia aziendale che sprizza allegria e umorismo da tutti i pori. Quando il governo del Colorado ha deciso di rendere legale la vendita di marijuana per scopi ricreativi, i due fondatori della società hanno voluto cogliere la ghiotta occasione per trasformare la notizia in pubblicità per l’azienda.

La legge è entrata in vigore il primo Gennaio del 2014 e il giorno seguente dall’account Twitter della compagnia è partito questo messaggio:

Il tweet ha riscosso enormi consensi sia per la genialità del messaggio che per l’ilarità del contenuto, circa 10.000 re-tweet e 6.000 favoriti. I fan del prodotto si sono entusiasticamente scatenati twittando l’elenco dei loro gusti di gelato preferiti e facendo battute per esprimere la gioia della nascita di questo neo nato connubio sensoriale. Questo tweet rappresenta l’ennesimo esempio di come una buona combinazione di creatività, umorismo e social media possano portare a grandi risultati senza spese eccessive in termini pubblicitari.

La creatività del colosso Americano è ben nota, in particolar modo per quanto riguarda il packaging e la scelta dei nomi dei gusti di gelato. Solitamente i nomi vengono associati ad un tema che cambia di volta in volta a seconda del periodo,  l’ultimo tema scelto dalla compagnia è quello della televisione. Oggi, infatti, sugli scaffali dei supermercati si possono trovare gusti al White Russian, allo scotch o al bacon poiché nell’immaginario comune essi sono legati a dei personaggi televisivi divertenti e singolari come il Dude de “Il grande Lebowsky” o Ron Burgundy del film “Anchorman”.

Vediamo qualche esempio di packaging creativo firmato Ben & Jerry’s!