Ninja Digital Factory, il punto di vista dei vincitori

Si è conclusa lo scorso 19 marzo la Ninja Digital Factory, il percorso formativo di Ninja Academy caratterizzato dal metodo learning by doing legato al Master in Web Marketing & Social Media Communication (edizione ottobre 2015/marzo 2016). Ben 10 i gruppi di guerrieri che hanno partecipato a questa edizione, 4 su Roma e 6 a Milano. Da ottobre 2015 a marzo 2016 ogni team ha lavorato ad un progetto di Digital Strategy su Microsoft con il supporto dei tutor Raffaele Pironti a Roma, Michaela Matichecchia e Marco Magnaghi a Milano.

A giudicare i progetti sono stati chiamati: Luca La Mesa (Docente Ninja Academy), Vito Flavio Lorusso e Carlo Rinaldi (Microsoft), Simone Mariani (Interflora), Simone Tornabene (WHY) e Alessia Salvatori (Blogo).

Abbiamo chiesto a Paolo D’Alessio  del gruppo vincente romano “FailHarder” e a Giulio Raffaele portavoce dei vincitori meneghini “Sarada” di raccontarci le loro sensazioni ad esperienza conclusa!

Il gruppo FailHarder a Roma durante la presentazione

Quali sono i punti chiave del vostro progetto che credete abbiano conquistato la giuria?

Paolo:  Abbiamo dedicato moltissimo spazio al lavoro creativo, per mostrare le nostre idee e far immaginare i possibili risultati. Volevamo che il pubblico e la giuria toccassero con mano ciò di cui parlavamo, ed abbiamo così strappato tanti sorrisi di approvazione. Abbiamo dedicato molto spazio anche alla presentazione di strategie e tecniche innovative ed originali per relazionarsi e comunicare con il pubblico, ricevendo i complimenti della giuria.

Giulio: Crediamo di essere riusciti a coinvolgere i giurati facendogli vivere una bella storia: abbiamo ripercorso le diverse tappe del nostro viaggio alla scoperta del mondo Microsoft visto con gli occhi dei Millennial. Inoltre, crediamo che abbia avuto un ruolo rilevante anche la definizione iniziale di obiettivi di marketing e business chiari e ambiziosi, a cui abbiamo legato in maniera puntuale ogni nostra proposta per raggiungerli al meglio e con ogni strumento a disposizione.

Il gruppo Serada a Milano durante la presentazione

Nei vostri gruppi ci sono persone con background molto differenti. Come avete trovato punti comuni e come avete lavorato insieme?

Paolo: I componenti del nostro gruppo non solo hanno background differenti, ma appartengono anche a mondi diversi. Far coesistere la creatività e l’esuberanza di chi proviene dal mondo della comunicazione con la razionalità e l’approccio strutturato di chi proviene dall’informatica e dalla ricerca scientifica non è stato facile, soprattutto all’inizio. Fin da subito però abbiamo percepito che proprio questa diversità poteva essere la nostra marcia in più, e così è stato. Quindi abbiamo messo da parte le nostre individualità, per costruire una squadra vincente.

Giulio:  Inizialmente ci siamo assegnati delle regole per poter essere da subito operativi ma darci anche il tempo di conoscerci. Già dopo i primi brief sono emerse le capacità distintive di ognuno: siamo riusciti a valorizzarle e integrarle, in modo che il gruppo si sentisse rappresentato nella sua unità e allo stesso tempo emergessero tutte le individualità.

Quali sono le cose più importanti che avete imparato durante questa Factory?

Paolo: Per essere i migliori, come ci ha sempre consigliato il nostro tutor Raffaele, non bisogna mai essere banali, non bisogna limitarsi a fare il compitino, bisogna alzare l’asticella ed osare. Questo lo abbiamo capito fin da subito, per questo abbiamo chiamato il nostro gruppo Failharder. Ma osare richiede prima di tutto studio ed applicazione, solo chi ha la padronanza della materia e una buona conoscenza dell’azienda cliente può permettersi di proporre qualcosa di originale e innovativo con buone possibilità di fare centro.

Giulio: Da una parte abbiamo imparato a collaborare, a confrontarci, a supportarci a vicenda e a fare squadra. Dall’altra a lavorare per obiettivi e per scadenze, ad affrontare le tematiche da più punti di vista, approfondendo di volta in volta tutti i temi del master e tentando sempre di valorizzare il lavoro svolto per poi decidere una strategia di presentazione.

Tre motivi per cui consiglieresti di iscriversi alla Ninja Digital Factory?

Paolo: Uno perché la Factory è una competizione a tutti gli effetti, è un modo per mettersi in gioco e misurare i propri limiti. Due, ti costringe a mettere in pratica fin da subito quello che apprendi, con ritmi via via più intensi fino alla presentazione finale.

È un’esperienza di lavoro vera, reale, intensa e piacevole. Tre, durante la factory hai il supporto di un tutor esperto, di un importante professionista del settore, cosa che è assolutamente fondamentale per un’esperienza di questo tipo.

Giulio: In primis perché viene offerta la grande opportunità di apprendere non solo in teoria, ma anche in pratica. Ci si può confrontare con realtà diverse: nello specifico, noi abbiamo avuto la possibilità di lavorare su un progetto Corporate. Poi c’è la possibilità di sbagliare in un ambiente ancora protetto, grazie anche alla presenza di un tutor. E infine si ha l’opportunità di imparare a lavorare in gruppo e di conoscere esperti (e non) del settore e iniziare a costruirsi un network professionale.

 

Incuriosito dall’esperienza di Giulio e Paolo? Bene, allora non perdere la prossima Ninja Digital Factory…stay Ninja!

Felicia Mammone

Porta molto bene il nome che ha... sorride sempre, soprattutto quando scrive. Giornalista e social media manager è curiosa sia per natura e sia per deformazione professionale! Il suo mondo? Terzo settore, tv e digital!

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