Sicurezza

Come Instagram sta contrastando il fenomeno (in crescita) del bullismo

Instagram ha lanciato un filtro contro offese e insulti all'interno dei contenuti scritti della piattaforma

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Da quando i social sono parte integrante della nostra vita, non sono di certo mancati episodi spiacevoli legati al loro uso.

Se n'è parlato tanto, probabilmente sempre troppo poco, ma sembra essere arrivata la vera svolta per contrastare un fenomeno in crescita che coinvolge in maniera evidente i giovani (e perché no? Anche i meno giovani) di oggi.

Ebbene sì, dalla dimensione fisica al cyber bullismo il passo è stato breve e al crescere di episodi incresciosi, di spiacevoli inconvenienti e di situazioni critiche il mondo dei social sembra ora reagire con forza.

Una notizia fresca di giorni ma il cui eco risuona già da mesi: Instagram, attualmente la piattaforma social attualmente più in voga tra i giovani, ha deciso di adottare un sistema avanzato per filtrare contenuti nocivi. Pericolosi sì, ma in che senso?

 

Un problema quotidiano

Non serve in fondo fare molta retorica su questo: è sufficiente ascoltare ogni giorno il telegiornale o leggere sui vari quotidiani locali notizie che lasciano letteralmente a bocca aperta.

Se il problema in alcuni potrebbe non apparire chiaro, per non cadere nell'assoluta inconsistenza, una dimostrazione pratica potrebbe aiutare anche le teste più diffidenti.

Una semplice ricerca su Google, nella sezione notizie, con parole chiave bullismo e social potrà rendere in modo chiaro ed evidente l'urgenza della questione.

Partendo da una recente analisi e via discorrendo nei mesi precedenti, in tutto lo stivale, si incrociano video e foto postate dai più "forti" (termine assolutamente improprio, ma che per necessità editoriali adattiamo in questo modo) a discapito di varie vittime.

Disabili, professori, coetanei: nessuno sembra sfuggire a questa malattia della condivisione necessaria, come se postare una persona in evidente difficoltà o situazione di imbarazzo possa dare più forza a chi dall'altra parte preme stupidamente il tasto condividi.

facebook bullismo

Dalla scuola alla vita vera

Molti tra gli episodi suddetti avvengono tra le mura scolastiche, ma non si può dire che la colpa sia di una scuola fuori controllo o incapace di gestire questioni particolari.

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Può darsi che un certo lassismo ci sia, ma fare di tutta un'erba un fascio, si sa, può far solo del male. La privacy è decisamente un argomento scottante in tal senso, basta poco per finire per caso sul social di turno e ritrovarsi dall'altra parte del mondo in pochissime ore. Il discorso qui ricade su una dimensione generale, ma quante volte un video o una foto sono condivise con la seria intenzione di colpire il malcapitato di turno? Da qui, parte l'analisi di Instagram e di Facebook.

Facebook e Yale Center for Emotional Intelligence

Nel 2016 Facebook anticipa tutti e prende in mano la situazione sviluppando al suo interno una nuova funzionalità. Quello che fu, si legge ancora QUI e che noi riportiamo fedelmente: "Sviluppata in collaborazione con lo Yale Center for Emotional Intelligence, la piattaforma di prevenzione contro il bullismo è una risorsa rivolta a ragazzi, genitori e insegnanti che cercano supporto e aiuto in merito a problemi relativi a eventi di bullismo e altri conflitti. Offre programmi dettagliati, incluse indicazioni su come cominciare conversazioni importanti per persone vittime di bullismo, genitori il cui figlio è stato vittima di bullismo o accusato di bullismo e insegnanti che hanno avuto studenti coinvolti in atti di bullismo".

Un passo decisamente importante e che ha coinvolto diversi partner. Come lo stesso Facebook afferma: "Che tu sia vittima di bullismo, abbia un amico che ne è vittima o abbia ricevuto accuse in proposito, ricorda che puoi sempre trovare aiuto". E da qui, una serie di strumenti che offre Facebook per aiutare a gestire il problema.

Da maggio a oggi, qualcosa è cambiato

A porre nuovamente l'attenzione su questo aspetto è stato Instagram nel maggio scorso, mentre Facebook continuava la lotta alle fake news.

A maggio, dunque, gli sviluppatori di Instagram si sono resi concretamente conto della pericolosità del social e di tutta l'onda mediatica che stavano portando le sempre più influenti storie, contenuti ereditati da Snapchat e importati nella piattaforma con largo successo.

Le storie sono diventate quindi in poco tempo uno strumento per gli adolescenti, un mezzo perfetto per veicolare talune informazioni e immagini, con utenti compiacenti della salvezza morale dell'effimerità del contenuto. Una sorta del "tanto tra poche ore si cancella" che ha reso tutti più leggeri nella condivisione della vita privata.

La situazione, chiaramente, è sfuggita di mano, e per questo motivo Instagram nel maggio 2018 ha lanciato un filtro contro offese e insulti all'interno dei contenuti scritti della piattaforma. Da quel momento in poi Instagram ha filtrato commenti che infastidivano o offendevano le persone della community.

Ecco, un passo concreto contro il bullismo.

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Instagram, oggi

Quello che è il passo in avanti è rappresentato dall'individuazione di contenuti offensivi presenti nelle fotografie e nelle didascalie.

Effettuando una primaria scansione ottica, immagini e fotografie sospette vengono poi analizzate da un team di esperti che valutano l'effettiva presenza di bullismo o meno.

Un'analisi che ad oggi interessa solo le foto ma nulla esclude, e voci di corridoio lo confermano, che questa funzionalità sarà presto allargata ai contenuti video. Che gli insulti o le offese siano all'ordine del giorno è ormai chiaro, ma questo sistema comincerà sempre di più a limitarne la diffusione.

#Iwillbenotdeleted di Rimmel London

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Tra i modi migliori per contrastare il fenomeno sicuramente vi è quello della sensibilizzazione.

Per capire come ci si sente e cosa si prova, l'immedesimazione è dunque un buon metodo per far arrivare il messaggio. La famosa azienda di cosmetici, Rimmel London, ha ben pensato di lanciare una campagna contro il beauty cyberbullismo: se non avete chiaro il concetto, vi diciamo solo che riguarda quei commenti gratuiti, gli insulti e le offese sotto le foto di 55 milioni di “vittime della bellezza stereotipata”.

Che poi, oltre ad essere un fenomeno da contrastare senza se e senza ma, quello del cyber bullismo è un vero e proprio reato e spesso più di qualcuno, questo aspetto, lo dimentica.

Che poi, oltre ad essere un fenomeno da contrastare senza se e senza ma, quello del cyber bullismo è un vero e proprio reato e spesso più di qualcuno, questo aspetto, lo dimentica.

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