Week in Social

Week in Social: Facebook cambia algoritmo mentre WhatsApp lancia la versione business. Una coincidenza?

Tutte le novità social della settimana riassunte nel nostro ninja recap!

Federico Mulas
Federico Mulas

Social Media Strategist @TheMethod

Se ne parlava da un po’ ma nessuno ci ha mai creduto fino in fondo, poi all’improvviso è successo. Le calotte polari non si sono ancora sciolte ma il News Feed è cambiato per sempre. A partire dalla scorsa settimana l’algoritmo Facebook favorirà un’interazione da persona a persona limitando la portata dei contenuti pubblicati dalle pagine.

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In questo scenario senza precedenti i “vincenti” sono tutti gli utenti e il loro senso di community in quanto possono fruire di una navigazione più centrata sugli di amici. Questo cambiamento dovrebbe, in qualche modo, preservare l’utenza della piattaforma e dare benefici nel lungo periodo. Possono invece essere considerati “perdenti” tutti i business che hanno speso delle risorse per creare contenuti che, come ha citato lo stesso Adam Mosseri (Head of News Feed @Facebook) sono semplici “esperienze passive”. Ad ad oggi purtroppo, nessuno in Facebook si è ancora posto il problema di come i Marketer possano creare contenuti in grado di adattarsi al nuovo algoritmo.

In questo video, Mark Hull, Director Product Manager racconta il cambiamento, spiegando che al centro della decisione risiede il benessere delle persone. L’obiettivo è quello di riqualificare il tempo che le persone passano su Facebook e farle sentire più connesse, di conseguenza meno sole.

Social revolution: mentre Facebook decide di cambiare algoritmo viene lanciata WhatsApp for business. 2

Tuttavia la ragione del cambiamento può essere analizzata anche da un punto di vista puramente business. Andrew Hutchinson di Social Medai Today spiega che i trend di adozione dei social media tradizionali, come anche l’engagement, stanno subendo delle flessioni negative, questo semplicemente perché tutto sta accadendo da un’altra parte. Nel grafico qui sotto vediamo come il numero di utenti dei social media tradizionali sia nettamente inferiore rispetto ai quelli registrati alle app di messaggistica istantanea.

Social revolution: mentre Facebook decide di cambiare algoritmo viene lanciata WhatsApp for business. 1Crediti immagine: Social Media Today

Teoricamente Facebook, con Messanger e WhatsApp che insieme contano 2.6 miliardi di utenti attivi al mese, dovrebbe regnare sovrano. Tuttavia,  negli ultimi anni, i giovani hanno iniziato a preferire piattaforme diverse come Snapchat, tanto per citarne una a caso.

Che ne sarà dei Marketer?

Facciamo tutti un bel respiro… Bene, ora che il quadro è chiaro, come la sfangheremo? Saremo tutti destinati a diventare degli Influencer Manager? Potremo finalmente inseguire i nostri sogni e diventare astronauti? Probabilmente si, ma se vogliamo restare con i piedi per terra, le Instagram stories, ma anche i gruppi Facebook rappresentano un’opportunità. Nei gruppi infatti le persone disquisiscono di eventi, brand, e locali condividendo contenuti rilevanti per le persone. Lo riconosce anche Mark Zuckerberg che li ha menzionati proprio nel suo post ufficiale relativo al cambiamento.

Inoltre, Luca La Mesa (Top Teacher Ninja Academy) ci invita a riflettere sulla qualità dei contenuti:

“Molto spesso i cambiamenti più importanti di medio periodo comportano sacrifici e confusione nell’immediato. La verità è che ciò che Mark ha dichiarato non è una vera novità, lo stanno facendo già da mesi e dovremmo solo capire meglio quanto continueranno a modificare il peso dei post delle persone, delle pagine e dei gruppi all’interno dell’algoritmo. Come abbiamo spesso detto in passato il futuro dei social può solo essere nella qualità dei contenuti e la speranza è che i brand ne approfittino per fare una riflessione sul valore aggiunto dei propri post.”

Proprio pochi giorni fa è arrivata una novità che è bene considerare come un potenziale strumento da suggerire ai clienti, un prodotto sicuramente più funzionale e dinamico di un’inserzione Facebook: WhatsApp for Business.

WhatsApp for Business

Passiamo ora alle buone notizie! L’app di messaggistica istantanea più famosa al mondo lancia la sua versione business. Le novità sono molte, funzionali e ad alto contenuto di fantascienza! I bot sono già pronti all’invasione, si possono difatti programmare messaggi automatizzati proprio come si fa con i chat bot attuali. questa funzione potrebbe rivelarsi molto utile per avvisare sugli orari di un esercizio o per organizzare ordini e prenotazioni.

Gli utenti potranno creare un profilo aziendale con informazioni, contatti, geolocalizzazione, orari, etc. Inoltre, l’app è stata dotata di un tool di analisi per visualizzare facilmente dati come il numero di messaggi inviati, consegnati e letti.

Per di più, se gestite un business, non sarete più obbligati a procuravi un nuovo smartphone e un nuovo contratto telefonico al solo scopi di usare un’altro account WhatsApp. L’utente potrà infatti abbinare lo stesso numero che utilizza già per il WhatsApp personale.

 

WhatsApp for Business

Quanto costa? WhatsApp for business è completamente gratuito ed è già disponibile per Android. Per la versione Apple bisognerà attendere ancora qualche giorno.

Ecco cosa ne pensa Luca La Mesa:

 “All’interno del Social Media LIVE Program abbiamo approfondito i primi casi di Whatsapp Business e come, ad esempio, KLM lo abbia usato con i propri clienti. Appena sarà disponibile anche per iOS mi aspetto che un numero maggiore di brand ne sperimenti le funzionalità e noi saremo pronti a valutare insieme le strategie di maggior successo

In conclusione, il cambiamento a cui stiamo assistendo è una fase fisiologica dello sviluppo dei social network. Provate a pensare le volte che vi siete fatti consigliare un buon ristorante da un amico, quante volte tramite WhatsApp? L’engagement si sta muovendo, l’attenzione non è più solo sulla pubblicità ma sulla possibilità istantanea di poter comunicare e farci consigliare direttamente da amici e parenti, una struttura nettamente superiore rispetto a qualsiasi campagna. L’arma del marketer? La qualità dei contenuti.

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