E se Facebook ci facesse pagare 10 euro mese? Un esperimento prova a svelare cosa accadrebbe

Lo scandalo Cambridge Analytica cambierà Facebook? E se sì, in che modo? La scoperta della violazione di 50 milioni di profili Facebook per influenzare le elezioni Usa (in Italia coinvolti 214.134 account), l’imbarazzo degli investitori, il redde rationem chiesto dai governi di mezzo mondo, potrebbero avere conseguenze pesanti sul social network di Mark Zuckerberg. Potrebbero. Una delle ipotesi che aleggia è un Facebook a pagamento senza annunci pubblicitari. E quindi con una maggiore, si spera, possibilità di controllo dei propri dati. Negli Stati Uniti hanno provato a fare un esperimento. A tentare, quello che sembra più di un gioco, è stato il magazine Recode: che non solo ha messo su un sondaggio sul gradimento di Facebook a pagamento, ma ha chiesto anche quanto si sarebbe disposti a sborsare. Tech Crunch è andato anche oltre e ha cercato di capire quali sarebbero le ripercussioni psicologiche di un passaggio simile, dando come costante 11 dollari mensili di abbonamento . Ecco cosa è venuto fuori. Ne parliamo nel giorno in cui un’altro investitore si è scagliato contro Mark Zuckerberg, chiedendo che lasci la presidenza del CdA.

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Pochi pagherebbero

Secondo il sondaggio di Recode, svolto l’11 aprile dalla società di ricerche di mercato Toluna (su un campione di 750 adulti) la maggior parte degli americani non pagherebbe, nonostante poco si fidi di Facebook. Il 77% rimarrebbe infatti fedele alla versione standard degli annunci pubblicitari, mentre solo il 23% ha dichiarato che pagherebbe per non pubblicare annunci. Quindi, per quelli che sarebbero disposti a pagare, quanto arriverebbero a sborsare?  Quasi il 42% ha dichiarato che potrebbe spendere tra 1 e 5 dollari al mese, mentre circa il 25% ha dichiarato che avrebbe pagato tra i 6 e 10 dollari.

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11 dollari al mese

“Penso che alla gente piaccia non dover pagare per un servizio” ha detto Zuckerberg a Capitol Hill, nel corso della 2 giorni a Washington, dove per 2 volte gli è stato chiesto di fare chiarezza sul modello di business, sulla pubblicità e sulla gratuità del social. “Overall, I think that the ads experience is going to be the best one” ha ribadito. The ads experience. Fra le ipotesi la rimozione degli annunci, una scelta poco gradita agli inserzionisti, ovviamente. Per compensare le entrate pubblicitarie degli utenti più ricchi, secondo Tech Crunch, Zuckerberg dovrebbe essere costretto a una tariffa che oscilla dagli 11 ai 14 dollari. Un prezzo decisamente troppo alto per qualcosa che oggi puoi avere gratis. Uno shock. Però benefico. Perché renderebbe più consapevoli gli utenti dei valori in gioco.

…Intanto

Il tesoriere dello Stato dell’Illinois Michael W. Frerichs, che supervisiona gli investimenti dello Stato, ha chiesto che Mark Zuckerberg lasci la presidenza del consiglio di amministrazione del social network. “In pratica Zuckerberg non deve rendere conto a nessuno di quel che fa. Non al CdA, non agli azionisti – ha detto Michael W. Frerichs ha detto al Financial Times – al momento, Zuckerberg è il boss di sé stesso e chiaramente la cosa non sta funzionando. Frerichs ha dichiarato anche di appoggiare la proposta fatta a inizio aprile da Scott Stringer, il responsabile delle finanze di New York City che gestisce fondi pensione con almeno 1 miliardo di dollari di azioni di Facebook in portafoglio. Stringer vuole un presidente del CdA indipendente e tre membri del CdA stesso a loro volta indipendenti e che abbiano esperienza in dati ed etica.

Alessio Nisi

Giornalista per missione, fotografo quando posso. Mi occupo di digitale, ma anche di atomi, cucina, musica, cinema. Bevo caffè e mi piacciono i film di Woody Allen

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