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Trail me Up: lo street view dei percorsi naturalistici [INTERVISTA]

Immaginatevi Google Street View in mezzo a foreste lussureggianti, sentieri dorati, dune di sabbia desertica o parchi naturali con panorami mozzafiato. Immaginate di poter visitare gli angoli più remoti del mondo in modalità completamente off-road rispetto ai percorsi asfaltati tradizionali.

Utopia? Avventure alla Indiana Jones?

No, è tutto realtà (virtuale). E si chiama Trail Me Up.

Trail Me Up è un sito web che offre trailviews a 360° di paesaggi che sono accessibili solo attraverso itinerari e percorsi a piedi: dai parchi naturali ai luoghi più sperduti e inospitali. Un’interfaccia che permette agli utenti di visitare queste location dalla prospettiva di chi fa hiking, con un format di realtà virtuale in cui ogni movimento o rotazione può essere colto da tutti gli angoli possibili.

Online da febbraio 2012 e nato con intento documentaristico e divulgativo, è un progetto che sta crescendo sempre di più. Testi e tracce audio sono contributi fondamentali e fanno in modo che, oltre alle potenzialità di Street View ci siano anche quelle di una vera enciclopedia naturalistica, geografica e geologica.

Avevamo già incontrato questo progetto alcuni mesi fa spiegandovelo sotto il punto di vista più “tecnico” e tecnologico: questa volta invece abbiamo intervistato Fabio Zaffagnini, CEO e Founder di Trail me Up, per farci raccontare i retroscena e le prossime tappe di questa avventura.

1- Come nasce Trail Me Up? Essendo un progetto molto originale è interessante scoprire l’intento originario da cui è partito.

L’idea è nata di ritorno da un viaggio in Patagonia. Dopo aver mostrato le foto ai miei amici, ho notato che quello che così tanto aveva emozionato me, non provocava lo stesso effetto su di loro. Quindi ho pensato a un modo per far rivivere quei luoghi attraverso lo schermo di un computer. In quel momento mi è tornato in mente il giorno in cui ho scoperto Google Streetview: per quasi una settimana non sono riuscito a lavorare, ero troppo impegnato a percorrere le strade americane, italiane, spagnole. Da lì il passaggio è stato breve: mi sono chiesto come sarebbe stato se Streetview fosse riuscito a percorrere anche i sentieri. Ho fatto una ricerca in rete e mi sono accorto che non esisteva niente di simile. Così mi son detto: “Lo faccio io!”. E da lì, era il 2011, non ho fatto altro che pensare a quello: mappare tutti i sentieri del mondo.

2 – Come decidete le mete del virtual trail?

Fino ad oggi, hanno corrisposto alle nostre ferie! Ma ora stiamo costruendo una roadmap in base alle adesioni dei mappatori che continuano ad arrivare ad una velocità vertiginosa.

 

3 – La vostra è un’alternativa a Google view con un target molto particolare. In estrema sintesi, qual è tutto il processo per creare una “trail view”?

È tutto molto semplice: raccogliamo le adesioni dei volontari, inviamo loro il nostro zaino. E aspettiamo le foto ed i contenuti che pubblicheremo sul nostro sito, a fronte di una lauta ricompensa (una maglietta).

4 – Attualmente ci sono Yosemite ed Etiopia, in progress la Cappadocia. Quali saranno le prossime mete?

Abbiamo già mappato e quindi siamo prossimi alla pubblicazione di altri sentieri mappati negli USA, in Tanzania, Turchia, Nuova Zelanda, Cuba. Entro breve partiremo poi in modo massiccio con l’Italia, più alcuni progetti molto ambiziosi che stiamo sviluppando, ma su cui vige il più profondo segreto.

Made in Italy vs Google: noi tifiamo per il primo, e voi amici ninja trekker?

Gabakeshi

Gabriella ha 31 anni, quando ne aveva 8 le piaceva scrivere i temi, fare gli esercizi di inglese e ascoltare la radio. A poco più di 20 anni di distanza le cose non sono cambiate poi tanto: fa la copywriter, adora l'accento americano e vive in simbiosi con un paio di cuffie enormi. Laureata in Comunicazione Multimediale e di Massa a Torino, per 5 anni ha collaborato con un giornale locale, poi ha conosciuto il marketing non convenzionale e ha capito che la sua penna avrebbe preso una direzione molto diversa. Per lei la vita ha senso perché esistono le lasagne, il cioccolato fondente, l'iPod, Benni e Pennac, la bicicletta, i lego, il mare, i Massive Attack e Florence + The machine, il colore ciano e la batteria.

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