Apple punta sull’Healthcare: la tecnologia al servizio della sanità

Qualcuno diceva “La potenza è nulla senza il controllo”. Oggi potremmo trasformarlo in “La tecnologia è nulla senza uno scopo”: sembra essere questo il motto anche della partnership che coinvolge Apple e Aetna e che riguarda l’Healthcare.

Gli abbonati della compagnia assicurativa americana Aetna riceveranno il nuovo Apple Watch con uno sconto dedicato, in cambio dei loro valori in ambito salute e utilizzo.

Apple non è nuova all’interesse verso un utilizzo consapevole della tecnologia in ambito sanitario, basti pensare ai suoi kit: Researchkit e Carekit.

Il grande concorrente Android, intanto, pensa ai suoi software per i macchinari di diagnosi, per ora senza applicazione a smart watch o dispositivi individuali.

Apple e Aetna insieme per l’Healthcare

Ottobre 2016, la partnership è siglata: Apple e Aetna si accordano per fornire agli utenti la possibilità di acquistare i nuovi Apple Watch a prezzo scontato, trasformando, così, la tecnologia indossabile in un mezzo per l’assicurazione sulla vita.

Il patto consiste nella possibilità da parte della compagnia assicurativa Aetna di sviluppare app funzionanti attraverso l’impiego di Apple Watch, con funzionalità in grado di fornire all’utente la possibilità di tenere sotto controllo il suo stato di salute, misurare i suoi dati vitali e molto altro.

Il risultato? Aetna può intercettare lo stile di vita dei suoi clienti con la possibilità di creare e proporre piani assicurativi personalizzati, insomma molto più di inbound marketing.

Apple invece cosa ci guadagna? Sicuramente un’impennata delle vendite visto che la sperimentazione partirà dallo staff di Aetna, che avrà gli Smart Watch gratis come pubblico test, per poi passare alla vendita scontata di tutti gli abbonati che lo vorranno.

In secondo luogo anche la compagnia della mela potrà tracciare i comportamenti degli utenti e sarà quindi in grado di sviluppare un prodotto sempre più adatto alle esigenze del consumatore e iniziare ad aprirsi un mercato importante come quello dell’automedicazione e dell’Healthcare stesso.

Negli Stati Uniti le assicurazioni non sembrano essere nuove a queste iniziative, prima di Aetna, infatti, Cigna e UnitedHealthCare avevano creato partnership dal sapore tecnologico a tema automedicazione e tracciamento delle funzioni vitali con la possibilità per gli abbonati di acquistare smart watch e braccialetti a prezzi scontati.

Una prima rivoluzione è in atto: avere Apple Watch sarà utile oltre che cool.

Apple e sanità, ResearchKit e CareKit, i primi passi

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Due kit al servizio della sanità, uno per i ricercatoti e uno per gli utenti che permettono di fare grossi passi avanti nella trasformazione in chiave tecnologica di uno dei settori più importanti.

Al servizio della ricerca e degli studi in campo sanitario per combattere e debellare malattie o studiare cure sempre più efficaci, con la possibilità di creare app personalizzate in base ai risultati che si vogliono ottenere, questa è la definizione del ResearchKit di Apple.

I benefici di avere tale tecnologia a disposizione sono molteplici: in primo luogo l’incremento del pubblico in grado di partecipare alla ricerca, con conseguente possibilità di avere differenti case study ed informazioni per ottenere risultati più ampi ed approfonditi.

Inoltre la possibilità di utilizzare un qualsiasi device Apple per effettuare le analisi e gli studi senza dover, quindi, procurarsi grossi macchinari, difficili anche da trasportare.

Ma il nuovo approccio all’Healthcare funziona? La risposta sembra essere affermativa grazie all’esposizione dei primi casi di successo come la possibilità di fare analisi più approfondite e avere il quadro più chiaro sulla malattia del Parkinson, la creazione di una app che, con il supporto della fotocamera frontale dell’ iPhone, è in grado di diagnosticare una forma di autismo, o ancora, predire un attacco epilettico prima che si verifichi grazie ai sensori di movimento e di monitoraggio del battito cardiaco.

Apple non ha voluto escludere nemmeno il campo dell’auto-diagnosi creando il suo CareKit, una piattaforma open-source a disposizione degli sviluppatori per la creazione di app dedicate agli utenti, in grado di supportarli in una prima analisi diagnostica con la possibilità di contattare direttamente anche il medico o il reparto emergenze.

Alcuni esempi significativi del suo impiego riguardano le cure post-operatorie, con una app creata e personalizzata per tracciare la degenza e connettersi con il personale ospedaliero, la possibilità di tracciare lo stato e i sintomi di una malattia cronica in modo da richiedere un intervento più preciso e puntuale delle cure mediche, o tenere sotto controllo il diabete.

Insomma un iPhone non è mai stato tanto utile!

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E Android cosa fa per la tua salute?

Il grande e vero assente sembra Android nel panorama del Healthcare tecnologico, ma è davvero così?

Android non è ancora protagonista degli strumenti tecnologici utili all’automedicazione, ma questo non dimostra la sua assenza dal settore, anzi. La differenza è solo nella scelta del target.

Secondo alcuni report, infatti, il sistema sviluppato da Android risulterebbe il più diffuso in ambito macchine e sistemi di diagnosi a grandi livelli, come ospedali o centri specialistici, grazie alla sua facilità di utilizzo da parte dell’utente e da parte del personale che trova semplice la consultazione attraverso questo sistema.

I benefici misurati sono: una miglior interfaccia da parte dell’utilizzatore, anche grazie alla possibilità di personalizzazione da parte dei diversi sviluppatori; il vantaggio di una piattaforma open-source e la facilità di utilizzo; la possibilità di accedere ad un network di opinioni e protocolli utili al chiarimento di dubbi in merito all’utilizzo e programmazione; il touch screen, dato che Android è un sistema studiato apposta per l’applicazione in touch screen.

Emiko

Nata all’inizio di quei favolosi anni ‘90, Valentina è una ragazza curiosa e colorata, ma anche concreta ed organizzata, decide che l’economia era la sua strada, un’economia fatta di numeri, ma sopratutto d’idee e dell’arte di comunicarle. Quindi dei suoi studi tiene solo le lingue e, da ragioniera in erba, si trasforma in giovane markettara. Triennale in Marketing, Comunicazione Aziendale e Mercati globali in Bicocca, esperienza Erasmus all’estero alla Univerisidad Europea, Master in Marketing Management e una collaborazione in una start-up tutt’altro che tradizionale la rendono la macina idee che è oggi. La combinazione tra la passione per la lettura, una vocazione per il marketing e una vena da scrittrice conservata nel cassetto la mutano inoltre, all’occasione, in Emiko, novella Ninja orgogliosa di portare la sua nuova e scintillante divisa nera ed impaziente di condividere con voi le sue idee!

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