Dopo il successo di Cannonbells, video che ha totalizzato oltre 1 milione e 600.000 contatti, Intel ci riprova con un nuovo video chiamato BassJump, ovvero una sorta di base jumping musicale.
L’idea è la seguente: gli ingegneri della sede Intel in Romania realizzano il più grande jingle Intel del mondo, battendo il record finora detenuto dai colleghi finlandesi. Come? 5 intrepidi ingegneri si lanciano dal tetto del loro ufficio senza paracadute, atterrando su grandi materassi ad aria, collegati ad altrettante trombe che riproducono le note del motivetto aziendale che avrete sentito in tutti gli spot di PC equipaggiati con processori Intel
Di seguito la versione “extended”:
00KemestryKemestry2010-09-27 10:36:082010-09-27 10:36:08VIRAL VIDEO - Intel si dà al base jumping musicale
Molto spesso le grandi idee nascono in piccolo, tra i banchi di scuola, nelle aule delle Università, tra le pareti di un garage o in un piccolo studio e proprio per questo fanno fatica ad emergere. Sviluppare e realizzare il proprio progetto non è facile e per farlo occorrono tantissime cose. Tuttavia, grazie a PitchCloud, creato da Gabriella Infante e Luca Murante di Insight, studio salernitano di progettazione web, oggi promuovere la propria startup, ottenere feedback, sostegno economico e non è diventato davvero semplice ed immediato.
Per farlo, infatti, basta unPitch, un breve video, o una presentazione, in cui spiegare in poche parole cosa si ha voglia di fare e quali sono i punti di forza della propria idea. Un sistema che consente di comunicare al pubblico del Web e raggiungere tutti coloro che possono essere interessati come potenziali collaboratori, partner ed investitori.
PitchCloud è un’idea innovativa e rappresenta sicuramente una grande opportunità ed una “bussola” per tutti coloro che desiderano sviluppare il proprio business. Una chiacchierata con Gabriella ha permesso di conoscere in maniera più approfondita questo sistema e gli ulteriori sviluppi che sono previsti nel prossimo futuro.
Gabriella, come nasce l’idea di PitchCloud?
“Anche noi di Insight siamo startupper e sappiamo quanto è difficile far emergere un’idea. Il networking, la condivisione ed il feedback sono la linfa vitale e crediamo che proprio questi elementi possano far crescere e sviluppare il proprio progetto tramite la conversazione ed il confronto”.
Si tratta di un’idea unica nel suo genere nel panorama italiano, qual è la situazione ?
“In Italia quando si ha un’idea si tende a non condividerla con gli altri, se non con i diretti interessati, per timore di vedersela copiare. In questo modo, inoltre, l’unica possibilità per realizzarla è ricorrere all’autofinanziamento, una pratica che rischia di tagliare fuori tutti coloro che hanno buone idee, ma che non dispongono dei mezzi adatti per metterla in piedi. L’idea, quindi, è anche quella di cercare di creare il terreno per far si che sistemi come PitchCloud non rimangano delle prassi isolate”.
Perchè un “pitch”, ovvero un video, per presentare la propria startup?
“Abbiamo notato, a differenza di altre realtà, che gli italiani hanno maggiori difficoltà a “vendere” se stessi e la propria idea. La maggior parte dei siti di crowfunding, infatti, utilizzano presentazioni testuali, mentre il video costringe in un certo senso ad esporsi in prima persona ed essere convincenti per raccogliere feedback positivi e catturare l’interesse del Web”.
Cosa bisognare fare per presentare la propria idea su PitchCloud?
“Il primo passo è presentare la propria startup registrando un video da caricare su YouTube o Vimeo o una presentazione su SlideShare. Ogni idea avrà una propria pagina web che raccoglierà, oltre il “pitch”, gli aggiornamenti da Twittered i feedback degli utenti. Le idee possono essere votate e un preciso algortimo che pondera vari indicatori associa ad ogni idea un ranking che permette di individuare i progetti “hot”.
Qualche consiglio per chi vuole presentare la propria idea?
“Puntare sopratutto sugli investitori, potenziali finanziatori del progetto, sottolineando nel video aspetti come i benefici promessi ed il ritorno sull’investimento.”
Dopo PitchCloud, una piattaforma innovativa e completamente gratuita per dar vita alle startup italiane, quali sono i progetti futuri?
“PitchCloudè il primo passo di un percorso più lungo che vedrà ancora un maggiore supporto agli Startupper, ed ai vari stakeholders, che potranno contare su altri strumenti di condivisione e conversazione.”.
Recentemente a Barcellona è apparso un nuovo e simpatico negozietto: “Happy Pills“.
Il negozio sembra avere una soluzione per tutti i mali, problemi e preoccupazioni, come promettono le pillole che vende: Mal d’amore, preoccupazioni di lavoro, problemi di amicizia e addirittura disavventure sessuali.
Il sito è creativo e colorato e mostra l’aspetto del negozio anche se non lo si può visitare di persona.
Chi non ha sempre desiderato le pillole della felicità?!Peccato che in realtà siano solo caramelle, proposte però con un concept veramente creativo ed invitante!
Venerdì 17 a Brescia è stato organizzato “Schiaccia la Sfiga” un flashmob in cui le persone potevano letteralmente saltare sui “granelli sfortunati” schiacciandoli.
L’evento, organizzato dall’agenzia bresciana Creativity Sharks, costituisce un tentativo di stimolare una città solitamente non abituata a ricevere questo tipo di stimoli.
Decisamente catartico, non trovate?
Grazie a Paola Buscardo per la segnalazione!
00KemestryKemestry2010-09-24 10:28:192010-09-24 10:28:19FLASH MOB - A Brescia la sfiga si schiaccia saltandoci su!
Sono rientrato al lavoro solo da qualche giorno (si potete insultarmi!) e tra le migliaia di mail ancora da leggere mi sono imbattuto in questa ricerca degli amici del Brand Science Institute di Amburgo.
Anche alcuni blog italiani hanno prontamente pubblicato i dati della ricerca (qui e qui) che ha coinvolto 563 marketer e 52 brand in tutta Europa.
I risultati ci fanno ampiamente riflettere sullo stato dell’arte del mercato del social media marketing in Europa.
Alcuni dati che mi hanno colpito:
L’ 81%non ha una chiara strategia sui social media (ed è proprio da qui che si dovrebbe partire, vi assicuro che molti se lo dimenticano!)
L’ 87% ha dovuto rivedere le proprie aspettative sui social media (bisogna vedere cosa gli è stato promesso da agenzie e consulenti!)
Solo il 7% comprende il reale valore delle interazioni(ma è così difficile uscire dalla logica meramente “quantitativa” per entrare in una “qualitativa”?)
Il 72% associa i social media al virale (l’utilizzo a sproposito del concetto di “virale” è una delle cose che mi irrita di più!)
Il 76% non modera accuratamente i propri social (alcune per nulla).Una volta iniziata la conversazione che fai, ti giri e te ne vai? Un consiglio alle aziende: certo, se usate solo stagisti è dura dare continuità ad un aspetto così strategico.
L’86% non ha un piano di gestione della comunicazione in caso di “social media crisis” (vi gusta il neologismo? A proposito, mi chiedo: ma si insegna questo nei nuovi master o no? Devo dire che le aziende quando sentono certe case history disastrose se la fanno giustamente sotto… ma vi assicuro che è meglio prepararsi prima per dormire sonni tranquilli)
Che dire, questi dati non mi stupiscono. Si fa ancora tanta confusione tra virale, non-convenzionale, social media. Ma soprattutto – ahimè – agguerrite agenzie, troppo spesso, propongono i nuovi approcci relazionali alla comunicazione come una panacea miracolosa.
Personalmente credo che nessun risultato si possa ottenere se non lavorando in maniera strategica, metodica e puntando ad obiettivi di medio-lungo periodo. E’ così anche per il social media marketing.
E non c’è cosa peggiore che deludere le aspettative di un cliente che si è gasato troppo.
00Mirko PalleraMirko Pallera2010-09-24 10:25:472010-09-24 10:25:47RICERCA BSI – Perchè i progetti di social media marketing deludono le aspettative delle aziende europee
Il Centro di Formazione per la Persona Paradoxa di Treviso, in collaborazione con esponenti del mondo delle imprese, della cultura e del sociale, organizza a Monastier (in provincia di Treviso) la prima edizione del Feistival della Comunicazione 2.0.
L’evento, in programma sabato 2 e domenica 3 ottobre, e’ suddiviso in tre aree di interesse (Business&Impresa, Cultura&Spettacolo e Sociale&Relazionale) e vedrà la partecipazione fra i relatori del Maestro Ninja Alex Giordano.
A spiegarci meglio di cosa si tratta è Andrea Sales, psicologo e direttore generale di Paradoxa, nonché ideatore e motore pulsante della manifestazione: “L’idea di questo evento nasce da una profonda riflessione sui social network (da cui appunto il nome ‘modificato’ in Feistival, con richiamo fonetico a Facebook), su come l’accesso alle nuove tecnologie abbia modificato e modifichi costantemente la comunicazione, rendendola potenzialmente paritaria, orizzontale e co-costruita, ma anche soprattutto su quanto sia determinante, nella società attuale, saper comunicare efficacemente”
“Il Feistival della Comunicazione 2.0” – continua Sales – “non è un convegno convenzionale: è una vera e propria esperienza in cui i protagonisti sono tanto relatori prestigiosi (persone che si occupano in modo diverso delle diverse forme di comunicazione, da quella business oriented a quella culturale e sociale) quanto i numerosi partecipanti: in sostanza, persone che si confrontano. La ricchezza sta nello sperimentare uno scambio reciproco continuo in cui tutti i presenti, ospiti e partecipanti, possono vivere l’esperienza dell’esperienza”.
Il nostro Alex Giordano condurrà un workshop volto a dare un modello operativo e culturale utile ad aziende ed agenzie nel passaggio dal marketing al societing.
Fra i relatori figurano il cantautore Samuele Bersani, che interagirà con i presenti in un confronto dialogico-musicale dal titolo “Comunicazione abusiva”; Fulvio Zendrini (Direttore della Comunicazione per il gruppo Piaggio), con un workshop dal titolo: “La morte del target, il soggetto al centro del nuovo luogo esperienziale”; Achille De Tommaso (Amministratore Delegato e presidente di Colt Telecom per l’Italia) con il workshop “Cloud computing e web 2.0, la comunicazione sempre più per mezzo di paradigmi elettronici non più localizzati e localizzabili fisicamente. Meglio o peggio?”; il designer Romolo Stanco, che propone un workshop dal titolo: “Chi potrebbe volere il design morto?”;
Nel corso dei due giorni, inoltre, sarà possibile parteicpare anche a workshop con esperti di comunicazione e marketing come Giambattista Marchetto, con giornalisti come Alessandro Calderoni e Antonella Prigioni o con docenti universitari quali Federico Della Puppa, Cristina Chiappini e Gianna Angelini che affrontano con il pubblico, attraverso laboratori ed esperienze dirette, il tema della “comunicazione” reale e virtuale al tempo di Facebook.
Presenti anche i settori cinema e TV grazie ad autori televisivi come Giacomo Lopez e Umberto Berlenghini , alla regista Antonietta de Lillo e all’attrice Margherita Adorisio.
Il tutto nella suggestiva cornice del Relais Villa Fiorita di Monastier, la location che ospiterà workshop, laboratori, confronti aperti, concerti culturali, spazi interattivi, momenti espositivi e presentazioni di libri.
Un evento da non perdere insomma, su cui potete trovare ulteriori informazioni sul sito ufficiale, dove è possibile anche iscriversi per partecipare.
00KemestryKemestry2010-09-23 10:20:482010-09-23 10:20:48Il 2 e 3 ottobre la prima edizione del Feistival della Comunicazione 2.0
Un contest davvero anomalo: si cerca infatti un blogger disposto a vivere 24 ore su 24 per un mese – dal 20 ottobre al 18 novembre – dentro al museo, godendo delle iniziative proposte e diffondendole via blog, Twitter e video.
Il successo di candidature è stato strepitoso: più di 1500 persone da tutti gli stati degli USA si sono offerte per fare da “cavie”. In palio, per il futuro “abitante” del museo, 10.000$ di premio, una tessera a vita di membro del Museo, un notebook ed una fotocamera per documentare l’esperienza.
Viviamo nell’economia dell’”attenzione”, dove l’overload di informazione genera ristrettezza di orientamento e di fiducia per un turista alla ricerca di esperienze e condivisione di emozioni.
“Fino a qualche tempo fa “fare comunicazione” risultava di minor complessità: era necessario avere un’idea o rivolgersi a dei creativi, per poi diffonderla sui mass media , mantenendo come logica di fondo ”più spendo e più turistici riesco a “catturare”.
Una comunicazione, questa, pensata per la massa, molto autoreferenziale ed invasiva ma allo stesso modo di scarso interesse: ora non è più possibile proseguire.
È quasi scontato ricordare come il turismo sia oggetto di forti processi di cambiamento, e quanto si imponga una domanda sempre più esigente in termini di qualità dell’esperienza ricercata.
Federico Belloni, autore di un articolo inerente ai nuovi metodi di fare comunicazione nel turismo dal titolo “Spettacolarità, creatività, e in usualità nella comunicazione turistica”, sottolinea il fatto che la comunicazione turistica italiana necessita di un nuovo modo di comunicare, cercando di innescare percorsi alternativi, diversi linguaggi, contesti e luoghi per dialogare con i nuovi turisti in modo più coinvolgente, innovativo, creativo e spettacolare, al fine di promuovere l’offerta turistica in mondo non convenzionale.
Niente di più giusto per un settore importante come il turismo , il quale risulta scevro di un orientamento innovativo ed ancora troppo “integralista” nel settore marketing e comunicazione.
Si vuole sollevare un discorso abbastanza “provocatorio”, un discorso che è bene circoscrivere: marketing non convenzionale non significa assolutamente “hig impact & low investment”, che suonerebbe bene nell’attuale contesto, bensì significa rivedere alcuni strumenti e metodologie fin’ora usate, significa abbracciare un progetto di “senso” più ampio.
La comunicazione dovrebbe staccarsi dal “fare“, ancora troppo legata da un’ impostazione autoreferenziale per passare all’ “ essere“, un flusso “narrante” di “storie” di persone, luoghi e territorio: il turismo non è costituito da fatti, ma da emozioni reinterpretate dal turista e che generano realtà.
Non si può più comunicare come prima, si è di fronte ad un reincanto del turismo : un’offerta turistica dove le emozioni non sono soltanto i nuovi bisogni del turista, ma la vera e propria identità distintiva di senso, una sacralizzazione dell’esperienza turistica di una dimensione polisensoriale ed attiva.
Se iniziassimo a dotarci di un pensiero “strategico” e di una buona dose di cultura dell’ ospitalità, di senso della scoperta, dell’autenticità e dell’inaspettato già sarebbe un grande passo al “non convenzionale : l’originalità è la nuova “moneta” per differenziarsi dagli altri e la “cosa” più non convenzionale nel turismo.
00SutsukaiSutsukai2010-09-22 10:53:032010-09-22 10:53:03La cosa meno convenzionale nel turismo? L'originalità!
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