Occhio al cuscino, ti cambia canale! [GADGET]

Quante volte avete “perso” il vostro telecomando tra divani e mobili di casa, per poi ritrovarlo dietro un cuscino? Sicuramente è una cosa che accade spesso nelle nostre case. Ma c’è la soluzione, ed è ingegnosa.

Visto che il telecomando si “nascondeva” dietro il cuscino, hanno pensato di fare il telecomando a forma di cuscino!

Con il Pillow Remote addio ricerche in giro per la casa. Ha al suo interno una memoria con oltre 500 configurazioni per dispositivi di marche diverse e funziona con due batterie tipo AAA. Potrete così gestire Tv, lettore Dvd, Hi-fi, ecc.

Prezzo di 29,95 $, circa 22 euro su Brookstone.

Trovato qui.

Vinci ingressi gratis e scontati per il corso della Ninja Academy in Personal Branding del 27 novembre


Vi siete distratti, vi siete distratti 😉

Nessuno infatti ci ha ancora chiesto come mai per quest’ultimo corso dell’Academy non sia stato ancora messo in palio il Ninja Candy.

Il motivo è semplicissimo. Questa volta la caramella non sarà più una sola ma tantissssssime! Avete capito bene. Visto che ci teniamo a voi, cari Ninjettini, e che ci sono arrivate tante richieste da parte di studenti e di liberi professionisti che non riescono a coprire le spese, abbiamo pensato di aiutarvi il più possibile per farvi partecipare a questo corso che in futuro potrà esservi utile in campo lavorativo e non solo…

Ma passiamo alla good news: questa volta i premi a disposizione saranno ben 10. Si, si… avete capito benissimo DIECI.

Al primo classificato andrà un INGRESSO GRATUITO

E per gli altri nove abbiamo previsto:

3 ingressi a 150 euro

3 ingressi a 200 euro

3 ingressi a 250 euro

Che dovrete fare? Semplicissimo!

Promuove nel migliore dei modi, e ovviamente  in stile Ninja, la vostra candidatura al corso.

Come? Non vi diamo limiti, vale qualsiasi mezzo: articoli, video, canzoni, siti web… insomma, date sfogo alla vostra creatività e al vostro personal branding 😉

Gli step da seguire sono:

postare sui vostri blog e social network la vostra idea di candidatura, inserendo ovviamente una frase che richiami il corso e questo nostro link: http://www.ninjamarketing.it/2010/11/02/il-27-novembre-2010-a-milano-levento-dellanno-sul-personal-branding-by-ninja-academy

lasciare un commento a questo post indicando l’url del blog o dei profili Facebook, Twitter e FriendFeed dove avete postato la candidatura. Per Facebook dovete anche pubblicare la candidatura sulla bacheca della fan page della Ninja Academy, perchè ai profili privati non è sempre possibile avere accesso e quindi verificare la vostra creatività  😉

ATTENZIONE: RICORDATEVI CHE PER POSTARE LA CANDIDATURA SULLA FACEBOOK FAN PAGE DELLA NINJA ACADEMY DOVE MODIFICARE L’IMPOSTAZIONE DELLA PRIVACY E RENDERLA VISIBILE A TUTTI, COME NELL’ESEMPIO QUI SOTTO:

E’ molto importante che vi ricordiate di farlo, perché altrimenti non avremo modo di verificare che avete partecipato al Ninja Candy! Ricordatevi di lasciare anche la vostra mail, in modo da poter essere contattati in caso di vittoria.

Avete tempo per partecipare al Ninja Candy fino a lunedì 22 novembre 2010! Una volta chiuso il contest la giuria di qualità di Ninja Marketing, stabilirà ad insindacabile giudizio le 10 candidature più originali, dando una classifica per determinare i premi.

Per chi di voi fosse già interessato ad iscriversi subito al corso, approfittando anche dell’early booking (prezzo scontato fino al 22 novembre 2010) qui è possibile trovare il pdf con tutti i dettagli ed anche iscriversi direttamente online!

Per ogni ulteriore informazione potete leggere attentamente il nostro post sul corso, oppure contattare Francesca Albrizio all’indirizzo francesca [@] ninjamarketing.it o chiamarla al 346 4278490

Nuova Sony PSP2, è lei o non è lei?

Circolano da pochissimo le prime foto di una presunta nuova unità di sviluppo per la console che andrà a sostituire l’attuale PSP (handheld console di Sony).

Le foto, apparse su VG24, mostrano la parte frontale e il retro del nuovo development kit. Come si vede, ci sono due analog sticks sulla parte frontale, un microfono, due fotocamere  – front and rear –  e ancora sul retro un touch-pad.

Nessun indizio circa la parte “telefonica” (pare sempre più insistente l’ipotesi – smentita spesso da Sony – di  una sorta di PSP phone).

Stando ancora a VG24, il kit immortalato nelle foto è un vecchio modello. L’attuale versione non avrebbe più l’apertura a slide.

Fake? Staremo a vedere.

PastApps! Come le marche comunicano sui device mobile? [NINJA APPS]

pastapp ipasta barillaBuitoni, De Cecco, Garofalo sono le prime aziende italiane produttrici di pasta a servirsi degli iDevices per Mobile Experience.

E Barilla ha conquistato il marchio iPasta.

Ora che la dieta mediterranea è diventata patrimonio dell’UNESCO bisogna valorizzare uno dei suoi prodotti base. Ma le nostre aziende, leader mondiali di questo mercato, sono pronte?

Come si vede il portale Buitoni da un iDeviceEcco cosa bolle in pentola:

Buitoni si sta avvicinando al mondo del mobile. Ha realizzato una WebApp, un’applicazione web e/o un adattamento grafico ad una precedente soluzione per il web. Una WebApp si adatta agli schermi dei vari dispositivi mobile in base al browser, ma, di fatto, è prodotto di una strategia di sviluppo web. Consente una fruizione diversificata del sito ufficiale, o meglio, una fruizione ridotta: attraverso la sua WebApp Buitoni non comunica informazioni della corporate perchè la WebApp Buitoni serve agli iDevice che si collegano al proprio sito web l’accesso ad un prontuario di ricerca di ricette.

E’ simile ad una pagina web e non governa le caratteristiche performanti dei vari device con i relativi sensori. Il risultato è: limitate interazioni e totale/parziale assenza delle possibilità offerte dal GeoMarketing.

Altri produttori di pasta hanno sviluppato AppNative: una applicazione ad hoc per i differenti device e/o per la stessa famiglia di dispositivi o per il sistema (operativo) che ne permette il funzionamento. Risiede sul device è può permette l’interazione sensoriale uomo-macchina con performance non convenzionali oltre a poter sfruttare a pieno e creare/fruire di prodotti/servizi con logiche LBS (Local Base Services) e di Marketing Interattivo.

Garofalo ha sviluppato una app per trovare le ricette in base agli ingredienti.

pastapp garofalo

De Cecco ha sviluppato una app con un raccoglitore per la lista della spesa con audio e video ricette, un catalogo dei prodotti e le news dell’azienda.

pastapp de cecco

Così come nel mercato reale anche nel mondo App Barilla è leader. iPasta di Barilla ha già varie versioni. Nell’ultima versione offre il prontuario della cottura, il cerchietto dosaspaghetti, gli immancabili consigli per gli acquisti delle varie tipologie di pasta e anche la possibilità di suggerire una ricetta per occasioni o per regioni.

screen shot barilla

Il consumatore di iPasta è più lifemobile.

L’azienda lifemobile sviluppa BrandApp: un prodotto che comunica, ma è anche un servizio che crea valore aggiunto con il suo utilizzo all’azienda.

Ad oggi si vedono poche BrandApp.

Prossima puntata: alla scoperta delle app prodotte dalla Grande Distribuzione Organizzata. [KAP]

Adidas porta all'estremo il Casual Friday: domani tutti a lavoro in tuta!

C’è chi pone all’origine del fenomeno Casual Friday (andare in ufficio senza cravatta e, in generale, più comodi senza aderire al dress code aziendale) Procter&Gamble ed il suo tentativo di vendere più detersivi grazie all’incremento conseguente dei lavaggi dei capi sportivi.

C’è anche chi inverte la tendenza e, sulla scorta del successo del telefilm How I Met Your Mother, propone l’International Suit Up Day per ogni 13 ottobre: l’obbligo è quello di indossare una giacca ed una cravatta qualunque cosa si faccia durante il giorno.

Adesso, Adidas lancia il National Tracksuit Day ed invita tutti su Twitter ad andare venerdì 19 novembre a lavoro indossando il classico completo sportivo a 3 strisce. Riuscirà Snoop Dogg con un semplice video (in cui solo veri intenditori del virale coglieranno la frecciatina ad una celebre e recente campagna) a convincere tutti? Staremo a vedere!

Banda larga, ma quanto? [INFOGRAFICA]

I ragazzi di Royal Pingdom, blog che parla di tecnologia, Internet e sviluppo del web, hanno pubblicato un articolo che, basandosi sui dati di Akamai, il più grande provider del mondo (controlla quasi il 20% del traffico globale), analizza l’ampiezza della banda nei vari paesi del mondo. Tutti sappiamo che i provider ci vendono delle presunte velocità, che si rivelano molto raramente corrispondenti alla realtà. Quelli che vi propongo di seguito sono invece dati effettivi.

Perchè dovrebbe interessarvi

Se siete utenti del World Wide Web, potrete confrontare la vostra connessione con quella degli altri internauti in tutto il mondo.
Se siete provider o avete un vostro sito, potete farvi un’idea di quale connessione hanno i vostri potenziali clienti, e regolarvi di conseguenza nello sviluppo dei siti stessi. Questo discorso vale ancora di più per gli sviluppatori di siti.

Le velocità medie

Un meraviglioso grafico ci mostra la classifica dei 50 paesi studiati. I numeri tra parentesi rappresentano la posizione in classifica in base al numero di utenti che hanno accesso alla rete, mentre i paesi sono ordinati per velocità media di connessione.

Non ci sorprende che la Corea del Sud sia prima in classifica, distruggendo la concorrenza con quasi 17 Mbit/s di media, così come non ci sorprende che l’Iran sia ultima.
La Cina invece, pur essendo prima al mondo per numero di utenti, è davanti a soli 8 paesi con un misero 0.86 Mbit/s.
Al secondo posto c’è la piccola Hong Kong (che pur essendo annessa alla Cina viene studiata a parte), anche se la sua velocità media è pari alla metà di quella della Korea del Sud.
La nostra Italia è al 22° posto con 3.0 Mbit/s di media, davanti a Spagna, Australia e molte nazioni del Sud America, ma dietro Romania, Repubblica Ceca, Ungheria e Taiwan.

La media mondiale

Non solo per i 50 paesi considerati prima, ma calcolata su tutti i paesi del mondo, la media è 1.8 Mbit/s, che non è male tutto sommato, ma scartando gli outlier (cioè i valori estremi) si potrebbe ottenere un po’ di meno.
Confortante è però che circa il 22% delle connessioni sono maggiori o uguali a 5 Mbit/s, e più della metà del totale supera i 2. Ecco la distribuzione totale:

La distribuzione paese per paese

La distribuzione del totale non era sufficiente a farsi un’idea chiara, quindi ecco il grafico più interessante, che analizza la distribuzione della banda nei vari paesi presi uno per volta:

Nella grande maggioranza dei paesi analizzati, le connessioni lentissime (sotto i 256 Kbit/s) sono state completamente eliminate o quasi, sebbene nei paesi in via di sviluppo interpretino ancora un ruolo da padrone. Ancora una volta impressionanti Korea del Sud e Giappone con più della metà delle connessioni sopra i 5 Mbit/s, seguite dall’Olanda e a sorpresa dalla Romania in quanto a maggioranza di connessioni velocissime.

Confesso che mi aspettavo di peggio, ma qui il nostro caro Belpaese non esce malissimo, visto che malgrado le pochissime superveloci abbiamo circa il 70% di connessioni medie, mentre le lente e lentissime vanno via via estinguendosi, e la situazione potrebbe ancora migliorare: si dice che ad un aumento del 10%  delle connessioni a banda larga corrisponderebbe un aumento del PIL superiore ad un punto percentuale. Ci decidiamo ad investire un po’? E poi ci sarebbero ancora le frequenze della vecchia TV analogica…

Bad Design Sucks: un manifesto culturale per rivoluzionare la percezione del Design

Bad design sucks è un manifesto culturale creato dal team dell’agenzia Blossom Communications http://www.blossoming.it/index.php di Milano, che ha l’obiettivo di cambiare il modo in cui il design è percepito, per “cambiarlo con cuore, passione, attitudine e intelligenza”.

Il video descrive la realizzazione di Bad design sucks, un report rivoluzionario (da bookmarkare) con di 32 pagine di contenuti, approfondimenti e consigli sul Design (e su come andare d’accordo con i Graphic Designer 😉 ) scaricabile qui.

Seat Pagine Gialle lancia PG Expò e PGShop, l'e-commerce facile per le imprese.

Da un pò di anni Seat Pagine Gialle non offre più solo un servizio di directory riservato alle aziende, ma ha ampliato la sua offerta diventando una vera e propria media agency e costruendo in un solo anno oltre 100mila siti per le PMI.

Continuando sulla strada intrapresa Pagine Gialle ha lanciato due nuovi servizi che aiutano le imprese ad entrare nel mondo dell’e-commerce. PG Shop e PG Expò, sono i due nuovi servizi della famiglia PG Commerce, nati appositamente per supportare le PMI italiane nella creazione, sviluppo e gestione di un proprio sito di e-commerce ed info-commerce, consolidando e ampliando il suo ruolo di partner per il marketing delle imprese.

I Prodotti

PgExpò è un servizio pensato per coloro che desiderano rendere visibili sul web i propri prodotti. Ciascun utente potrà progettare il catalogo prodotti della propria azienda, scegliendo, con i consigli di un team di specialisti, tra i tanti template e colori a disposizione. La personalizzazione del sito potrà essere ulteriormente perfezionata attraverso numerosi widget, moduli che, oltre ad arricchire il sito di informazioni e funzionalità, potranno essere posizionati in aree differenti modificando cosi, l’aspetto delle pagine. Il servizio PG Expò si rivolge alle aziende business-to-business (B2B) e rende accessibile agli utenti il catalogo prodotti, seppur continuando a gestire il processo di vendita attraverso i consueti canali offline.

PgShop, invece, permette di creare, sempre attraverso l’assistenza di un team di specialisti, uno shop online personalizzato in cui mostrare e vendere i propri prodotti. Anche in questo caso è possibile personalizzare la propria vetrina scegliendo tra i diversi template e colori, e modificare il proprio sito attraverso numerosi widget e moduli da inserire. Il servizio PG Shop, è indirizzato alle aziende consumer (B2C), e offre la possibilità di gestire l’e-commerce in tutte le sue fasi e si pone l’obiettivo di incrementare visibilità e ricercabilità online dei prodotti. Il servizio permette di aggiornare e modificare il catalogo prodotti online e di gestire ordini, pagamenti e spedizioni.

I tempi in cui l’unico modo per cercare un’azienda ear sfogliare un librone giallo che ci veniva consegnato porta a porta sono lontani, oggi basta un clic per cercare un’azienda e acquistare prodotti, non solo nella propria provincia ma in tutto il Paese.

Fast, furious & unconventional: pronti ad alzare il volume con Laidelli? [TRIBAL]

E’ facile trovare esempi di branding non convenzionale nel largo consumo; spesso sembra quasi che la creatività si attagli di più a prodotti comuni che ai prodotti specifici e di nicchia, forse più titolati dei primi a prefigurarsi come ponti associativi ed evocativi nei confronti di un universo esperienziale e subculturale della marca.
Ed è per questo che oggi vi presentiamo un case history originale e davvero motivante per tutti coloro che si trovano a compiere decisioni di marketing e ad orientare strategie di branding: si tratta di Laidelli Wheels, che dal 2001 ha accumulato una solida esperienza nella commercializzazione delle ruote in lega.

L’azienda

Grazie ad una politica aziendale rivolta a soddisfare le continue trasformazioni del mercato in questi anni, Laidelli Wheels si è contraddistinta con grande forza, diventando un importante punto di riferimento sia sul territorio nazionale che su quello internazionale. E lo ha fatto con numeri da primato: il più grande magazzino d’Italia nel segmento rivenditori after market, con una capienza di 32.000 ruote e più di 900 modelli diversi di cerchi in lega, i brand più quotati con disponibilità immediata, distribuzione esclusiva dei marchi FOX, RS, MITO e molto altro ancora.

Una delle qualità che il mercato più le riconosce è la capacità di leggere con competenza e attenzione le mode e le tendenze del momento, anticipando così le richieste di consumatori in perenne evoluzione. Per questo riescono a proporre e a distribuire in tutto il mondo modelli inediti e di grande appeal, molto spesso realizzati in un concerto di sinergie che coinvolgono tutti gli attori in campo: il produttore, l’azienda ed il cliente finale.

A parlarci della sfida intrapresa da Laidelli Wheels sui versanti più non convenzionali della comunicazione c’è Mikael Imperatori Festa, un ninjAppassionato che ha deciso di tradurre ed applicare nella propria realtà aziendale gli spunti innovativi presenti su questo portale.

Ciao Mikael, spiegheresti ai nostri lettori Ninja di cosa ti occupi?

Ciao Adele, la mia posizione è di (ir)responsabile comunicazione e marketing di Laidelli Wheels srl, azienda che distribuisce cerchi in lega. Dico irresponsabile perché non ho mai particolarmente approfondito il marketing tradizionale, eticamente non mi fa impazzire. Invece trovo le sue nuove forme molto stimolanti ed interessanti, sia a livello creativo che morale.

Il mondo dei tuner, tribù elettiva di chi commercializza cerchi in lega, è una nicchia sconosciuta ai più. Farne parte cosa significa?

A differenza di quanto si pensi, la maggior parte dei tuner (chi modifica la performance della propria auto con accessori e customizzazioni varie, ndr) sono persone estremamente tranquille, vanno piano in auto  – altrimenti le distruggono, visto quanto sono basse – e sono avvicinabili. Niente a che fare con i teppisti dei film americani! L’auto elaborata è un lasciapassare per il loro mondo e vengono accolti tutti i veri appassionati: ricchi, poveri, stranieri, belli, brutti, portatori di handicap, giovani, adulti. Non c’è differenza, sono tutti accettati.

Un appassionato spende parecchio tempo e denaro nell’elaborazione del veicolo e nell’esperienza sociale ad esso connessa; sono normalmente organizzati in club di zona, di solito con una ventina massimo di membri. Hanno almeno un raduno settimanale fisso, che organizzano da soli, ma spesso ne fanno 2-3 per week-end, spostandosi anche per centinaia di km pur di partecipare. Per questo è molto comune che un tuner ne conosca altri che abitano anche dall’altra parte della Penisola, o in altre nazioni vicine. C’è una sana competizione ma soprattutto unità tra le persone coinvolte… e non è comune trovarle convivere così bene in un hobby.

Come hai iniziato ad applicare strategie di unconventional marketing in questa nicchia e quali sono stati i risultati?

Quando sono arrivato in questa azienda, ho cercato di capire quali fossero gli adottatori precoci dei nostri prodotti. Da una ricerca nel web, il nostro marchio e quelli che rivendiamo (FOX e RS) risultavano praticamente sconosciuti in Italia, a differenza, ad esempio, dell’Inghilterra, dove sono tra i brand più diffusi. Volevo perciò contattare i potenziali clienti meglio disposti a conoscere un marchio non ancora famoso nel nostro Paese.

Parlando con il titolare, i colleghi e ragionando sulle informazioni raccolte, ho identificato questi clienti estremi negli appassionati di tuning, perciò ho cominciato a cercare dove si trovassero, sia in rete che nel mondo fisico. Sono andato ai raduni che facevano in zona e ho cominciato a conoscerne alcuni, cercando con rispetto ed interesse di capire meglio il loro mondo. Anche se non ho un’auto elaborata, mi hanno sempre affascinato quelle ben realizzate, in particolare i modelli americani, quindi non mi è stato difficile decidere di approfondire questa passione.

Quella del tuning è una vera e propria società tribale, con le proprie persone di riferimento: gli organizzatori di eventi o comunque esperti la cui parola viene ascoltata e rispettata. Ho parlato con loro per capire ancora di più il loro mondo e poi li ho coinvolti negli adv, nella creazione di contenuti per blog e pagina facebook, chiedendo opinioni, tenendo aperto il dialogo in vari modi.

Ho puntato il blog su interviste a tuner sparsi per l’Italia (oltre a news e discussioni di loro interesse) e l’adv sul loro coinvolgimento in prima persona, facendo diventare testimonial un patito che già monta i nostri cerchi. I risultati, dopo pochi mesi, sono di oltre 650 fan su facebook senza alcuna inserzione (con inserzioni, siamo passati a 880 in 3 giorni) e più di 1300 visite sul sito nell’ultimo mese. Abbiamo avuto sostegno e incoraggiamento anche dalla direzione di riviste specializzate, che apprezzano ciò che ci stiamo sforzando di fare.

Cerchiamo in vari modi di avvicinarci molto a chi apprezza i nostri prodotti, dialogando e coinvolgendoli direttamente. Le risposte non mancano: la gente ha cominciato a contattarci spontaneamente per avere interviste o diventare testimonial, per avere informazioni e ci manda le foto della propria auto per vedere come stanno i nostri cerchi, in fotoritocco. Questo è un servizio esclusivo fornito ai potenziali clienti, che spingiamo sulle riviste e su Facebook e che svilupperemo in un prossimo futuro.

Sia in termini lavorativi che umani, è un’esperienza che mi sta arricchendo. Inoltre, tenuto conto che lavoro praticamente da solo e abbiamo cominciato da poco, sono incoraggiato dai risultati ottenuti finora e ne è contenta anche la direzione aziendale, per cui proseguiremo questo percorso di dialogo e di relazionalità tribale.

Sonic, SEGA e un milione di porcospini da salvare [Video Games]

L’antefatto
Nel Regno Unito, 500 mila porcospini mancano all’appello. Nell’ultimo decennio, 50mila esemplari l’anno sono diventati vittime di automobili o di uno sviluppo rurale sempre più intensivo che ne ha compromesso l’habitat.

Il punto
I porcospini ‘inglesi’ potrebbero diventare dunque una specie in via d’estinzione. Arginare il problema non è semplice: animali notturni per eccellenza, queste creature sono difficili da monitorare. La situazione resta perciò grave. A un continuo aumento del numero di macchine sulla strada, corrisponde una diminuizione delle morti dei ricci: questo può solo voler dire che la popolazione di porcospini si sta via via decimando.

Ipotesi
Fermare il traffico? Chiedere aiuto agli abitanti delle colonie rurali? Siete fuori strada – e scusate il gioco di parole!


La Soluzione (facile facile)
Ci pensa SEGA che, in occasione della promozione del nuovo Sonic The Colors, è scesa in campo a fianco del People’s Trust for Endangered Species per con una campagna ad hoc atta a sensibilizzare l’opinione pubblica.

SEGA e PTES hanno realizzato a Twichenam – area sud di Londra – un “hedgehog road crossing” (in parole povere uno speciale attraversamento per porcospini). Quattro ‘fortunati’ esemplari di ricci hanno testato per primi il ‘corridoio sicuro’ scortati da una ‘lollypop lady’ (nessuna battuta maliziosa – guardate la foto appena sotto!) posta a guardia del traffico.

Il commento di SEGA affidato ad Anna Downing (mia personale traduzione): “I porcospini sono parte intregrante dell’ecosistema inglese e potendo contare su un’ istituzione ‘vivente’ come Sonic, abbiamo pensato che il nostro eroe fosse la figura perfetta per dare risalto al problema”.

Gli ingredienti
Promozione commerciale, brand awareness, impegno ambientalista e una manciata di bit. Il vecchio Mega Drive sarebbe fiero della sua mascotte blu! Siamo sicuri che i videogiochi siano solo sparare, sparare e sparare a tutto quello che si muove?

Trovato qui
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