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Parlare in pubblico, 10 strategie per gli introversi

1. Prepararsi, sempre

Soprattutto per i più timidi avere dimestichezza con il discorso è veramente importante. Quindi ripetere, ripetere, ripetere. Da soli, davanti allo specchio (lo so, sembra stupido ma è veramente utile) o con qualcuno. Cercate anche di stare al centro dell’attenzione nelle discussioni di gruppo con i vostri colleghi e amici per prendere dimestichezza con l’essere guardati. Esercitarsi renderà più automatico quello che dovete fare, e anche se sarete emozionati, sarete più sciolti. La prima fonte di paura del parlare in pubblico è proprio l’inconsapevolezza di come sta riuscendo la propria performance.

2. Riprendersi e rivedersi

Non è solo per gli attori. Se il tuo lavoro è a contatto con le persone, l’impressione che lasci conta (e pure parecchio). L’impressione si basa non solo su quello che dici, ma soprattutto come lo dici: il comportamento non verbale è il 90% della nostra comunicazione. Riprendendoti con la videocamera potrai focalizzarvi sui tuoi gesti, la postura, la mimica facciale, il movimento.

3. Mettiti nei panni di chi ascolta

Sei lì per loro, non per te. Quindi prova a capire perché sono lì e che cosa si aspettano di sentire. Anche se hai un argomento specifico di cui parlare, cerca di farlo aderire ai bisogni della tua audience. Ti sarà capitato sicuramente di assistere a lezioni e discorsi eccessivamente autoreferenziali: ricordati di capire il prima possibile come esser utile al tuo pubblico.

4. Studia quelli bravi

Nessuno nasce grande oratore. Tutti possono diventarlo. Guarda dei video di oratori importanti e prendi appunti. Sul sito TED, per esempio. Come si muovono? Come aprono il discorso, come lo chiudono? Come interagiscono con il pubblico? Alla fine, avrai analizzato quali aspetti puoi e vuoi integrare nel tuo discorso. Preferisci i video che includono il punto di vista dello speaker verso l’uditorio; inizierai così a familiarizzare con la sensazione.

5. Quali sono i tuoi punti di forza? Quali quelli di debolezza?

Non forzarti ad essere quello che non sei. Se non sei un comico, non sforzarti di far ridere il pubblico, un sorriso è più che sufficiente. Cerca di massimizzare le tua qualità durante la presentazione. Se sei una persona accogliente, fermati a scambiare qualche parola con il pubblico prima dell’inizio. Sei bravo a divulgare e spiegare? Concentrati sulle informazioni da scambiare. Sei bravo a raccontare storie? Costruiscine una.

6. Prendi dimestichezza con l’ambiente

Visita l’aula, sali sul palco, prova il microfono, guardati attorno: ma fallo in anticipo. Saprai così cosa ti aspetta e quali possono essere i problemi dell’aula (eco, distanza, visibilità, rumori…)

7. Sguardo e sorriso

Cerca di guardare le persone negli occhi. Non le devi fissare ma basta un contatto veloce (meno di 3 secondi). Se mantieni il contatto visivo, le persone si sentiranno incoraggiate a ricambiare e staranno quindi a sentire. Non guardare solo quelli in prima fila, cerca di portare lo sguardo in tutta l’aula (anche e soprattutto dietro). Sorridi, perché la specie umana è predisposta a benvolere chi gli sorride.

8. Sfrutta il 2.0

Prepara dei video e mettili in rete. Sarai perfezionista a tal punto da migliorare le tue capacità di oratore. Trova i testi dei discorsi famosi o di quelli che più ti piacciono; studiante composizione, struttura, argomentazioni.

9. Non avere fretta

Non mangiarti le parole. Scandiscile bene. Non devi dire tutto quello che sai sull’argomento ma solo quello che serve al pubblico. Meglio poche cose dette in maniera esaustiva e coinvolgente che una valanga di nozioni confuse.

10. Bevi!

Se capita un momento di stasi nello speech, bere può riempire l’imbarazzo del momento. Bevi senza troppa fretta, guardate lo schermo per riprendere il filo del discorso, fate un sorriso e ricominciate.

Koshiro

Classe 81,Viterbo, Psicologo, psicoterapeuta. Ho fondato i siti www.lopsicologodiinternet.it e www.lopsicologodelrock.it. Integro nella mia prassi professionale psicologia, rock e social media. Lavoro come clinico presso il mio studio privato e come psicologo scolastico presso diversi istituti della provincia di Viterbo. Formatore in competenze relazionali con più di 500 ore di esperienza. Ho scritto con Edoardo Giusti "Facebook per psicologi", primo libro italiano che fonde clinica e marketing riguardo i social network.

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