Quello della vendita al dettaglio è un settore estremamente dinamico e in fase di evoluzione.
Il fondatore del sito Retail Prophet e autore di The Retail Revival: Re-Imagining Business for the New Age of Consumerism Doug Stephens ha affermato che i cambiamenti che si verificheranno per la vendita al dettaglio nei prossimi 10 anni saranno più sconvolgenti di quanto lo siano stati per i precedenti mille.
Stephens ha recentemente pubblicato 10 previsioni sul cambiamento della vendita al dettaglio che potrebbero verificarsi in quest’anno.
Doug Stephens afferma che i Neurobiologi tedeschi stanno mappando le onde cerebrali che si generano in risposta al prezzo di un prodotto per scoprire il modo in cui il cervello umano percepisce i prezzi e valore. I retailer hanno ora una capacità senza precedenti di utilizzare la tecnologia e fornire dati non solo su ciò che i consumatori dicono che faranno, ma su quello che fanno.
Amazon sta testando la consegna con drone in 30 minuti. Anche se l’idea di robot che realizzano le spedizioni potrebbe sembrare bizzarra, è proprio ciò che i consumatori si aspettano.
Per competere con la vendita al dettaglio online, i negozi fisici dovrebbero iniziare a diventare centri di distribuzione.
“Conosceremo bene chi è nel negozio, come i clienti si muovono nello spazio e come interagiscono con i prodotti, che saranno tutti immediatamente e continuamente quantificabili”, scrive Stephens. Quando entreremo in un negozio fisico la nostra cronologia di navigazione online ci seguirà e influenzerà l’esperienza fisica dello shopping. ”
Apple ha recentemente implementato la tecnologia bluetooth che rileva chi è nel negozio.
Si trasformerà il ruolo tradizionale dei media che da inserzionisti inizieranno a vendere i prodotti stessi. Per esempio, gran parte della rivista Harper Bazaar è già shoppable.
Gli spettacoli televisivi genereranno ricavi grazie alla vendita di prodotti, compenseranno la pubblicità la cui domanda è in calo..
In risposta agli scioperi per salari migliori, le aziende come McDonald’s e Wal-Mart inizieranno ad automatizzare le attività il più possibile.
Wal-Mart ha già installato 10.000 sistemi self-checkout e McDonald in Europa ha installato 7.000 touchscreen quest’anno.
L’anno scorso, eBay ha lanciato “vetrine digitali” a New York e a San Francisco che hanno permesso ai clienti di ordinare i prodotti e di prenotare la consegna per il giorno stesso. Stephens dice che questo è un modo semplice per i rivenditori di impressionare i clienti.
“Non solo questi impianti aggiungono un elemento di sorpresa e di varietà per i clienti, ma permettono anche ai marchi di aprire un negozio in sedi inusuali”, scrive Stephens. “Hanno bisogno di un inventario e, a parte il supporto tecnico periodico, non richiedono personale.”
I consumatori sono sempre più preoccupati per la loro privacy durante l’esperienza di shopping online e per questo inizieranno a pagare servizi che li tengano anonimi.
I rivenditori saranno costretti a fare di più per rassicurare i clienti sul fatto che i loro dati di acquisto siano al sicuro.
Mentre la classe media si indebolirà e la cultura si sposterà verso chi vivrà con meno, i consumatori potranno valutare i loro acquisti più da vicino.
“Auto, case, articoli per la casa ed elettrodomestici e case di vacanza saranno sempre più condivisi”, scrive Stephens.
Rent The Runway, che permette di affittare abiti da donna per occasioni speciali è l’esempio lampante di questa tendenza.
Nordstrom ha recentemente lanciato un programma in cui si mostra la merce più popolare su Pinterest. Questo social promette di diventare più popolare da quest’anno. Gli acquirenti vi ricercheranno recensioni e opinioni di altri consumatori.
I rivenditori inizieranno a testare il “prezzo dinamico” nei negozi, permettendo loro lo stesso vantaggio competitivo di siti come Amazon e Priceline.
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