Archivio per mese: Marzo, 2012
Il pianoforte da polso: una trovata giapponese!
/in Digital, Gadget /da SimosokeCi stupiscono sempre, lo sappiamo. Oggi vi mostriamo l’ultima trovata giapponese: il pianoforte da polso!

Il funzionamento è molto semplice: con le dita si suonano le note premendo su una superficie dura, mentre sull’unità da polso è presente l’altoparlante. Peccato che non si possano registrare i suoni direttamente dal dispositivo!

Altre caratteristiche:
– tre livelli di volume e tre tipi di suono (pianoforte, campane e… il gatto);
– funziona con 3 batterie;
– disponibili tutte le ottave;
– tre pulsanti/note aggiuntivi sull’unità da polso.
Il costo? 40 dollari!
500 Abarth: non tutti i bad boys sono uguali [VIRAL VIDEO]
/in /da MaikiIntramontabile Charlie Sheen, volto noto holliwoodiano famoso per i due “demenziali capolavori” Hot Spot 1 e 2 e per l’esilarante sit-com “Due uomini e mezzo”, scelto dalla Fiat come testimonial della 500 Abarth negli States. E’ stato Olivier Francois, responsabile marketing di Chrysler Group, a sceglierlo per questa campagna, il cui claim recita “not all bad boys are created equal” ovvero “Non tutti i cattivi ragazzi sono uguali”.
Di recente infatti Sheen non si è proprio comportato da bravo ragazzo: dall’arresto per violenza domestica, al licenziamento da parte della Warner per diffamazione, fino al programma di recupero per abuso di alcol e droga.
Lo spot “House Arrest”, arresti domiciliari appunto, mostra la villa di Sheen in cui ha organizzato un party e per l’occasione non si fa mancare derapate e accellerazioni mozzafiato nei corridoi dell’abitazione con la sua Abarth, non potendola testare fuori dalle mura domestiche.
Scendendo dall’auto, con tanto di cavigliera elettronica, guarda in camera e soddisfatto di essere ai domiciliari mostra a tutti cosa guadagna in caso di buona condotta: Catrinel Menghia, la modella rumena che ha fatto impazzire mezza America nello spot 500 Abarth trasmesso durante il Super Bowl.
È già polemica negli States sull’inappropriatezza dell’analogia, ma in casa Chrysler/Fiat sono sicuri che Sheen sia il volto giusto per comunicare il lato tagliente e divertente della nuova 500 Abarth definita da Francois una “ragazzaccia” o meglio una “bad girl”.
Terranova, il fashion marketing sui social media alla Ninja Academy [CASE STUDY]
/in /da Ilaria Mangiardi
In tutti i corsi Ninja Academy cerchiamo di non limitarci alla teoria. Come obiettivo abbiamo quello di offrire ai partecipanti una visione più pragmatica della tematica in questione.
Crediamo vivamente che invitare ospiti esterni, che parlino di come hanno applicato quelle stesse tecniche e nozioni all’interno della propria azienda, sia una caratteristica fondamentale per far sì che le ore di lezione siano altamente fruibili.
Lo scorso 10 e 11 febbraio, al corso in aula in “Social Media & Fashion Marketing“, oltre ai relatori di fiducia e ai numerosi ospiti, nella giornata dedicata al Social Media Marketing abbiamo avuto il piacere di avere con noi Andrea Arcangeli e Yigit Aktekin, rispettivamente Marketing Manager e Responsabile Web & Social Media di Terranova, noto brand italiano di moda.
Hanno parlato senza filtro di successi, aree di miglioramento e risultati del marchio che, rispetto al 2010, sono cresciuti anche grazie ad operazioni di online marketing.

Il gruppo Teddy, azienda familiare di Rimini partita dal nulla, nel 2011 ha compiuto la bellezza di 50 anni. Terranova, nata invece nel 1988, ha oggi 450 negozi in 36 nazioni e ben 10 milioni di clienti.
Un’area di miglioramento, almeno fino al 2008, era quella di non avere un vero e proprio lifestyle di riferimento, un’idea di fondo o un’identità chiara. Inoltre, individuare valori specifici risultava arduo e difficile considerando la differenziazione dei mercati. In particolare, il mercato russo chiedeva un’immagine aggressiva, spinta, provocante.
In questo caso, la carta vincente non è stata quella di cedere ma, al contrario, di puntare su quello che si è davvero. Vi era dunque bisogno di una presa di coscienza perché, spiega Andrea, “se dici la verità, è sicuro che non te la scordi“.
Ecco che l’azienda, presupponendo la necessità di un vero e proprio restyling di idee e missioni, in questi ultimi anni ha deciso di puntare su tre parole chiave:
• Easy
• Together
• Cool
Easy per Terranova significa essere alla mano, valutare una comunicazione peer to peer per farla sfociare in una collezione di t-shirt semplici ed essenziali, così come supportare l’open space all’interno dei negozi e scegliere come genere musicale il pop e il rock.
Together per Terranova rappresenta un valore molto radicato, rappresenta il concetto di squadra. Di conseguenza, è imprescindibile un focus sui social network e sul customer care. Sì all’immedesimazione, sì al trattare l’altro come vorresti essere trattato tu e un categorico no a barriere e privazioni.
Cool, all’interno dell’azienda, non era una parola importante fino a due anni fa. Oggi, un elemento considerato cool, a cui spesso Terranova fa riferimento, è la street art. I suoi cool hunter sono in giro per il mondo a valutare e prendere ispirazione dalle novità e dai trend all’ultimo grido delle principali città europee e americane.
Yigit, responsabile delle piattaforme social, ci confida che i social network hanno aperto una ferita anche rispetto ai tanti problemi di customer care. Con il tempo hanno imparato a non farsi scappare mai un commento poiché, continua Yigit, “pensiamo possa essere caratterizzante e coerente con tutto quello che cerchiamo di essere“.
Quali sono state le case history di riferimento all’interno dell’azienda?
Il primo esperimento social con un passaparola piuttosto forte è stato “+ piace – costa“, una campagna incentrata sui like di Facebook. Per chi non lo sapesse, la pagina fan di Terranova è internazionale, non esiste dunque un’ulteriore targettizzazione dedicata al pubblico italiano. L’idea era quella di proporre inizialmente un singolo capo e successivamente un total look e di abbassare il prezzo di vendita in base al numero di “mi piace” ricevuti.
I risultati della campagna sono stati:
• 5.000 nuovi fan italiani
• 8.000 commenti
• 17.000 like
• 15.000 impression sui blog
L’obiettivo era quello di arrivare a più persone possibili, invogliare la clientela a fare un’esperienza d’acquisto senza doverla per forza concludere.
Quali sono stati i problemi riscontrati durante la campagna?
Yigit ci spiega che ci sono stati momenti in cui non si sapeva cosa fare e come comportarsi, a maggior ragione perché avevano deciso di non delegare la campagna ad un’agenzia esterna. Si arrivava ad avere oltre 2.000 persone interessate ad un singolo articolo senza riuscire ad accontentarle tutte. La crisi vera e propria è durata 24 ore ma più di 1/3 dei clienti ha poi acquistato nuovamente, alcuni sono diventati aficionados e dopo l’iniziativa c’è stato un incremento di visite anche da parte di chi non aveva partecipato direttamente.
Nonostante qualche debolezza, sono stati più gli aspetti positivi che quelli negativi: la campagna è stata citata su numerosi fashion blog e l’incremento per l’azienda è stato notevole nonostante la percezione del marchio sia diversa da nazione a nazione. Yigit aggiunge: “Essere noi stessi alla fine ci ha ripagati, è stata la scelta giusta sia nel bene che nel male“.
La piattaforma e-commerce di Terranova è diventata un vero e proprio punto di riferimento. Andrea e Yigit ci spiegano che c’è differenza tra chi compra offline e chi decide di farlo online. Innanzitutto, il target di chi si affida alla piattaforma è più alto, con una media che oscilla tra i 25 e i 26 anni. Online si prediligono capi più originali, con disegni e stampe particolari, mentre offline vanno alla grande i capi basic. Grazie al canale e-commerce, lo scontrino medio online è di 60 euro e tutto lo staff si sente molto più sicuro e motivato.
La seconda case history, di grande importanza e rilievo, è quella soprannominata We Are Terranova.
L’obiettivo principale di questo progetto è stato quello del brand positioning e dunque un grande lavoro di riposizionamento del brand, oltre a quello di creare traffico online, con la conseguente fidelizzazione del cliente. La comunicazione è risultata fondamentale: vi era necessità di comunicare tanti valori tra cui la positività e la leggerezza del brand.
Ecco perché, tramite We Are Terranova, l’intero staff di lavoro si è letteralmente “dato in pasto” ai fan del marchio. Di ognuno di loro possiamo conoscere curiosità e aneddoti, vederli alle prese con il loro lavoro o in giro per la città a trovare ispirazione.
WeAreTerranova | Meet The Team [short version] from Terranova on Vimeo.
I risultati di questa iniziativa sono stati:
• 65.000 visite al sito
• 670.000 visite al trailer
• 2.000.000 di impression della notizia
• 11.000 fan
Ne hanno parlato:
• 100 blog
• 11 riviste
Le review sono state:
• “Niente campagne patinate, vetrine e vip” – waitfashion.com
• “Il social media marketing per terranova è più di una vera e propria rivoluzione” – alfemminile.com
• “E chi meglio dei propri dipendenti può raccontarci qualcosa del brand?” – pourfemme.it
•••
“Impariamo dall’esperienza che facciamo. Arrivare a dire We Are Terranova è stato un duro lavoro, vi era necessità di far crescere chi c’era dentro. Oggi osiamo di più e il nostro punto di forza è proprio quello di vivere in riviera, lontano dalle metropoli, orgogliosamente provinciali” ribadiscono Andrea e Yigit.
Ciò che mi ha strappato un sorriso è stato lo shooting fatto dallo staff durante la cena di Natale. Complicità e condivisione sono le prime parole che mi vengono in mente guardando questi scatti!
E gli obiettivi 2012 di Terranova, quali sono?
+ prodotto
+ blog
+ creatività a kilometro zero
+ viral
Terranova ha come prossimo scopo quello di parlare più dei loro prodotti e non solo del mondo emozionale che gira attorno ad essi; vuole avere un rapporto più stretto con i blogger e con il mondo della comunicazione; vuole essere se stessa e avvicinarsi alle attività e alle iniziative creative a due passi da casa, come sarà per il campionato del mondo di Ultimate Frisbee (Paganello) che si terrà come ogni anno a Rimini – ecco appunto il concetto di easiness a kilometro zero.
Il feedback dei nostri partecipanti al corso per la parentesi Terranova?
Entusiasmo, trasporto, empatia.
Direi che è l’ennesima conferma che Terranova è riuscita nel suo obiettivo: puntare alto volando basso.
E noi ringraziamo Andrea e Yigit per averci fatto sentire tutti più easy, together & cool 😎
Adidas: i biglietti da visita diventano lacci per le scarpe!
/in /da Katsumi
L’agenzia brasiliana Ageisobar ha ideato per i dipendenti Adidas delle business cards che possono…essere allacciate! Pensando al core product del brand di sportswear, è venuto naturale ai creativi pensare a biglietti da visita costituiti da lacci per le scarpe, su cui sono impressi informazioni e dati dei dipendenti.
Sicuramente originali e difficili da essere confusi con gli altri, “banali” biglietti!


I Sette peccati capitali del Mobile Marketing [Infografica]
/in Mobile Trends /da Francesco Piccolo![]()
Creare una Brand App prevede uno studio strategico in ambienti complessi, che dipendono dal contesto e dal settore di riferimento. Tuttavia, se avete in mente di fare Mobile Marketing dovete sempre tener presente delle regole fondamentali.
Oggi proponiamo un’infografica del centro media Textmarketer, che ci mostra i sette peccati capitali del Mobile Marketing: cosa non fare per raggiungere risultati disastrosi. L’infografica si riferisce principalmente all’SMS Marketing, ma i concetti presentati si adattano benissimo anche alle App e al Mobile Advertising in generale. Vediamola insieme:
Quelli presentati nell’infografica sono i primi accorgimenti da tenere sempre presente per dare al target la libertà ed il respiro che desidera. Non dimentichiamoci che i Mobile User avvertono la loro esperienza in mobilità come qualcosa di più intimo dell’uso del pc.
Voi cosa ne pensate? Possono rivelarsi consigli utili? Quali sono i vostri segreti per un’App di successo?
Come scegliere il prezzo giusto di prodotti e servizi [HOW TO]
/in /da Mirko Ferrari
È una delle P del marketing mix, un numero che in realtà nasconde intere strategie aziendali, stiamo parlando del prezzo.
Stabilire un prezzo per la propria offerta è un aspetto molto complesso e delicato in quanto questo fattore da solo può determinare il livello della performance del prodotto/servizio sul mercato.
Di seguito analizzeremo quali elementi dovrebbero essere presi in considerazione quando arriva il momento di stabilire un prezzo e quali sono i meccanismi mentali che ci guidano, spesso inconsciamente, a scegliere un prodotto piuttosto che un altro.
1. Il target dei clienti
Il prezzo è il primo elemento di un prodotto che il cliente prende in considerazione nel confronto con altri prodotti simili. Diventa cruciale quindi avere ben chiaro il proprio target di riferimento e conoscerne le capacità di spesa e il prezzo che è disposto a spendere per un prodotto del genere.
A tal fine può essere utile segmentare i clienti ad esempio per età, sesso o tipologia di lavoro.È anche possibile avere, per la stessa tipologia di prodotto, target nettamente distinti fra loro, con necessità più o meno specifiche. In casi come questo è opportuno pensare a più varianti (es. base e pro), che ovviamente saranno prezzate diversamente.
2. Il confronto tra prodotti simili
Altro passaggio importante da affrontare è il benchmarking con i competitor diretti.
In questa fase devono essere mappati tutti i prodotti simili al nostro, confrontandone eventualmente le caratteristiche.
Un metodo veloce e immediato consiste nel compilare una tabella che abbia sulle colonne i prodotti e sulle righe le caratteristiche ritenute chiave dai clienti, e assegnare possibilmente un punteggio complessivo alla fine come riepilogo del confronto.

3. Il posizionamento del prodotto
A questo punto è possibile visualizzare il prodotto in questione nel suo mercato di riferimento, in una tipica matrice di posizionamento, i cui assi rappresenteranno le due dimensioni maggiormente rilevanti per il prodotto (es. prezzo e qualità).

Una sintesi del genere ci permette di comprendere immediatamente in quale spazio di mercato è inserito il prodotto e quali sono i vicini più insidiosi.
Se il nostro prodotto è superiore agli altri è verosimile pensare che lo stesso possa essere valutato in maniera maggiore dai clienti, in caso contrario bisognerà ridurre il prezzo tanto quanto sono inferiori le caratteristiche del prodotto rispetto a quelle dei competitor.
Altri fattori che influenzano il pricing
Oltre alle classiche strategie per pervenire ad un pricing finale, esistono ulteriori tattiche da mettere in campo per rendere la propria offerta più attraente.
Tra i fattori che ci fanno propendere per un prodotto piuttosto che per un altro spesso troviamo le offerte e gli sconti. Per un periodo limitato di tempo il prodotto può essere offerto a condizioni più vantaggiose.
Il bundling è un altro interessante strumento per attrarre il consumatore e consiste nel creare “pacchetti” composti da due o più prodotti, di solito affini tra di loro, ad un valore inferiore alla somma dei singoli prezzi. (es. smartphone + cover + auricolare bluetooth).
Infine ci sono tecniche di pricing ibride, tipiche dei prodotti software, come ad esempio il modello freemium, in cui le caratteristiche di base del prodotto sono gratuite e quelle avanzate sono a pagamento, ma qui ci inoltriamo nel campo dei modelli di business.
Aspetti psicologici del pricing
Per chiudere in bellezza va ricordato che il cliente, come tutti gli esseri umani, è soggetto a meccanismi psicologici che ne influenzano il comportamento e il giudizio sul prodotto.
Prezzi quali 9.99€ o 0.99€ sono mirati a trasmettere un’idea di affare del quale conviene approfittare, mentre prezzi tondi quali 75,00€ o 200,00€ puntano più a trasmettere l’elevato valore qualitativo del prodotto e non ci tengono ad apparire come alternative da discount.

Una volta acquisiti questi meccanismi, diventa più facile determinare un prezzo adeguato per i propri prodotti e, al contrario, stando dalla parte del cliente, quando facciamo un acquisto, può essere divertente fare reverse engineering per capire cosa ha spinto il venditore a scegliere quel prezzo. 🙂
BE-Wizard! The Web Marketing Plus, il 16 e 17 Marzo a Rimini [EVENTO]
/in /da Massimo Sommella![BE-Wizard! The Web Marketing Plus, il 16 e 17 Marzo a Rimini [EVENTO]](http://www.ninjamarketing.it/wp-content/uploads/2012/03/be_wizard-620x410.jpg)
Oggi vi presentiamo un evento davvero imperdibile per gli appassionati di web marketing: BE-Wizard! The Web Marketing Plus, il prossimo 16 e 17 Marzo al Nuovo Palazzo dei Congressi di Rimini.
Arrivato alla sua quarta edizione l’evento raccoglie alcuni tra i migliori professionisti di marketing online al mondo. Quest’anno saliranno sul palco come relatori Jeff Bullas, blogger australiano esperto di Social Media Marketing, il giornalista inglese Guy Clapperton e gli esperti di SEO Hannah Smith e David Sottimano (SEO consultant di Distilled).
Principale novità dell’edizione 2012 un programma differenziato di conference per la seconda giornata (17 Marzo) che prevede 3 sessioni d’approfondimento distinte:
1. TURISMO
2. BUSINESS
3. WEB AGENCY/TECNICI
Le prime due sessioni sono adatte sia ad un pubblico esperto che desidera approfondire le tematiche in programma, sia ad un pubblico meno preparato e molto curioso. La terza, definita anche “advanced”, è dedicata esclusivamente ai tecnici del settore (web agency e professionisti del web marketing).
Programma:
Vediamo insieme alcuni appuntamenti imperdibili della due giorni sul marketing online al Nuovo Palazzo dei Congressi di Rimini.

Jeff Bullas – Social Media Marketing Expert – ci parlerà di:
– “I 10 elementi chiave per una strategia Social Media Marketing di successo.”
– “Mantenere ed accrescere la propria Reputazione Online.”
– “Contenuto: Il fondamento del Social Media Marketing”
– “Ultime Tendenze Social Media – Come influiranno sulla sfera commerciale nel prossimo futuro”

Guy Clapperton – Giornalista specializzato in social media e business – parlerà di:
– “Business Beyond Social”
– “La provenienza delle principali entrate economiche”
Hannah Smith & David Sottimano – entrambi SEO Consultant at Distilled – ci parleranno di:
– “Come misurare il successo delle strategie social” H. Smith
– “Lezioni di Link Bait” H. Smith
– “Online Reputation Management nell’era post Panda” D. Sottimano
– “Mobile e-Commerce: aspetti SEO” D. Sottimano

Si parlerà poi di “Come costruire un progetto per un e-commerce di successo” con Giovanni Cappellotto, di “Web Analytics a 360°” con Paolo Zanzottera di ShinyStat e Marco Cilia, di Adwords con Francesco Tinti, di “SEO-Social e della Search, plus Your World” di Google con Giorgio Taverniti e ancora di Link Bait, Facebook Open Graph, Gambling online, Data Retention.
Come partecipare

C’è ancora tempo per iscriversi al BE-Wizard! 2012 basta scegliere uno dei pacchetti disponibili – Single, Double o Full Session – che permettono rispettivamente di partecipare ad una sola delle due giornate, ad entrambe o ad avere accesso libero a tutte e tre le sale (e quindi a tutte e tre le sessioni) della giornata d’approfondimento.
Il modulo d’iscrizione lo trovate qui mentre il programma completo dell’evento potete scaricarlo a questo link.
Potete inoltre seguire il countdown all’evento sui principali social network:
Facebook – Twitter – Foursquare – LinkedIn – Google+
Nell'opera mostrata in queste foto tanti anelli singoli, molti dei quali appositamente non completi e anzi imperfetti, danno vita ad un volto immaginario.
'>I ritratti all'aroma di caffè di Hong Yi
/in /da Luniku
Quando l’arte privilegia la creatività nasce sempre qualcosa di incredibilmente originale. Lei è Hong Yi, in arte Red.
Nata in Malaysia, cresciuta in Australia, vive attualmente a Shanghai. É un’artista, ma a differenza di molti altri artisti il suo pennello è una tazzina di caffè, o del sale, o delle camicie, o delle pietre.
Nell’opera mostrata in queste foto si serve di una tazzina di caffè; tanti anelli singoli, molti dei quali appositamente non completi e anzi imperfetti, danno vita ad un nuovo volto. Il soggetto non è altro che la sua interpretazione del personaggio della canzone che fa da sottofondo al video: Secret, del cantante Jay Chou.



Non è certo la prima volta che Hong Yi usa materiali ‘alternativi’ per la creazione delle sue opere: aveva già fatto parlare di sè qualche tempo fa sul web con un video in cui realizzava un volto su tela servendosi di una palla da basket.
Make it your Race, il talent show di Abarth
/in /da Kensaku
“Make it your race” è il primo talent show per aspiranti piloti dai 18 ai 40 anni, realizzato in collaborazione con Abarth, celebre marchio da corsa torinese che fa parte del gruppo Fiat. Saranno selezionati 105 corridori non professionisti, privi di licenza, che vivranno un’esperienza unica, quella di prendere parte alla Abarth Driving Academy.
Obiettivo finale: partecipare ad una gara del Trofeo Abart 500.
In genere il pilota più forte è quello più veloce, in questo talent invece il più forte sarà il migliore, quello che con la propria astuzia e bravura supererà prove, distrazioni e sfide continue. L’iniziativa sposa a pieno la filosofia che dal 1949 caratterizza il brand del celebre Scorpione e del suo fondatore Karl Abarth, cioè quello della democratizzazione delle corse.
Il progetto è internazionale e in Europa sono coinvolti sfidanti da 6 paesi differenti, Italia, Germania, UK, Francia, Svizzera e Belgio, per ora sono state raccolte oltre 10.000 pre-iscrizioni, dati che anticipano il successo della manifestazione che già negli anni scorsi ha raccolto numeri eccezionali. Il segreto del successo è il vero obiettivo della manifestazione, cioè quello di far vivere un sogno, un’emozione, un brivido che solo i piloti veri possono testare sulla propria pelle.
Si parte in 105 aspiranti vincitori, verrano effettuate delle scremature fino a raggiungere il numero di 24 piloti divisi in 6 squadre che rappresentano le diverse nazionalità, un coach li aiuterà e li guiderà nel loro sogno.
I finalisti saranno 6, scenderanno in pista tra i professionisti sul circuito di Franciacorta il 24 giugno 2012, avranno un addestramento professionale, molto tecnico e soprattutto pratico, si alleneranno a guidare la 500 Abarth “assetto corse”, ed il migliore – cioè quello che otterrà il miglior piazzamento – avrà la possibilità di guidare nuovamente in una gara ufficiale.
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