Negli ultimi giorni si è parlato tanto dell’introduzione ufficiale del congedo mestruale in Spagna. Primo paese in Europa a riconoscere il diritto delle donne alla salute mestruale, grazie alla ministra delle Pari Opportunità Irene Montero: «perché non sia più normale andare a lavorare doloranti e per farla finita con lo stigma, la vergogna e il silenzio attorno alle mestruazioni».
Se pensiamo che circa l’80% delle donne soffre di cicli mestruali dolorosi, più o meno invalidanti, ci sarà facile capire quanto sarebbe importante portare questa rivoluzione anche in Italia.
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In realtà, non si tratta di un tema totalmente nuovo per la nostra nazione. Nel 2016 era stata avanzata una proposta di legge volta a istituire il congedo delle donne che soffrono di dismenorrea ma, purtroppo, non è mai stata approvata ed è rimasta una tematica in sospeso. Questo, probabilmente dovuto al timore che una legge di questo tipo potesse paradossalmente diventare l’ennesimo fattore discriminante nei confronti della donna da parte del datore di lavoro.
Tuttavia, oggi rispetto al 2016 abbiamo un grosso vantaggio: si chiama Smart Working.
Uno dei pochi risvolti positivi di questi ultimi anni di pandemia è stata la presa coscienza da parte degli imprenditori del fatto che lavorare in smart working non solo è assolutamente possibile ma anche assolutamente efficiente ed efficace.
Ed è proprio questo il fulcro della petizione che ho deciso di lanciare su Change.org, che punta a rivendicare proprio il Diritto allo Smart Working per le donne che soffrono di dismenorrea.
Firma la petizione e aiutaci a cambiare il futuro di migliaia di donne.
In questo caso, pertanto, non si tratterebbe di impossibilità totale a svolgere l’attività lavorativa, bensì di avere la possibilità di svolgerla in modalità Smart Working nei giorni di picco del ciclo, per tutti i tipi di lavoro che lo consentono.
Alert spoiler: non è necessario essere una donna o soffrire di dismenorrea per sostenere la causa, anche un gesto di pura solidarietà può essere prezioso per migliaia di donne.
Concludendo, grazie alla Spagna abbiamo finalmente sfatato il tabù delle mestruazioni. Ora, abbiamo l’opportunità di portare questa rivoluzione anche in Italia: basta una firma per cambiare il futuro per sempre.
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