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Lo scorso giugno Facebook ci ha rivelato di aver intenzionalmente manipolato l’algoritmo di alcuni utenti per testare la reazioni a post positivi e negativi. Il risultato? I social network possono propagare i sentimenti. Le reazioni non sono state positive: gli utenti non avevano dato il loro consenso per partecipare alla ricerca e si sono ritrovati la home piena di status tristi senza volerlo. Ecco perché il 2014 segna la prima volta in cui la tecnologia mette noi in un laboratorio e non viceversa. Riusciremo, prima o poi, a trovare la quadra sull’efficacia e sulla coerenza del display advertising?
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Non sarà stato facile farlo quando il resto del mondo ha gli occhi puntati su di te dopo la morte di Steve Jobs. Un grande passo per l’uomo, un enorme passo per la libertà. L’uomo a capo del brand più potente rivela di essere gay, sfumando di fatto la distinzione tra sfera privata e sfera professionale, sperando di ispirare positivamente altre persone.
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Cosa ci fanno Bradley Cooper, Ellen De Generes, Jennifer Lawrence, Brad Pitt & Co davanti ad una fotocamera interna di un Samsung? Un Selfie da Oscar, naturalmente, che ha superato il record di tweet più condiviso – spodestando il Presidente Obama e la First Lady. Selfie è stata decisamente tra le parole più utilizzate del 2014 – a tal punto da dedicarle anche una serie tv.
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Che Top Ten sarebbe senza una menzione ai video virali dell’anno? Nel 2014 la beneficenza e la felicità sono diventate contagiose. Con l’Ice Bucket Challenge ci siamo gettati addosso dell’acqua ghiacciata per la lotto contro la SLA, mentre con Happy di Pharrell abbiamo assistito nel 2014 all’esplosione di un potete video-meme musicale.
Ecco qui la sintesi dei marketing moments 2014: stiamo sviluppando una fortissima capacità di empatica simbolica e digitale che dà vita ad un fascio di condivisioni velocissimo e denso: il 2015 inizia con #JeSuisCharlie, un segnale triste ma inequivocabile del nostro bisogno di sentirci uniti e fare fronte comune. Per una buona causa ma anche per un brand, se ne esistono i presupposti!
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