10, perché il team è composto da 3 persone: un ingegnere informatico, un ingegnere gestionale ed un imprenditore di successo. Un mix di competenze, esperienza, passione e credibilità che ha prima interessato e poi convinto gli investitori. Ne sono certo, ha giocato un ruolo fondamentale e decisivo.
8, perché l’originalità dell’idea, convalidata dal premio Working Capital 2011 di Telecom Italia e supportata da un prototipo funzionante, è stata importante. È il punto di partenza, l’investitore ti guarda in qualche modo come un potenziale utente/cliente e l’idea deve essere affascinante, conquistare lui per primo. Non importa se poi non ricade nel tuo target, è importante però che capisca di cosa si parla e che possa elaborarne possibili applicazioni.
8. Per molti aspetti, questa domanda riprende la seconda riguardo l’originalità. L’idea per essere forte dev’essere originale e innovativa. Di per sé credo che l’innovatività sia stata importante, forse non determinante. Noi abbiamo vissuto l’innovatività del nostro progetto come un elemento caratterizzante, un punto di forza, supportato anche da una domanda di brevetto che porta a pensare ad un asset utilizzabile per diverse applicazioni.
Tuttavia non sono così sicuro che sia sempre stato al centro dei pensieri degli allora potenziali investitori. Insomma, un “nice to have” che se non ci fosse stato non avrebbe complicato il processo di raccolta.
9, perché il mercato ampio, internazionale e la possibilità di scalare velocemente sono elementi che hanno contribuito a convincere gli investitori. Sono gli elementi su cui si impostano i primi calcoli di potenziale redditività dell’investimento e, marginalità alla mano, hanno aiutato a considerare il progetto non solo una bella idea, ma una fonte di speculazione.
7, perché buona parte del processo di fundraising è stato fatto con solo una versione alfa privata, quindi nessun download. La due diligence è entrata nel vivo quando ancora il prodotto non era live mentre la stretta finale si è avuta in concomitanza del lancio del prodotto e i primi articoli.
Certamente l’esposizione mediatica ed una traction decente hanno aiutato perché hanno dimostrato la capacità del team di eseguire il piano ed ottenere risultati rilevanti. In linea generale, più si riesce a raggiungere risultati, anche piccoli, durante la due diligence, più si trasmettono segnali positivi agli investitori.
Il commitment conta più di tutto. Tutti e tre ci siamo presentati agli investitori dopo aver investito noi per primi denaro, tempo e parole! Ciascuno di noi ha contribuito secondo le proprie disponibilità, abbiamo lasciato le attività precedenti/parallele e ci siamo dati un orizzonte temporale in cui siamo stati disponibili a lavorare senza portare un soldo a casa. E abbiamo parlato con chiunque potesse indirizzarci e/o darci una mano, facendo leva principalmente sulla nostra faccia e credibilità.
Ad oggi sono convinto che qualità e commitment del team, ampiezza e scalabilità del mercato siano stati gli elementi decisivi nell’ambito del nostro processo di fundraising che si è concluso con un risultato molto soddisfacente!
Schizzato sui diversi social come trend topic di questi giorni, troviamo il nuovo spot Esselunga…
Oggi i social media sono i primi canali, in ordine di importanza, quando si tratta…
Lo spot di Esselunga è perfetto per il suo target di consumatori, forse è per…
I video, si sa, rappresentano un potente strumento di comunicazione. Creano connessioni immediate, reali e…
La nona edizione di Ecommerce HUB®, evento completamente dedicato all’ecommerce che si terrà il prossimo…
Nessun brand italiano di lusso prima di Gucci era riuscito ad ottenere la Certificazione della…
ll sito utilizza cookie di profilazione di terze parti per proporti messaggi pubblicitari in linea con le tue preferenze e cookie analytics per ottimizzare il sito. Cliccando "OK" o proseguendo la navigazione, accetti l'uso dei cookie. Per maggiori informazioni e disattivazione consulta l'informativa cookie completa.
Leggi di più