Cosa è possibile creare combinando storytelling e tecnologia

La realtà virtuale e la realtà aumentata sono tecnologie con cui familiarizziamo ogni giorno sempre di più e che si stanno sviluppando in moltissimi settori, ma un contesto in cui più di altri VR e AR stravolgeranno le regole tradizionali è quello dello storytelling.

La narrazione intesa come intrattenimento, infatti, sta conoscendo molti cambiamenti grazie alla maggiore integrazione della tecnologia.

Fino ad oggi la fruizione di qualsiasi contenuto avveniva in 2D, con una certa difficoltà nel catturare l’attenzione delle persone. Per questo lo storytelling si è avvicinato sempre di più a una tipologia di contenuti differenti come la virtual reality, che permette di creare una customer experience completamente differente.

VR e AR, insomma, stanno rivoluzionando tutto, permettendo la creazione di contenuti molto più coinvolgenti. Un’opportunità non da poco per artisti, inserzionisti e creativi che dovranno capire come sfruttare questa rivoluzione e imparare a creare con le nuove tecnologie.

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L’impatto di VR e AR nello storytelling: il potenziale narrativo

Per sfruttare al massimo questo cambiamento bisognerà essere in grado di individuare il potenziale narrativo di quello che si vuole raccontare.

In sintesi, questo è rappresentato da tutte quelle opportunità che si prestano ad essere utilizzate in ambienti immersivi e che quindi invitano al coinvolgimento degli utenti. I produttori dovranno essere bravi a creare dei mondi che riescano a far partecipare il pubblico, facendo sì che sentano la storia come fosse la loro.

Ogni scena, spazio e oggetto è un’opportunità per il creatore di fare una scelta sul coinvolgimento degli utenti. In un film, un oggetto in una stanza è un oggetto visivo, in VR / AR lo stesso oggetto è una possibilità per il creatore di guidare l’interazione.

Il potenziale narrativo si applica a tutte le tipologie di contenuti, dalle app alle pubblicità, in sostanza: il cervello proietta storie anche dove la storia non esiste, il potenziale narrativo lo mette semplicemente in pratica. Non è necessario avere solo una storia, bisogna essere in grado di raccontarla in un contesto di realtà immersiva. 

Ecco, quindi, tre modalità in cui sfrutare il potenziale narrativo per far sì che VR e AR siano coinvolgenti e riescano a far interagire il pubblico, generando una connessione emotiva e intima.

1. L’importanza degli spazi

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Sono gli spazi che ci circondano che raccontano le storie: il luogo e il contesto in cui ci troviamo ci comunicano qualcosa di ben preciso. Quando si costruiscono degli spazi virtuali bisogna tenere conto di queste considerazioni e partire dagli obiettivi che si sono prefissati. La relazione degli utenti con lo spazio si applica anche alle esperienze di AR.

Ad esempio se si sta realizzando un gioco da tavolo che utilizza AR, nella scelta della sua dimensione il fatto che gli utenti ci giochino seduti sul proprio letto o che abbiano la necessità di correre intorno ad un tavolo comporta delle notevoli differenze. Comprendere i desideri e le abitudini del proprio target di riferimento consente di utilizzare il potenziale narrativo in modo efficace e quindi di produrre contenuti che li attirino.

2. Attenzione ai dettagli

Pensare in piccolo può essere la chiave vincente, sono i dettagli che fanno la differenza. È con i dettagli che si riesce a coinvolgere maggiormente il proprio pubblico. Il segreto è analizzare la profondità degli oggetti in modo che possano essere usati a proprio vantaggio.

Un esempio banale: pensiamo di dover creare un gioco mobile, in cui uno degli oggetti da usare sia un vaso, donandogli delle proprietà inaspettate. Cosa succederebbe se invece di frantumarsi quando colpisce il terreno, rimbalzasse con un suono particolare? Potremmo creare un intero gioco che consiste nel far rimbalzare i vasi avanti e indietro come dei palloni da basket. Qui, il potenziale narrativo viene utilizzato per sovvertire le aspettative, per stabilire un’identità di marca che è bizzarra e ribelle.

3. Invitare ad interagire: non subire il comportamento degli utenti

Gli sviluppatori hanno bisogno di anticipare i desideri del pubblico per creare esperienze che possano coinvolgere, tuttavia cercare di attirare l’attenzione degli utenti e indirizzarli a determinati comportamenti non è semplice. Importante è avere la consapevolezza di come il pubblico risponda a determinate forme, colori, in modo da utilizzare i vari “points of interest” a vantaggio dei propri obiettivi creativi.

La realtà virtuale e la realtà aumentata sono media che portano nuove opportunità allo storytelling conferendone valore aggiunto, come ad esempio connessioni maggiori con i propri personaggi. Tramite queste tecnologie possono innescarsi relazioni che nella vita reale non potrebbero mai verificarsi.

Non è semplice realizzare questo tipo di dinamiche, perché anche se l’ambiente virtuale creato è avvincente, spesso il pubblico non è portato a seguire il filo logico della narrazione e lo storytelling perde valore. Ma non ci sono ancora regole scritte per capire come creare questa tipologia di contenuti: la soluzione migliore è quella di sperimentare.

Silvia Senese

Appassionata di marketing, fashion, beauty e tech. Crede nel potere dei social network. Fermamente convinta che tutti abbiano una storia da raccontare!

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