Week in Sociale

Week in social: il controllo dei contenuti di Facebook e le nuove funzioni di Instagram

Dalla sentenza del tribunale tedesco sulla gestione degli account commemorativi alle nuove impostazioni di sicurezza, ecco le novità dal mondo dei social che non puoi perderti questa settimana

Francesco Pannullo

Social Media Manager @Giffoni Innovation Hub

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Il mondo dei social non dorme mai e come ogni venerdì arriva il rubricone di Ninja, che raccoglie tutto quello che succede di importante durante la settimana lavorativa che i sta concludendo.

Senza perdere altro tempo ecco il nostro Week in Social!

Facebook sotto accusa per la moderazione dei contenuti

Content review

Un’inchiesta giornalistica made in UK mette in guardia il popolo del web su un possibile malcostume da parte di chi dovrebbe garantire la sicurezza durante l’utilizzo di Facebook: nello specifico, un giornalista dell’emittente britannica Channel 4, ha lavorato sotto copertura come moderatore del social ideato da Mark Zuckerberg e ha scoperto un flusso anomalo di contenuti altamente pericolosi intenzionalmente lasciati sul sito.

Il reporter si è reso disponibile ad essere assunto da CPL RESOURCES (una società che gestisce la moderazione dei contenuti di Facebook in outsourcing dal 2010) e ha scoperto delle gravi mancanze che ha raccolto nel dossier  Inside Facebook: the secrets of the Social Network.
Dal canto suo, Facebook ha fatto pubblica ammenda tramite un post sul proprio blog, dove ha ribadito la volontà di migliorare e di impegnarsi a rendere l’ecosistema il più sicuro possibile.

Ecco il punto di vista sulla vicenda di Luca La Mesa, Top Teacher di Ninja Academy:

Tutte le inchieste che permettono di mettere in luce attività poco chiare vanno nella direzione di migliorare tutti i social. Facebook raddoppierà lo staff dedicato alla moderazione e sono sicuro rivedrà anche parte del loro addestramento.

Intanto, sempre nell’universo Facebook, in Germania un tribunale ha deciso di dare la possibilità ai genitori di accedere all’account Facebook della figlia deceduta.

contatto erede

Un caso che crea un precedente molto importante nella legislatura in tema di eredità digitale.

Il fatto ha per protagonista una coppia di Karlsruhe, città nel Nord della Germania. I due, genitori di una ragazza purtroppo scomparsa qualche tempo prima, hanno intentato causa contro Facebook per aver accesso all’account della figlia, riuscendo a vincere la causa: la corte federale, infatti, ha dato loro ragione e adesso potranno entrare nell’account della figlia e utilizzarlo.

Il percorso giudiziario che ha portato a questa decisione è durato sei anni.  Nel  2012, la coppia aveva chiesto a Facebook di poter accedere all’account, per poter scoprire di più riguardo alla tragica morte della figlia, possibilità negata da quelle che sono le policy impostate dall’azienda stessa.

Però, per i giudici federali tedeschi, tutti i profili social sono da ritenere un’eredità, al pari delle lettere : “Il verdetto – dichiara ha dichiarato la portavoce del tribunale – riguarda anche altri account di social media, non solo Facebook, ma Instagram e così via. Si tratta quindi di una sentenza con conseguenze di vasta portata”.

Ecco cosa ne pensa Luca La Mesa:

Un tema estremamente delicato di cui pochi sono a conoscenza. Vi consiglio di impostare subito un “contatto erede” e di infornarlo della vostra decisione. Personalmente l’ho fatto anni fa con un mio parente e ne sono felice.

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Su Instagram nuove norme di sicurezza e l’utilizzo degli ultimi adesivi

Instagram non ci lascia mai senza novità: secondo un report di TechCrunch, la piattaforma sta lavorando a un nuovo sistema di sicurezza che prevede una autenticazione a due fattori, senza coinvolgere il numero di telefono.

Come già avviene su altri social network, l’opzione permetterà infatti autenticarsi generando dei codici temporanei. Sebbene sia ancora solo una beta, la funzione è stata introdotta in maniera “nascosta” nel codice APK per le versioni Android dell’applicazione.
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Sono arrivati (quasi) per tutti anche i nuovi adesivi che consentono agli utenti di ricevere delle domande sui loro profili Instagram! La funzione infatti permette di ricevere domande da parte di chi visualizza il contenuto nelle stories, anche se però la cosa ha generato non poco caos: il fattaccio nasce nasce dalla questione che anche se sulla Storia di risposta non sia visibile il nome dell’utente che ha posto l’interrogativo, d’altro canto sono ben visibili tutti i dettagli di chi ha posto la domanda – con tanto di nomi degli autori e link al profilo personale – nell’elenco che compare all’utente “intervistato”.

LEGGI ANCHE: Ora Instagram ci dice quando i nostri amici sono online

E manco a dirlo, in molti hanno pensato che queste domande venissero poste in maniera anonima, generando così una serie infinita di brutte figure indesiderate e anche abbastanza clamorose.

Qui il consiglio di Luca La Mesa:

Tutte le inchieste che permettono di mettere in luce attività poco chiare vanno nella direzione di migliorare tutti i social. Facebook raddoppierà lo staff dedicato alla moderazione e sono sicuro rivedrà anche parte del loro addestramento.