La necessità di migliorare e portare avanti la digitalizzazione delle imprese è un argomento che interessa molte aziende, di ogni tipo e dimensione, e che viene dibattuto da diversi anni.
Nell’ultimo periodo ne abbiamo sentito parlare sempre di più, anche perché la pandemia da COVID-19, oltre a cambiare le nostre abitudini, ha accelerato piccole e grandi trasformazioni che avrebbero impiegato normalmente molto più tempo ad adempiersi.
Cosa intendiamo per digitalizzazione delle imprese?
La digitalizzazione è un insieme di processi che prevede l’uso delle tecnologie digitali per cambiare un modello di business e fornire nuove opportunità di guadagno, di produzione e di valore a un’azienda. A dirla tutta però non è solo questione di tecnologie, ma richiede un vero e proprio cambio di mentalità.
Possiamo affermare che la digitalizzazione è un’opportunità, un investimento a lungo termine per le imprese.
La pandemia ha creato non poche difficoltà a molte aziende, specialmente a quelle medio piccole. Ha aumentato il divario dei servizi offerti ma anche della gestione interna rispetto a quelle imprese meglio organizzate. La trasformazione digitale, mai come ora, si è dimostrata invece la forza e la risposta che permette alle aziende non ancora digitalizzate, o alle prime armi, di progredire.
Una strategia di business digitale trasformerà qualsiasi realtà perché consente di snellire i processi logistici e fare uso di tecnologie per migliorare l’interazione sia con clienti che con i dipendenti.
Digitalizzare le aziende significa soprattutto puntare sulle persone, il vero cuore di ogni azienda.
Per farlo bisogna focalizzarsi su di esse riqualificando tutto il personale, organizzando e formando professionisti con le competenze digitali necessarie. Si tratta di formazione aziendale continua perché innumerevoli e rapide sono le trasformazioni tecnologiche.
La conoscenza assume sempre più un ruolo chiave e fondamentale nell’evoluzione di un’impresa. Questa conoscenza è effettivamente misurabile? Certo che sì, ci sono degli strumenti creati appositamente e messi a disposizione dai Punti Impresa Digitale delle Camere di commercio.
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I Punti Impresa Digitale, conosciuti anche come PID, sono stati avviati nel 2017 grazie alle Camere di commercio per aiutare gli imprenditori e le imprese nel delicato processo di digitalizzazione.
Sostenuti sia dal sistema camerale e dall’ Unioncamere nell’ambito del Piano Nazionale Impresa 4.0, garantiscono gli strumenti validi per conoscere e capire il grado di consapevolezza del digitale delle aziende e dei lavoratori, ma non solo. Muniscono anche aiuti e supporti per poter progredire nella crescita digitale.
E proprio attraverso i PID si è pensato di attivare un nuovo strumento dedicato in particolare a studenti e lavoratori. Un test di autovalutazione per misurare il loro livello di consapevolezza delle potenzialità del digitale, favorendo la definizione delle strategie di miglioramento. Stiamo parlando di Digital Skill Voyager.
Gli strumenti creati però sono diverse e adatti a ogni esigenza.
Per migliorare la digitalizzazione di ogni azienda bisogna capire da che punto parte, ecco perché è importante misurarne il livello. Anche gli studenti e i lavoratori, però, dovrebbero conoscere la propria maturità digitale al fine di accrescerla e migliorarla.
I PID hanno in tal caso preparato diverse offerte pensate per destinatari differenti, dagli imprenditori ai lavoratori e a chi sta iniziando a formarsi. Conoscere il nostro livello di digitalizzazione ci permette di capire quanto lavoro dobbiamo ancora fare per diminuire il divario e raggiungere il nostro obiettivo: un’azienda 4.0.
Le offerte proposte fanno parte del programma strategico nazionale “Repubblica Digitale” promosso dal Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Troveremo tre tipologie di offerte:
Vediamole nel dettaglio per capire quale sia la più adatta alla nostra realtà.
SELF i4.0 è un test di autovalutazione online, facile da compilare e indirizzato alle imprese.
È un questionario di 40 domande utili a capire il grado di digitalizzazione della propria azienda e ne riguarda principalmente i processi. Dopo aver risposto a tutte le domande verrà generato un report, inviato via mail, con la posizione della nostra azienda. Verrà quantificato sia il punteggio della maturità digitale globale che quello del singolo processo analizzato.
I gradi di classificazione in cui l’azienda verrà inserita sono 5:
ZOOM4.0 è uno strumento da utilizzare direttamente in azienda con l’ausilio di un Digital Promoter appartenente alla propria Camera di commercio.
In cosa consiste questa seconda proposta? Più completo del precedente, prevede delle interviste al personale e alla direzione, ottenendo in questo modo un report esaustivo e dettagliato.
Digital Skill Voyager è riservato a studenti e lavoratori e consente di conoscere e analizzare le proprie skill digitali. Strutturato secondo le regole della gamification, è molto dinamico. Il test è online, gratuito, ed è accessibile dal portale Dskill.eu.
Come è strutturato?
Chi vuole mettersi alla prova e misurarsi, dovrà affrontare un viaggio nel tempo seguendo sei macro aree di conoscenza digitale:
Alla fine di questo avventuroso viaggio conosceremo, attraverso una valutazione, il nostro livello di conoscenza digitale.
Dopo aver scelto lo strumento più adatto alle nostre esigenze, come possiamo migliorare il livello della nostra azienda e avviarci a una completa digitalizzazione dei processi e degli strumenti aziendali?
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I PID affiancano diversi servizi e iniziative di mentoring e orientamento.
Nel primo caso le aziende verranno sostenute dai mentor, persone qualificate nell’ambito della digitalizzazione. Per quanto riguarda invece l’orientamento, le imprese verranno indirizzate verso servizi specialistici e strutture che possiamo trovare nel portale Atlante I4.0.
Inoltre i PIM, attraverso i bandi pubblicati dalle Camere di commercio, erogano alle imprese contributi a fondo perduto sotto
forma di voucher digitali, per usufruire di servizi di consulenza, formazione e tecnologie.
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