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Final Fantasy VII: il remake firmato Square Enix

Il 12 giugno 2015 la Square Enix, durante la conferenza Sony dell’ultimo E3, ha annunciato l’uscita di un’esclusiva esplosiva per PlayStation 4, che ha lasciato gli appassionati di GDR (giochi di ruolo) a bocca aperta – per non dire spalancata. Sto parlando dell’attesissimo remake di Final Fantasy VII, la cui uscita ancora resta un’enigma, ma che ha già creato un hype degno di un futuro (si spera) capolavoro ludico.

Ecco il trailer presentato alla E3 2015.

Correva l’anno 1997…

Prima di parlare del remake, di cui a parte il trailer, pocanzi mostrato, si sa ancora ben poco, mi sembra doveroso aprire una piccola parentesi sul titolo firmato Square (ti ricordo che la Square Enix deriva da una fusione tra la vecchia casa informatica di Tokyo e la Enix), uscito in Europa nel novembre del 1997, per la (ormai vintage) PlayStation: Final Fantasy VII.

Ricordo ancora oggi l’emozione che provai, a 15 anni, quando riuscii a finire questo piccolo tesoro che poi ritrovai, con piacere, qualche anno fa, quando su Steam vidi approdare il porting per PC. Inutile nascondere che il mio profilo segna più di 300 ore giocate.

Il gioco, per quegli anni, era fantastico. La grafica 3D, l’ambientazione Steampunk, i personaggi carismatici e caratterizzati fino al midollo, le musiche sublimi di Nobuo Uematsu. Insomma il gioco perfetto. O almeno per me. Ma a giudicare dall’isterismo creato dalla notizia dello scorso giugno, non credo di essere l’unico a pensarla così.

Giusto per rinfrescare la memoria – o per mostrare la bellissima introduzione in computer grafica – ecco il filmato iniziale di Final Fantasy VII.

Come sarà il remake di Final Fantasy VII?

Epico e un completo disastro. No, non mi sono bevuto il cervello e non sono neanche il gatto di Schrödinger. Mi spiego meglio.

Chi non ha mai giocato al vecchio FFVII, sicuramente, resterà estasiato dalla NextGen e dal motore grafico che, stando al trailer di lancio, sembrerebbe essere all’altezza delle aspettative a cui mamma Square ci ha abituati negli anni: qualità, fluidità e innovazione.

Per chi, invece, guarda il remake con occhio critico, è facile intuire che non potrà mai essere simile al suo predecessore. Questo è un difetto? Io penso proprio di sì. Perché? Pensa semplicemente all’appeal che avrà. La grafica 3D di ultima generazione rovinerà l’atmosfera e le emozioni che riuscivano a donare quei modelli poligonali con le mani quadrate?

Ad esempio, i vecchi sfondi pre-renderizzati dovranno essere sostituiti da ambienti completamente in 3D. La metropoli di Midgar, i villaggi sparsi per il mondo, i templi, i numerosi minigiochi, le montagne, le decine di reattori Mako. Non so davvero come faranno a ricreare tutto questo. Il vecchio FFVII utilizza un simpatico escamotage: nulla è rappresentato in scala. Cloud, il protagonista, è più alto degli stessi edifici!

L’immersione richiesta dagli standard odierni, invece, imporrà a Cloud un rapporto proporzionale con il mondo che lo circonda. E questo, secondo me, ucciderà la magia.

Final Fantasy VII Remake: conclusioni

La nostalgia può fare cose meravigliose per un gioco. Fidati di me, io bevo nostalgia a colazione, quindi sono l’ultima persona che vorrebbe criticare un gioco non ancora uscito e che scuote corde emotive ben precise. Ma parliamoci chiaro: questo remake non è solo per i vecchi fan della serie, anzi. Erano invecchiati così bene Cloud e Tifa, c’era davvero bisogno di questo annuncio, che non mi farà dormire fino alla data di rilascio?

Tu cosa ne pensi? Comprerai una PlayStation 4 solo per poter ammirare le imprecazioni di Barrett su NextGen o continuerai a giocare al Final Fantasy VII degli anni ’90? Scrivi nei commenti le tue impressioni ed eventuali critiche alla mia “angry review“.

Kubayashi

Classe 82, laureato in Filosofia e Scienze Etiche, da sempre appassionato dell'uomo, delle sue passioni, di ciò che lo emoziona e lo spaventa. Amante della scrittura creativa e del web writing, curioso come una scimmia, ha fatto dell'hype la sua personale anfetamina mediatica. Appassionato ai videogames dai tempi dello Spectrum e dai primissimi Atari, ama definire se stesso: un retrogamer con una passione smodata per le curve... Quelle 3D ;)

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