Chatbot: ecco perché la tua azienda non potrà farne a meno nel 2017

Il futuro della tecnologia risiede nel linguaggio umano: è una convinzione che ormai le aziende più grandi del mondo tech stanno confermando con i loro più recenti progetti. Da Apple a Microsoft, da Google a Facebook, l’intelligenza artificiale sta facendo passi da gigante e in questo mondo i chatbot sono sicuramente la tecnologia al momento più facile da implementare in diversi settori e per diverse tipologie di servizi.

Anche se meno appariscenti della realtà virtuale, né pratici come la stampa 3D, i chatbot stanno acquistando molto spazio nelle grandi aziende e molte startup si stanno lanciando nella loro progettazione e sviluppo.

Perché tanta attenzione ai chatbot e soprattutto perché dovresti prestare anche tu un maggiore interesse verso questa tecnologia per portare al successo il tuo business nel 2017?

Chatbot e user experience

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Il motivo di tanta attenzione nasce soprattutto dalla potenza dei processori del linguaggio naturale, i software che elaborano e analizzano il linguaggio umano, creando grazie alla tecnologia un mezzo semplice e universale per le interazioni.

Pensa ad esempio a sistemi di intelligenza artificiale come Siri di Apple, Alexa di Amazon e Google Now che cercano attraverso il linguaggio umano un modo per migliorare l’esperienza dell’utente: gli assistenti digitali riconoscono e analizzano i comandi vocali, mentre i chatbot rispondono al testo, ma entrambi cercano di comprendere il linguaggio umano per migliorare l’esperienza dell’utente.

Comprendere la conversazione umana NON è un compito facile per un computer: le imprese di tutto il settore tech stanno lavorando duramente nella speranza di poter decifrare il codice del linguaggio umano prima di chiunque altro, utilizzando una combinazione di apprendimento automatico e di riconoscimento dei modelli.

I chatbot sono solo il punto di partenza

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Mentre la potenza degli assistenti digitali che rispondono al controllo vocale è innegabilmente impressionante, negli ultimi due anni le aziende stanno sempre più esplorando le capacità dei chatbot: sono due tipologie di software che possono rispondere alle stesse esigenze, ma i chatbot sono una tecnologia semplice che può facilmente rispondere ad una precisa esigenza.

Attualmente molte grandi aziende del settore tech stanno sviluppando chatbot con l’idea anche di progettare piattaforme più complesse: ad esempio Facebook ha annunciato ad aprile di aver aperto la sua piattaforma Messenger per chatbot di terze parti. Facebook Messenger ha attualmente più di 900 milioni di utenti mensili, e ora Facebook vuole trasformare la sua app di messagistica consentendo al suo interno anche transazioni commerciali.

Oltre 45.000 sviluppatori stanno attualmente utilizzando Wit.ai, la piattaforma acquisita da Facebook per creare chatbot per Facebook Messenger, mentre nel mese di marzo Microsoft ha annunciato Bot Framework, una serie di bot/assistenti virtuali particolarmente evoluti e avanzati.

Costruire un servizio clienti che non dorme mai

Quindi gli strumenti per costruire chatbot sono a portata di tutti, ma perché svilupparne uno?

Il più importante uso pratico del chatbot è legato al servizio clienti: se la tua azienda ha bisogno di un customer care ben organizzato perché i tuoi clienti hanno problemi o domande frequenti e consistenti, lo sviluppo di un chatbot è un modo semplice per ottimizzare l’interazione, per fornire informazioni ad un cliente più velocemente ed efficientemente di un normale servizio clienti.

La società di ricerche Gartner ha previsto che entro il 2017 solo un terzo delle interazioni del servizio clienti richiederà l’interazione umana. Ciò significa che il resto sarà gestito da software automatizzati come i chatbot. Nel mondo dei servizi in cui il rapporto con i clienti è il fattore più importante per il successo, questo tipo di bot potrebbe fornire un vero vantaggio competitivo.

Anche se il core della vostra azienda non è la customer care, un software di chatbot può comunque esservi utile, ad esempio come assistente personale nell’organizzare e ricordare incontri e appuntamenti. Un esempio pratico è X.ai, un bot amministrativo che ricorda gli appuntamenti per voi e vi aiuta a risparmiare tempo.

Fonte @X.ai

Attualmente c’è un numero incredibile di progetti e software per chatbot: entro il 2025, 12,7 milioni di posti di lavoro saranno creati per progettare e costruire robot e software per AI.

Le previsioni dunque ci indicano chiaramente che le chatbot saranno presenti nel futuro delle aziende e soprattutto nelle interazioni tra queste e i loro clienti: se non ci hai già pensato, il 2017 è l’occasione giusta per implementarla nel tuo business e fare la differenza con la concorrenza.

Naoko

Conseguita la Laurea In Scienze della comunicazione a Bologna, Naoko, al secolo Claudia Ingrassia, ha investito da subito tempo e passione nella ricerca dei nuovi confini digitali della comunicazione. Navigando nel web, ha preso contatto con le popolazioni della rete, partecipando attivamente ai loro rituali di aggregazione, social network in primis. Ha poi dato il suo contributo al mondo virtuale in veste di web editor per portali di cinema, musica e cultura della città di Bologna e su territorio nazionale. Nel mondo reale si è proposta come free lance per Festival di cinema, come consulente in comunicazione interna in settore ospedaliero, in comunicazione below the line, in gestione e organizzazione di eventi in associazioni culturali e teatrali e come fotografa a tempo perso. Ma "panta rei", tutto scorre, come diceva Eraclito. La bussola di Naoko ora punta verso i territori del Mobile e i trend che gli iDevice stanno definendo. Unitasi al clan dei Ninja, guarda già ai nuovi orizzonti della Life Mobile.

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