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Flipboard chiude un round C di finanziamento da 100milioni di dollari

Noi Ninja abbiamo seguito fin dall’inizio la parabola ascendente di Flipboard, proprio perché abbiamo intuito la “non-convenzionalità” e innovatività di questa start up nell’approccio alla fruizione dei contenuti su mobile.

Con piacere oggi comunichiamo il raggiungimento di un traguardo importante: Flipboard ha chiuso la scorsa settimana il suo terzo round di finanziamenti con una seconda tranche da 50 milioni di dollari (la prima era stata erogata lo scorso settembre).

1. Valore, utenti, finanziamenti

La seconda quota del terzo finanziamento sarà erogata, come la prima, dal fondo di investimento Rizvi Traverse Management, e porterà ad un totale di 160 milioni di dollari raccolti dalla nascita della start up fino ad oggi: ricordiamo infatti un round A da 10 milioni nel 2010 e un round B da 50 milioni nel 2011. Tra gli investitori anche Goldman Sachs, Index Ventures e Insight Venture Partners.

Il finanziamento si accompagna ad un costante aumento nella base degli utenti: l’azienda ha infatti dichiarato di aver superato la soglia dei 100 milioni, dopo quella degli 85 milioni pubblicizzata subito dopo l’erogazione della prima metà del terzo round di finanziamento a settembre.

La valutazione dell’azienda è stata fissata a 800 milioni di dollari; poco meno del miliardo di cui si vociferava negli ambienti finanziari. Il valore di questa start up così innovativa risiede nella particolarità del suo business model che è riuscito ad evolversi nel tempo grazie ad una costante attenzione alle esigenze dell’ambiente circostante.

2. Il business model di Flipboard

Questo terzo massiccio finanziamento da 100 milioni di dollari è arrivato subito dopo il lancio, nel marzo del 2013, della versione 2.0 dell’app, che ha introdotto la possibilità di creare il proprio magazine personale, ordinando i propri contenuti preferiti, e di condividerlo con gli altri utenti tramite la piattaforma o i social network.

Queste nuove funzionalità sono state accompagnate da una crescente attenzione alla possibilità di monetizzazione dei contenuti, tramite la creazione di spazi pubblicitari non convenzionali per l’ambiente mobile.

3. Un modello di mobile advertising innovativo

Flipboard ha cavalcato l’onda della crescita del mobile, intercettando la necessità da parte dei brand di un certo tipo di trovare spazi adeguati per la propria pubblicità online.
Difficilmente infatti brand come Gucci o Burberry acconsentirebbero ad utilizzare dei semplici banner per pubblicizzarsi.

Flipboard, grazie alla sua attenzione al design e alla creazione di veri e propri magazine online può offrire a questi brand degli spazi per inserzioni che non hanno niente da invidiare a testate cartacee come Vanity Fair o Elle.

4. L’interazione tra il brand e l’utente di Flipboard

I brand a loro volta hanno la possibilità di creare i propri magazine, per veicolare in maniera efficace i propri valori, i propri contenuti o altri strettamente correlati alla loro immagine.

In questo modo si va a modificare anche l’interazione tra brand e utente: gli spazi pubblicitari acquistati dai brand su magazine di publishers terzi infatti non rimangono annunci statici. Cliccandoci su l’utente può essere reindirizzato al magazine del brand, dove potrà toccare – o meglio flippare – con mano i contenuti creati dal brand stesso.

5. E-commerce e cataloghi

Un altro passo in avanti nel business model di Flipboard è stata la possibilità data agli e-commerce di sfruttare la propria interfaccia da magazine per organizzare i propri prodotti e contenuti in veri e propri cataloghi, che hanno un effetto molto più emozionale e d’impatto per l’utente/cliente rispetto alla classica interfaccia retail dei propri siti. I cataloghi sono ovviamente direttamente collegati con gli shop on line per dare la possibilità al publisher di rendere i propri prodotti facilmente fruibili.

6. Editoria e abbonamenti

Ulteriori possibilità di business sono state sviluppate per gli editori professionali che decidono di utilizzare Flipboard come ulteriore canale di diffusione dei propri contenuti.

Il Financial Times ha per primo siglato un accordo secondo cui ci si può abbonare alla propria testata online direttamente da Flipboard, senza passare per il proprio sito ufficiale. Inoltre si sta già pensando a nuove opportunità, come ad esempio dare la possibilità agli utenti di abbonarsi a determinati tipi di contenuti o dover pagare per sbloccare singoli feed.

E voi cosa ne pensate della recente evoluzione di Flipboard? Lo utilizzate a livello personale? Lo utilizzereste per il vostro business? Come publisher o come inserzionisti?

 

Photo credits Thinkstock 

Kapoto

Sono laureata in Marketing e lavoro per il dipartimento innovazione di una società tedesca. Grazie ai miei studi e al mio lavoro ho sviluppato la passione per la customer experience in tutte le sue declinazioni (offline e online). In particolare mi affascinano le nuove frontiere del retail e le sue commistioni con il mobile e il social. Conservo tuttavia passioni tradizionali come i libri (cartacei), la musica (in vinile) e le riviste (offline).

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