La vicenda aveva già prodotto numerose e rumorose reazioni all’atto dell’adozione del decreto ‘milleproroghe’ – decreto legge n. 225 del 29 dicembre 2010, la cui prima versione già lo prevedeva.
Risultato: frettolosamente eliminato.
Ieri, 14 febbraio, tutti, innamorati e non, ricevono la (s)gradita sopresa: il tanto paventato aumento del biglietto d’ingresso al cinema, scomparso dalla prima versione del decreto, misteriosamente è riapparso, e confermato, all’interno del decreto.
A partire dal 1 luglio 2011.
E’ stato definitivamente approvato, infatti, l’emendamento inserito nel decreto Milleproroghe, che prevede, fino al 31 dicembre 2013, l’aumento di un euro del prezzo del biglietto per finanziare i benefici fiscali a sostegno della produzione cinematografica girata in Italia.
Tradotto per i non addetti ai lavori, si tratta di due strumenti molto importanti che si chiamano tax credit e tax shelter.
Vediamo di cosa si tratta.
Il tax credit – il credito d’imposta, interno o esterno – e il tax shelter – la detassazione degli utili d’impresa – sono previsti dai commi da 325 a 341 della L. 244/2007 – Finanziaria 2008 – quali strumenti che utilizzano l’incentivo fiscale per stimolare l’economia. Il tax shelter, in particolare, sfrutta la funzione incentivante derivante dalla riduzione del reddito imponibile per i pagamenti dovuti all’Erario. Un meccanismo totalmente nuovo per l’Italia, ma di grande respiro per l’intero settore in molti altri paesi, dove è ampiamente utilizzato già da diversi anni.
Secondo i calcoli effettuati dal Governo, la misura dovrebbe consentire un’entrata complessiva di 225 milioni di euro (45 milioni nel 2011; 90 nel 2012 e 90 nel 2013).
A parte le ovvie polemiche che la reintroduzione della misura porterà inevitabilmente con sè, mi chiedo, da semplice spettatrice ed appassionata, se abbia senso finanziare misure incentivanti a totale carico del pubblico delle sale. Il finanziamento, così come è stato pensato, grava esclusivamente sul pubblico delle sale (e di conseguenza sulle sale stesse e relativi gestori), e non sulle altre modalità di fruizione dell’opera audivisiva (le pay-tv, per esempio).
Finanziare il cinema è giusto, probabilmente (ci sono opposte scuole di pensiero in merito): ma mi chiedo, sempre da spettatrice, se questo non sia uno strumento che non possa produrre, a contrario, una diminuzione del pubblico pagante in sala, con una sorta di ‘effetto boomerang’.
O, ancora, aumentare la cosiddetta ‘pirateria’ cinematografica, dato che il pubblico sembra continuare a chiedere, tra l’altro, esattamente l’opposto di quanto il decreto sembra fare: la riduzione dei prezzi dell’intera filiera.
A partire dal prezzo del biglietto d’ingresso al cinema, ovviamente.
La strada per salvare il cinema è davvero questa?
00Wiki Kinetic-KindredWiki Kinetic-Kindred2011-02-15 13:00:062011-02-15 13:00:06Al cinema con un euro (in più!) [DIRITTI DIGITALI]
State pensando di farvi (o di fare) un bel regalino “targato” Apple?? Siete indecisi se comprare o meno un prodotto perché non sapete se ne uscirà un nuovo modello a breve?
Su segnalazione della nostra Yukiko ecco che arriva la risposta: la guida italiana agli acquisti Apple “Mela Compro”. Questa guida è tenuta in costante aggiornamento sul blog Mela Rovesciata da Mario.
Eccovi qualche suggerimento: Ciclo di aggiornamento medio: 218 giorni Data dell’ultimo aggiornamento: 24 giugno 2010 Consiglio sull’acquisto: il nuovo modello dovrebbe arrivare in estate, consigliamo quindi di comprare un iPhone solo se necessario.
Ciclo di aggiornamento medio: annuale (previsione) Data dell’ultimo aggiornamento: 27 gennaio 2010 Consiglio sull’acquisto: l’iPad non ha ancora un ciclo di aggiornamento conosciuto, in quanto non è mai stato aggiornato. Si presume con buona probabilità che i nuovi modelli usciranno con cadenza annuale, quindi l’acquisto è fortemente sconsigliato in quanto è atteso un imminente aggiornamento.
Ciclo di aggiornamento medio: 273 giorni Data dell’ultimo aggiornamento: 1 settembre 2010 Consiglio sull’acquisto: la data di aggiornamento prevista per il prodotto è abbastanza lontana, quindi l’acquisto di un iPod Touch è senza dubbio consigliato.
Ciclo di aggiornamento medio: 336 giorni Data dell’ultimo aggiornamento: 20 ottobre 2010 Consiglio sull’acquisto: la data di aggiornamento prevista per il prodotto è abbastanza lontana, quindi l’acquisto di un MacBook Air è senza dubbio consigliato.
Questi sono solo 4 spunti della guida. Vi consiglio di continuare a leggere sul blog la lista dei prodotti, così da regolarvi per l’acquisto e per avere utili informazioni sul mondo Apple (sempre aggiornate e chiare)!
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00SimosokeSimosoke2011-02-15 11:00:182011-02-15 11:00:18Una guida agli acquisti Apple? Mela Compro!
Archiviato San Valentino col suo carico di fiori, cuori, cioccolatini… e amarezza per chi non ha potuto condividerlo con una dolce metà, ecco San Faustino, che anche quest’anno promette di riunire centinaia e centinaia di non accoppiati desiderosi di festeggiare il loro “Santo patrono” alla ricerca di un semplice flirt o del grande amore.
Se mai come quest’anno il periodo di San Valentino si è rivelato prolifico per la nascita di apps dedicate agli innamorati, anche i single “armati” di iDevice (sia iPhonisti che Androidiani) hanno il loro gran daffare nella scelta dell’app migliore per onorare il proprio status.
Le dating-apps messe a disposizione dai siti di incontri più famosi, permettono a gay ed etero di ogni età di avere la propria chance e incontrare l’anima gemella nella propria città o in tutto il mondo, rigorosamente on the go. Basta inserire nome, età, caratteristiche fisiche, interessi e (fondamentale) preferenze sessuali… e il gioco è fatto: in pochi passi sarete inseriti nel database e potrete sbirciare il profilo di chi potrebbe essere la vostra metà della mela.
Kimeet: lo speed date approda su apple mobile e tablet.
La novità in fatto di incontri on-line è senz’altro Kimeet, scaricabile gratuitamente dall’Apple Store, riproduce on-line e via chat il meccanismo dello speed-date, come quelli organizzati in numerose città italiane proprio in occasione del 15 febbraio. Gli utenti possono interfacciarsi singolarmente con gli altri iscritti o partecipare agli eventi organizzati ad hoc dallo staff Kimeet.
Come ti localizzo l’amore:Kissmaps, Parship e Parship, Singles around me. Queste tre apps (quattro con la variante gay di Parship) mettono in comunicazione single di tutto il mondo, mantenendo le caratteristiche del dating più tradizionale e consentono, tra le altre cose, la geolocalizzazione degli iscritti, per facilitarne gli incontri.
Grindr: date-radar for gay boys only. Sulla stessa linea Grindr, app riservata ai gay (rigorosamente maschi) che desiderano localizzare il futuro valentino più vicino a loro…e, naturalmente, più adatto!
I risultati? A tal proposito segnaliamo una curiosa statistica:
L’irresistibile sex appeal della mela.
Ok Cupid (noto sito di dating con relativa app, nata inizialmente per Apple, in uscita per Android in primavera) nell’agosto 2010 sentenzia: sarà per la qualità della fotocamera, sarà perché la mela “tira”, i dati parlano chiaro:
isingle possessori di iPhone “acchiappano” di più (su un campione di trentenni si contano in media 10 partner sessuali per utenti iphone maschi e 12.3 per le donne, contro i 6 per gli utenti Android uomini e 6.1 per le donne). Omini verdi, approfittate di San Faustino e… datevi una mossa!
Ecco le gay apps:
Ecco tutte le straight apps:
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00kiccuzkiccuz2011-02-15 10:45:482011-02-15 10:45:48San Faustino: le Apps per vivere al meglio Festa dei Single ;)
In classe l’unione fa la forza, lo sappiamo tutti.
Anche Scuolazoo lo sa bene, e ha deciso di allargare la sua, di classe: si è infatti concluso pochi giorni fa “Ingrandiamo lo zoo”, il concorso lanciato a novembre su Facebook, dove il numero di fans della community, distribuiti su pagine ufficiali e non, ha raggiunto quota 4 milioni.
Scuolazoo ha invitato tutti i fans a suggerire agli amici l’iscrizione alla pagina ufficiale della community, mettendo in palio per i partecipanti alcuni prodotti del merchandise ufficiale, tra cui orologi bigliettino e penne laser.
Il successo è stato notevole: le cifre parlano di 100 mila fan aggiuntivi registrati.
Qual è la chiave del successo di questa iniziativa?
Scuolazoo ha dimostrato di saper sfruttare efficacemente la popolarità raggiunta sul Social Network: ogni buona campagna di marketing virale si basa sulla capacità di entrare nelle conversazioni delle persone, stimolandole in modo creativo e divertente, così che gli appassionati si rendano personalmente e spontaneamente sostenitori e promotori del brand. E alla fine, è importante ricompensarli per l’impegno e il tempo dedicato.
E quale modo migliore di premiare i giovani se non dare loro la possibilità di vincere originali gadget che li aiuteranno a destreggiarsi nella giungla di interrogazioni ed impegnativi compiti in classe?
Sfruttare l’empatia tra giovani studenti che ogni giorno affrontano gioie e dolori del mondo scolastico si è rivelato un metodo intelligente, innovativo ed efficace per fidelizzare i vecchi utenti della community e trovarne di nuovi: sono proprio l’aspetto relazionale e la condivisione diemozioni la base di ogni comportamento virale.
E del resto la condivisione è il principio cardine di una community come Scuolazoo.com, costituita da più di un milione di studenti che caricano online ogni giorno video, foto, appunti e trucchetti per passare indenni l’anno scolastico, potendo contare allo stesso tempo su tante informazioni sul mondo dell’istruzione.
Speriamo solo che le penne laser non vengano utilizzate come strumenti di caccia contro i professori!
00Elena Silvi MarchiniElena Silvi Marchini2011-02-15 10:00:252011-02-15 10:00:25Facebook Marketing: Il contest virale di Scuolazoo per aumentare il numero di fan
C’è chi è stato ammaestrato e subisce col capo chinato, chi invece consapevole della propria stupidità cerca rifugio in zone “deserte” del mondo, che si scoprono poi più affollate di piazze d’estate. Nasce Diesel Island , il luogo in cui libero coincide con stupido. E l’intelligente è tutto tranne che interessante.
Chiunque, almeno 12.000 volte nella vita, ha pensato di fuggire su un’isola deserta di Chissadovebastachesialontanodaqui, per lasciarsi alle spalle problemi e abitudini che ormai hanno un solo, unico, angosciante nome: ROUTINE!
Se essere stupidi vuol dire essere fuori dagli schemi allora qui sono in pochi a volersi limitare in una cornice con il viso inespressivo da manichino stanco. Essere liberi, lasciarsi asciugare dal vento, affrontando ogni scelta con passionalità. E’ questo lo spirito di Diesel che continua ormai da più stagioni a proporre più che uno stile un life style, sintetizzabile nell’ormai celebre slogan Be Stupid.
Questa volta l’idea non è solo concettuale, invade uno spazio virtuale di origine spirituale che pare avere più sostanza delle formalità materiali che indossiamo. Diesel sente il bisogno di conquistare un territorio vissuto in maniera ideale, fatto di pensieri, forti, che superano il capitalismo, il socialismo, il comunismo… perchè non c’è “ismo” che tenga, alla libertà d’essere.
Un concetto di vivere lo stile completamente decontestualizzato nelle scelte di media planning; per la prima volta un marchio fashion sovverte le abitudinarie regole di comunicazione ed esce dai soliti canali stereotipati: la campagna invita tutti gli utenti ad “abbandonare” la terraferma per recarsi appunto nella Diesel Island e lo fa con banner posizionati non in portali dedicati al lifestyle, ma nei principali portali dedicati ai viaggi.
Il sogno di creare una Nazione dal nulla o meglio partendo da zero con la consapevolezza degli errori passati per non soccombere a sistemi tirannici e leggi economiche opprimenti. Il desiderio di creare una convivenza basata sulle idee e non su avidi contraccambi.
Tutto questo cosa c’entra con lo stile? Vestire è essere e Diesel non vuole che vestire un’ utopia perchè in quello che fai ci metti l’anima e con Diesel metti la tua anima in un contenitore pieno già di suo.
E se qualcuno dall’altro fronte risponde Be Intelligent (Zara) allora c’è ancora qualche speranza; o non è chiaro il senso della stupida libertà d’essere o la libertà di essere semplici e di lasciarsi trasportare dalle idee è troppo complessa e quindi è meglio ritrovarsi convenzionalmente e intelligentemente, negli schemi.
00KiyoshiKiyoshi2011-02-15 09:46:012011-02-15 09:46:01DIESEL Island: in esclusiva per Ninja Marketing i banner interattivi della nuova campagna!
Rèmi Gaillard colpisce ancora: corre tra le strade con mezzi poco convenzionali, e sfugge alla sicurezza pechè fa solo finta di essere un pericolo pubblico.
Un esempio di “Viral Fake criminal” che diverte ma lascia perplessi i 3033186 visitatori di soli 3 giorni!
00Guglielmo RubertiGuglielmo Ruberti2011-02-15 09:17:362011-02-15 09:17:36Mario Kart is back - della serie a volte ritornano! [VIRAL VIDEO]
Chissà quanti di voi si saranno dimenticati di fare gli auguri di San Valentino alla propria amata…
Parlo soprattutto a voi maschietti perchè l’inverso mi viene difficile da pensare…Smentitemi se sbaglio! 😀
Qui di seguito ho raccolto 5 idee last minute per San Valentino!
Perchè tu mi piaci e Quello che mi piace
Ricordate Perchè tu mi piaci? Perchè tu mi piaci è il video realizzato da tre giovani creativi milanesi, che ha conquisto il cuore di 3 milioni di persone e divenuto celebre perchè alla ricerca di uno sponsor. Sappiate che proprio per San Valentino, il video è stato adottato da Poste Italiane, che ha affidato la campagna all’agenzia Cric di Davide Mardegan, Niccolò Dal Corso e Clemente De Muro una campagna di comunicazione su internet in vista di San Valentino.
Quello che mi piace è infatti la risposta di Poldina alla dichiarazione d’amore del bambino che poi diventerà il suo sposo. Secondo Clemente De Muro “la novità è che gli utenti potranno personalizzare la videolettera, inserendo il nome dell’amato o dell’amata, per poi condividerla su Facebook o mandarla via mail, magari proprio in occasione di San Valentino”.
…Se lo scrivi dura!
Dedica un cuore
Anche Coin attraverso Facebook ci propone un’idea originale per i soliti ritardatari! 😀 Accedendo all’applicazione Facebook “Dedica un cuore“, possiamo scegliere una foto dai nostri album, su cui inserire una cornice a forma di cuore..dando così un tocco di romanticismo ai nostri scatti e condividere direttamente su Facebook la nostra creazione.
Angry Birds e le cartoline per San Valentino
Il celebre brand dell’app per iphone Angry Birds si veste di rosa per San Valentino, e anche questa volta fa le cose in grande! Oltre infatti all’edizione speciale dell’applicazione dedicata a San Valentino, Angry Birds diventa un’applicazione Facebook che permette agli innamorati di scambiarsi delle e-card (cartoline virtuali) a tema Angry Birds (con uccelli e maialini vestiti in rosa per l’occasione)!
Dichiarazioni d’amore
Ma qual’è il brand che più di tutti è sempre stato il re di San Valentino? Ovviamente Baci Perugina: A San Valentino, dillo con Bacio! Utilizzando l’applicazione “Dichiarazioni d’amore” è possibile scrivere e inviare il vostro messaggio e condividerlo su Facebook. Tra l’altro i migliori, scelti da Baci Perugina tra i venti più votati dagli utenti, verranno dedicati in radio proprio oggi! Beh si forse per partecipare a questa seconda iniziativa, siete comunque in ritardo…
I social media semplificano la vita!
Il video che segue è realizzato da Erik Qualman (di cui vi ho parlato diverse volte in passato, ad esempio QUI e QUI) e mostra in pochi secondi il rapporto tra i social media e San Valentino, presentandoci quindi l’ultima delle nostre 5 idee last minute per San Valentino.
Se non volete fare la fine dei due protagonisti del video, ricordatevi di usarli con moderazione!
😀
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00SilviaSilvia2011-02-14 19:21:362011-02-14 19:21:36San Valentino con i Social Media: 5 idee last minute
Come ogni corso Academy che si rispetti, ecco arrivato uno dei momenti più attesi, di quelli che fanno alzare lo share, di quelli che lasciano col fiato sospeso: la proclamazione del vincitore del Ninja Candy!
Il 18 e 19 febbraio, infatti, Ninja Academy riaprirà le porte milanesi per dare luogo al corso di specializzazione in Tribal Marketing & Trend Research, che vedrà – e non ci stancheremo mai di ripeterlo, la preziosa partecipazione di Bernard Cova, guru e inventore del marketing tribale, oltre ad insight commerciali, ricerche qualitative e le ultime in fatto di tendenze in chiave 2.0.
Un paio di settimane fa, vi abbiamo lasciato carta bianca e giusto un paio di dritte da seguire per provare a vincere la “caramellina” che dà diritto ad un ingresso omaggio per entrambe le giornate del corso.
Lo sapete, vero, che non è facile scegliere uno e un solo vincitore?
Però, anche questa volta, la giuria, dopo estenuanti sedute di gruppo, ce l’ha fatta: siamo finalmente giunti ad una decisione unanime.
Con tanta, tantissima fantasia immaginatevi:
– un premio (stile Grammy) a forma di caramella
– il team Ninja in abito da sera salire su un palco gigantesco
– le luci che si abbassano
– il rullo dei tamburi
– il presentatore che, schiarendosi la voce, si avvicina al microfono e annuncia:
“And the winner is…..”
(attimi-di-panico-oddio-e-ora-chi-chiameranno-ansia-a-livelli-stratosferici-dai-che-ci-siamo)
I nostri più grandi complimenti a Marianna che sarà dei nostri i prossimi venerdì 18 e sabato 19 febbraio!
Naturalmente, grandi idee anche da parte degli altri partecipanti al Candy ma, ahinoi, è sempre impresa ardua fare una scrematura e scegliere il più meritevole. Don’t worry, sarà per la prossima.
Reminder per tutti: c’è comunque ancora disponibilità di posti per il corso! QUI trovate info e iscrizioni.
Ricordate che le Ninja girls Ila & Franzina sono sempre pronte a risolvere ogni vostro dubbio a riguardo. Potete scriverci a ilaria [@] ninjamarketing.it o francesca [@] ninjamarketing.it o telefonare allo 02 899 26 128.
Cambio d’abito finale: dal vestito dei Grammy si passa alla gonnellina tribale.
E mentre danziamo attorno al fuoco, vi “ululiamo”: Cari Ninja, vi aspettiamo!!
00Ilaria MangiardiIlaria Mangiardi2011-02-14 16:47:452011-02-14 16:47:45Ninja Candy: scopri chi si aggiudica l’ingresso omaggio al corso in Tribal Marketing & Trend Research! #ninjacademy
Oggi abbiamo con noi Riccardo Chiariglione, fondatore di Wim.Tv, una startup torinese che ci parlerà del loro progetto e di come questa piattaforma si propone di rivoluzionare la gestione dei diritti di chi produce e pubblica video on-line. Vediamo subito di cosa si tratta.
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Oggi abbiamo con noi Riccardo Chiariglione, fondatore di Wim.Tv, una startup torinese che ci parlerà del loro progetto e di come questa piattaforma si propone di rivoluzionare la gestione dei diritti di chi produce e pubblica video on-line. Vediamo subito di cosa si tratta.
Cosa differenzia Wim Tv dalle altre piattaforme di video sharing
(A quanto pare vi presentate come l’anti youtube.. puoi spiegarmi cosa vuol dire? e quindi cos’è wim.tv? E chi fa parte del team?)
Anti You-Tube è una parola grande, nel senso che youtube è un colosso, serve milioni di utenti e ha milioni di video. Ciò che abbiamo pensato noi è che una parte di questi utenti potrebbe volere qualcosa in più di caricare i propri video, guardare quelli degli altri e divertirsi. Se poi c’è qualcuno che ci guadagna, molto facilmente sarà il gestore del sito e non chi ha fornito i contenuti con i quali questi guadagni vengono generati.
Noi invece vogliamo creare un mercato in cui chi crea un video ad esempio può metterlo a disposizione degli altri a certe condizioni, magari anche condizioni economiche. In questo modo chiunque, in maniera partecipativa, potrà costruire e dare valore ai video che vengono creati dalle stesse persone che li fruiscono. In questo senso pensiamo di offrire qualcosa di diverso.
(Parlami un po’ del team, chi ne fa parte e come è composto?)
Oltre a me c’è Leonardo Chiariglione, che è anche il presidente di MPEG, e noi siamo quelli che abbiamo ideato il progetto. Insieme a noi ci sono sei tecnici, un paio di persone che lavorano sul marketing e un commerciale che ora inizia ad essere davvero indispensabile.
I punti di forza di Wim Tv: standard tecnologici e licenze flessibili
(Uno dei punti forti del vostro progetto sono sicuramente le tecnologie che utilizzate e l’utilizzo delle licenze associate ai video. Puoi dirmi due parole sull’argomento?)
In effetti questi sono sicuramente gli ingredienti fondamentali di Wim.Tv. Le tecnologie basate su standard sono basilari perché in questo modo non ci leghiamo a nessun fornitore di tecnologie proprietarie, il quale potrebbe ad un certo punto cambiare le carte in tavola.
In secondo luogo, le licenze sono veramente l’abilitante del nostro progetto. Le licenze Creative Commons, che supportiamo, sono sicuramente ottime per certi scopi e certi obiettivi, ma solo quando tu puoi dire “questo è il mio video, prendilo, usalo e fanne quello che vuoi, ma a queste condizioni”.
Prendiamo ad esempio il caso di una web-tv che vuole utilizzare i miei video e vuole associarci della pubblicità, di modo da guadagnarci qualcosa e riconoscermi più facilmente quello che gli chiedo. Ok può farlo, però magari non tutte le pubblicità sono associabili. Se per esempio ho realizzato un video per bambini, probabilmente non vorrò che una pubblicità di una bevanda alcolica sia associabile al mio video.
Su Youtube per esempio non hai questa flessibilità perché il sistema con cui interagisci è una macchina. Su Wim.Tv il sistema è composto da altre persone che svolgono ruoli diversi e con cui si condivide il guadagno che si ottiene secondo quanto è stato definito nella licenza associata a quel video.
(La vostra startup è ospitata all’interno dell’incubatore del Politecnico di Torino. Quali opportunità vi ha dato?)
L’incubatore, al di là di essere bello perché ci sono un sacco di altri giovani con idee interessanti, ha come vantaggio principale quello di metterti in contatto con molte opportunità.
E’ un posto in cui passa veramente un sacco di gente che ha diverse necessità o idee e con cui spesso e volentieri si riescono a trovare delle sinergie, delle convergenze e con cui si possono portare avanti dei progetti.
Ad esempio la settimana scorsa Massimiliano, il nostro tutor (ogni startup ne ha uno personale) è arrivato con dei ragazzi di un’associazione di Torino che hanno organizzato negli ultimi due anni l’animazione della festa di San Giovanni. Una festa in cui 70.000 persone hanno assistito a concerti e altri spettacoli organizzati interamente da loro, dei ragazzi in gamba insomma.
Quest’associazione ha bisogno di una serie di video user generated da proiettare durante i concerti per rendere i propri eventi ancora più multimediali. E noi di Wim.Tv ne stiamo raccogliendo diversi che potrebbero essere utilizzati a questo scopo.
Come loro, ci son un sacco di altre cose che succedono nell’incubatore e tutto ciò, se non fossimo lì, sarebbe più difficile.
(Mi sembra di capire quindi che sia un’esperienza che consigliate anche ad altre startup)
Purtroppo non è facilissimo entrare. Abbiamo dovuto lavorare veramente un sacco per raggiungere quest’obiettivo, per esempio per definire il nostro business plan. Vieni proprio valutato per le prospettive che dimostri di avere, ma allo stesso tempo i posti sono davvero pochi.
Le strategie di marketing di Wim Tv
(Parliamo un po’ di marketing e di quali strategie state attuando per arrivare ai vostri utenti finali, sia gli inserzionisti sia coloro che pubblicano i video?)
Innanzitutto siamo partiti da veramente poco tempo e in modo ufficiale da pochissimo. Sostanzialmente adesso ci stiamo più che altro occupando di raccogliere quanti più video e utenti possibili. Solo dopo aver fatto ciò si potrà stimolare l’interesse degli inserzionisti pubblicitari.
Questa prima attività di raccolta di video e utenti viene svolta attraverso una strategia di “direct mail” rivolta a creatori di video più o meno conosciuti. Inoltre abbiamo molti contatti faccia a faccia con associazioni di produttori, con le quali potremmo trovare delle sinergie a livello più macro. Per concludere utilizziamo molto i social media, in particolare LinkedIn, che ci fornisce degli ottimi strumenti, ma anche Facebook attraverso la nostra Fan Page, Twitter e il nostro blog.
Una cosa interessante, per esempio, è che abbiamo coinvolto da un po’ di tempo un partner giapponese che ha un suo canale di distribuzione di contenuti multimediali.
I giapponesi sono molto curiosi di “cose” italiane e per questo motivo con loro abbiamo messo su un centro di raccolta video su Wim.Tv rivolto per esempio ad aziende che hanno idee innovative e che vogliono farsi conoscere in estremo oriente.
L’azienda può caricare i propri video dal nostro “sindacatore” interno gestito dal partner giapponese, il quale a sua volta selezionerà i video di maggiore interesse e li proietterà sui propri canali di distribuzione. Questa è sicuramente una bella opportunità e stiamo già raccogliendo molti video interessanti.
(Quale è stato in assoluto il momento più difficile che avete affrontato fin adesso e quale il più bello?)
Le cose più o meno coincidono. Un giorno un giovane film maker che ha realizzato un film vero e proprio di quasi un’ora e mezza (veramente bellissimo) non riusciva a caricarlo sulla nostra piattaforma per dei problemi tecnici che non riuscivamo a risolvere. Per noi la situazione era davvero frustrante. Lui ci teneva molto ad essere presente su Wim.Tv perché gli piaceva l’idea che stava dietro al progetto e noi non riuscivamo a riprodurre l’errore che lui aveva, sui nostri computer.
Riuscire a risolvere questa situazione è stata davvero una grande soddisfazione e questo forse è stato il momento più bello. Bè poi oggi siamo molto contenti perché abbiamo un sacco di idee e siamo sempre più vicini a realizzarle, è un bel sogno insomma.
(Qual è lo stato attuale del vostro progetto e quali sono i piani per il futuro?)
Come ti dicevo un po’ prima (concedimi la metafora) adesso siamo come un negozio con gli scaffali semi vuoti e quindi poco interessante. Se si tratta di una piattaforma in cui la gente guarda i video, ci devono necessariamente essere tanti video. Quello che stiamo facendo ora è proprio contattare quanta più gente possibile che sia interessata al progetto, che carichi i propri video e alimenti il mercato, di modo che questo si possa effettivamente creare.
Dopodichè inizieremo a rivolgerci agli inserzionisti che a quel punto garantiranno una remunerazione a chi crea i contenuti e grazie ai quali potremmo trasformare quella che oggi è una promessa in qualcosa di concreto. Non è giusto che paghino gli utenti finali, è molto meglio se paghi la pubblicità.
(E per quanto riguarda i finanziamenti? Avete intenzione di rivolgervi a degli investitori?)
Diciamo che sì, sarebbe una gran bella cosa, mi spaventa da una parte, ma ovviamente sì dovremmo farlo. C’è bisogno di andare avanti in fretta ad un certo punto, noi avremmo voglia di farlo e di fare molte più cose di quelle che facciamo. Se avessimo questa possibilità saremmo ovviamente molto contenti e un po’ ci stiamo già muovendo su questa strada, ma son cose lunghe, quindi ci sarà un po’ da aspettare.
00SputnikSputnik2011-02-14 16:00:332011-02-14 16:00:33Scopriamo Wim.Tv, l'anti-youtube di Riccardo Chiariglione [UNITED STARTUP]
Organizzare il matrimonio perfetto con Google? Oggi si può! Il tutto senza nemmeno metter mano al portafoglio, il che non guasta mai! 😉
Google infatti ha appena lanciato Google for Weddings, un sito per trovare tutto quello che gli sposini cercano per le loro nozze, diventando quindi i wedding planner perfetti del loro grande giorno!
Su Google for Weddings è possibile creare il sito web del vostro matrimonio con i template di Google Sites, modificare le foto con l’editor Picnik, organizzare gli invitati, segnare date e scadenze, condividere con amici e parenti la lista di nozze grazie a Google Docs e ovviamente anche gli album fotografici del fatidico giorno con Picasa Web Album.
Il tutto ovviamente nell’ottica di “Simplify wedding planning“! Si tratta insomma di una sorta di Weeding Planner virtuale con cui gli sposini possono organizzare in modo perfetto il fatidico giorno!
Ma non è finita qui, perchè Google ha pensato di mettere in palio per le coppie di futuri sposi che organizzeranno il matrimonio con il suo servizio un premio di 25 mila dollari e vincere la wedding planner Michelle Rago, che l’anno scorso aveva ideato dei modelli personalizzati su Google Docs per aiutare gli sposi nella gestione di inviti, budget, indirizzi, menù e fornitori.
Sembra che ancora una volta Big G abbia pensato proprio a tutto! 😉
00SilviaSilvia2011-02-14 15:00:412011-02-14 15:00:41Google Weddings, organizzare il tuo matrimonio con Google è gratis!
Our Spring Sale Has Started
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