Il data breach di Facebook che ha colpito 50 milioni di account non è un gioco, né una marachella da raccontare così, alla leggera. Chi ha messo le mani nei codici di Menlo Park e sui nostri dati, non ha alcun interesse a sbirciare nei nostri account: lo scopo è fare soldi, rubare e poi rivendere ad altri criminali ovviamente. Per farne cosa? Furti di identità o ricatti legati a informazioni compromettenti. E come ogni criminale la scelta del mercato è determinante: nessun ricettatore, meglio il dark web, quello spazio di Internet accessibile solo con determinati software. E con il data breach di Facebook da 50 milioni di utenti è andata così. A rivelarlo The Indipendent, che ha scoperto anche il prezzo dei nostri account: dai 3 ai 12 dollari, in bitcoin naturalmente. Valore complessivo dell’operazione stimato tra i 150 e i 600 milioni di dollari.
LEGGI ANCHE: Cosa è successo davvero durante il Facebook Breach, spiegato
Secondo un rapporto della società britannica Money Guru le identità online vengono spesso rubate e vendute a società che praticano pubblicità mirata. Dopo aver acquistato i dettagli di accesso, un criminale potrebbe accedere ai tuoi account di social media e scoprire informazioni private come le preferenze in fatto di vacanze, dove i figli vanno a scuola e anche i dati bancari se questi sono stati condivisi nei messaggi.
La soluzione? (Se ne esiste una). Se proprio non avete alcuna intenzione di abbandonare Facebook, Instagram e vari, forse è il caso che iniziate a difendervi. E la prima regola è cambiare la password spesso, spessissimo.
Schizzato sui diversi social come trend topic di questi giorni, troviamo il nuovo spot Esselunga…
Oggi i social media sono i primi canali, in ordine di importanza, quando si tratta…
Lo spot di Esselunga è perfetto per il suo target di consumatori, forse è per…
I video, si sa, rappresentano un potente strumento di comunicazione. Creano connessioni immediate, reali e…
La nona edizione di Ecommerce HUB®, evento completamente dedicato all’ecommerce che si terrà il prossimo…
Nessun brand italiano di lusso prima di Gucci era riuscito ad ottenere la Certificazione della…
ll sito utilizza cookie di profilazione di terze parti per proporti messaggi pubblicitari in linea con le tue preferenze e cookie analytics per ottimizzare il sito. Cliccando "OK" o proseguendo la navigazione, accetti l'uso dei cookie. Per maggiori informazioni e disattivazione consulta l'informativa cookie completa.
Leggi di più