Social Media Week – Foursquare: dimmi dove vai e ti darò un badge (brand incluso!)

Alzi la mano chi non ha ancora sentito parlare di Foursquare!
Noi Ninja ve l’avevamo presentato qualche settimana fa, prima della sua candidatura ai Webby Awards.
Adesso però vogliamo riparlarne perché Foursquare costituisce uno straordinario terreno per il social media marketing.

Il sistema di funzionamento, come vi avevamo spiegato, è piuttosto semplice: quando ci si trova in un luogo basta effettuare il check-in (e, se si vuole, aggiornare con esso il proprio status di Facebook e Twitter), accumulando punti e vincendo dei badge che possono essere di vario tipo.

Quanti più check in si effettuano in un luogo tanto più alta è la possibilità di diventare mayor di quel posto; inoltre ciascun utente è inserito in una classifica comparativa con i propri amici basata sui punti accumulati e può inserire consigli e commenti sui posti visitati.

E’ evidente dunque che ci sono dei luoghi particolarmente significativi perché legati a brand specifici: Starbucks, ad esempio, ha pensato di sfruttare Foursquare dando ai propri clienti/utenti la possibilità di conquistare il badge “barista” dopo 5 check-in nei loro punti vendita.

E si vocifera già che le intenzioni della nota catena di caffetterie vadano nella direzione di offrire in premio tariffe speciali o inviti ad eventi.

Sul versante cibo, invece, Foursquare aveva stretto accordi con la catena di ristoranti Zagat per la promozione della campagna “Foodie Love”. Oltre al badge, gli utenti più attivi – i mayor – avevano la possibilità di rispondere a delle video interviste online: una mossa nella direzione del dare la parola agli utenti e confidare nei clienti che più di altri mostrano alta fedeltà al marchio.

Restando al settore cibo, va osservata anche la strategia messa in campo da Pepsi. Quest’ultima si è mossa sulla strada della brand loyalty e degli incentivi all’utente con il lancio di Pepsi Loot, applicazione di location basement che offre download musicali sulla base dei punti accumulati con i check-in. Il sistema di locating è dunque simile a quello di Foursquare ma per il momento le due cose resteranno separate. In realtà, però, sembra sia in programma anche una partnership con la fortunata impresa americana: ha senso però una strategia di questo tipo o non sarebbe forse stato meglio unire entrambe le cose? Probabilmente la risposta al problema è nel fatto che Pepsi Loot si configura un po’ come una caccia al tesoro degli hotspot per i check-in, ed è probabilmente questo l’aspetto non integrabile con Foursquare.

Quest’ultimo, per la sua stessa natura di applicazione geocentrica, ha avuto anche un impiego a fini turistici: così a Chicago è possibile conquistare una serie di badge legati all’esplorazione di precisi luoghi.
Simile l’idea di Metro News, quotidiano gratuito, che in Canada ha trasformato il proprio account in una sorta di guida ai posti e ai locali più significativi con tanto di recensioni.

Nel mondo della carta stampata si sono uniti a Foursquare anche il Wall Street Journal e il New York Times (per ricevere utili consigli e suggerimenti sui luoghi durante le olimpiadi canadesi) con relativi badge.

In realtà il connubio Starbucks + brand funziona benissimo anche nella promozione di prodotti audiovisivi ed è forse in quest’ambito che si sono registrate le iniziative più originali.

History Channel, infatti, ha pensato di accompagnare il prossimo lancio della serie America, The History of US con una serie di contenuti bonus disponibili agli utenti di Foursquare che effettuano il check-in in particolari località. Per loro è disponibile, in edizione limitata, anche un badge da aggiungere al proprio albo.

La partnership di Foursquare con History Channel è solo una parte del più ampio piano di alleanza con i media condotto dalla start up americana.

In febbraio l’uscita del film Appuntamento con l’amore (ma si comprende meglio la campagna guardando al titolo originale, Valentine’s Day di Garry Marshall) è stata accompagnata dall’avvio di un account Foursquare con relativo badge in palio, arricchito dall’inserimento di una serie di commenti e consigli sulle località più romantiche d’America.

Lo show di HBO How to Make in America non solo ha creato un account su Foursquare con relativi consigli e suggerimenti legati ai luoghi presenti nella serie e la conquista dei badge, ma ha addirittura puntato, con essi, a trasferire luoghi e situazioni della serie nella vita reale: come a dire che si può davvero vivere come i personaggi vivono.

Già qualche mese fa BravoTV aveva offerto dei badge basati sui check-in in luoghi legati ai principali reality del canale e arricchiti con contenuti creati dai partecipanti ai reality stessi (un capolavoro di crowdsourcing).
La palma di miglior uso di Foursquare per gli audiovisivi va però al geniale Bansky che, per l’uscita del suo Exit Trough the Gift Shop (se non ricordate di cosa si tratti date un’occhiata qui) ha fatto una sorpresa a tutti i moviegoers: effettuando il check-in nei cinema che avevano l’evento in programmazione si sbloccava il badge segreto per i fan. Insomma, una sorta di caccia al tesoro inconsapevole!

In realtà le implicazioni e possibili applicazioni ludiche di Foursquare non sono assolutamente da sottovalutare, soprattutto nell’ottica dell’uso per le cacce al tesoro. Lo sa bene Jimmy Choo che in una straordinaria campagna integrata – la Jimmi Choo trainer Hunt o Catch a Choo (di cui vi abbiamo parlato qui) – via Facebook, Twitter ed appunto Foursquare, ha dato la possibilità a tutti i followers degli account di seguire gli spostamenti degli stylish trainers per incontrarli e ricevere da loro un paio di sneakers.

Cos’è dunque Foursquare? Qui non si tratta semplicemente di gioco e geolocalizzazione, c’è molto di più.
Più dei local trends di Twitter, più delle cacce al tesoro degli ARG (Alternate Reality Game), c’è un processo duplice di scoperta.
Da un lato una (ri)scoperta del brand che passa attraverso la conquista dei badge, portando dunque in secondo piano – concedetemelo – la motivazione prima che ci spinge ad interagire con il brand stesso (se per me andare da Starbucks o andare in un altro café è equivalente, probabilmente sceglierò il primo per guadagnare il badge barista!).
In secondo luogo c’è una scoperta in termini territoriali e sociali: Foursquare è un caso di successo del crowdsourcing e questo è chiaro. Sembra utopistico ma la mole di messaggi e consigli che accompagnano i luoghi dei check-in crea una sorta di Wikipedia geolocalizzata basata su esperienze utente.

Insomma, non so a voi ma a me Foursquare piace ed anche tanto…che ne direste di un Ninja badge?