“Bisogna fare distinzione tra quanto è disposto a pagare il consumatore e qual è il valore insito nel prodotto: non sono la stessa cosa”. E ancora. “Il primo step per creare valore è legato all’accesso: devo assicurare al cliente il prodotto ogni volta che ne ha bisogno. È un aspetto fondamentale”. Parola di Marco Bertini, Professore Associato, a capo del Dipartimento di Marketing presso l’ESADE Business School di Barcellona, cofondatore dell’Institute for Data-Driven Decisions dell’ESADE.
È uno dei più importanti esperti a livello mondiale nella progettazione e implementazione di strategie finalizzate a creare un beneficio duraturo per i clienti. Ed è stato tra i protagonisti che questa mattina hanno aperto a Milano il World Marketing & Sales Forum di WOBI, una due giorni dedicata all’impatto del digitale sul mondo del marketing, delle vendite e della comunicazione.
LEGGI ANCHE: Marketing & sales nel mondo digitale, al nuovo evento firmato WOBI
Al Meliá Milano CEO, direttori e manager hanno discusso delle nuove sfide poste da un mondo connesso, omnicanale e sovraccarico di informazioni. Quali strategie consentono di comprendere le abitudini dei consumatori? Come si può rimanere rilevanti nel contesto attuale, e con quali strumenti? Quale approccio può essere adottato per creare una strategia differenziale?
Questi e altri interrogativi di grande attualità saranno al centro del dibattito che coinvolgerà i numerosi speaker internazionali che si sono alternati nella sala meeting del Meliá.
Nel corso del giorno di apertura è intervenuto Martin Lindstrom, futurologo dei brand e pioniere della psicologia del consumatore, che ha spiegato come costruire un percorso di trasformazione del brand e di costruzione della marca attraverso un approccio che si rivolge sia all’intelletto che ai cinque sensi del consumatore, prendendo spunto anche da elementi di neuroscienza.
“Voglio raccontarvi una storia – ha aperto la sua sessione Lindostrom – amo i Lego e nel giardino di casa creavo la mia legoland. Ma la vedevano solo papà e mamma, allora ho chiesto aiuto ad uno sponsor locale e pochi giorni dopo i visitatori sono diventato 30″.
Li ho sempre amati. I “Lego – ha ricordato li ho sempre amati – ero un bambino e vedevo l’azienda con gli occhi di un consumatore. Avevo 12 anni. Poi nel 2004 inizia una nuova storia. I Big Data continuavano a mandare lo stesso messaggio, ma 2005 le vendite sono scese del 31% e tutto è crollato”. A quel punto hanno deciso di consultare anziché i Big data, gli small data. Qui ci ha spiegato cosa sono.
LEGGI ANCHE: I Big Data non sono la risposta a tutto: i bisogni più profondi dei consumatori sono svelati dagli Small Data
Schizzato sui diversi social come trend topic di questi giorni, troviamo il nuovo spot Esselunga…
Oggi i social media sono i primi canali, in ordine di importanza, quando si tratta…
Lo spot di Esselunga è perfetto per il suo target di consumatori, forse è per…
I video, si sa, rappresentano un potente strumento di comunicazione. Creano connessioni immediate, reali e…
La nona edizione di Ecommerce HUB®, evento completamente dedicato all’ecommerce che si terrà il prossimo…
Nessun brand italiano di lusso prima di Gucci era riuscito ad ottenere la Certificazione della…
ll sito utilizza cookie di profilazione di terze parti per proporti messaggi pubblicitari in linea con le tue preferenze e cookie analytics per ottimizzare il sito. Cliccando "OK" o proseguendo la navigazione, accetti l'uso dei cookie. Per maggiori informazioni e disattivazione consulta l'informativa cookie completa.
Leggi di più