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Siamo al momento – forse – di massima espansione di Instagram, che raggiunge e supera un miliardo di utenti; al contempo (IMHO) siamo al giro di boa: declino inevitabile.
E la colpa (lancio una bomba) è degli Influencer, che fanno largo uso di bot e software per acquisire (comprare!) follower, like, commenti ecc.
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Ragioniamo per categorie:
Dunque, gli Influencer veri, quelli che spostano davvero grosse percentuali nella diffusione dei contenuti, stanno nella categoria 1 e 2; alla categoria 3 appartengono i wannabe, i vorrei ma non posso, quelli che arrecano i maggiori danni a Instagram: comprano follower, comprano like, usano bot, software ed ogni tipo di espediente per accrescere – anche se in maniera finta – il proprio apparente potenziale come Influencer.
Riccardo Luna, in un suo editoriale del 21 giugno scorso, su agi.it scrive: “Su LinkedIn, il social dei professionisti, più di 170 mila persone si definiscono Influencer.
La mancanza di autenticità è il problema: è stato calcolato che su circa 120 mila commenti giornalieri su Instagram, solo 20 mila non sono postati da bot. Una prova che tutti questi followers non esistono”.
E ancora: “La cosa che davvero non importa è che l’Influencer sappia fare qualcosa in modo eccezionale, chessò, cantare, ballare, correre, non sia mai pensare. Quello che importa è che costoro abbiano un seguito numeroso e che possano influenzarlo”.
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Secondo una recente analisi di Hubspot, il 71% dei consumatori tende ad acquistare un prodotto più volentieri se viene visto-consigliato attraverso i social media e addirittura il 92% si fiderebbe del consiglio di un esperto, di un Influencer appunto, nella decisione finale di acquisto. Ecco perché ad un certo punto gli Influencer sono diventati Influencer: si è aperto un nuovo mondo per le agenzie di comunicazione che ne hanno sfruttato il potenziale.
Di contro si apre un mondo di possibilità anche per chi cerca di inventarsi il modo di guadagnare senza fare nulla (un virus che sta contagiando molti giovani e giovanissimi); e allora perché non aprire il proprio canale/profilo social e doparlo di like e followers per impressionare gli inserzionisti e le agenzie di pubblicità?
Intanto, da qualche giorno Instagram ha lanciato anche una nuova funzione, IGTV, che permette di fare video lunghi fino ad un’ora — non più di soli 15″ come per le Stories, che comunque restano — tenendo sempre il telefonino in verticale, diventato ormai il nuovo standard. Quindi adesso abbiamo la possibilità di pubblicare delle foto, fare delle dirette, creare delle Stories e dei video lunghi: chi li vedrà tutti questi contenuti? Avremo in futuro il tempo di stare ancora ore a guardare un monitor?
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