“È passato molto tempo dal suo ultimo lavoro”… Come spiegarlo al recruiter

Può capitare di scegliere (o subire) l’interruzione di una collaborazione. Magari hai deciso di prenderti un anno sabbatico o sei tornato sui libri, spinto dalla voglia di cambiare settore lavorativo?

Nessuna di queste svolte metterà inesorabilmente fine alla tua carriera, ma guardiamo in faccia la realtà: restare senza lavoro segnerà una pausa nel tuo curriculum vitae con cui, prima o poi, dovrai fare i conti.

Come presentarla nel modo giusto affinché non influenzi negativamente i recruiter?

Anche le pause nascondono delle potenzialità, vediamo come valorizzarle al meglio.

Senza lavoro da mesi

Molte persone vivono il fatto di rimanere senza lavoro come un fallimento personale e fanno fatica a riprendere le redini della loro vita professionale, proprio perché temono che questa sia una macchia indelebile sul loro curriculum vitae. Il disagio aumenta quando arriva il momento del colloquio e occorre motivare il periodo di “non lavoro” al selezionatore.

LEGGI ANCHE: Come rispondere alle domande del colloquio di lavoro se sei disoccupato

Esprimere pareri negativi sulle aziende per cui si è lavorato in precedenza non è una buona idea: il recruiter è lì per valutarti allo stato attuale, non perdere tempo nel rimuginare sul passato. Spiega invece in maniera molto dettagliata che ruoli ricoprivi e cosa hai imparato da quella esperienze.

Smettere di lavorare per viaggiare

Se hai trovato il coraggio di lasciare una situazione lavorativa stabile per fare la vita del viaggiatore sei di certo abituato al fatto che la metà delle persone ti veda come una persona audace. Ma l’altra metà potrebbe vederti come uno che, da un momento all’altro, può mollare tutto e andar via.

Vero hai girovagato un po’ in lungo e in largo, ma questo lungo viaggio ti avrà sicuramente portato ad affinare delle skill particolari, come capacità decisionale e di pianificazione. Essere entrati in contatto con culture diverse adattarsi a nuove abitudini diverse dalle proprie sono caratteristiche assolutamente da valorizzare durante un colloquio di lavoro.

Tornare a studiare

A un certo punto della vita può capitare di sentire il bisogno di riprendere a studiare.  La formazione continua durante è essenziale per migliorare o per valutare altri percorsi professionali. Questo vuol dire essere capaci di affrontare i cambiamenti e fortemente motivati ad affrontare nuovi percorsi.

Interrompere il lavoro per motivi di salute

Anche una malattia può insegnare molto a una persona: richiama tutte le nostre forze, ci fa prendere atto delle nostre debolezze, ci spinge a resistere a dure sfide e ad affidarci agli altri quando necessario. È evidente che una persona, una volta uscita dal momento di difficoltà, custodirà queste caratteristiche, che diventeranno una marcia in più per affrontare le piccole e grandi sfide del lavoro.

Ti sei occupato della famiglia

Possiamo tranquillamente affermare che possiedi il dono dell’inclinazione al lavoro di squadra: è una delle tue skill migliori. Scegliere di rinunciare a qualcosa di davvero importante come la crescita professionale per occuparsi dell’educazione di un figlio se avete scelto di rimanere senza lavoro per concentrarvi sulla famiglia. Un curriculum vitae interrotto per seguire la crescita di un figlio o la malattia di un parente non dovrebbe mai essere valutato negativamente ed è il segnale di una persona che tiene fede alle sue responsabilità.

Dunque, non temere le pause nel curriculum vitae: il valore di una persona non si misura in base al suo stato occupazionale.

Non lavorare non vuol dire non essere impegnati, quindi concentrati sul valore di quei momenti, su cosa hanno rappresentato, cosa ti hanno fatto scoprire, quali capacità ti hanno portato a sviluppare.
Ad ogni modo non temete, un bravo selezionatore è in grado di individuare le vostre peculiarità al di là della data del vostro ultimo impiego.

Clara Puzzovio

Mi piace osservare l'era digitale con sguardo analogico. Nella vita mi occupo di copywriting e social media management, nella fantasia di lettura metaforica della realtà.

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