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Invia i dati degli utenti in Cina: in California class-action contro TikTok

TikTok deve affrontare la sua prima causa legale: un class-action è stata avviata in California nei confronti della compagnia, accusata di usare i dati degli utenti per trasferirli a server cinesi. La piattaforma social, che ospita brevi video amatoriali, è stata creata in Cina da Zhang Yiming nel settembre 2016, è il nuovo social network del momento, soprattutto tra i giovanissimi, l’app è disponibile in 34 lingue, ha ogni giorno 150 milioni di utenti attivi, ed è stata la più scaricata nel 2018. La società sta già affrontando un’indagine di sicurezza nazionale del governo degli Stati Uniti sulle preoccupazioni relative all’archiviazione dei dati e alla possibile censura dei contenuti politici sensibili.

Libera espressione alla propria immaginazione. “La nostra missione – aveva detto il su0 fondatore – è far sì che chiunque nel mondo possa dare libera espressione alla propria immaginazione e conoscenza nei tempi e nei modi più opportuni”. Si possono guardare video musicali e crearne di brevi, fino a un massimo di un minuto, inserendo effetti speciali.

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A stelle e strisce

Da quando TikTok è uscito, gli Stati Uniti, uno dei Paesi dove la app spopola, lo hanno messo sotto la lente. L’esercito americano ha annunciato, la settimana scorsa, un’indagine su richiesta del senatore democratico Chuck Schumer per appurare come vengono gestiti i milioni di dati degli utenti e se ci sono censure sui contenuti politici.

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La class-action nel dettaglio

La sfida legale è stata lanciata da una studentessa universitaria californiana di origine asiatica. Si chiama Misty Hong e ha raccontato di aver scaricato l’app tra marzo e aprile di quest’anno, ma di non aver mai aperto un account ufficiale. Si era limitata solo a guardare i video degli altri, utilizzando l’app per adattare alcuni video girati da lei ma mai messi sulla piattaforma. TikTok permette di girare video e inserire effetti speciali, anche senza essersi registrati. L’account viene richiesto solo se si vuole pubblicare i video sulla piattaforma.

Numero di cellulare e dati biometrici. Misty Hong ha scoperto, però, mesi dopo, che la app aveva creato un account con il suo nome, usando, come password, il numero di cellulare e indicando persino i suoi dati biometrici, registrati probabilmente grazie all’analisi dei video. Tutti i dati, sostiene Hong, sarebbero stati girati a server cinesi. E come lei, aggiunge, milioni di altri utenti. Nell’esposto vengono fatti i nomi dei giganti tech Tencent e Alibaba. Nella causa si sostiene il rischio che, se messo sotto pressione, TikTok potrebbe fornire al governo cinese tutti i dati. La compagnia ha affermato in passato che le informazioni immagazzinate negli Stati Uniti restano a un server americano e che solo il backup si trova oltre i confini, a Singapore.

Alessio Nisi

Giornalista per missione, fotografo quando posso. Mi occupo di digitale, ma anche di atomi, cucina, musica, cinema. Bevo caffè e mi piacciono i film di Woody Allen

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