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Il caso Mattel: i giocattoli come specchio della società moderna

Giocattoli e Epoche. Bambole e digital. Queste parole a fianco posso sembrare ossimori, ma in realtà sono strettamente correlate tra loro.
Il mondo si evolve, cambiano i pensieri e cambia anche il modo di giocare.

Scegliamo oggi i far interagire i più piccoli con il mondo degli adulti attraverso il gioco e degli stimoli che desideriamo fornire per contribuire alla loro crescita.
Anche il modo di percepire il gioco è dunque cambiato; da bambini infatti l’obiettivo principale era quello di sviluppare la fantasia, ma con il tempo è mutato anche questo approccio.


L’industria del giocattolo sta mutando di conseguenza; i brand stessi è necessario che non siano più associabili a un determinato genere, ma che ogni bimbo sia libero di scegliere il giocattolo più adatto alle sue attitudini.
Ciò che determina il successo o meno di un gioco è come esso si rapporta con la realtà. Mattel e la strategia che ha adottato sono l’esempio perfetto per descrivere il cambio di strategia nel mondo dei giocattoli.

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In principio fu Barbie

Icona dagli anni ’60 ad oggi, è la testimonial perfetta di come Mattel ha saputo reagire alle tendenze e a cambiare l’idea comune della bambola più famosa al mondo.

“Quando creiamo un prodotto e un messaggio che riflettono ciò che sta accadendo nel mondo, il brand ha davvero la possibilità di mantenere una presenza solida e crescere”
Richard Dickson, President/COO, Mattel

Il cambiamento di Barbie è iniziato dalla percezione della bambola stessa; all’interno di una società sempre più portata a comunicare ai bambini che la bellezza interiore è più importante di quella esteriore, la bambola faceva fatica a trovare ancora mercato.

Mattel è riuscita a passare da un concetto di bellezza “vuota”, a proporre un modello di bambola che invece riflettesse esattamente la diversità dei suoi piccoli consumatori: diverse corporature, differenti culture, comunicando che la bellezza è un concetto eterogeneo.

La chiave del successo è stato adattare Barbie alla società odierna, facendola diventare un simbolo positivo di cambiamento.

Mattel e il Mondo Digitale

Storytelling e Content stanno pacificamente invadendo anche il mondo dei giocattoli. Dato l’aumento di dispositivi mobili nell’uso quotidiano, anche il mondo dei giochi fisici sta pensando a come espandere i nuovi orizzonti.

Diverse App esistono già, ma quello che Mattel sta cercando di fare è di creare oggetti che abbiamo uno storytelling più ricco.

Si pensa a giochi digital ma anche film, tutto ciò che potrebbe trasformare il brand in un content hub.

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L’obiettivo, ambizioso, permetterebbe anche di espandere il mercato al mondo degli adulti; collegando infatti i giochi anche al mondo cinematografico, Mattel potrebbe diventare un brand top of mind anche per i consumatori di tutte le età, rispondendo ad esigenze differenti, pur conservando intatto il suo DNA.

Il fattore nostalgia al giorno d’oggi è un messaggio molto forte, soprattutto per le generazioni che hanno visto l’evolversi di icone, e che crescendo hanno conservato il loro fascino. Puntando sul vintage, o heritage, e creando qualcosa di nuovo potrebbe essere una nuova, interessante opportunità ancora poco esplorata, se non dal mondo di nicchia dei collezionisti.

Haruka

Ho 28 anni e, dopo una laurea triennale in Economia, ho scelto di iscrivermi ad una facoltà che mi permettesse di conciliare due mie grandi passioni: il marketing e la scrittura. Nel 2012 ho così conseguito la laurea specialistica in Marketing Management e Comunicazione, mentre l'anno successivo ho frequentato un Master in Comunicazione per le Industrie Creative. Sono attratta da ogni tipo di sport ma, a parte nuoto e sci, in molti mi distinguo solo per il mio profondo desiderio di stare in compagnia. Per molti sono una copywriter, io mi ritengo semplicemente un'inguaribile curiosa, creativa con due potentissime armi ninja: il sorriso e l'autoironia!

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