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YouTube brand channels italiani: ecco le best practices

Negli ultimi tempi c’è stato un notevole numero di esprimenti creativi che hanno interessato i brand channels YouTube.

Ma quali sono i migliori casi italiani?
Fondamentalmente si tratta di esempi raggruppabili in tre categorie, a seconda delle modifiche apportate alla pagina.

Cominciando dai brand channel più basici possiamo citare Enel, Clio Make Up e anche Geosec che, pur occupandosi di B2B nel settore dell’edilizia, ha scelto la strada del brand channel (e, a quanto ci risulta, è l’unico nel settore dell’edilizia ad avere un brand channel).


In tutti e tre i casi, al di là delle modifiche dello sfondo pagina, non ci sono soluzioni particolarmente innovative che differenzino l’uso del canale da quello classico.
Ciononostante – sia chiaro – l’impatto visivo è interessante e gradevole.

Diverso il caso del secondo gruppo di brand channels, mirati invece ad offrire un’esperienza di maggiore interattività per l’utente che – oltre a navigare i video secondo le modalità e e categorie consentite da YouTube – ha a disposizione ulteriori criteri di esplorazione.
Ciò è evidente nel caso del canale della regione Toscana, in cui i video sono navigabili in base alle caratteristiche geografiche dei luoghi (mare, montagna etc.), o il canale di Armani, con un header a mosaico in cui sono messi in evidenza i principali spot dei profumi del noto fashion brand.


Fa l’occhialino a questa struttura, pur restandone fuori, Casa.it, il cui brand channel è apparentemente focalizzato sulle categorie merceologiche (vendita, affitti, case nuove) offerte dal portale: apparentemente dicevo, perché cliccando sulle varie schede dell’header si viene ricondotti alla relativa sezione del sito, abbandonando dunque il canale YouTube. Insomma, un esempio interessante ma non strettamente appartenente a questo gruppo.

Infine, la terza categoria è quella in cui il canale YouTube diventa qualcosa di più di un semplice contenitore di video, offrendo una user experience stratificata.
Finora l’unico caso italiano è quello dell’ottimo Tim channel, che offre una serie di contenuti interattivi originali (no, non ve li svelo per non togliervi il divertimento!) ma, soprattutto, integrati con la più ampia campagna condotta da Tim sui vari media, che ha per protagonista Leonardo.


In questo caso il valore aggiunto è dato dallo user engagement creato dal canale, che si traduce in una maggiore vicinanza degli utenti alla campagna di comunicazione di Tim ma anche, naturalmente, ai servizi offerti dal noto gestore di telefonia che – come emerso dalla BrandZ Top 100 mondiale – è, insieme a Telecom Italia, l’unico brand italiano in classifica.
Senza dubbio, il migliore esempio italiano nella categoria oltre che un caso probabilmente unico nel nostro Paese.

E voi conoscete altri brand channels italiani?

Zatokih

Co-founder e Marketing Manager di TOK.tv, il social network per i fan dello sport con quartier generale in Silicon Valley. Ha un’esperienza decennale in ambito social media strategy e analysis: nel ruolo di consulente, ho collaborato con aziende – tra cui TIM, Eridania Tate & Lyle e LUISS Guido Carli – associazioni e startup. Nel 2016 ho pubblicato Digital Entrepreneur. Principi, pratiche e competenze per la propria startup (Franco Angeli) e nel 2015 è uscito Social media monitoring: dalle conversazioni alla strategia (Dario Flaccovio Editore). Dal 2010 ha svolto anche attività di docenza su questi temi. Nel 2011 ha conseguito un dottorato di ricerca tra Bologna e Nottingham con una tesi dedicata al social media marketing e al second screen. La trovate su emanuelazaccone.com e in giro per la Rete.

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