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I vantaggi di studiare il coding e imparare a programmare già dalla scuola elementare

Una nuova disciplina che consente di imparare le basi della programmazione informatica, ma anche del pensiero computazionale, attraverso il gioco ed il divertimento

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Giorgio Romano Arcuri 

Digital Copywriter Freelance

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Pubblicato il 12/03/2019

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Il coding o, in parole più semplici, quella sorta di lingua che permette di intessere un dialogo con il computer per conferirgli delle mansioni in maniera semplice, è la nuova materia che, a tutti gli effetti, sta entrando nelle scuole italiane.

Così come lo era fino a qualche fa l’inglese, la programmazione informatica nella didattica, a partire dalla prima elementare, è diventata fondamentale.

E la novità, che ci riempie di orgoglio, è che siamo tra i primi Paesi al mondo a sperimentare l’introduzione dei concetti base del coding nelle aule dei più piccoli, attraverso l’utilizzo di strumenti divertenti, semplici e accessibili a tutti, che consentono ai bimbi di risolvere, in maniera giocosa, problemi tipicamente “da grandi”. Un approccio affrontato spesso anche nel gruppo Facebook Kids&Tech, dedicato alle domande sul mondo che affronteranno in futuro i nostri figli e come prepararli alla sfida della complessità tecnologica.

pixel art a scuola

I vantaggi di programmare utilizzando la logica

Alessandro Bogliolo, professore ordinario di Sistemi di Elaborazione delle Informazioni dell’Università di Urbino, ha affermato più volte che il coding aiuta a sviluppare il pensiero computazionale, ovvero quella particolare attitudine che tutti noi abbiamo nel risolvere problemi più o meno complicati.

In particolare, sottolinea quanto sia importante coltivare questa capacità, in quanto aiuta i bambini a comprendere determinati aspetti computazionali che, ogni giorno, svolgiamo durante le nostre attività. Ma soprattutto incentiva i più piccoli ad un utilizzo consapevole della tecnologia. Infatti, saper maneggiare sin dalla tenera età gli strumenti informatici, favorisce il libero arbitrio: si impara sin da subito a limitarne gli eccessi, ad evitare fenomeni quali il cyberbullismo e a non essere succubi degli strumenti informatici, imparando ad apprezzarli per le numerose opportunità che offrono.

Attraverso l’introduzione del coding nelle scuole, i bambini, oltre a trovarsi di fronte a ciò che più piace (ovvero il tablet, un pc o un robot) e a porsi determinati obiettivi, imparano soprattutto a collaborare tra di loro. Viene, quindi, stimolato il lavoro di squadra, in quanto in qualsiasi team di sviluppo di un software, le soluzioni non vanno mai a vantaggio del singolo individuo, bensì dell’intero gruppo.

“Questo insegna ai bambini che copiare non è necessariamente una cosa brutta: apprendere dagli altri un modo di fare corretto, senza rubarlo ma riconoscendolo come tale, è una tappa importante di crescita. Utile anche a migliorare il confronto con i coetanei, perché ci si abitua ad accogliere il punto di vista diverso e a lavorare insieme sullo stesso progetto”, dice Barbara Laura Alaimo, pedagogista e cofondatrice di Coderdojo Milano.

Il coding, infine, permette ai bambini di sviluppare la loro creatività: consente di realizzare musica, opere d’arte e molto altro, attraverso il proprio gusto e la personale sensibilità.

I benefici sono sicuramente sul lungo termine, in particolare per quanto riguarda l’intera carriera scolastica e lavorativa.

LEGGI ANCHE: Il Coding non è solo un'esclusiva dei developer

coding, programmazione a scuola

Come si fa coding a scuola?

Sono diversi gli strumenti informatici che i docenti possono sfruttare per insegnare a programmare in maniera divertente. Più che di esercizi, si tratta di veri e propri giochi, come la costruzione di ambienti sottomarini, l’esplorazione del mondo di Minecraft, la realizzazione di giochi interattivi che riguardano diverse discipline sportive, oppure l’invenzione di storie e giochi con i personaggi della Disney.

Per i più piccoli, vi consigliamo l’utilizzo delle seguenti piattaforme.

Scratch Junior permette di fare coding anche ai bambini tra i 5 e gli 8 anni. Si tratta di un tipo di programmazione cosiddetta a blocchi: non è necessario scrivere righe di codice informatico, basta soltanto spostare una serie di oggetti grafici sullo schermo, ad ognuno dei quali corrisponde un comando. Un po’ come se fosse il mattoncino di un puzzle, che non ha bisogno di essere scritto, ma semplicemente va incastrato al blocco precedente.

Si tratta, in pratica, di un ottimo sistema che permette di imparare i principi della programmazione in maniera intuitiva e divertente e consente ai bambini di sfogare la propria creatività: infatti, si possono creare blocchi completamente personalizzati, che si possono poi condividere con i propri compagni di classe.

L’applicazione è gratuita e si può scaricare tranquillamente su tablet Android ed iPad.

scratch, coding a scuola

Cargo-bot è un’applicazione gratuita pensata per bambini dai 5 ai 12 anni. L’obiettivo di questo puzzle game è quello di spostare con una pinza robotica delle casse colorate, cercando di ordinare in successione le frecce direzionali, così da poter passare al livello successivo. Ogni volta che si supera un “goal”, le istruzioni divengono più complesse: c’è ad esempio la possibilità di fare salti tra i programmi oppure aggiungere determinate condizioni alle istruzioni, come ad esempio “muoviti a sinistra se stai trasportando una cassa blu”, oppure “passa al programma 3, solo se non stai trasportando alcun box”.

Se ci si trova in difficoltà si può chiedere un suggerimento, che tuttavia non sarà troppo esplicito, per non rovinare il piacere della sfida.

app per bambini, coding a scuola

Code.org è ideale per i più piccoli che non hanno alcuna conoscenza di codice informatico. Su code.org i bambini potranno sbizzarrirsi con numerosi giochi e differenti ambientazioni, da Frozen a Star Wars e Minecraft.

Tra i programmi didattici, vi consigliamo di seguire anche “L’Ora del Codice”: si tratta della modalità base di avviamento al pensiero computazionale e consiste nello svolgere un’ora di attività attraverso una lezione tradizionale (che si svolge con l’utilizzo di carta e penna) oppure con numerose lezioni tecnologiche.

A contribuire a questo strumento innovativo ci sono nomi del calibro di Mark Zuckerberg e Bill Gates, i quali hanno realizzato dei video che introducono le lezioni principali.

Alla fine di ogni progetto realizzato, si può condividere il proprio operato con la propria famiglia grazie a dei link sicuri opportunamente progettati.

coding a scuola, app

Move the Turtle è un'applicazione a pagamento (costa 3,99) è un ambiente di programmazione grafico che si può scaricare su iPad. È adatto a bambini già piuttosto grandicelli, ovvero tra i 9 e gli 11 anni. L’obiettivo principale è quello di programmare il comportamento di una tartaruga, in modo tale da farle portare a compimento differenti missioni: tra queste, ad esempio, l’emissione di note musicali oppure il disegno di un oggetto, come una figura geometrica.

Come la maggior parte degli altri giochi iOS per il coding, ci si sposta tra differenti livelli: più si va avanti, più il livello di difficoltà aumenta. L’utilizzo costante di questo gioco consente ai bambini di migliorare la comprensione del coding, grazie al continuo dettar comandi alla tartaruga, trascinando i vari task in posizione.

programmazione informatica a scuola

Disponibile sia per Android sia per iOS, Tinker è un’applicazione gratuita (con acquisti in app) che consente di utilizzare il metodo di programmazione visuale. Esiste anche Tinker for Schools, creata appositamente per le scuole e molto utile per insegnare il coding agli studenti.

Questo puzzle game, davvero ben fatto, ha per protagonista un simpatico robot in 3D che dovrà superare numerosi ostacoli grazie all’aiuto dei piccoli programmatori.

LEGGI ANCHE: 10 app da usare con i tuoi figli per imparare e stimolare la creatività

coding a scuola app

Codice senza computer

Seppur possa sembrare un ossimoro, fare codice senza computer è possibile. Il vantaggio principale di questo metodo sta nella possibilità di svincolarsi da tutti gli elementi elettronici, di cui spesso, soprattutto qui in Italia, non tutte le scuole dispongono.

Come fare il cosiddetto codice unplugged? Semplice: basta munirsi di fogli di carta, matite e un po’ di ingegno e fantasia. Si può, ad esempio, immaginare lo schermo di un pc come formato da un reticolo di caselline: agli alunni viene richiesto di disegnare sui quadretti del quaderno uno schema (come quello della battaglia navale) e colorare solo gli spazi che andranno a comporre l’immagine che si desidera.

Si tratta della cosiddetta pixel art ed è un metodo operativo ben spiegato anche durante iniziative come la Europe Code Week.

Saper maneggiare sin dalla tenera età gli strumenti informatici, favorisce il libero arbitrio.

Scritto da

Giorgio Romano Arcuri 

Digital Copywriter Freelance

Ciao ! Sono Giorgio, un copywriter freelance, laureato in comunicazione d'impresa. Scrivo articoli, testi e molto altro per aziende che desiderano migliorare la loro comunicaz… continua

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