Ambiente

L’altra faccia della Formula E: l’avventura di Roma tra spazzatura e innovazione

La Capitale ospita la Formula E ma c'è ancora tanto da fare per rendere la città esempio rinnovabile. La prima cosa: aggiustare l'app dell'AMA

Roma esempio di innovazione. Roma=Formula E. La Capitale protagonista del campionato mondiale di automobilismo con le macchine ad alimentazione elettronica.

Nello scenario del quartiere EUR arriva il primo tracciato cittadino per la gara delle macchine green. Ma sempre nello stesso quartiere, basta volgere lo sguardo un po’ fuori dalla pista di Formula E per vedere un altro primato: tonnellate di spazzatura che giacciono sotto al Ponte della Magliana, ormai da tantissimi anni. Queste immagini stridono un po’ con la realtà tecnologica e green-oriented della gara.

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Foto credit Legambiente Lazio

Foto credit Legambiente Lazio

AMA e l’app che non funziona

Parlavamo di innovazione, per l’appunto!? E il Comune ce la sta mettendo tutta. La municipalizzata che gestisce i rifiuti di Roma, già circa due anni fa, ha lanciato un’app: AMA Roma è disponibile per iOS e Android.

L’idea può essere di quelle che spacca! Pensa che grande cosa potrebbe essere chiedere il ritiro di rifiuti ingombranti semplicemente compilando un form e ancora, avere tutte le informazioni per la raccolta della spazzatura, dal modo in cui differenziare i rifiuti fino al calendario della raccolta, in pochissimi secondi, oppure segnalare la sporcizia per avere una Roma pulita. Ma non è proprio così.

Abbiamo scaricato l’app. La prima difficoltà incontrata è stata la semplice e banale registrazione. Sì, si parte male. Per poter accedere a tutti i servizi devi avere un’account (giusto!) ma anche un codice identificativo ovvero devi già essere cliente di AMA e pagare la tariffa rifiuti (addirittura?).

E se vivi in una casa in affitto e le utenze non sono intestate a te? Devi prendere i dati del tuo locatore per usare l’app?! E se il tuo locatore ha più immobili sotto lo stesso codice utente? Pare che la risposta sia, arrenditi. Arrenditi anche se sei un turista che vuoi segnalare un banale problema con la spazzatura. Ti devi registrare! Stop!

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A cosa è servito scaricare l’app?

E poi una volta registrato devi obbligatoriamente associare il tuo account a un immobile. E poi, anche quando riesci a fare tutto, rispettando tutte le regole dell’app capita che per il rituro dei rifiuti ingombranti tu non possa scegliere immediatamente la data che ti è più comoda ma devi aspettare una chiamata di AMA. Ma allora a cosa è servito scaricare l’app?!

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I disagi non finiscono qui. Dalle recensioni all’app emerge sicuramente un altro problema, ancora più pratico: non si possono organizzare le fatture della tassa sui rifiuti con un click, come logica vorrebbe avendo tra le mani un’applicazione che innova il servizio di gestione della spazzatura.

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Consigli non richiesti ad AMA

Ma come si potrebbe intervenire? La spazzatura è una vera emergenza nella città, basti pensare che “le discariche abusive della Capitale sono sempre originate da un circuito illegale dello smaltimento dei rifiuti. Solo una piccola parte deriva dall’incuria dei privati” dice Matteo Nardi, direttore Legambiente Lazio. “Dal punto di vista degli strumenti al servizio dei cittadini per lo smaltimento dei RAEE e degli ingombranti, l’AMA può fare ancora molto. Sull’app ufficiale, allo stato attuale, l’unica funzione per cui sia davvero utile è infatti quella della dei suggerimenti su dove gettare i rifiuti.

È decisivo invece che la piattaforma venga aggiornata realizzando un sistema di prenotazione diretta per il ritiro degli ingombranti con tanto di ora e data del ritiro. Inoltre dovrebbe essere semplificato il sistema di segnalazione di disservizi o di rifiuti a terra: tutti dovrebbero avere modo di poter segnalare all’azienda accumuli di rifiuti inviando coordinate e fotografie. Al momento invece solo chi è in possesso di un codice utente AMA può effettuare la registrazione e inviare segnalazioni. Con un sistema di crowdsourcing più rapido e intuitivo insomma, AMA potrebbe avere a disposizione una mappatura rapida e gratuita delle emergenze e dei problemi nella Capitale”.

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Roma hi-tech è possibile

In pratica non ci vuole molto per migliorare la situazione. La gara di Formula E ha senz’altro attirato molto pubblico e richiamato l’attenzione sullo sviluppo del mercato automobilistico a propulsione elettrica, ha dato luce alla città, in un certo senso. Non è certo Enel a doversi fare carico dei problemi dell’Amministrazione della Capitale, ma l’accostamento tra l’evento super green-tech e i servizi non funzionanti di AMA lascia perplessi.

Basterebbero solo delle accortezze per evitare ancora che scenari di degrado e di devastazione dell’ambiente come la discarica sotto il Ponte della Magliana, vicino alle sponde del Tevere, e a due passi dal Colosseo Quadrato, siano ancora possibili proprio, poi, nel cuore di una città che può vantare di aver introdotto per prima il carsharing e di aver creduto da subito nell’obiettivo “emissioni zero”.

AMAre Roma è possibile. Basta credere nell’hi-tech!