Punisci il ritardatario!

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Stuff.co.nz offre notizie in tempo reale in Nuova Zelanda; per farlo ha bisogno di dipendenti professionali e puntuali al 100%. E chi sgarra? I creativi di Big Communication-Auckland fanno in modo che sia il pubblico stesso a punirli.

In una strada trafficata compare il dipendente ritardatario “appeso” ad un billboard, e appoggiati a terra dei contenitori con 150 kilogrammi di pomodori marci da lanciare.

Un ambient dall’engagement molto diretto… e difficile da dimenticare!

Noi, web-ninja per un nuovo marketing

Noi, web-ninja per un nuovo marketing

Eccovi un articolo su Ninja Marketing pubblicato qualche giorno fa dal Corriere della Sera sia in versione cartacea che digitale

L’inizio della storia, se fossimo nella Silicon Valley, sarebbe quello tipico della garage company: un paio di amici con tante idee, pochi soldi e assoluta mancanza di un ufficio. Dove l’azienda start-up parte rigorosamente nel box o cantina, con mezzi di fortuna. Nel nostro caso gli ingredienti californiani ci sono tutti, però siamo sull’incantevole costiera amalfitana. Non sulla terraferma, bensì in mare. Su una barca. Così inizia nell’estate 2004 l’avventura di Mirko Pallera (36 anni) e Alex Giordano (34) i fondatori di Ninja Marketing.

Una web company all’italiana partita con l’idea di rivoltare i tradizionali concetti marketing. Adesso tra le sedi di Cava de’ Tirreni e Milano il gruppo conta una sessantina di persone. Sono cool-hunter e giovani talenti, super- esperti di sistemi online e social network. «In effetti non avevamo una sede, così abbiamo iniziato sulla barca di una nostra amica ormeggiata nel porto di Salerno.— racconta Alex, campano o meglio cavese doc — Siamo partiti con il nostro blog. Realizzato da zero perché non esistevano le piattaforme software che oggi permettono di farlo in poche ore».

Intanto, per sbarcare il lunario, i due amici tengono seminari e corsi monografici all’Accademia di Comunicazione di Milano. Ma la Rete diventa il loro posto di lavoro. È l’ambiente virtuale dove raccolgono nuove idee di web-marketing, quelle che escono dal seminato dei guru tradizionali. Nel giro di pochi mesi il tam-tam dell’online fa succedere qualcosa di imprevisto: «Ci siamo accorti dagli indirizzi e-mail che forum e dibattiti erano frequentati anche dai manager di grandi aziende — dice ancora Alex —. Erano i numeri uno della stanza dei bottoni in cerca di nuovi spunti e idee».

Così i due ninja del web iniziano a essere chiamati da talent-scout che vogliono sapere se quanto raccontano lo possono mettere in pratica. Nella primavera 2005 si fa viva Antinori. Vuole lanciare Fichimori, un vino rosso da bere freddo. Una campagna diventata in seguito argomento di tesi come caso di marketing tribale. Poi la svolta: arriva la telefonata dell’Art Directors Club di New York, la storica associazione che unisce i maggiori creativi del globo.

All’inizio Mirko e Alex pensano allo scherzo di amici e chiudono la conversazione. Dopo qualche giorno l’invito ufficiale per entrare, come primi italiani, nella giuria dei Global Awards: erano stati pizzicati in Rete dagli organizzatori per l’idea di proporre azioni di «marketing non convenzionale ». E poi la scelta della metafora ninja come guerrieri delle nuove tecnologie, che lottano contro i samurai della comunicazione.

Tra i primi lavori dell’azienda di Cava de’ Tirreni il posizionamento di «Tim tribù», ottenuto con l’aiuto di artisti urbani e attraverso il concetto di «streetacademy». Qui i ragazzi diventano parte integrante del sito e delle azioni marketing. Poi Barilla con «il mulino che vorrei», un progetto di apertura dell’azienda all’ascolto e alle idee per le persone. Esempi di marketing partecipativo con il feedback del cliente che diventa a sua volta un creativo, come per i lavori Artsana e Heineken.

Ma che cosa intendono per marketing virale? Ecco quanto ha detto Mirko lo scorso 20 novembre a Milano, alla presentazione di Wommi, la prima associazione italiana di professionisti del Word Of Mouth Marketing: «Tanti contenuti presenti in Rete sono bizzarri, irriverenti, spesso cinici e politicamente scorretti. Altri sono teneri e romantici. Per molti il segreto del marketing non convenzionale risiede nell’unire l’utile al dilettevole». Ma non è così. Per i ninja-boys campani il segreto della viralità dell’informazione non va cercato solo nel contenuto estetico- creativo. Bisogna cogliere l’essenza del messaggio, indagare sul perché si inviano e-mail virali agli amici, scatenando gli accessi ai blog.

Mirko, emiliano di nascita e milanese d’adozione, alla fine si è trasferito a Cava de’ Tirreni, un immigrato al contrario. Perché? «È un crocevia di culture, garantisce una buona qualità della vita e ospitalità della gente — conclude — e poi la possibilità di trovare giovani talenti sul territorio che vogliono lavorare e vivere dove sono nati». Tanto un web-ninja usa le tecnologie della Rete connesso «sempre e in ogni luogo». Lui è il lavoratore ubiquo del 21esimo secolo. E dimostra che le buone idee non hanno confini.

The Influencers 2010: torna il festival d'arte, comunicazione e intrattenimento radicale

Torna al CCCB di Barcellona dal 4 al 6 febbraio per la sua sesta edizione The Influencers: festival d’arte, guerriglia della comunicazione e intrattenimento radicale, a cui avevamo assistito anche noi Ninja lo scorso anno.

Il collettivo d-i-n-a presenta un think tank di tre giorni dedicato a progetti di comunicazione non convenzionale, esperimenti creativi, che toccherano diverse discipline e ambiti con un obiettivo comune: scoprire forme peculiari ed innovatrici di trasmettere i messaggi in un ambiente mediatico sempre più caratterizzato dalla distrazione e dal rumore di fondo.

In questo territorio ibrido assistiamo simultaneamente a tre fenomeni chiave: la contaminazione tra i codici dell’arte contemporanea e una sensibilità vicina all’attivismo sociale; la mutazione delle subculture in cultura popolare; la sperimentazione di nuovi canali di comunicazione e i cortocircuiti all’interno dello spazio metropolitano e suburbano.

I protagonisti di questi progetti sono artisti e collettivi indipendenti, che lavorano con metodi, che possono ricordare le tattiche di guerra della guerriglia: rapidità, astuzia, economia delle risorse e molta visibilità in brevi momenti chiave. È la comunicazione guerriglia.

The influencers presenta in questa edizione progetti, che nascono dalla combinazione tra una sensibilità verso ciò che è strano e il desiderio di favorire, a modo suo, il cambiamento sociale. Sebbene non abbia un tema centrale, il festival invita in questa occasione ospiti che pianificano azioni orientate alla vita al di là del consumo, da un lato proponendo strategie di sopravvivenza DIY (“do it yourself“) forse utili per il giorno in cui il festino delle marche sarà terminato. Dall’altro lato, questa edizione è caratterizzata da storie rischiose, persino pericolose. Rischi che si prendono quando si forzano le frontiere fisiche, estetiche, legali o politiche della nostra società, o quando si sfida l’immaginazione collettiva per desiderare l’impensabile.

Gli ospiti di questa edizione dimostrano che rischiare è possibile, e sebbene non sia facile, può essere divertente e, soprattutto, molto istruttivo.

Partecipano impostori rei confessi e reticenti (ma per una buona causa), come The Yes Men, che hanno soppiantanto con successo portavoci di istituzioni internazionali e grandi multinazionali come OMC o McDonald’s o si sono valsi di false edizioni di mezzi di comunicazione per mettere in ridicolo il funzionamento di corporazioni e il mondo finanziario.

Si conterà sull’intervento di Steve Kurtz, artista accusato di bioterrorismo, fondatore del Critical Art Ensemble, un pioniero dell’esplorazione dell’intersezione tra arte, teoria critica, tecnologia e attivismo politico.

A seguire, il progetto Donkijote, in mostra al centro di arte LABoral (Gijón), presenta un viaggio documentale attraverso paesi e minuscole strade d’Italia, Olanda e Asturie, accompagnato da un asino carico di teconologia utilizzata per registrare questo strano percorso.

L’immagine gentile ed ecologica della bicicletta crollerà grazie agli americani Black Label Bike Club, che hanno reso le proprie bici senza pedali il loro principale mezzo d’espressione.

In questa edizione sarà presentato un altro artista, che amplia il panorama della street art: il francese Zevs si occupa da oltre una decade della modificazione dello spazio pubblicitario delle città con azioni precise che alterano il significato del messaggio e della marca.

Joan Leandre trasforma in maniera instancante i parametri che vigono nei videogiochi commerciali, rendendo i titoli convenzionali fonti di immagini illusiorie, quasi allucinazioni.

Infine, gli italiani IOCOSE, in collaborazione con Falegnameria Sociale, presenteranno un affilato artefatto di un funzionale disegno scandinavo, facile da assemblare, che rende a portata di tutte le tasche la pena capitale. Grazie a Sokkomb, i cittadini potranno farsi giustizia da soli con alcuni giri della classica chiave Allen.

Per ulteriori informazioni sul programma è possibile consultare la pagina web ufficiale del progetto: http://theinfluencers.org/

Re_ il canale di Youtube che si re-inventa

Re_ il canale di Youtube che si re-inventa

Acciona è un colosso spagnolo che tra le tante cose, si occupa di energie rinnovabili.

L’agenzia McCann Erickson di Madrid, che si è occupata di questa campagna, ha re-inventato il brand channel di YouTube. Questa tecnica non è nuova, ricorderete sicuramente “Wario Land: Shake It”.

Però non c’è che dire, fa sempre effetto vedere un lavoro così ben fatto!

Trovato qui.

Poster4Tomorrow: dal 10 dicembre la libertà di espressione è in mostra a Milano

Poster4Tomorrow: dal 10 dicembre libertà di espressione in mostra Prima edizione per Poster4Tomorrow, progetto internazionale di comunicazione sociale ideato dall’Associazione Culturale Good Design e dall’Associazione 4Tomorrow.

L’idea è partita la scorsa estate, dopo le manifestazioni di protesta seguite alle elezioni presidenziali in Iran. Poster4tomorrow nasce quindi per contribuire a sostenere quanti si battevano per il riconoscimento dei loro diritti fondamentali.

L’intento è stato quello di  raccogliere la voce di quanti nel mondo lottano e si battono per la libertà d’espressione, diritto preziosissimo e oggi più che mai in pericolo.

Gli organizzatori hanno quindi chiesto ai creativi di tutto il mondo di realizzare poster sul tema della libertà d’espressione, coinvolgendo anche nomi celebri, tra i quali Yoani Sanchez e Roberto Saviano.

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Lo Street londinese di Panasonic

Lo Street londise di Panasonic 1

Lo Street londise di Panasonic 2

Lo Street londise di Panasonic 3

Lo Street londise di Panasonic 4

Per il lancio della nuova Panasonic Lumix ZX-1, l’agenzia AKQA ha realizzato una campagna di street marketing che punta sulla caratteristica distintiva della nuova macchina fotografica digitale: lo zoom ottico da 8x.

Gli oggetti utilizzati sono infatti 8 volte più grandi di quelli a grandezza naturale!

Trovato qui.

Netsukuku: rete libera tutti

Netsukuku:rete libera tuttiL’Italia, si sa, è un paese strano: fa di tutto perché le eccellenze che molte volte nascono al proprio interno non siano adeguatamente sostenute. Numerosi sono i casi che continuamente confermano questo quotidiano paradosso.

L’ultimo tra i tanti riguarda il blocco dei fondi per la copertura dell’intero territorio nazionale di quella che è oramai un’infrastruttura cardine dell’attuale società: mi riferisco alla banda larga. Un problema già risolto in altre nazioni e con tempi relativamente brevi – anche se sarebbe opportuno dire con la necessaria lungimiranza. Ancora una mancanza per quanto riguarda lo sviluppo del nostro paese.

Il problema dell’accesso ad Internet, del digital divide, della necessità di rimuovere le ultime sacche di analfabetismo digitale nel nostro paese se lo sono posti, invece, come mission i ragazzi del Freaknet MediaLab di Catania. Continua a leggere

Yann Tiersen si diletta con sei iPhone

In questo video Yann Tiersen si diverte a suonare parte della colonna sonora di “Il Fantastico Mondo di Amelie” utilizzando sei iPhone come tastiera, e il tutto è ovviamente un’ottima pubblicità virale per il più celebre degli smartphone…

Trovato qui