Parole Ostili: un Manifesto per fermare la violenza online

Più di seicento persone si sono ritrovate a Trieste il 17 e 18 febbraio per partecipare a Parole Ostili, l’evento pensato da Rosy Russo per discutere e capire il fenomeno della violenza online e stilare un Manifesto che gettasse le basi per un cambiamento generale nell’utilizzo di questo splendido media che è Internet. Noi ninja eravamo presenti all’evento, e questo è un piccolo riassunto di quello che è capitaot.

Primo giorno: la sessione plenaria di Parole Ostili

È stata Rosy Russo, ideatrice dell’evento, ad aprire la prima giornata dell’evento, dedicata a individuare le ragioni per cui un “Manifesto della comunicazione non ostile” sia sempre più necessario. Insieme a lei, sul palco si sono alternati molti ospiti di rilievo, come la Presidente della Camera Laura Boldrini, la Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani e l’Assessore Serena Tonel del comune di Trieste.

Coordinatore di tutti gli interventi è stato Alberto Fedel.

Le interviste hanno spaziato tematiche diverse: dal cyberbullismo e la figura del cyberbullo, che agisce spesso inconsapevole delle conseguenze delle azioni che compie, fino ad arrivare al più generale tema dell’educazione online e sulla necessità di porre dei limiti ai comportamenti ritenuti poco tollerabili.

A supportare con dati concreti le teorie e le idee discusse dai vari relatori, i rappresentanti di SWGIstituto Toniolo e Voices from the Blogs, che hanno confermato la necessità di agire per contrastare la percezione crescente di un web inquinato da sentimenti negativi. A suffragare la tesi sono, appunto, i numeri presentati: il 70% dei cittadini ritiene che si sia superato il livello di guardia per quanto riguarda l’odio in Rete; nonostante l’86% dei giovani pensa che i social non vadano presi troppo sul serio, quasi la metà crede che l’hate speech sia un problema.

La giornata si è conclusa con Gianni Morandi, cantautore e affermato influencer su Facebook, che per primo ha firmato il manifesto di Parole Ostili, il documento che dovrebbe individuare il nuovo approccio per rendere il web un posto migliore.

Il manifesto, pronto ad essere usato come copertina del vostro profilo Facebook, se volete!

Secondo giorno: i panel

Nella seconda giornata sono stati ben nove i panel cui i partecipanti all’evento hanno potuto assistere, articolati in tre sessioni parallele: Social media e scritture, Giornalismo e mass media, Viaggi, sport e divertimento, Politica e legge, Business e advertising, In nome di Dio, Giovani e Digitale, Bufale e algoritmi e Bambini e social media.

Noi ninja abbiamo scelto di seguirne due: Bufale e algoritmi (coordinato da Rodolfo Baggio) e Giovani e digitale (coordinato da Giovanni Boccia Artieri). Fra gli ospiti che sono intervenuti, citiamo lo scrittore Giovanni Ziccardi, il blogger Antonio Pavolini, e lo scrittore Walter Quattrociocchi.

In particolare, per il panel Bufale e algoritmi, citiamo gli interventi di Neil Perri (BUTAC) e Daniele Chieffi (SMM ENI), che hanno illustrato i pericoli della disinformazione, e di come questa possa causare danni reali, e di Andrea Sesta, redattore di Lercio.it, che ha tenuto un intervento sul fenomeno delle fake news, generate dall’interpretare come vere notizie inventate.

Molto interessanti anche gli interventi di Elisabetta Zurovac, social media specialist di Pocce, che ha parlato di Snapchat e di quanto sia impossibile instaurare un dialogo attraverso questo canale, e quello di  Rosy Nardone, ricercatrice dell’Università di Chieti, che ha parlato di un mondo digitale che non ha ragione di essere considerato diverso e separato da quello reale: un mondo dove non ha più senso la contrapposizione tra nativi digitali un po’ barbari e migranti più civilizzati.

Insomma, le occasioni per capire e per riflettere sono insomma state moltissime: la speranza è che il Manifesto che Parole Ostili ha lasciato in eredità con quest’edizione 2017 sia porti il web (e quindi i social) a essere un luogo migliore, dove il rispetto reciproco sia alla base e ognuno abbia consapevolezza della portata delle proprie azioni.

E voi amici ninja, cosa ne pensate? Diteci cosa ne pensate nella nostra pagina Facebook e nel gruppo LinkedIn!

Takumi

Sono un immigrato digitale e non: nato in Argentina, Italiano per cultura e sangue, mi occupo di informatica e digitale da sempre, con la stessa passione. Curioso, sempre in avanscoperta, mi piace condividere idee in italiano, spagnolo e inglese. I temi che preferisco sono il social web e la formazione.

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