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La due giorni a Washington di Zuckerberg (che rassicura tutti su Libra). Il punto

Due giorni di incontri (mercoledì con i democratici, giovedì con i repubblicani) a porte chiuse a Capitol Hill, a Washington, per difendere Facebook dalle accuse di aver accumulato troppo potere, di censurare le voci repubblicane, di non aver adottato policy adeguate per evitare interferenze nelle elezioni tramite la sua piattaforma. Questa mattina poi è stato ricevuto dal presidente Usa Donald Trump, che ha twittato di aver avuto un “incontro simpatico” nello Studio ovale, postando una foto mentre si stringono la mano. 

Zuckerberg è tornato a Washington, un anno dopo. É la prima volta del fondatore del social media in Congresso dall’audizione pubblica dell’aprile del 2018 sullo scandalo di Cambridge Analytica e la violazione dei dati degli utenti. E la prima volta dopo che Facebook ha patteggiato una multa da 5 miliardi di dollari per aver violato le norme sulla privacy nel caso di Cambridge Analytica.

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Libra

I temi sul tavolo degli incontri? Il confronto ha riguardato anche le future regole di Internet e Libra. Sì proprio la controversa criptovaluta che Menlo Park ha detto di voler lanciare nel 2020. Sul tema Zuckerberg ha assicurato che non sarà lanciata in alcuna parte del mondo senza prima il via libera dei regolatori Usa ha riportato il Washington Post.

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A cena con i democratici

Mercoledì scorso, su richiesta di Zuckerberg, è stata organizzata una cena con parlamentari democratici, compreso il senatore vice presidente della commissione Intelligence Mark Warner. “Una buona cena l’altra sera con i miei colleghi e Mark Zuckerberg – ha poi twittato Warner – c’è una lunga strada da fare ma apprezziamo il suo candore e il fatto che abbia preso sul serio le nostre preoccupazioni”.

WhatsApp e Instagram non sono in vendita

Lato Repubblicano. Il senatore Josh Hawley, dopo un incontro con Zuckerberg, ha scritto su Twitter: “L’ho sfidato a fare due cose per mostrare che Facebook è seria sulla questione dell’imparzialità, della protezione dei dati personali e della concorrenza: vendere WhatsApp e Instagram e sottomettersi a un controllo indipendente ed esterno sulla questione della censura. Ha risposto di no a entrambe”.

Alessio Nisi

Giornalista per missione, fotografo quando posso. Mi occupo di digitale, ma anche di atomi, cucina, musica, cinema. Bevo caffè e mi piacciono i film di Woody Allen

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